Towers, the new exhibition at the Museo della Grafica
Towers is the exhibition of drawings by architect Sergei Tchoban that will open on 10th November at Palazzo Lanfranchi.
With this initiative the Museo della Grafica participates in the celebrations of the 850th anniversary of the start of the construction of the Leaning Tower of Pisa. Tchoban in his work as an architect and in his drawings has constantly treated the tower as an architectural typology
Paris. Eiffel Tower Pastels, grey paper 323 × 403 mm
There have never been so many towers as there are today. Tower building has become a challenge for architects all over the world and even those who do not find the task particularly appealing must come to terms with tower construction. For it is precisely in the architecture of towers that the latest techniques and materials are tested in order to reach and exceed aesthetic as well as physical limits.
View of the tower from the eastern district Carboncino, gessetto bianco, carta grigia Charcoal, white chalk, grey paper 457 × 605 mm
Thanks to his studies at the Petersburg Academy, Sergei Tchoban is familiar with the history of architecture, which is reflected in his design work and drawings. Divided into six chapters, the exhibition brings together around 90 drawings that Tchoban made during his numerous trips, especially to Italy. Through views of various towers, visitors are invited to reflect on this architectural type, its political role and the dangers to which it is exposed.
Tchoban's interest in the multifaceted phenomenon of tower construction is evident in the abundance of drawings in which the architect depicts these buildings, imaginary and real towers or a combination of both. Drawing, with its ability to make the imaginary as vivid as the real, proves to be the most suitable medium for the artist to express his thoughts on architecture.
The exhibition will be accompanied by a catalogue in Italian and English.
Il Museo della Grafica festeggia l’850° della Torre di Pisa con la mostra Towers
Towers è il titolo della mostra di disegni dell'architetto Sergei Tchoban che sarà inaugurata il 10 novembre alle 18 a Pisa al Museo della Grafica a Palazzo Lanfranchi (Lungarno Galilei, 9, Pisa) e resterà aperta aperta sino al 25 febbraio. Con questa iniziativa il Museo della Grafica partecipa alle celebrazioni dell'850° anniversario dall'inizio della costruzione della Torre di Pisa. Nel suo lavoro di architetto e nei suoi disegni, Tchoban ha costantemente trattato la torre come tipologia architettonica.
“Non ci sono mai state così tante torri come oggi – spiegano gli organizzatori - La costruzione di torri è diventata una sfida per gli architetti di tutto il mondo e anche chi non trova questo compito particolarmente attraente deve comunque confrontarsi con essa. Infatti, è proprio nell'architettura delle torri che si sperimentano le tecniche e i materiali più recenti per raggiungere e superare i limiti estetici e fisici”.
Attraverso le vedute di varie torri, i visitatori sono invitati a riflettere su questa tipologia architettonica, sul suo ruolo politico e sui pericoli ai quali è esposta. L'interesse di Tchoban per il fenomeno multiforme della costruzione di torri è evidente nell'abbondanza di disegni in cui l'architetto raffigura questi edifici, torri immaginarie e reali o una combinazione di entrambe. Il disegno, con la sua capacità di rendere l'immaginario vivido come il reale, si rivela per l’artista il mezzo più adatto per esprimere i suoi pensieri sull’architettura.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo in italiano e in inglese.
Il Museo della Grafica festeggia l’850° della Torre di Pisa con la mostra Towers
Towers è il titolo della mostra di disegni dell'architetto Sergei Tchoban che sarà inaugurata il 10 novembre alle 18 a Pisa al Museo della Grafica a Palazzo Lanfranchi (Lungarno Galilei, 9, Pisa) e resterà aperta aperta sino al 25 febbraio. Con questa iniziativa il Museo della Grafica partecipa alle celebrazioni dell'850° anniversario dall'inizio della costruzione della Torre di Pisa. Nel suo lavoro di architetto e nei suoi disegni, Tchoban ha costantemente trattato la torre come tipologia architettonica.
