Chiusure degli Uffici dell'Amministrazione - maggio 2025 -gennaio 2026
Nel periodo compreso tra maggio 2025 e gennaio 2026 gli Uffici dell'Amministrazione saranno chiusi nei seguenti giorni:
-venerdì 2 maggio 2025
-martedì 20 maggio 2025 (Giro d’Italia)
-lunedì 16 giugno 2025
-da lunedì 11 agosto (compreso) a mercoledì 20 agosto (compreso)
-venerdì 2 e lunedì 5 gennaio 2026
A Pisa una due giorni sul futuro del supercalcolo
All’Università di Pisa una due giorni per fare il punto sullo sviluppo del Supercalcolo in Italia. Scienziati e ricercatori del Centro Nazionale High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing (ICSC, Italian Center for SuperComputing), finanziato dal PNRR, si sono dati appuntamento il 18 e 19 febbraio per comunicare i primi risultati del progetto, con focus particolare sullo spoke 6 “Multiscale Modeling and Engineering Applications".
Il Centro ICSC conduce attività di ricerca per l'innovazione nell'elaborazione ad alte prestazioni, nelle simulazioni e nell'analisi dei big data attraverso un'infrastruttura all'avanguardia, che sfrutta le risorse esistenti e integra le tecnologie emergenti. L’Università di Pisa, assieme alla Sapienza Università di Roma coordina la parte di ricerca che riguarda gli aspetti computazionali legati alla “modellazione multiscala” e, all’utilizzo di strumenti di Super Calcolo e Big Data per applicazioni nei vari campi della scienza e dell’ingegneria.
“Il nostro Ateneo – spiega Benedetta Mennucci, prorettrice alla promozione della ricerca dell’Università di Pisa – svolge un ruolo significativo all'interno del Centro ICSC, essendo impegnata in quattro distinti ambiti di ricerca, uno dei quali la vede in qualità di co-leader insieme alla Sapienza di Roma, con il coinvolgimento di sette dipartimenti, coordinati dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione. Questo impegno testimonia la lunga e importante tradizione di Pisa nel campo del calcolo ad alte prestazioni, sia attraverso lo sviluppo di algoritmi e l’implementazione di codici computazionali efficienti, sia mediante la loro applicazione in diversi ambiti della ricerca. Le due giornate di incontro hanno rappresentato non solo un'importante vetrina per presentare alcuni dei risultati più significativi raggiunti, in particolare in ambito ingegneristico, ma anche un'opportunità per approfondire il dibattito sulle sfide future del calcolo, considerate anche alla luce delle nuove tecnologie quantistiche. La ricerca su nuovi metodi e nuove architetture per il calcolo ad alta prestazione è una delle chiavi per facilitare l’innovazione e contribuire in ultima analisi alla transizione digitale verso un futuro più sostenibile”.
“Un passo importante compiuto durante l’evento pisano – aggiunge Sergio Saponara, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DII) dell’Ateneo pisano – è stata la convergenza e l’integrazione tra infrastrutture avanzate per la creazione di una rete nazionale di infrastrutture di calcolo. La rete unisce tra loro i centri di calcolo delle diverse università, Pisa inclusa, e imprese, il supercomputer Leonardo e i primi computer quantistici italiani, come quello di Napoli. Questo ci permette di raccogliere la sfida di rendere le tecnologie digitali al servizio dell’uomo e delle persone, l’obiettivo e il focus della prossima industria 5.0. Come Dipartimento, stiamo facendo un grande sforzo di aggregazione delle attività di ricerca per il cambio di paradigma che il futuro prossimo richiede”.
Il Centro ICSC vede la presenza di università, enti di ricerca e industrie, anch’esse presenti alla giornata. I primi dimostratori del progetto sono stati progettati in risposta alle sfide di ricerca da loro individuate in uno sforzo comune tra accademia e industria sostenuto dagli innovation grant (IG).
“L’impulso alla creazione del Centro – afferma Francesco Ubertini, vicepresidente del Centro ICSC e Presidente del CINECA – è l’assoluta necessità di integrare ricerca e impresa perché l’Europa possa rimanere competitiva. Il Centro deve creare valore per università, aziende ed enti di ricerca che ne fanno parte, per rafforzare la capacità del nostro paese di tradurre ricerca di frontiera in trasferimento tecnologico. Il Centro mette a sistema e interseca il meglio di quello che la ricerca offre, in un paese che è la terza potenza al mondo per il supercalcolo, dopo USA e Giappone”.
