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Mercoledì, 12 Marzo 2025 12:35

Riccardo Cambini

Nato a Livorno nel 1968, il professore Riccardo Cambini si è laureato in Scienze dell’Informazione all’Università di Pisa nel 1991 ed ha conseguito il dottorato di ricerca in Matematica applicata ai Problemi economici presso l’Università degli Studi di Trieste nel 1995. È in servizio dal 1993 presso la Facoltà di Economia dell’Università di Pisa, oggi Dipartimento di Economia e Management, prima come ricercatore universitario e poi dal 1998 come professore associato, dal 2002 come professore straordinario e dal 2005 come professore ordinario, sempre nel settore dei “Metodi matematici dell’economia e delle scienze attuariali e finanziarie”.

Appassionato studioso di ottimizzazione matematica, vanta significativi contributi inerenti aspetti teorici e computazionali nell’ambito della concavità/convessità generalizzata scalare/vettoriale, dei problemi di programmazione non-lineare, frazionaria, quadratica, del flusso su reti. I suoi lavori più recenti propongono algoritmi risolutivi per problemi di ottimizzazione bi-livello e low-rank. L’attività di ricerca del professore Riccardo Cambini si inserisce a pieno titolo nel dibattito scientifico, come testimoniano le numerose pubblicazioni su riviste di indiscusso prestigio, la sua presenza nei comitati scientifici di convegni internazionali e la sua attività come docente di summer schools. Dal 1997 è membro del Comitato Scientifico Internazionale del “Working Group on Generalized Convexity” (comunità scientifica con oltre 500 membri di 55 diversi paesi) di cui ricopre il ruolo di chair per il triennio 2022-2025.
Attualmente è membro del comitato scientifico della “Associazione per la Matematica Applicata alle Scienze Economiche e Sociali” (AMASES), associazione per la quale ha ricoperto anche il ruolo di Segretario Generale dal 2017 al 2022. È stato editor di due riviste scientifiche, guest editor di special issues e coordinatore di progetti di ricerca a livello nazionale.

Il suo impegno per la crescita della comunità scientifica è evidenziato anche dalla sua attività didattica e dalla sua partecipazione attiva nell’ambito del dottorato di ricerca in Economia politica e del dottorato in Matematica per le Decisioni economiche, entrambi dell’Università di Pisa. Nel corso della sua carriera, ha svolto presso l’Università di Pisa numerosi incarichi istituzionali con dedizione e spirito di servizio: è stato delegato del Rettore per la rete di Ateneo (2011-2012), presidente del Sistema informatico dipartimentale di Ateneo (2012-2016), presidente del dottorato di ricerca in Matematica per le Decisioni economiche (2007-2011), presidente del corso di laurea in Economia e Commercio (2006-2014). È stato più volte componente della commissione scientifica d’area 13 (Scienze economiche e statistiche) di cui è stato presidente nel 2023-2024.
Attualmente è vicedirettore e delegato per l’Assicurazione della Qualità del Dipartimento di Economia e Management.

È stato membro della commissione ASN per il s.c. 13/D4 (2016-2018) e membro del Comitato Scientifico del Consorzio AlmaLaurea (2017-2019).

Elemento distintivo della sua attività didattica è la capacità di far comprendere e apprezzare agli studenti di Economia e Management la matematica con le sue applicazioni. Ha tenuto vari insegnamenti a livello di lauree, lauree
specialistiche/magistrali, master e dottorati. In particolare, è titolare da quasi trenta anni di uno dei corsi di Matematica generale del primo anno e da circa quindici anni tiene il corso di Metodi computazionali per la Finanza. È stato relatore di circa 150 tesi di laurea specialistica/magistrale e di tre tesi di dottorato.

Per queste motivazioni il Senato accademico ha conferito l’Ordine del Cherubino al professore Riccardo Cambini.

Uno studio basato sulla tesi di Chiara Coviello, laureata in Fisica all’Università di Pisa nel 2023 e adesso al King’s College di Londra per un dottorato di ricerca, è stato recentemente pubblicato dalla rivista AVS Quantum Science. Al centro dello studio – intitolato “Gravitational waves and Black Hole perturbations in acoustic analogues” – ci sono i buchi neri che, con il loro fascino oscuro, sono tra gli oggetti più affascinanti del cosmo e sono incredibilmente difficili da analizzare.