Paris. Eiffel Tower Pastels, grey paper 323 × 403 mm
“Non ci sono mai state così tante torri come oggi – spiegano gli organizzatori - La costruzione di torri è diventata una sfida per gli architetti di tutto il mondo e anche chi non trova questo compito particolarmente attraente deve comunque confrontarsi con essa. Infatti, è proprio nell'architettura delle torri che si sperimentano le tecniche e i materiali più recenti per raggiungere e superare i limiti estetici e fisici”.
View of the tower from the eastern district Carboncino, gessetto bianco, carta grigia Charcoal, white chalk, grey paper 457 × 605 mm
Attraverso le vedute di varie torri, i visitatori sono invitati a riflettere su questa tipologia architettonica, sul suo ruolo politico e sui pericoli ai quali è esposta. L'interesse di Tchoban per il fenomeno multiforme della costruzione di torri è evidente nell'abbondanza di disegni in cui l'architetto raffigura questi edifici, torri immaginarie e reali o una combinazione di entrambe. Il disegno, con la sua capacità di rendere l'immaginario vivido come il reale, si rivela per l’artista il mezzo più adatto per esprimere i suoi pensieri sull’architettura.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo in italiano e in inglese.
Pisa e il mondo Arabo
In occasione del Fibonacci Day del 23 novembre, la giornata internazionale dedicata al matematico pisano che per primo introdusse in Occidente i numeri arabi e lo zero, si inaugura all’Archivio di Stato di Pisa la mostra a ingresso gratuito “Pisa e il mondo Arabo” che resterà aperta sino al 23 gennaio 2024. All’esposizione è collegato un ciclo di iniziative che coinvolgono Museo Nazionale di San Matteo, l’Università di Pisa e Palazzo Blu.
La mostra è incentrata sugli intensi rapporti tra Pisa e il Nord-Africa dal XII a tutto il XIV secolo e presenta gli originali dei più significativi trattati di pace e commercio stipulati tra le autorità pisane e le autorità di città come Tunisi, Bona e Bugia, Fez. Questi documenti sono densi di informazioni ma anche strepitosi per le dimensioni e per la qualità: gli originali arabi mostrano capolavori di calligrafia, capaci di stupire e affascinare, e la lunghezza dei supporti di carta o pergamena può arrivare ai 10 metri.
“Sarà esposto un unicum assoluto – racconta il professore Fabrizio Franceschini dell’Università di Pisa nel comitato scientifico delle iniziative - la traduzione in pisano, ma scritta in caratteri arabi, della lettera-trattato inviata il 10 giugno 1366 dal signore di Bona e Bugia al doge di Pisa Giovanni de’ Conti Dell’Agnello, traduzione che serviva forse da lasciapassare per i mercanti arabi i quali potevano così godere, nei domini pisani, delle stesse garanzie offerte ai mercanti pisani in Africa settentrionale”.
“L’Archivio di Stato per l’occasione espone un patrimonio unico per la storia dei rapporti commerciali nel Mediterraneo nel periodo medievale che vede Pisa protagonista delle politiche di scambio – spiega Jaleh Bahrabadi, direttrice dell’Archivio di Stato di Pisa – si tratta di un genere di documenti che con la Spagna siamo gli unici a possederli in tutto il Mediterraneo, una testimonianza storica da questo punto di vista straordinaria”.
"In occasione della mostra, al Museo nazionale di San Matteo, sarà esposto un bacino islamico di manifattura spagnola decorato a lustro metallico color rame su smalto bianco, secondo quarto XIII secolo, conservato nei depositi del museo. La preziosa scodella, sul fondo della quale si staglia il vocabolo as-salama, la sicurezza, la serenità, in un elegante thuluth, andrà ad arricchire l'esposizione permanente delle ceramiche arabe invetriate che nel Medioevo decoravano i prospetti esterni delle chiese romaniche di Pisa", dice Pierluigi Nieri, direttore del Museo Nazionale di San Matteo.
