Le ricercatrici di Ingegneria incontrano bambini e bambine della Scuola primaria di Lorenzana per la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza
L'11 febbraio 2025, in occasione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, una delegazione di docenti e ricercatrici del Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni (DESTEC) dell’Università di Pisa ha partecipato a un evento speciale organizzato dalla Scuola primaria di Lorenzana dell’Istituto comprensivo di Fauglia.
La delegazione messa insieme da Eva Schito, ricercatrice in ingegneria energetica e delegata per le Questioni di genere e le pari opportunità del DESTEC, includeva altre quattro ricercatrici: Irene Spada, ricercatrice in ingegneria gestionale, che ha rappresentato insieme ad altre due dottorande, Diana Domenichini e Chiara Lelli, il loro gruppo di ricerca Business Engineering for Data Science, e Benedetta Marradi, ingegnera edile. L’iniziativa è stata promossa da Chiara Tracanna, insieme alle altre maestre della Scuola Primaria di Lorenzana, che adotta il modello di scuola Senza Zaino e accoglie in totale 70 bambini tra la prima e la quinta.
L’obiettivo della giornata di avvicinare bambine e bambini alle discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) è stato colto dalle docenti e ricercatrici del DESTEC attraverso esperimenti pratici e momenti di confronto, realizzando diverse attività per le varie classi, coinvolgendo le bambine e i bambini ai loro ambiti di studio e ricerca attraverso il gioco e gli esperimenti.
Per i più piccoli della prima e della seconda classe sono state svolte due attività. Eva Schito ha realizzato insieme alle bambine e ai bambini degli esperimenti utilizzando una termocamera collegata a uno smartphone: hanno osservato come gli oggetti e il corpo umano emettono calore, al fine di comprendere i concetti di temperatura e radiazione infrarossa.
Irene Spada, insieme a Diana Domenichini e Chiara Lelli, ha introdotto le bambine e i bambini in un viaggio nell’Intelligenza Artificiale (AI) attraverso un approccio ludico e narrativo.
Benedetta Marradi ha svolto con i bambini più grandi, delle classi terza, quarta e quinta, l’attività “misura e costruisci la classe che vorresti”. Attraverso misuratori laser e software di progettazione 3D, hanno preso le misure della loro aula e immaginato la classe ideale, esplorando i concetti di spazio, progettazione e design architettonico.
L’evento si è concluso con un’intervista in cui i bambini e le bambine hanno avuto la possibilità di porre domande alle docenti, scoprendo da vicino il loro percorso accademico e professionale nel mondo della scienza e dell’ingegneria.
La partecipazione dell’Università di Pisa e del Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni a questa giornata testimonia l’importanza di iniziative che promuovano la presenza femminile nelle discipline scientifiche fin dall’infanzia, ispirando le nuove generazioni a esplorare il mondo della scienza senza barriere di genere.
L’evoluzione dell’alta formazione in un volume curato dal Consorzio Quinn
Il Consorzio Quinn celebra oltre 35 anni di impegno nella formazione avanzata con “L’Evoluzione dell’Alta Formazione”, una pubblicazione che ripercorre le trasformazioni del settore e ne racconta il ruolo strategico nel favorire il cambiamento e l’innovazione. Curato da Giacomo Petrini, responsabile Alta Formazione, Ricerca e Sistemi di Gestione del Consorzio Quinn, il volume raccoglie il contributo di esperti e professionisti che hanno vissuto in prima linea l’evoluzione dell’alta formazione come leva strategica per la crescita delle persone e delle organizzazioni.