Per comprenderli meglio, il gruppo di ricerca interdisciplinare di cui fa parte Coviello ha esaminato i buchi neri acustici, un equivalente analogico che intrappola le onde sonore e può essere creato in un esperimento da tavolo. Tra gli autori e le autrici dello studio ci sono anche la professoressa Marilù Chiofalo dell’Università di Pisa, i professori Dario Grasso dell'INFN di Pisa, Stefano Liberati della SISSA di Trieste e Massimo Mannarelli dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, con la dottoressa Silvia Trabucco, dottoranda di ricerca al Gran Sasso Institute Science dopo essersi laureata in Fisica a Pisa.

Coviello e gli altri autori e autrici hanno indagato se i buchi neri acustici possano essere utilizzati per comprendere le interazioni tra le onde gravitazionali e i buchi neri astrofisici. In un'analisi teorica, hanno esplorato come generare perturbazioni simili a onde gravitazionali in un condensato di Bose-Einstein di atomi ultrafreddi, uno stato della materia in cui qualche centinaia di migliaia di atomi si comportano collettivamente come se fossero un unica grande molecola. Nei condensati di Bose-Einstein, le eccitazioni di più bassa energia sono perturbazioni della densità, descritte da particella quantistiche chiamate fononi.

Nello studio, i fononi si muovono come particelle senza massa in una geometria che può essere ingegnerizzata in modo da riprodurre caratteristiche di un buco nero per quanti di luce, o fotoni, cioè un buco nero astrofisico. Negli analoghi buchi neri acustici, infatti, sono i fononi a rimanere intrappolati e al tempo stesso costituire la cosiddetta radiazione di Hawking, predetta dal celebre astrofisico Stephen Hawking per i buchi neri astrofisici. Utilizzando quanto noto sulle onde gravitazionali, le autrici e gli autori hanno sviluppato un dizionario tra buchi neri astrofisici e buchi neri acustici, per comprendere meglio gli effetti di perturbazioni simili alle onde gravitazionali sull’orizzonte acustico di un buco nero da laboratorio. L'idea è usare esperimenti di fisica della materia in tavoli ottici di qualche metro quadro come simulatori quantistici altamente accurati e controllabili per studiare proprietà di oggetti di interesse astrofisico e cosmologico.

“Siamo entusiasti che questa fisica possa essere studiata in esperimenti attualmente realizzabili, ad esempio con atomi ultra-freddi, offrendo un nuovo modo per analizzare questi sistemi in un ambiente controllato”, ha dichiarato l’autrice Chiara Coviello.

I risultati potrebbero essere utilizzati per studiare gli effetti di dissipazione e riflessione delle perturbazioni simili alle onde gravitazionali nei buchi neri acustici. Gli autori e le autrici ritengono che ciò contribuirà a far luce sui comportamenti universali e sul ruolo delle fluttuazioni quantistiche nei buchi neri astrofisici.

Il team di ricerca, composto da una collaborazione tra diverse università e centri di ricerca, intende proseguire lo studio analizzando le proprietà di viscosità dell’orizzonte acustico in relazione alla sua entropia, note per avere comportamenti universali, cioè non dipendenti dallo specifico sistema fisico. I risultati potrebbero fornire nuove intuizioni sulla teoria fisica di base e sulle simmetrie dei buchi neri astrofisici.

Mercoledì, 12 Marzo 2025 12:32

Maria Concetta Morrone

Nata a Sant’Elia a Pianisi (Campobasso) nel 1955, la professoressa Maria Concetta Morrone si è laureata con lode in Fisica all’Università di Pisa nel 1977. Nel 1981 è divenuta ricercatrice in Fisica generale presso la Scuola Normale Superiore e poi nel 1995 prima ricercatrice presso l’Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa.