Gli altri appuntamenti sono il 23 novembre un concerto di musica araba in Archivio in occasione dell’inaugurazione della mostra, la presentazione del volume “Italia e islam. Culture, persone e merci dal Medioevo all'età contemporanea” il 30 novembre a Palazzo Blu, il 7 dicembre un seminario all’Archivio di Stato di Pisa sui documenti medievali arabo pisani che vi sono conservati e infine il 7 gennaio una conferenza al Museo Nazionale di S. Matteo sulle iscrizioni arabe nelle opere esposte.
"La musica araba – racconta Francesco Martinelli professore e critico musicale a proposito del concerto inaugurale - ha esercitato un'influenza fondativa sulla musica europea rinascimentale e barocca a partire dall'introduzione del liuto, e viene oggi riscoperta dagli esecutori di musica antica per ricreare strumenti e prassi originali. Le sue fondamenta teoriche, a sua pratica e le sue varie tradizioni saranno sinteticamente illustrate grazie alla partecipazione di Ziad Trabelsi, musicista tunisino residente in Italia e specialista dell'oud, da cui il liuto deriva."
Tutte le iniziative sono realizzate nell’ambito della rassegna Pisa is Fibonacci 2023 del Comune di Pisa presentate in conferenza stampa a Palazzo Gambacorti l’8 novembre.
Il comitato scientifico è composto da Jaleh Bahrabadi, direttrice dell’Archivio di Stato di Pisa, Pierluigi Nieri, direttore Museo Nazionale di S. Matteo, Valentina Pannini, Università La Sapienza di Roma, e per l’Università di Pisa Renata Pepicelli e Fabrizio Franceschini.
L’avventura della conoscenza: "amate le vostre idee al punto da lavorarci giorno e notte"
Aula Magna piena di studentesse e studenti per ascoltare la professoressa e Senatrice a vita Elena Cattaneo. L’incontro si è svolto il 7 novembre al Polo Carmignani nell’ambito di “Sguardi nel futuro”.
L'aula magna del Polo Carmignani durante l'incontro con la professoressa Elena Cattaneo
Hanno parteciapto all'iniziativa il Rettore dell'Ateneo pisano Riccardo Zucchi, il professore Dario Pisignano e lo scrittore e giornalista Piero Bianucci, entrambi curatori della rassegna insieme al Centro per l’Innovazione e la Diffusione della Cultura (CIDIC). La conferenza pisana della professoressa Cattaneo, introdotta da un preludio misicale del maestro Manfred Giampietro, è stata anche l’occasione per farle alcune domande sulla sua personale avventura nella conoscenza.
La professoressa Cattaneo e il Rettore Riccardo Zucchi
Professoressa Cattaneo, quali sono stati i temi che ha toccato in questo appuntamento pisano?
Principalmente ho parlato di quella che definisco 'l'avventura della conoscenza', cioè di come la scienza e la ricerca possano aiutarci ad avere maggiore fiducia nel futuro e di come il metodo scientifico, che ci aiuta a mettere alla prova idee e preconcetti e a superare i fallimenti, possa essere una efficace "bussola" che ci accompagna nella nostra esplorazione del mondo.
Cosa consiglia a chi vuole intraprendere una carriera nella scienza?
Di prepararsi ad affrontare difficoltà e fallimenti, perché nella scienza si procede per prove ed errori; di amare le proprie idee al punto da lavorarci giorno e notte per mesi, ma di essere pronti a lasciarle andare e a ricominciare da capo se prove ed esperimenti dimostrano che non sono abbastanza solide; di non mentire mai sui risultati delle proprie ricerche e di essere sempre pronti a difendere i dati e le prove da ogni tentativo di piegarli alle convenienze del momento.
Un suo ricordo personale all'inizio del suo percorso da scienziata.
Ricordo che, durante la mia tesi sperimentale in Farmacia negli anni '80, i risultati degli esperimenti che conducevo nella giornata venivano elaborati durante la notte e stampati da una grande stampante: la mattina dopo, io entravo in laboratorio letteralmente correndo, impaziente di leggere i numeri sui fogli. Se si ripetevano uguali a sei a sei, voleva dire che avevo lavorato bene e che potevo andare avanti. Ricordo ancora l’emozione dell’attesa, come davanti ai regali di Natale nell'istante prima di scartarli.