Edvance: cosa vuoi imparare oggi? Nasce un nuovo portale che rivoluziona la formazione digitale in Italia
“Cosa vuoi imparare oggi?” è lo slogan che accompagna il lancio di una nuova piattaforma che ospiterà oltre 200 corsi on line gratuiti, una formazione di livello universitario per studenti, professionisti e non solo frutto del lavoro di 17 istituzioni accademiche, fra cui l’Università di Pisa, e numerosi associati. Il 25 febbraio a Milano si inaugura il portale del progetto Edvance, il primo Digital Education Hub per l’istruzione superiore dedicato alla Cultura Digitale Avanzata in Italia, nato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il nuovo portale si propone come una piattaforma centrale per favorire l'accesso a competenze digitali avanzate, con particolare attenzione ai settori dell'intelligenza artificiale, gestione dei dati, sostenibilità del digitale e transdisciplinarità.
In particolare, il progetto punta sulla produzione di MOOC (massive open online course) ovvero corsi online aperti e accessibili a tutti di alta qualità e, integrando educazione online e in presenza per ridefinire gli standard dell'educazione digitale. E saranno presto disponibili sul portale Edvance anche i nuovi MOOC realizzati dall’Università di Pisa nel campo della “data literacy”: “Introduzione alle basi di dati” e “Visualizzazione dei dati con R: teoria e pratica”. Nei prossimi mesi, l’offerta verrà ulteriormente ampliata con MOOC che affronteranno ulteriori temi, tra i quali l’Intelligenza Artificiale e le sue implicazioni etiche, le competenze digitali nell’ambito delle scienze della salute e la sostenibilità digitale.
"Grazie a Edvance, offriamo una risposta concreta alla crescente domanda di formazione digitale avanzata", ha dichiarato la professoressa Federica Paganelli, responsabile scientifico del progetto per l’Università di Pisa. "Il nostro obiettivo è creare un ambiente di apprendimento innovativo e di elevata qualità, che permetta a studenti e lavoratori di sviluppare competenze strategiche per il futuro.”
Grazie all'uso di intelligenza artificiale e all'integrazione con discipline umanistiche e creative, Edvance vuole arricchire l'interattività e l'efficacia della didattica, riducendo i tassi di abbandono e offrendo nuove risorse per percorsi accademici e professionali.
Edvance promuove una formazione modulare, che consente a studenti e lavoratori di costruire percorsi su misura. Attraverso micro-credential, è possibile accumulare competenze specifiche rispondenti alle esigenze del mercato del lavoro e integrarle per ottenere certificazioni formali.
Le istituzioni partner includono: Politecnico di Milano, Università Bocconi, Università di Bologna, Università Ca’ Foscari di Venezia, Università di Trento, Università di Torino, Politecnico di Torino, Università di Brescia, Università di Macerata, Università di Pisa, Università di Cagliari, Università di Messina, Conservatorio di Cagliari, Accademia di Belle Arti di Bologna, Accademia di Belle Arti di Venezia e Scuola Civica di Musica di Milano. A questi si aggiungono partner associati di rilievo come Fondazione Bruno Kessler, Regione Emilia-Romagna, Randstad e AWS Amazon.
Con il forte sostegno di cinque università italiane tra le prime dieci nel QS ranking italiano, Edvance rappresenta un passo avanti nella digitalizzazione sostenibile del Paese. Questo progetto promette di ridefinire gli standard dell'educazione digitale, aprendo nuove possibilità per il futuro sociale ed economico italiano.
Edvance: cosa vuoi imparare oggi? Nasce nuovo portale che rivoluziona la formazione digitale in Italia, oltre 200 corsi on line gratuiti per studenti e professionisti
Anche l’Università di Pisa nel primo Digital Education Hub per l’istruzione superiore dedicato alla Cultura Digitale Avanzata del Paese grazie al PNRR
“Cosa vuoi imparare oggi?” è lo slogan che accompagna il lancio di una nuova piattaforma che ospiterà oltre 200 corsi on line gratuiti, una formazione di livello universitario per studenti, professionisti e non solo frutto del lavoro di 17 istituzioni accademiche, fra cui l’Università di Pisa, e numerosi associati. Il 25 febbraio a Milano si inaugura il portale del progetto Edvance, il primo Digital Education Hub per l’istruzione superiore dedicato alla Cultura Digitale Avanzata in Italia, nato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il nuovo portale si propone come una piattaforma centrale per favorire l'accesso a competenze digitali avanzate, con particolare attenzione ai settori dell'intelligenza artificiale, gestione dei dati, sostenibilità del digitale e transdisciplinarità.