È stata professoressa ordinaria di Psicobiologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e dal 2008 è professoressa ordinaria di Fisiologia presso l’Università di Pisa. È stata referente della Laurea Magistrale “Neuroscience” dell’Università di Pisa fino al 2021, membro del Senato Accademico nel 2019, e del Consiglio di amministrazione nel quadriennio 2021-2024.
La professoressa Morrone è un’esperta del sistema visivo dell’uomo e dei mammiferi e del loro sviluppo, che studia utilizzando metodologie che spaziano dall’elettrofisiologia alla psicofisica, alla modellistica computazionale e alle neuroimmagini, partecipando alla progettazione e sviluppo del Centro IMAGO7 di Pisa.

È autrice di oltre 230 pubblicazioni sulle migliori riviste internazionali del campo (19000 citazioni, h-index 73, fonte: Google Scholar), incluse le riviste del gruppo Nature e del gruppo Cell Press. Le è stato assegnato un ERC Advanced Grant (ECSPLAIN 2014-2019) ed è stata Senior Scientist di STANIB e GENPERCEP ERC Advance Grants dal 2009 al 2024. È stata membro ASN del SSD BIO/09 ed è Presidente Eletta della Società Italiana di Neuroscienze. Fin dall’inizio della carriera ha allacciato importati relazioni internazionali: è stata borsista dell’Università di Ulm, dell’Università della Western Australia, professoressa aggiunta delle Università di Boston e di Sydney.
È membro corrispondente dal 2014 e nazionale dal 2024 dell’Accademia Nazionale dei Lincei e membro dell’Academia Europæa dal 2023. Ha svolto attività di valutazione e programmazione di importanti enti di ricerca internazionali, come l’École Normale Supérieure di Parigi e l’Hungarian Research Network. Le sono stati conferiti numerosi premi: del Ministro per i Beni Culturali ed Ambientali nel 2002; la “Perception Lecture” nel 2004; la Medaglia di Koffka dell’Università di Giessen nel 2011; la “Ken Nakayama Medal for Excellence in Visual Science” nel 2019.

Per queste motivazioni il Senato accademico ha conferito l’Ordine del Cherubino alla professoressa Maria Concetta Morrone.

Mercoledì, 12 Marzo 2025 12:26

Rolando Tarchi

Nato a Rosignano Solvay nel 1957, il professore Rolando Tarchi si è laureato con lode nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa nel 1982 e nel 1988 ha conseguito il dottorato di ricerca. Ha percorso la sua carriera
accademica nelle Università di Firenze, Cagliari e di Pisa.

Professore straordinario dal 1995, nel 1998 è diventato ordinario, prima di Istituzioni di diritto pubblico poi di Diritto pubblico comparato presso la Facoltà (ora Dipartimento) di Giurisprudenza. L’impegno costante a servizio dell’Ateneo lo ha condotto ai ruoli di direttore del Dipartimento di Diritto pubblico, di membro del Comitato di presidenza della Facoltà di Giurisprudenza, del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Pisa.
È stato presidente del corso di laurea in Diritto dell’impresa, del lavoro e delle pubbliche amministrazioni dal 2006 al 2013 e vicedirettore del Dipartimento di Istituzioni, impresa e mercato dal 2009 al 2012.

Dal 2023 è presidente della Commissione scientifica di Ateneo per l’Area 12. Fa parte del Comitato scientifico e del Consiglio di direzione delle riviste Diritto pubblico comparato ed europeo, DPCE online e Osservatorio sulle fonti. È membro dell’Associazione italiana dei costituzionalisti (AIC), dell’Associazione italiana di Diritto comparato (AIDC), dell’International Academy of Comparative Law (IACL) e dell’Associazione Diritto pubblico comparato ed europeo (DPCE). Di quest’ultima è membro del Consiglio direttivo dal 2015 e presidente dal 2019.
Dal 15 marzo 2024 è segretario generale della Conferenza della società e delle associazioni di area giuridica.