Quell’emozione non mi ha mai abbandonata. La provo tutte le volte che mi avvicino al microscopio per osservare il comportamento delle cellule o che ricevo i risultati di un esperimento o, ancora, quando in laboratorio a uno di noi viene in mente una nuova idea di cui già riusciamo a immaginare un percorso sperimentale.
"Robe dell’altro mondo" di Carrozzeria Orfeo al Teatro Nuovo
Venerdì 10 novembre alle 21 Carrozzeria Orfeo torna sul palco del Teatro Nuovo di Pisa con lo spettacolo ‘Robe dell’altro mondo’ , una pièce teatrale, nata nel 2012, tra le più visionarie della compagnia.
Pregiudizio, intolleranza, sospetto, insicurezza, solitudine, censura e terrorismo ideologico sono elementi che costantemente influenzano un tessuto sociale sempre più fragile e disarmato. In un mondo colpito da una profonda crisi economica, sociale e umana, e dove ogni via d’uscita sembra ormai perduta, l’unica speranza di salvezza sembra essere rappresentata dagli Alieni, da qualche tempo scesi sulla terra per aiutarci a risolvere i nostri problemi più gravi.
Studenti e dipendenti dell’Università di Pisa possono acquistare un biglietto ridotto a 10 euro
Botteghino del teatro aperto martedì e giovedì dalle 16.00 alle 19.00 e a partire da un'ora prima dell'inizio degli spettacoli.
Prevendite online:
https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/robe-dellaltro-mondo-carrozzeria-orfeo
Info: Ufficio stampa Teatro Nuovo Pisa Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
"Robe dell’altro mondo" di Carrozzeria Orfeo al Teatro Nuovo
Venerdì 10 novembre alle 21 Carrozzeria Orfeo torna sul palco del Teatro Nuovo di Pisa con lo spettacolo ‘Robe dell’altro mondo’ , una pièce teatrale, nata nel 2012, tra le più visionarie della compagnia.
Pregiudizio, intolleranza, sospetto, insicurezza, solitudine, censura e terrorismo ideologico sono elementi che costantemente influenzano un tessuto sociale sempre più fragile e disarmato. In un mondo colpito da una profonda crisi economica, sociale e umana, e dove ogni via d’uscita sembra ormai perduta, l’unica speranza di salvezza sembra essere rappresentata dagli Alieni, da qualche tempo scesi sulla terra per aiutarci a risolvere i nostri problemi più gravi.
Studenti e dipendenti dell’Università di Pisa possono acquistare un biglietto ridotto a 10 euro
Botteghino del teatro aperto martedì e giovedì dalle 16.00 alle 19.00 e a partire da un'ora prima dell'inizio degli spettacoli.
Prevendite online:
https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/robe-dellaltro-mondo-carrozzeria-orfeo
Info: Ufficio stampa Teatro Nuovo Pisa Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Pisa e il mondo Arabo
In occasione del Fibonacci Day del 23 novembre, la giornata internazionale dedicata al matematico pisano che per primo introdusse in Occidente i numeri arabi e lo zero, si inaugura all’Archivio di Stato di Pisa la mostra a ingresso gratuito “Pisa e il mondo Arabo” che resterà aperta sino al 23 gennaio 2024. All’esposizione è collegato un ciclo di iniziative che coinvolgono Museo Nazionale di San Matteo, l’Università di Pisa e Palazzo Blu.
La mostra è incentrata sugli intensi rapporti tra Pisa e il Nord-Africa dal XII a tutto il XIV secolo e presenta gli originali dei più significativi trattati di pace e commercio stipulati tra le autorità pisane e le autorità di città come Tunisi, Bona e Bugia, Fez. Questi documenti sono densi di informazioni ma anche strepitosi per le dimensioni e per la qualità: gli originali arabi mostrano capolavori di calligrafia, capaci di stupire e affascinare, e la lunghezza dei supporti di carta o pergamena può arrivare ai 10 metri.