In particolare, il progetto punta sulla produzione di MOOC (massive open online course) ovvero corsi online aperti e accessibili a tutti di alta qualità e, integrando educazione online e in presenza per ridefinire gli standard dell'educazione digitale. E saranno presto disponibili sul portale Edvance anche i nuovi MOOC realizzati dall’Università di Pisa nel campo della “data literacy”: “Introduzione alle basi di dati” e “Visualizzazione dei dati con R: teoria e pratica”. Nei prossimi mesi, l’offerta verrà ulteriormente ampliata con MOOC che affronteranno ulteriori temi, tra i quali l’Intelligenza Artificiale e le sue implicazioni etiche, le competenze digitali nell’ambito delle scienze della salute e la sostenibilità digitale.
"Grazie a Edvance, offriamo una risposta concreta alla crescente domanda di formazione digitale avanzata", ha dichiarato la professoressa Federica Paganelli, responsabile scientifico del progetto per l’Università di Pisa. "Il nostro obiettivo è creare un ambiente di apprendimento innovativo e di elevata qualità, che permetta a studenti e lavoratori di sviluppare competenze strategiche per il futuro.”
Grazie all'uso di intelligenza artificiale e all'integrazione con discipline umanistiche e creative, Edvance vuole arricchire l'interattività e l'efficacia della didattica, riducendo i tassi di abbandono e offrendo nuove risorse per percorsi accademici e professionali.
Edvance promuove una formazione modulare, che consente a studenti e lavoratori di costruire percorsi su misura. Attraverso micro-credential, è possibile accumulare competenze specifiche rispondenti alle esigenze del mercato del lavoro e integrarle per ottenere certificazioni formali.
Le istituzioni partner includono: Politecnico di Milano, Università Bocconi, Università di Bologna, Università Ca’ Foscari di Venezia, Università di Trento, Università di Torino, Politecnico di Torino, Università di Brescia, Università di Macerata, Università di Pisa, Università di Cagliari, Università di Messina, Conservatorio di Cagliari, Accademia di Belle Arti di Bologna, Accademia di Belle Arti di Venezia e Scuola Civica di Musica di Milano. A questi si aggiungono partner associati di rilievo come Fondazione Bruno Kessler, Regione Emilia-Romagna, Randstad e AWS Amazon.
Con il forte sostegno di cinque università italiane tra le prime dieci nel QS ranking italiano, Edvance rappresenta un passo avanti nella digitalizzazione sostenibile del Paese. Questo progetto promette di ridefinire gli standard dell'educazione digitale, aprendo nuove possibilità per il futuro sociale ed economico italiano.
Healthcare in Italy: Interregional Patient Mobility Fuels the North-South Divide
More than half a million Italians move from one region to another each year for medical care, creating a financial flow that reached €3.7 billion in 2019, mainly from the South to the North of the country. These figures emerge from a study published in the journal Papers in Regional Science and conducted by Giovanni Carnazza, a researcher in the Department of Economics and Management at the University of Pisa, in collaboration with Raffaele Lagravines, Paolo Liberati, and Irene Torrini from the Universities of Bari, Roma Tre, and Bocconi, respectively.
The team analyzed the phenomenon of healthcare mobility in Italy from 2002 to 2019. The results show that the South is the main exporter of patients, while the North is the primary beneficiary of healthcare resources.
The regions most affected by this "healthcare exodus" are Calabria, Campania, and Puglia, which lose significant sums of money to cover the medical expenses of their residents treated elsewhere. Conversely, regions such as Lombardy, Emilia-Romagna, and Veneto remain among the most sought-after destinations, with revenues exceeding €300 million annually. The central regions occupy an intermediate position: while Tuscany and Lazio attract patients, other regions like Umbria and Marche maintain a more balanced financial equilibrium.