Ha svolto un’intensa attività didattica ricoprendo vari insegnamenti, anche presso l’Accademia navale di Livorno, il Campus di Lucca, il Centro dei servizi logistici di Livorno, oltre che nel Dipartimento di Giurisprudenza e di Scienze politiche di questo Ateneo. Ha svolto un’intensa attività di ricerca, testimoniata dalle numerose relazioni a convegni, nazionali e internazionali e dalle oltre 150 pubblicazioni, tra le quali quattro monografie. Gli studi di maggior rilievo sono dedicati alla comparazione giuridica, alle fonti del diritto (il volume del 1990 sulle leggi di sanatoria nel diritto intertemporale è ancora l’opera di riferimento per gli studi di settore), ai sistemi federali e regionali, alla giustizia costituzionale, alle forme di Stato e al rule of law.

Di particolare rilievo il contributo scientifico sulle forme di governo, tema indagato fin dalla prima monografia del 1990, con riflessioni di carattere metodologico e riferite alle distinzioni tra i diversi sistemi istituzionali nella prospettiva globale e al valore delle relative tassonomie.

Per queste motivazioni il Senato accademico ha conferito l’Ordine del Cherubino al professore Rolando Tarchi.

A new study, published in the journal “Palaeontologia Electronica”, has revealed new evidence about the size, body shape, biology, and lifestyle of the Megalodon, the legendary giant shark that ruled the oceans between 15 and 3.6 million years ago. The research, coordinated by Professor Kenshu Shimada of DePaul University in Chicago, involved experts from nine countries and four continents, including the University of Pisa - the only Italian institution to participate in this study.

Scientists have analysed an extraordinary fossil: a partial vertebral column consisting of 141 vertebrae, approximately 11 metres long, found in Belgium more than a century ago. Research on body proportions in living and extinct sharks has revealed that the Belgian specimen was over 16 metres long, while the largest individuals of the species could have reached over 24 metres, with a maximum body mass of about 94 tonnes.

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Schematic and hypothetical reconstruction of the body shape of a 24.3-meter-long Megalodon. Although the silhouette of a swimmer is shown next to the shark's schematic drawing to provide an idea of its size, it should be emphasized that the Megalodon is an extinct species that did not coexist with humans.

However, the most surprising discovery concerns the shape of the Megalodon’s body: contrary to previous reconstructions, which portrayed it as an oversized great white shark, the team has suggested a closer resemblance to the lemon shark (Negaprion brevirostris), which has a more slender body. Only an elongated shape would have made the Megalodon a fairly efficient swimmer despite its enormous size. Researchers have also observed that the largest modern sharks, such as the whale shark (Rhincodon typus) and the basking shark (Cetorhinus maximus), have relatively slender bodies, which makes them efficient swimmers despite their large size.

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Alberto Collareta (on the left).

“Known under the scientific name Otodus megalodon (or Carcharocles megalodon), this famous protagonist of the oceans of the past is known above all for its large, triangular and serrated teeth, while the skeletal remains are extremely rare and fragmentary,” explains Professor Alberto Collareta, palaeontologist at the Department of Earth Sciences of the University of Pisa. The absence of complete Megalodon skeletons has often led researchers to reconstruct the appearance of this ancient sea giant as similar to that of the present-day great white shark (Carcharodon carcharias). This new research represents a fundamental step in understanding the biology of one of the largest predators in the history of our planet, challenging traditional reconstructions and presenting an even more fascinating image of the Megalodon”.

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Another interesting aspect of the research concerns its reproduction. Researchers have estimated that the offspring of this species were already over three and a half metres long at birth. This suggests an ovoviviparous reproductive strategy, in which the more developed embryos feed on their unborn siblings, a phenomenon known as intrauterine cannibalism.

The study also hypothesises that the progressive disappearance of the Megalodon was at least partly linked to competition with the modern white shark, which appeared about 5 million years ago. Despite their different body shapes, these two formidable predators may have had similar food preferences: along with other environmental factors, competition with the great white shark for the same resources could have led to the extinction of the Megalodon.

The article “Reassessment of the possible size, form, weight, cruising speed, and growth parameters of the extinct megatooth shark, Otodus megalodon (Lamniformes: Otodontidae), and new evolutionary insights into its gigantism, life history strategies, ecology, and extinction” is freely accessible online at the following link: https://doi.org/10.26879/1502.