“Sarà esposto un unicum assoluto – racconta il professore Fabrizio Franceschini dell’Università di Pisa nel comitato scientifico delle iniziative - la traduzione in pisano, ma scritta in caratteri arabi, della lettera-trattato inviata il 10 giugno 1366 dal signore di Bona e Bugia al doge di Pisa Giovanni de’ Conti Dell’Agnello, traduzione che serviva forse da lasciapassare per i mercanti arabi i quali potevano così godere, nei domini pisani, delle stesse garanzie offerte ai mercanti pisani in Africa settentrionale”.
“L’Archivio di Stato per l’occasione espone un patrimonio unico per la storia dei rapporti commerciali nel Mediterraneo nel periodo medievale che vede Pisa protagonista delle politiche di scambio – spiega Jaleh Bahrabadi, direttrice dell’Archivio di Stato di Pisa – si tratta di un genere di documenti che con la Spagna siamo gli unici a possederli in tutto il Mediterraneo, una testimonianza storica da questo punto di vista straordinaria”.
"In occasione della mostra, al Museo nazionale di San Matteo, sarà esposto un bacino islamico di manifattura spagnola decorato a lustro metallico color rame su smalto bianco, secondo quarto XIII secolo, conservato nei depositi del museo. La preziosa scodella, sul fondo della quale si staglia il vocabolo as-salama, la sicurezza, la serenità, in un elegante thuluth, andrà ad arricchire l'esposizione permanente delle ceramiche arabe invetriate che nel Medioevo decoravano i prospetti esterni delle chiese romaniche di Pisa", dice Pierluigi Nieri, direttore del Museo Nazionale di San Matteo.
Gli altri appuntamenti sono il 23 novembre un concerto di musica araba in Archivio in occasione dell’inaugurazione della mostra, la presentazione del volume “Italia e islam. Culture, persone e merci dal Medioevo all'età contemporanea” (ed. Carocci 2023) a cura di Daniele Mascitelli e Renata Pepicelli il 30 novembre a Palazzo Blu, il 7 dicembre un seminario all’Archivio di Stato di Pisa sui documenti medievali arabo pisani che vi sono conservati e infine il 7 gennaio una conferenza al Museo Nazionale di S. Matteo sulle iscrizioni arabe nelle opere esposte.
"La musica araba – racconta Francesco Martinelli professore e critico musicale a proposito del concerto inaugurale - ha esercitato un'influenza fondativa sulla musica europea rinascimentale e barocca a partire dall'introduzione del liuto, e viene oggi riscoperta dagli esecutori di musica antica per ricreare strumenti e prassi originali. Le sue fondamenta teoriche, a sua pratica e le sue varie tradizioni saranno sinteticamente illustrate grazie alla partecipazione di Ziad Trabelsi, musicista tunisino residente in Italia e specialista dell'oud, da cui il liuto deriva."
Tutte le iniziative sono realizzate nell’ambito della rassegna Pisa is Fibonacci 2023 del Comune di Pisa presentate in conferenza stampa a Palazzo Gambacorti l’8 novembre.
Il comitato scientifico è composto da Jaleh Bahrabadi, direttrice dell’Archivio di Stato di Pisa, Pierluigi Nieri, direttore Museo Nazionale di S. Matteo, Valentina Pannini, Università La Sapienza di Roma, e per l’Università di Pisa Renata Pepicelli e Fabrizio Franceschini.
Corso online del CISP "Il modello del 'Team interiore' e l'intelligenza emotiva"
Da lunedì 4 a domenica 19 dicembre il Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace dell'Università di Pisa, all'interno della sua Scuola triennale Formatori e Formatrici, organizza il corso di formazione online "Il modello del 'Team interiore' e l'intelligenza emotiva".
Chi si approccia ai temi della formazione necessita di avere a disposizione strumenti e modelli di autoconoscenza e autoconsapevolezza, per imparare a gestire emotivamente le dinamiche di gruppo e le situazioni conflittuali. Questa competenza è importante in tutti gli ambiti, sia personali che professionali, in particolare per le posizioni di indirizzo e coordinamento.