“Fare accadere il cambiamento è ciò per cui lavoriamo, studiamo, progettiamo e ci confrontiamo ogni giorno in Consorzio – sottolinea Ilaria Campana, direttrice del Consorzio Quinn – Una missione che trova nell'Alta Formazione non solo un grande alleato ma una vera e propria condizione abilitante. Questa pubblicazione attinge a piene mani da una storia di Alta Formazione del Consorzio lunga 35 anni e rappresenta il racconto vivo di centinaia di progetti di cambiamento "in campo". Grazie a Giacomo Petrini per aver saputo raccontare questa esperienza, a tutti coloro che hanno messo a disposizione i loro preziosi contributi e un grazie speciale al nostro Roberto Mirandola”
La pubblicazione è strutturata in tre sezioni, ciascuna dedicata a temi centrali che hanno plasmato il panorama formativo negli ultimi trent’anni: “Evoluzione dell’Alta Formazione”, in cui si fa un’analisi dell’esperienza trentennale del Consorzio Quinn, dalla sua fondazione nel 1989 sotto la guida del Prof. Roberto Mirandola, fino ad oggi. Roberto Mirandola, Giacomo Petrini, Roberta Giunta e Alessia Sebastiano riflettono sull’evoluzione dei percorsi master, evidenziandone il valore e la capacità di adattarsi ai cambiamenti.
Si prosegue con uno sguardo su esperienze di formazione settoriale altamente specializzate. Mara D’Amico e Silvia Ubaldini (ISPRA) raccontano l’esperienza ventennale delle Scuole EMAS, nate per formare esperti nella gestione ambientale, mentre Gianvito D’Aprile e Massimo Giacomelli (Lattanzio KIBS) analizzano il ruolo dell’e-learning nella Pubblica Amministrazione. Completano la sezione Enzo Di Giulio ed Elisabetta Pisatti (Eni Corporate University), che esplorano il legame tra formazione, transizione energetica e sostenibilità.
La sezione “Formazione al Cambiamento” approfondisce la formazione come leva per la gestione del cambiamento. Marco Bernardini e Ilaria Campana (Consorzio Quinn) illustrano l’importanza di formare figure chiave per affrontare le trasformazioni tecnologiche e organizzative, mentre Giacomo Petrini e Gianpiero Negri presentano Innovation Way, una suite di laboratori pensata per l’innovazione nelle PMI. Gianpiero Negri riflette inoltre sulla formazione all’imprenditorialità, basandosi su esperienze con studenti e startup.
L’ultima sezione “Formazione e Tecnologia” esamina il rapporto tra alta formazione e innovazione tecnologica. Luca Santoni (Regione Toscana) presenta l’esperienza di TRIO, la piattaforma di e-learning della Regione Toscana, mentre Niccolò Viale approfondisce l’impatto della gamification nei percorsi formativi. Anna Monreale e Daniela Rotelli dell’Università di Pisa chiudono la sezione con un’analisi sull’uso dell’Intelligenza Artificiale in ambito educativo, evidenziandone opportunità, limiti e implicazioni etiche.
Più di un’opera di approfondimento, la pubblicazione è un racconto corale che, attraverso la voce degli autori, offre una prospettiva concreta su come la formazione abbia accompagnato e abilitato il cambiamento in diversi contesti. "La lettura di questo testo ci sprona e dà gli stimoli ad andare avanti a migliorare la capacità di trasformazione, di “fare accadere” che ha l’alta formazione," afferma Giacomo Petrini, curatore della pubblicazione.
“L’Evoluzione dell’Alta Formazione” è disponibile gratuitamente sul sito www.consorzioquinn.it.
(Fonte Ufficio Stampa Consorzio Quinn).
First census of the flora of the Pisa area: 1404 species in total, 112 of which alien
The city of Pisa is considered the cradle of modern botany: in 1543, during the Renaissance, the first academic botanical garden in the world was founded at the University of Pisa. However, despite this illustrious history, there has never been a complete list of all species and subspecies of vascular plants (ferns, conifers, flowering plants) that grow spontaneously in the Pisa area.
This gap was filled by a group of botanists from the University of Pisa – Lorenzo Peruzzi, Gianni Bedini and Jacopo Franzoni of the Department of Biology, and Iduna Arduini of the Department of Agricultural, Food and Agro-environmental Sciences – along with Brunello Pierini, a passionate scholar of the subject. The group conducted a study, recently published in the international journal Plants, which examined a total of 1404 species and subspecies, 112 of which alien, in the Pisa area.
“Despite the marked urbanisation of the area, we have documented significant floristic richness, with 33% more native species than expected,” says Lorenzo Peruzzi, Full Professor of Systematic Botany. “Unfortunately, however, alien species are also strongly represented, with 34.9% more than expected.”