The authors are: Kenshu Shimada, Ryosuke Motani, Jake J. Wood, Phillip C. Sternes, Taketeru Tomita, Mohamad Bazzi, Alberto Collareta, Joel H. Gayford, Julia Türtscher, Patrick L. Jambura, Jürgen Kriwet, Romain Vullo, Douglas J. Long, Adam P. Summers, John G. Maisey, Charlie Underwood, David J. Ward, Harry M. Maisch IV, Victor J. Perez, Iris Feichtinger, Gavin J.P. Naylor, Joshua K. Moyer, Timothy E. Higham, João Paulo C.B. da Silva, Hugo Bornatowski, Gerardo Gonzalez-Barba, Michael L. Griffiths, Martin A. Becker and Mikael Siversson.

Grazie a un nuovo studio pubblicato sulla rivista “Palaeontologia Electronica” emergono nuovi indizi sulle dimensioni, la forma del corpo, la biologia e lo stile di vita del Megalodon, il leggendario squalo gigante che dominava gli oceani tra 15 e 3,6 milioni di anni fa. La ricerca, coordinata dal professor Kenshu Shimada della DePaul University di Chicago, ha coinvolto esperti di nove paesi e quattro continenti, tra cui l’Università di Pisa – unica istituzione italiana a partecipare a tale studio.

Gli scienziati hanno analizzato un fossile straordinario: una colonna vertebrale parziale costituita da 141 vertebre, lunga circa 11 metri, rinvenuta in Belgio oltre un secolo fa. Lo studio delle proporzioni corporee in squali viventi ed estinti ha permesso di stimare che l’esemplare belga fosse lungo oltre 16 metri, mentre gli individui più grandi della specie avrebbero potuto superare i 24 metri, con una massa corporea massima di circa 94 tonnellate.

Ma la scoperta più sorprendente riguarda la forma del corpo del Megalodon: contrariamente alle precedenti ricostruzioni che lo immaginavano come una sorta di squalo bianco “ingigantito”, il team ha ipotizzato una somiglianza maggiore con lo squalo limone (Negaprion brevirostris), caratterizzato da un corpo più slanciato. Proprio una forma allungata avrebbe reso il Megalodon un nuotatore tutto sommato efficiente nonostante l'enorme taglia. I ricercatori hanno anche osservato come i più grandi squali moderni, come lo squalo balena (Rhincodon typus) e lo squalo elefante (Cetorhinus maximus), presentino un corpo relativamente snello, il che li rende nuotatori efficienti a dispetto delle ingenti dimensioni.

“Noto con il nome scientifico di Otodus megalodon (o Carcharocles megalodon), questo celeberrimo protagonista degli oceani del passato è noto soprattutto per i suoi grandi denti, triangolari e seghettati, mentre i resti scheletrici sono estremamente rari e frammentari – spiega il professor Alberto Collareta, paleontologo presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa – Proprio la mancanza di scheletri completi riferiti al Megalodon ha spesso indotto gli studiosi a ricostruire l’aspetto di questo antico gigante dei mari come simile a quello dell’attuale squalo bianco (Carcharodon carcharias). Questa nuova ricerca rappresenta un passo fondamentale nella comprensione della biologia di uno dei più grandi predatori della storia del nostro pianeta, sfidando le tradizionali ricostruzioni ed offrendo un'immagine ancora più affascinante del Megalodon”.

Un altro aspetto interessante emerso dalla ricerca riguarda la riproduzione del Megalodon. Gli studiosi hanno stimato che già alla nascita i piccoli di questa specie fossero lunghi più di 3 metri e mezzo. Questo suggerisce una strategia riproduttiva ovovivipara, in cui gli embrioni più sviluppati si nutrivano dei fratelli non ancora nati, un fenomeno noto come cannibalismo intrauterino.

Lo studio ipotizza inoltre che la progressiva scomparsa del Megalodon sia stata almeno in parte legata alla competizione con il moderno squalo bianco, comparso circa 5 milioni di anni fa. I due formidabili predatori, pur caratterizzati da differenti forme corporee, potrebbero aver avuto preferenze alimentari simili: insieme ad altri fattori ambientali, la competizione con lo squalo bianco per le medesime risorse avrebbe decretato l'estinzione del Megalodon.