In particular, Tuscany recorded a positive balance of approximately €139 million in 2019. The key factors behind this strong performance include: centers of excellence such as the Careggi University Hospital in Florence, the University Hospital of Pisa, and the Monasterio Foundation; high specialization in fields such as oncology, cardiac surgery, and transplants; and effective organizational management, with shorter waiting times compared to other regions.
"Healthcare mobility amplifies the North-South divide, draining resources from the South to the advantage of northern regions, which further improve their services—creating a vicious cycle of inequality in the national healthcare system," says Carnazza.
"The current system, based on redistributing resources according to healthcare mobility, penalizes poorer regions," Carnazza emphasizes. "From this perspective, it would be desirable to reform the funding model, adopting fairer criteria for allocating funds that take into account the actual healthcare needs of each region. Additionally, the state should regain greater control to ensure uniform levels of healthcare assistance across the country and prevent the quality of care from depending on one's postal code."
(Traslated by ChatGPT 4o)
Premio di Laurea "Adriano Perrotti" sul tema dell'inclusività
L’Università degli Studi dell’Aquila, in collaborazione con il Rotary Club L’Aquila Gran Sasso d’Italia, bandisce la terza edizione del Premio di Laurea "Adriano Perrotti" per una Tesi di Laurea Triennale o Magistrale sul tema dell’inclusività.
Saranno ammesse/i candidate/i che abbiano discusso tesi riconducibili ad ogni area disciplinare, purché riferibili alle varie discipline teoriche e pratiche che vertono sul tema dell’inclusività della persona con disabilità.
Il termine ultimo per la presentazione delle domande è il 6 maggio 2025.
Bando al link: https://www.univaq.it/section.php?id=626
Per ulteriori informazioni contattare l'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sanità in Italia: la mobilità interregionale dei pazienti alimenta il divario Nord-Sud
Sono oltre mezzo milione di Italiani che ogni anno si spostano per cure mediche si spostano da una regione all’altra, generando un flusso che nel 2019 ha raggiunto 3,7 miliardi di euro dal Sud al Nord del Paese. I dati emergono da uno studio pubblicato sulla rivista Papers in Regional Science e condotto da Giovanni Carnazza, ricercatore del dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa, in collaborazione con Raffaele Lagravines, Paolo Liberati e Irene Torrini rispettivamente delle Università di Bari, Roma Tre e Bocconi.
Il team ha analizzato il fenomeno della mobilità sanitaria in Italia dal 2002 al 2019. Dai risultati emerge che il Sud è il principale esportatore di pazienti e che il Nord è il grande beneficiario delle risorse sanitarie.
Le regioni più colpite dalla "fuga sanitaria" sono Calabria, Campania e Puglia, che perdono ingenti somme di denaro per coprire le spese dei propri cittadini curati altrove. Al contrario, regioni come Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto si confermano tra le destinazioni più richieste, con guadagni superiori ai 300 milioni di euro annui. Il Centro si colloca in una posizione intermedia: Toscana e il Lazio sono attrattive, mentre altre regioni come l'Umbria e le Marche hanno un saldo più in equilibro.
In particolare, la Toscana nel 2019 ha registrato un saldo positivo di circa 139 milioni di euro. Alla base di questa performance positiva ci sono: centri di eccellenza come il Policlinico di Careggi a Firenze, l’Azienda ospedaliera-universitaria di Pisa e la Fondazione Monasterio, l’alta specializzazione in settori come l’oncologia, la cardiochirurgia e i trapianti, e infine la buona gestione organizzativa con tempi d’attesa più contenuti rispetto ad altre regioni.
“La mobilità sanitaria amplifica il divario Nord-Sud, drenando risorse dal Sud a vantaggio delle regioni settentrionali, che migliorano ulteriormente i propri servizi, creando un circolo vizioso di diseguaglianza nel sistema sanitario nazionale”, dice Carnazza.
“Il sistema attuale, basato sulla redistribuzione delle risorse in base alla mobilità sanitaria, penalizza infatti le regioni più povere – sottolinea Carnazza - da questo punto di vista sarebbe auspicabile riformare il modello di finanziamento, adottando criteri più equi per la distribuzione dei fondi che considerino i reali bisogni sanitari delle regioni riaffidando allo Stato un maggiore controllo per garantire livelli di assistenza omogenei in tutto il Paese ed evitare che la qualità delle cure dipenda dal codice postale”.