From a conservation perspective, the inventory includes some endangered plants, most of which were found in the nature reserve of the Parco Naturale Regionale di Migliarino – San Rossore – Massaciuccoli. Specifically, there are four vulnerable species (Butomus umbellatus, Leucojum aestivum subsp. Aestivum, Ranunculus ophioglossifolius, Thelypteris palustris), nine endangered species (Anacamptis palustris, Baldellia ranunculoides, Cardamine Apenina, Centaurea aplolepa subsp. Subciliata, Hottonia palustris, Hydrocotyle vulgaris, Sagittaria sagittifolia, Solidago virgaurea subsp. Litoralis, Triglochin barrelieri) and one critically endangered species (Symphytum tanaicense).
All the work was based on existing literature and field observations recorded in the Wikiplantbase online database #Toscana and in iNaturalist.
“The problem of biological invasions is very significant in the Pisa area,” comments Iduna Arduini, Associate Professor of Environmental and Applied Botany, “among the 45 invasive alien species documented in the study, there are 4 species of union relevance, i.e. those whose negative impact is so serious that it requires coordinated and uniform action at the European Union level, and one species, Salpichroa origanifolia, which is locally very invasive”.
“The main source of the floristic data used is Wikiplantbase #Toscana,” continues Gianni Bedini, Full Professor of Systematic Botany, “a freely accessible floristic database from which we were able to extract 12,002 reports, available thanks to the efforts of numerous active collaborators, illustrating the crucial role played by the so-called Citizen Science in gathering important floristic information”.
“This work, in addition to taking stock of the floristic knowledge of the city, will also provide the basic data for the project IDEM FLOS, financed through a cascade grant call by the National Biodiversity Future Center, with the University of Trieste as the lead partner,” concludes Jacopo Franzoni, research fellow in Systematic Botany. “It will also allow us to build a tool for the identification of all these species, which will be made freely available to the local population by 2025.”
Lectures Programme
Structural and cultural determinants
Lecture 1. Historical legacies, decolonisation and responsibility in global health
Wednesday 26 February, 15-17 p.m.
Philosophy of science, responsible research and innovation, history of medicine with special reference to colonial and post-colonial approaches in global health, equitable partnership and ethics in global public health research and interventions.
Lesson 2. Peace as a horizon of shared well-being
Wednesday 5 March, 3-5 p.m.
Relationship between health and peace, conflict, war and peacebuilding, impact of war on the health of civilian populations, humanitarian health interventions in war zones.
Lesson 3. Culture and society in medicine
Wednesday 12 March, 3-5 p.m.
Elements of anthropology and sociology, qualitative methods in health research, cultural and social factors related to behaviour, including deviance, and health outcomes from an intersectional perspective.
Lesson 4. Workshop on languages and positioning in global health
Wednesday 19 March, 3-5 p.m.
Workshop on language, differences and conflicts; workshop on qualitative research and ways of relating to patients/participants/partners in global public health projects.
Environmental determinants
Lesson 5. The health of populations
Wednesday 26 March, 15-17 p.m.
Measuring the health of populations, surveillance and disease burden, epidemiology of communicable diseases, environmental epidemiology and risk measurement.
Lecture 6. One Health: (re)emerging infectious diseases
Wednesday 2 April, 3-5 p.m.
Interdependencies between human, animal and environmental health and integrated surveillance, climate change, habitat disturbance, migratory and commercial movements. Focus on zoonotic, vector-borne and food-borne diseases.
Lecture 7. One Health: Food safety, quality and sustainability
Wednesday 9 April, 15-17 p.m.
Environmental sustainability of agricultural and livestock production, food safety and quality, agri-food policies and health, healthy and sustainable diets.
Lecture 8. Workshop on control of (re)emerging diseases
Wednesday 16 April, 3-5 p.m.
Workshop on investigation of an emerging disease outbreak (e.g. vector-borne diseases, zoonoses); workshop on implementation of health risk management and control interventions (e.g. pesticide use, foodborne disease outbreak, food contamination).
Legal and Economic Determinants
Lesson 9. Health between individual and social responsibility
Tuesday 7 May, 3-5 p.m.