Il corso presenta il modello del ‘Team interiore’ e alcuni approcci sull’intelligenza emotiva.
Il corso ha una durata complessiva di 16 ore, divise in due moduli di 8 ore, entrambi online. È possibile iscriversi sia a tutto il corso, sia ai singoli moduli.
Nel primo modulo, "Il modello del 'Team interiore' per lo sviluppo personale e professionale” a cura di Anja Corinne Baukloh, viene proposto il modello dello psicologo tedesco Schulz von Thun per la trasformazione delle proprie dinamiche interiori. Questo modello, ancora inedito in Italia, permette di sviluppare un approccio autentico ed efficace alla gestione di situazioni conflittuali e facilita il proprio sviluppo personale e professionale.
Nel secondo modulo, “Conoscere e utilizzare l'intelligenza emotiva” a cura di Sandro Mazzi, vengono esplorati gli approcci di Daniel Goleman e di Reuven Bar-On, che mettono a fuoco l’importanza sia della consapevolezza di sé e degli altri, che della capacità di gestire se stessi e le persone con le quali si collabora, al fine di avere un impatto positivo sugli altri, sapere come rimanere motivati e come fronteggiare i momenti di stress.
Il corso è aperto a tutti/e coloro che desiderano scoprire e rafforzare le competenze personali e relazionali, da utilizzare nella propria vita privata o professionale.
Il corso è destinato inoltre a chi, nel proprio contesto professionale, lavora con gruppi o singoli in apprendimento o crescita personale (quali insegnanti, formatori o formatrici, educatori/trici, counselor, coach, ecc.), ma costituisce un’occasione di apprendimento o di aggiornamento per chiunque si trovi, nel proprio contesto professionale o associativo, a interagire con colleghi/e o gruppi di lavoro.
Per ulteriori informazioni clicca qui o scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Le iscrizioni sono aperte fino a martedì 28 novembre 2023 alle ore 12:00.
Quote ridotte per chi si iscrive entro martedì 21 novembre 2023.
Quote agevolate riservate al personale Unipi.
Il lessico della modernità
Il lessico della modernità. Continuità e mutamenti dal XVI al XVIII secolo (Carocci, 2023) è il nuovo libro curato di Simonetta Bassi, professoressa di Storia della Filosofia del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa. Primo volume di un’opera in due tomi, il libro offre materiali per studiare la trasformazione delle idee che costituiscono la tradizione moderna facendo emergere la dimensione plurale del moderno, punto di convergenza di tradizioni e temi eterogenei.
Pubblichiamo di seguito alcuni estratti dalla prefazione di Simonetta Bassi.
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Questa pubblicazione si inserisce nel quadro delle iniziative del progetto di Eccellenza 2018-22 del Dipartimento di Civiltà e forme del sapere, volto a indagare i fenomeni di cambiamento e persistenza nello spazio euromediterraneo, con particolare attenzione a quei momenti in cui i due aspetti sono compresenti in relazione dinamica. […]
I contributi, autonomi e presentati in ordine alfabetico e affidati ad autori diversi e di diverse generazioni, analizzano da un punto di vista multidisciplinare le trasformazioni concettuali e lessicali che descrivono l’età moderna, delineando la complessità di un mondo in continuo movimento tra confronto con il passato e consapevole progettazione del futuro.[…]
Ha preso così forma un lavoro che lungi dal presentare, come può pure apparire a una prima occhiata, “medaglioni” autonomi e irrelati, ha l’ambizione di consentire, al contrario, l’individuazione di assonanze e prospettive di lettura a volte sorprendentemente convergenti, in una impostazione multidisciplinare assicurata dal solido contributo scientifico di studiosi di filosofia, storia, letteratura, storia dell’arte, diritto: l’indagine sulle “parole dei moderni” contribuisce a delineare la complessità di un mondo costantemente “in movimento” che si richiama agli elementi di continuità per renderli matrici di mutamenti ed evoluzioni, di svolte e rivoluzioni.