L’articolo “Reassessment of the possible size, form, weight, cruising speed, and growth parameters of the extinct megatooth shark, Otodus megalodon (Lamniformes: Otodontidae), and new evolutionary insights into its gigantism, life history strategies, ecology, and extinction” è liberamente accessibile online al seguente indirizzo internet: https://doi.org/10.26879/1502.

I suoi autori sono: Kenshu Shimada, Ryosuke Motani, Jake J. Wood, Phillip C. Sternes, Taketeru Tomita, Mohamad Bazzi, Alberto Collareta, Joel H. Gayford, Julia Türtscher, Patrick L. Jambura, Jürgen Kriwet, Romain Vullo, Douglas J. Long, Adam P. Summers, John G. Maisey, Charlie Underwood, David J. Ward, Harry M. Maisch IV, Victor J. Perez, Iris Feichtinger, Gavin J.P. Naylor, Joshua K. Moyer, Timothy E. Higham, João Paulo C.B. da Silva, Hugo Bornatowski, Gerardo González-Barba, Michael L. Griffiths, Martin A. Becker e Mikael Siversson.

Le ricerche dell'Università di Pisa nell'ambito della Paleontologia dei Vertebrati sono supportate da un finanziamento ministeriale (PRIN 2022 “BioVertICeS”).

Bindi foto by GuidoMarcoCicchiniIn a recent study published in the prestigious journal Current Biology, researchers from the Universities of Pisa, Sydney, Florence and Salento have shown that statistical learning – that is, where we acquire information in a completely automatic and unconscious way – can even be traced back to one of our simplest and most unconscious reactions: the constriction or dilation of the pupil of our eyes, evoked by the sight of an image.

“This study shows that our visual system is sensitive to the statistical regularities of our environment even when we are not consciously aware of them,” says Paola Binda, professor at the University of Pisa and lead author of the study. “Pupil diameter remains a valuable source of information on how our sensory and cognitive systems work: a real window into the mind and its learning abilities.”

The study starts from the premise that a large amount of the information on which our behaviour is based is learned spontaneously and unconsciously. Just think of language acquisition: we are able to distinguish words from the sound produced by the speaker, even though it is continuous and lacks clear pauses to mark the end of one word and the beginning of the next: “To learn, we don’t need instructions or directions,” continues Paola Binda, “we can do it from the first weeks of life, simply by listening to the sounds of our language. Perhaps, this form of ‘statistical learning’ is important for extracting meaning from all sensory signals, not only auditory but also visual, tactile, etc.

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For their research, the scientists showed the patients images of sets of seemingly random bars (link to video). Their temporal succession was very fast and regulated by a simple statistical structure: each image containing 24 bars was followed by one with 6 bars, 2 bars were followed by 12 bars, and so on, creating fixed numerosity pairs. Due to the rapid succession of images and the variable arrangement of elements, this temporal structure was imperceptible. Nevertheless, the pupil diameter oscillated systematically in response to the repetition of pairs (whereas no oscillation was observed in a control experiment in which the same images were presented in random order).

“Thanks to this innovative methodology, it is possible to monitor the evolution of complex brain processes in an indirect and non-invasive way”, concludes Binda. “In the long term, this type of research could provide us with new tools to characterise inter-individual differences and dysfunctions in learning.”

Torna a Pisa per la decima volta una delle prove di Coppa del Mondo di scherma paralimpica, che si terrà da giovedì 13 a domenica 16 marzo nella sede del PalaCUS. Dopo il successo delle scorse edizioni, la Federazione Italiana Scherma ha infatti ritenuto di ricandidare Pisa anche per questa stagione e ancora attraverso l’organizzazione della storica Società U.S. Pisascherma.Le gare avranno inizio alle 9:30 e termineranno con le finali alle 13 e alle 18/19 tutti i giorni.