Agenda 2030 and the Sustainable Development Goals, resource constraints and well-being, individual and societal responsibility for health outcomes.
Lecture 10. Inequalities in health
Wednesday 14 May, 3-5 p.m.
Determinants of health and their evolution over time, the concept of vulnerability and stigma, inequalities and the right to health. Focus on gender and migrants.
Lecture 11. New technologies and health: a question of access
Wednesday 21 May, 3-5 p.m.
Commercial determinants of health and conflict of interest. Focus on drugs, biomedical devices and artificial intelligence.
Lecture 12. Workshop on conflict of interests in health
Wednesday 28 May, 3-5 p.m.
Workshop on advocacy and conflict of interest in health policies (e.g. front of pack labelling, tobacco control, sugar tax); Workshop on welfare, right to health and ecological transition; Workshop on stakeholder involvement in the design, production and distribution process of a new technology.
UNIPI lecturers
Daniele Antichi
Andrea Armani
Gianluca Brunori
Fabrizio Bruschi
Mauro Capocci
Virginia Casigliani
Florinda Coro
Claudio Davini
Simone d'Alessandro
Caterina di Pasquale
Francesca Galli
Roberto Gronda
Valentina Mangano
Simone Marinai
Marcello Mele
Maurizio Mazzei
Anna Monreale
Gerardo Pastore
Enza Pellecchia
Caterina Rizzo
Elettra Stradella
Lara Tavoschi
Marco Verani
External lecturers
Aleksandra Buha Djordjevic (University of Belgrade, Circle U.)
Alice Fabbri (University of Bath)
Rosie Mayston (King’s College London, Circle U.)
Sandy Tubeuf (UCLouvain, Circle U.)
Jacopo Tomasina (Emergency)
Carlotta Monti (Casa della Donna di Pisa)
Censita per la prima volta la flora del Comune di Pisa, in totale sono presenti 1404 specie di cui 112 aliene
La città di Pisa rappresenta un po' la culla della Botanica moderna: nel 1543, durante il Rinascimento, proprio all’Università venne fondato il primo Orto Botanico accademico al mondo. Ma nonostante questa illustre storia, ancora oggi mancava un elenco completo di tutte le specie e sottospecie di piante vascolari (felci, conifere, piante a fiore) che crescono spontaneamente nel Comune di Pisa.
A colmare questa lacuna è stato un gruppo di botanici dell’Università di Pisa, Lorenzo Peruzzi, Gianni Bedini e Jacopo Franzoni del Dipartimento di Biologia e Iduna Arduini del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali a cui si è aggiunto Brunello Pierini, studioso appassionato della materia. Il risultato è stata una ricerca appena pubblicata sulla rivista internazionale Plants che ha censito nel Comune di Pisa un totale di 1404 tra specie e sottospecie, di cui 112 aliene.
"Nonostante la marcata urbanizzazione dell'area, abbiamo documentato una importante ricchezza floristica, con il 33% di specie native in più rispetto all'atteso - afferma Lorenzo Peruzzi, professore ordinario di Botanica sistematica - ma purtroppo, anche le specie aliene sono molto rappresentate, con il 34,9% in più rispetto alle aspettavive".
Dal punto di vista conservazionistico, l’inventario comprende alcune piante a rischio di scomparsa che in gran parte sono state trovate nell'area protetta del Parco Naturale Regionale di Migliarino – San Rossore – Massaciuccoli. In particolare, sono quattro le specie vulnerabili (Butomus umbellatus , Leucojum aestivum subsp. aestivum , Ranunculus ophioglossifolius, Thelypteris palustris), nove quelle minacciate (Anacamptis palustris, Baldellia ranunculoides, Cardamine apennina, Centaurea aplolepa subsp. subciliata, Hottonia palustris, Hydrocotyle vulgaris, Sagittaria sagittifolia, Solidago virgaurea subsp. litoralis , Triglochin barrelieri) e una gravemente minacciata (Symphytum tanaicense).