Sanità in Italia: la mobilità interregionale dei pazienti alimenta il divario Nord-Sud
Sono oltre mezzo milione di Italiani che ogni anno si spostano per cure mediche si spostano da una regione all’altra, generando un flusso che nel 2019 ha raggiunto 3,7 miliardi di euro dal Sud al Nord del Paese. I dati emergono da uno studio pubblicato sulla rivista Papers in Regional Science e condotto da Giovanni Carnazza, ricercatore del dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa, in collaborazione con Raffaele Lagravines, Paolo Liberati e Irene Torrini rispettivamente delle Università di Bari, Roma Tre e Bocconi.
Il team ha analizzato il fenomeno della mobilità sanitaria in Italia dal 2002 al 2019. Dai risultati emerge che il Sud è il principale esportatore di pazienti e che il Nord è il grande beneficiario delle risorse sanitarie.
Le regioni più colpite dalla "fuga sanitaria" sono Calabria, Campania e Puglia, che perdono ingenti somme di denaro per coprire le spese dei propri cittadini curati altrove. Al contrario, regioni come Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto si confermano tra le destinazioni più richieste, con guadagni superiori ai 300 milioni di euro annui. Il Centro si colloca in una posizione intermedia: Toscana e il Lazio sono attrattive, mentre altre regioni come l'Umbria e le Marche hanno un saldo più in equilibro.
In particolare, la Toscana nel 2019 ha registrato un saldo positivo di circa 139 milioni di euro. Alla base di questa performance positiva ci sono: centri di eccellenza come il Policlinico di Careggi a Firenze, l’Azienda ospedaliera-universitaria di Pisa e la Fondazione Monasterio, l’alta specializzazione in settori come l’oncologia, la cardiochirurgia e i trapianti, e infine la buona gestione organizzativa con tempi d’attesa più contenuti rispetto ad altre regioni.
“La mobilità sanitaria amplifica il divario Nord-Sud, drenando risorse dal Sud a vantaggio delle regioni settentrionali, che migliorano ulteriormente i propri servizi, creando un circolo vizioso di diseguaglianza nel sistema sanitario nazionale”, dice Carnazza.
“Il sistema attuale, basato sulla redistribuzione delle risorse in base alla mobilità sanitaria, penalizza infatti le regioni più povere – sottolinea Carnazza - da questo punto di vista sarebbe auspicabile riformare il modello di finanziamento, adottando criteri più equi per la distribuzione dei fondi che considerino i reali bisogni sanitari delle regioni riaffidando allo Stato un maggiore controllo per garantire livelli di assistenza omogenei in tutto il Paese ed evitare che la qualità delle cure dipenda dal codice postale”.
Bando per l'assunzione di un Tecnologo di secondo livello presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale
Tutte le informazioni al link: https://bandi.unipi.it/public/Bandi/Detail/fceb198a-7028-4525-8cf5-8c58198ec779
Il professor Luca Heltai tra i vincitori del prestigioso SIAM/ACM Prize in Computational Science and Engineering 2025
Il professor Luca Heltai, associato presso il Dipartimento di Matematica dell’Università di Pisa, è tra i vincitori del prestigioso SIAM/ACM Prize in Computational Science and Engineering 2025.
Il premio, assegnato ogni due anni dalla Society for Industrial and Applied Mathematics (SIAM) e dall’Association for Computing Machinery (ACM), riconosce contributi eccezionali nello sviluppo e nell’uso di strumenti matematici e computazionali per la soluzione di problemi scientifici e ingegneristici.
Il professor Heltai è stato premiato insieme agli altri autori principali del progetto deal.II, una libreria open-source di grande impatto per la risoluzione numerica di equazioni alle derivate parziali mediante metodi agli elementi finiti. Il software si distingue per l’elevata qualità e modularità, fornendo algoritmi e strutture dati ben documentati che permettono a intere comunità di sviluppare modelli computazionali avanzati.
La cerimonia di premiazione si terrà durante la SIAM Conference on Computational Science and Engineering, che si svolgerà dal 3 al 7 marzo 2025 a Fort Worth, Texas, USA.