 

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Tre giorni di gare individuali più l’ultimo, la domenica, di gare a squadre. Circa 300 gli atleti attesi, più tutte le persone dello staff, un numero leggermente crescente rispetto allo scorso anno, in rappresentanza di ben 25 Nazioni. Dopo il rientro l’anno passato della Bielorussia, quest’anno viene riammessa in gara anche la Russia come “paese neutrale”.

Alla conferenza stampa di presentazione erano presenti Frida Scarpa, assessore allo sport del Comune di Pisa, Giulia Gambini, assessore alla disabilità del Comune di Pisa, Giovanni Calabrò, presidente Pisa Scherma, Daria Marchetti, consigliere nazionale FIS, Loredana Trigilia, capitana nazionale fioretto paralimpico, Marco Macchia, delegato Università di Pisa rapporti con il territorio, Giuliano Pizzanelli, presidente Cus Pisa.

«Pisa mette in fila un altro evento a livello internazionale e si conferma città attenta allo sport non solo a livello toscano ma nazionale – ha detto dice l’assessore allo sport Frida Scarpa -. Tutto è pronto infatti per ospitare nel migliore dei modi una nuova edizione della coppa del mondo di scherma paralimpica con atleti provenienti da tanti Paesi. Cominciano a essere tanti gli eventi internazionali che riusciamo ad accogliere. Siamo particolarmente orgogliosi di continuare questa tradizione con la scherma paralimpica e ci interessa davvero lanciare questo grande messaggio di inclusione. Siamo contenti che le scuole abbiano aderito e saranno presenti alle gare. E invito tutta la cittadinanza, le famiglie, i ragazzi, a seguire le gare e venire al palazzetto».

«Ancora una volta ospitiamo un grande momento di sport dedicato alle persone con disabilità - dice l’assessore alla disabilità Giulia Gambini -. Vogliamo dimostrare infatti che lo sport, più di ogni altro ambito consente maggiormente l’inclusione. Questo, come altri appuntamenti, sono importanti perché fanno capire che lo sport è un diritto per tutti, importante non soltanto in termini terapeutici ma anche come diritto al benessere. Invito tutti i pisani a fare il tifo per i nostri atleti e a seguire una competizione sportiva ai massimi livelli che ha anche un messaggio in più».

«Per l’Università di Pisa è un grande onore condividere ancora una volta questo evento con atleti e atlete provenienti da tutto il mondo - dice Marco Macchia, dell’Università di Pisa, delegato del rettore per i rapporti con il territorio -. Anche quest’anno, il nostro Ateneo rinnova con convinzione il proprio impegno, mettendo a disposizione gli impianti sportivi del CUS Pisa per accogliere al meglio questa straordinaria competizione. Giunti alla decima edizione, possiamo guardare con orgoglio alle nove precedenti, alle quali siamo stati sempre presenti fin dalla prima edizione, a testimonianza del forte legame tra il nostro Ateneo e questa manifestazione. Un evento che incarna i valori dello sport e dell’inclusione, in cui crediamo profondamente. Gli atleti e le atlete in gara saranno esempio di determinazione e crescita personale, offrendo alla nostra comunità studentesca uno stimolo concreto ad avvicinarsi alla pratica sportiva e ai suoi valori. Il nostro Ateneo crede fermamente nel binomio sport e studio, come dimostra il progetto ‘Dual Career’, pensato per sostenere gli studenti e le studentesse nel loro percorso accademico senza rinunciare all’eccellenza sportiva».«È con emozione che arriviamo alla decima edizione – ha detto Giuliano Pizzanelli, presidente del Cus Pisa -. Ogni volta è un impegno che si rinnova perché siamo impegnati a dare un'immagine non solo del CUS ma anche dell'Università e della città. Sabato, inoltre, a dimostrazione della crescita nell'interesse dell’evento, sarà presente il Soroptimist International d'Italia, che assegnerà importanti premi ai partecipanti alla manifestazione».

«Porto i saluti del neopresidente di Federazione Luigi Mazzone – ha detto Daria Marchetti, consigliere nazionale FIS -. Questa è una tappa molto importante: ci affacciamo a Los Angeles e proprio stamani sono stati ufficializzati i nuovi ct paralimpici che debutteranno nella tappa di Pisa: Alessandro Paroli (ancora un toscano, già facente parte dello staff del ct uscente Vanni) per il fioretto, Antongiulio Stella per la Sciabola e Michele Tarantini per la Spada».