"Il problema delle invasioni biologiche è molto rilevante nel Comune di Pisa - commenta Iduna Arduini, professoressa associata di Botanica ambientale e applicata - Tra le 45 aliene invasive documentate nello studio, ve ne sono 4 di rilevanza unionale, piante cioè i cui effetti negativi sono talmente rilevanti da richiedere un intervento coordinato e uniforme a livello di Unione Europea, e una, Salpichroa origanifolia, localmente molto invasiva".
"La fonte primaria dei dati floristici utilizzati è rappresentata da Wikiplantbase #Toscana," - continua Gianni Bedini, professore ordinario di Botanica sistematica - un database floristico liberamente accessibile da cui abbiamo potuto estrarre ben 12.002 segnalazioni, disponibili grazie allo sforzo di numerosi e attivi collaboratori, ben esemplificando il ruolo cruciale giocato anche dalla cosiddetta Citizen Science nell'accumulare importanti informazioni di tipo floristico".
"Questo lavoro, oltre a fare il punto sulle conoscenze floristiche della città, fornirà anche i dati di base per il progetto IDEM FLOS, finanziato nell'ambito di un bando a cascata del National Biodiversity Future Center, con l'Università di Trieste come partner capofila - conclude Jacopo Franzoni, assegnista in Botanica sistematica - consentendoci di costruire uno strumento per l'identificazione di tutte queste specie, che sarà reso liberamente accessibile entro il 2025 e potrà essere usato per diffondere le conoscenze della flora locale alla popolazione".
Censita per la prima volta la flora del Comune di Pisa, in totale sono presenti 1404 specie di cui 112 aliene
La ricerca dell’Università di Pisa pubblicata sulla rivista Plants rivela una ricca diversità floristica, anche se le specie aliene superano le aspettative
La città di Pisa rappresenta un po' la culla della Botanica moderna: nel 1543, durante il Rinascimento, proprio all’Università venne fondato il primo Orto Botanico accademico al mondo. Ma nonostante questa illustre storia, ancora oggi mancava un elenco completo di tutte le specie e sottospecie di piante vascolari (felci, conifere, piante a fiore) che crescono spontaneamente nel Comune di Pisa.
A colmare questa lacuna è stato un gruppo di botanici dell’Università di Pisa, Lorenzo Peruzzi, Gianni Bedini e Jacopo Franzoni del Dipartimento di Biologia e Iduna Arduini del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali a cui si è aggiunto Brunello Pierini, studioso appassionato della materia. Il risultato è stata una ricerca appena pubblicata sulla rivista internazionale Plants che ha censito nel Comune di Pisa un totale di 1404 tra specie e sottospecie, di cui 112 aliene.
"Nonostante la marcata urbanizzazione dell'area, abbiamo documentato una importante ricchezza floristica, con il 33% di specie native in più rispetto all'atteso - afferma Lorenzo Peruzzi, professore ordinario di Botanica sistematica - ma purtroppo, anche le specie aliene sono molto rappresentate, con il 34,9% in più rispetto alle aspettavive".
Dal punto di vista conservazionistico, l’inventario comprende alcune piante a rischio di scomparsa che in gran parte sono state trovate nell'area protetta del Parco Naturale Regionale di Migliarino – San Rossore – Massaciuccoli. In particolare, sono quattro le specie vulnerabili (Butomus umbellatus , Leucojum aestivum subsp. aestivum , Ranunculus ophioglossifolius, Thelypteris palustris), nove quelle minacciate (Anacamptis palustris, Baldellia ranunculoides, Cardamine apennina, Centaurea aplolepa subsp. subciliata, Hottonia palustris, Hydrocotyle vulgaris, Sagittaria sagittifolia, Solidago virgaurea subsp. litoralis , Triglochin barrelieri) e una gravemente minacciata (Symphytum tanaicense).
"Il problema delle invasioni biologiche è molto rilevante nel Comune di Pisa - commenta Iduna Arduini, professoressa associata di Botanica ambientale e applicata - Tra le 45 aliene invasive documentate nello studio, ve ne sono 4 di rilevanza unionale, piante cioè i cui effetti negativi sono talmente rilevanti da richiedere un intervento coordinato e uniforme a livello di Unione Europea, e una, Salpichroa origanifolia, localmente molto invasiva".
"La fonte primaria dei dati floristici utilizzati è rappresentata da Wikiplantbase #Toscana," - continua Gianni Bedini, professore ordinario di Botanica sistematica - un database floristico liberamente accessibile da cui abbiamo potuto estrarre ben 12.002 segnalazioni, disponibili grazie allo sforzo di numerosi e attivi collaboratori, ben esemplificando il ruolo cruciale giocato anche dalla cosiddetta Citizen Science nell'accumulare importanti informazioni di tipo floristico".
"Questo lavoro, oltre a fare il punto sulle conoscenze floristiche della città, fornirà anche i dati di base per il progetto IDEM FLOS, finanziato nell'ambito di un bando a cascata del National Biodiversity Future Center, con l'Università di Trieste come partner capofila - conclude Jacopo Franzoni, assegnista in Botanica sistematica - consentendoci di costruire uno strumento per l'identificazione di tutte queste specie, che sarà reso liberamente accessibile entro il 2025 e potrà essere usato per diffondere le conoscenze della flora locale alla popolazione".
Link articolo scientifico:
https://www.mdpi.com/2223-7747/14/3/307
Didascalie foto
Anacamptis morio, fotografata presso Calambrone
Anthemis maritima subsp. maritima, fotografata presso Calambrone
Asphodelus tenuifolius, fotografato sulle Mura di Pisa
Convolvulus soldanella, fotografata presso Calambrone
Ophrys apifera, fotografata presso Calambrone
Periploca graeca, fotografata presso Calambrone
Quercus suber, fotografata presso Coltano
Ruta chalepensis, fotografata sulle Mura di Pisa
Spiranthes spiralis, fotografata presso Coltano
Symphytum tanaicense, fotografato presso Coltano
Trifolium micranthum, fotografato presso Coltano
Il telescopio KM3NET rivela il neutrino più energetico mai osservato
Uno straordinario evento, compatibile con un neutrino dell’energia stimata di circa 220 PeV (220 x 1015 elettronvolt o 220 milioni di miliardi di elettronvolt), è stato rivelato il 13 febbraio 2023 dal rivelatore ARCA del telescopio sottomarino per neutrini KM3NeT. Questo evento, denominato KM3-230213A, è il neutrino più energetico mai osservato e fornisce la prima prova che nell’universo vengono prodotti neutrini di energie così elevate.
Dopo un lungo e accurato lavoro di analisi e interpretazione dei dati sperimentali, la Collaborazione scientifica internazionale KM3NeT riporta i dettagli di questa fantastica scoperta in un articolo pubblicato su Nature, e nel corso di un evento trasmesso in diretta dalle sedi dell’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, tra i fondatori e principali contributori del progetto, a Roma, del CNRS Centre National de la Recherche Scientifique a Parigi e di Nikhef National Institute for Subatomic Physics ad Amsterdam.
L’esperimento ha visto anche un contributo particolare dell’Università di Pisa, con il professor Simone Marinai del Dipartimento di Giurisprudenza e della professoressa Claudia Cinelli del Dipartimento di Scienze Politiche, che si sono occupati dello studio delle problematiche giuridiche in materia di diritto internazionale del mare, essenziali per l’installazione e la protezione del telescopio.
Anche la Ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha rilasciato a commento dell’importante risultato: "È entusiasmante vedere come il progetto KM3NeT ci stia offrendo oggi uno sguardo nuovo sull'universo. È un eccezionale passo avanti nella conoscenza, una scoperta che apre a straordinarie prospettive scientifiche. Un successo che conferma ancora una volta la qualità della nostra comunità scientifica e l'importanza degli investimenti che stiamo facendo come Ministero nelle infrastrutture di ricerca. Siamo sulla strada giusta, quella del progresso della scienza con il rafforzamento delle collaborazioni scientifiche internazionali. E l'Italia c'è, l'Italia ha un ruolo da protagonista”.
Leggi la notizia completa sul sito dell’INFN.