«Siamo onorati di riscuotere la fiducia della federazione nazionale e della federazione internazionale scherma per la decima volta - ha detto Giovanni Calabrò, presidente Pisa Scherma -. Non sarebbe mai stato possibile senza il sostegno dell’Amministrazione comunale e dell’Università. Accogliere 25 nazioni e preparare circa 450 competizioni significa avere un’organizzazione ormai rodata. Soddisfazione in più per noi quest’anno è l’elezione della nostra Daria Marchetti nel consiglio della Federazione e il passaggio del nostro Simone Vanni da ct paralimpico a ct della scherma nazionale normodotata».

«Sono stata presente dall’inizio – ha detto Loredana Trigilia, capitana nazionale fioretto paralimpico - e spero anche volta di portare a casa qualche medaglia. Mi preme in questa sede di ringraziare soprattutto i volontari, figure indispensabili in queste occasioni».

Anche quest’anno è previsto il coinvolgimento delle scuole pisane che verranno a vedere le competizioni nelle mattinate di giovedì 13 e venerdì 14 marzo. La tappa pisana ha come sponsor che seguono l’evento fin dagli esordi: Fondazione Pisa, Devitalia, Farmacie Comunali, Pharmanutra.Il programma delle gare:Giovedì 13 marzo9:30 fioretto Maschile A9:30 Spada Femminile B13:00 Fioretto Maschile B13:00 Spada Femminile AVenerdì 14 marzo9:30 Fioretto Femminile B9:30 Sciabola Maschile A13:00 Fioretto Femminile A13:00 Sciabola MaschileSabato 15 marzo9:30 Sciabola Femminile B9:30 Spada Maschile A13:00 Spada Maschile B13:00 Sciabola Femminile ADomenica 16 marzo9:30 Spada Maschile Squadra11:00 Fioretto Femminile Squadra12:30 Sciabola Open Squadra

Il 12 febbraio per l’occasione il professore Gianfranco Natale accoglierà visitatori

Dal 12 marzo la mostra “Segreti del corpo. Un viaggio nell’anatomia umana attraverso la medicina e l’archeologia” allestita nella cittadella Galileiana (via dei Macelli 2B / Largo Padre Renzo Spadoni – Pisa) sarà visitabile senza prenotazione con il seguente orario: lunedì e mercoledì dalle 16:00 alle 18:00; martedì e giovedì dalle 15:00 alle 17:00. Per l’occasione i visitatori saranno accolti dal professore Gianfranco Natale, direttore del Museo di Anatomia Umana “Filippo Civinini” dell’Ateneo Pisano
L’esposizione, curata dal Sistema Museale dell’Università di Pisa e realizzata con il contributo di Fondazione Arpa e il sostegno di Banca d’Italia, offre un itinerario alla scoperta del corpo umano nei suoi aspetti morfologici e patologici, arricchendo l’esposizione con una prospettiva storica attraverso reperti archeologici. I pezzi in mostra provengono dalle collezioni del Museo di Anatomia Umana “Filippo Civinini” e del Museo di Anatomia Patologica e Paleopatologia dell’Università di Pisa.
Le tariffe per la visita sono le seguenti: Biglietto intero: 4 €; Biglietto ridotto: 2€.
Per maggior informazioni è possibile consultare i siti www.map.sma.unipi.it e www.mau.sma.unipi.it.

Sabato 5 aprile 2025, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, presso il Museo di Storia Naturale dell’Università, avrà luogo il corso di formazione per insegnanti dal titolo “DINOSAURI al Museo: impariamo con loro!” con Ilaria Viola Barachini.

L'incontro si svolge nell'ambito del progetto "Le Scienze, Il Museo e La Scuola" ed è rivolto ai docenti delle scuole dell'infanzia e primarie.

Leggi i dettagli:
https://www.msn.unipi.it/it/eventi/dinosauri-al-museo-impariamo-con-loro/ 

Per maggiori informazioni:
Angela Dini
050 2212972
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