Consegnato a Ingegneria il premio di studio alla memoria di Daniele Tampucci
Il 7 febbraio 2025, presso l’Aula Magna “U. Dini” della Scuola di Ingegneria, è stato consegnato il premio di laurea intitolato alla memoria dell’ing. Daniele Tampucci, riservato ai laureati magistrali in Ingegneria Meccanica o Aerospaziale dell’Università di Pisa con titolo conseguito tra il 1° luglio 2023 e il 30 giugno 2024, con una tesi svolta presso Nuovo Pignone su tematiche legate a progettazione e Costruzione di macchine a fluido.
Ad aggiudicarsi il premio è stato Matteo Conforti, originario di San Gimignano (SI), laureato in Ingegneria meccanica e autore della tesi “Studio di modelli costitutivi per l’analisi strutturale di componenti operanti ad alta temperatura” discussa con i professori Leonardo Bertini, Bernardo Disma Monelli e l’ing. Federico Bucciarelli di Baker Hughes.
Il premio di laurea alla memoria di Tampucci, giunto oggi alla seconda edizione, è stato istituito dall’azienda Baker Hughes Nuovo Pignone in collaborazione con l’Università di Pisa e d’intesa con la famiglia. Daniele Tampucci si era laureato nel 1999 presso l’Ateneo di Pisa, svolgendo poi la sua attività professionale all’interno degli uffici responsabili della progettazione di turbine a vapore del Nuovo Pignone.
Alla cerimonia hanno assistito la madre e la sorella, rappresentanti del Nuovo Pignone e numerosi docenti e studenti e, dopo una breve prolusione di saluto del professor Gabriele Pannocchia, presidente della Scuola di Ingegneria, l’Ing. Luca Giacomelli, collega di lavoro di Daniele Tampucci, ne ha ricordato la figura.
Il professor Leonardo Bertini, membro della commissione giudicatrice, ha quindi letto la motivazione relativa all’attribuzione del premio a Matteo Conforti, sottolineando in particolare che la sua tesi ha consentito di “migliorare le capacità predittive della vita di componenti di turbomacchine soggetti sia a ciclaggio termico che a esposizione a temperature elevate, contribuendo agli obbiettivi aziendali riconducibili a tematiche di “energy transition”.
Il premio che è stato quindi consegnato al vincitore dalla madre dell’Ing. Tampucci.
Transizione digitale nei trasporti: firmata una convenzione quadro tra Università di Pisa e Hitachi Rail GTS Italia
L’Università di Pisa e Hitachi Rail GTS Italia – azienda che si occupa mobilità globale e di innovazione tecnologica nei trasporti, entrata a far parte del gruppo HITACHI Rail – hanno firmato una convenzione quadro per una collaborazione strategica in ambito di ricerca e innovazione nel settore dei trasporti.
L’accordo, che avrà una durata di cinque anni, è stato sottoscritto lunedì 10 febbraio nella Sala Mappamondi del Rettorato da Riccardo Zucchi, rettore dell’Università di Pisa, e da Carlo Piacenza, CEO & Country Director di Hitachi Rail GTS Italia. Alla firma erano presenti anche Gianluca Mandò, Head of Research, Technology & Innovation di Hitachi Rail GTS Italia, Chiara Galletti, delegata per le relazioni con le imprese, il professor Marco Luise, esperto e professore ordinario in telecomunicazioni del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, e Cristiana Barghini, coordinatrice dell’Unità Rapporti con le imprese e accelerazione d'impresa dell’Ateneo.
Hitachi Rail GTS Italia, con sede a Sesto Fiorentino, è leader nel settore della mobilità globale e dell’innovazione tecnologica dei trasporti. La convenzione con il nuovo assetto della Hitachi Rail GTS Italia segna l’inizio di una collaborazione strategica che unisce le competenze ingegneristiche e digitali di dell’azienda con l’eccellenza accademica dell’Università di Pisa. L’obiettivo è promuovere la ricerca e l’innovazione nell’ambito della trasformazione digitale dei trasporti pubblici, con progetti mirati sia alla formazione che allo sviluppo tecnologico.
Grazie alla convenzione, potranno essere supportati tirocini per tesi di laurea, finanziati dottorati e attività di ricerca congiunte, allo scopo di potenziare la strategia di innovazione dell’azienda e valorizzare le competenze nel mondo della ricerca. Hitachi Rail GTS Italia e l’Università di Pisa potranno sviluppare progetti ambiziosi in ottica di valorizzazione del talento accademico e favorire il trasferimento tecnologico tra il mondo della ricerca e quello dell’industria, contribuendo al progresso della mobilità sostenibile e intelligente.
"La convenzione firmata oggi si inserisce all’interno della strategia di valorizzazione delle conoscenze che, come Università di Pisa, stiamo portando avanti con il territorio – ha commentato il rettore Riccardo Zucchi – Da un lato l’accordo intende promuovere e stimolare collaborazioni di ricerca per lo sviluppo di soluzioni innovative nell’ambito dei trasporti, sfruttando competenze su intelligenza artificiale. Dall’altro l’accordo intende creare occasioni di conoscenza delle opportunità lavorative per i nostri studenti e le nostre studentesse, favorendo anche esperienze formative in azienda”.
“La convenzione rappresenta la realizzazione virtuosa della collaborazione tra le competenze industriali e accademiche del territorio – ha dichiarato Carlo Piacenza – Un territorio che si organizza e coopera, diventando così un modello strategico per una mobilità sempre più intelligente, digitale e sostenibile.
L’intelligenza artificiale per un trasporto più sicuro, efficiente e autonomo, sarà la base della convenzione, per innovare la mobilità del futuro in modo sempre più green”.
Consegnato a Ingegneria il premio di studio alla memoria di Daniele Tampucci
Il 7 febbraio 2025, presso l’Aula Magna “U. Dini” della Scuola di Ingegneria, è stato consegnato il premio di laurea intitolato alla memoria dell’ing. Daniele Tampucci, riservato ai laureati magistrali in Ingegneria Meccanica o Aerospaziale dell’Università di Pisa con titolo conseguito tra il 1° luglio 2023 e il 30 giugno 2024, con una tesi svolta presso Nuovo Pignone su tematiche legate a progettazione e Costruzione di macchine a fluido.
Ad aggiudicarsi il premio è stato Matteo Conforti, originario di San Gimignano (SI), laureato in Ingegneria meccanica e autore della tesi “Studio di modelli costitutivi per l’analisi strutturale di componenti operanti ad alta temperatura” discussa con i professori Leonardo Bertini, Bernardo Disma Monelli e l’ing. Federico Bucciarelli di Baker Hughes.
Matteo Conforti riceve le congratulazioni dell’Ing. Luca Giacomelli, di Baker Hughes. A destra il professor Leonardo Bertini.
Il premio di laurea alla memoria di Tampucci, giunto oggi alla seconda edizione, è stato istituito dall’azienda Baker Hughes Nuovo Pignone in collaborazione con l’Università di Pisa e d’intesa con la famiglia. Daniele Tampucci si era laureato nel 1999 presso l’Ateneo di Pisa, svolgendo poi la sua attività professionale all’interno degli uffici responsabili della progettazione di turbine a vapore del Nuovo Pignone.
Alla cerimonia hanno assistito la madre e la sorella, rappresentanti del Nuovo Pignone e numerosi docenti e studenti e, dopo una breve prolusione di saluto del professor Gabriele Pannocchia, presidente della Scuola di Ingegneria, l’Ing. Luca Giacomelli, collega di lavoro di Daniele Tampucci, ne ha ricordato la figura.
La consegna del premio. Da sinistra: il professor Gabriele Pannocchia, la professoressa Maria Vittoria Salvetti, membro commissione giudicatrice, la madre di Daniele Tampucci, il vincitore Matteo Conforti, il professor Leonardo Bertini.
Il professor Leonardo Bertini, membro della commissione giudicatrice, ha quindi letto la motivazione relativa all’attribuzione del premio a Matteo Conforti, sottolineando in particolare che la sua tesi ha consentito di “migliorare le capacità predittive della vita di componenti di turbomacchine soggetti sia a ciclaggio termico che a esposizione a temperature elevate, contribuendo agli obbiettivi aziendali riconducibili a tematiche di “energy transition”.
Il premio che è stato quindi consegnato al vincitore dalla madre dell’Ing. Tampucci.