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Domenica 29 ottobre è scomparso il professor Raffaello Ciucci, a lungo ordinario di Sociologia presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa. Qui di seguito pubblichiamo un ricordo di Raffaello Ciucci a firma del professor Gabriele Tomei.

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raffaello ciucci lutto 410505.660x368La mattina del 29 ottobre ci ha lasciati il professor Raffaello Ciucci, fino al 2014 professore ordinario di Sociologia presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa. Laureato alla Facoltà di Sociologia dell’Università di Trento, ha fatto parte fin dai primi anni ’70 del gruppo di giovani ricercatori che ha contribuito in maniera significativa alla fondazione e all’animazione scientifica e culturale prima dell’Istituto di Sociologia e poi del Dipartimento di Scienze Sociali. Ha insegnato Principi e fondamenti del servizio sociale, Sociologia della famiglia e dell’educazione, Sociologia del Mutamento nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pisa. Sempre a Pisa ha insegnato Sociologia dei conflitti e della costruzione della pace nel corso di studio in Scienza della Pace e Sociologia Generale nel corso di studio in Comunicazione pubblica sociale e d’impresa. Tra il 1992 ed il 1999 ha insegnato Sociologia generale nella Facoltà di Economia dell’Università di Palermo e in quella di Scienze Politiche dell’Istituto Universitario Orientale di Napoli.

Raffaello Ciucci è stato uno studioso attento della teoria sociologica classica e contemporanea che ha sapientemente utilizzato per esplorare la sopravvivenza delle dimensioni non utilitaristiche e conviviali della vita sociale (si ricordano in proposito le sue ricerche su Ivan Illich e quelle sulle condizioni di possibilità della socialità comunitaria). Tuttavia, il suo impegno più ampio e appassionato lo ha dedicato alle ricerche sulla condizione giovanile, di cui ha indagato il progressivo indebolimento che a partire dagli anni ’80 ha caratterizzato la presenza nel mercato del lavoro e poi le più generali condizioni di definizione della soggettività.

Il programma di ricerca di Raffaello Ciucci ha sempre avuto uno sguardo applicativo, nelle scelte metodologiche ma anche nella vocazione pubblica che ha perseguito facendo del suo lavoro intellettuale una occasione di costante dialogo e confronto con i territori e i mondi associativi che ha sempre frequentato.

Raffaello Ciucci è stato anche un uomo delle istituzioni, di cui si è sempre messo a servizio con generoso senso di responsabilità ma anche con raro senso critico. Presso la sua Università di Pisa ha ricoperto l’incarico di vicepreside della Facoltà di Scienze Politiche, di presidente dei corsi di studio (laurea triennale) in Scienze Sociali e in Servizio Sociale e dei corsi di studio (laurea magistrale) in Sociologia e Programmazione e Politica dei Servizi Sociali, di direttore della Scuola di Dottorato in Scienze Politiche e Sociali. Nella sua città, Viareggio, è stato assessore alle Politiche Sociali trasformando le strategie e le pratiche di quel settore in un laboratorio collettivo di sperimentazione teorica e operativa.

Di Raffaello ci mancheranno le acute riflessioni, la capacità organizzativa, la sapienza politica, ma soprattutto il sorriso e la gentilezza.

I funerali si terranno martedì 31 ottobre alle ore 15 presso la Basilica di San Paolino a Viareggio.

Gabriele Tomei
Dipartimento di Scienze politiche
Università di Pisa

logo-master-SSASC-300x300 copia.jpgE’ nato all’Università di Pisa il master di primo livello in Scienze Sensoriali per un’Alimentazione Sana e Consapevole in collaborazione con l’International Academy of Sensory Analysis. Obiettivo del master è rendere più consapevole l’approccio al cibo e più gratificante l’applicazione dei principi di una sana e corretta alimentazione a cominciare dalla dieta mediterranea. Il master è aperto ai laureati in ogni disciplina ed è possibile iscriversi sino al 13 novembre. Le competenze acquisite potranno essere spese in vari settori, dal tecnologico per ottimizzare il profilo sensoriale degli alimenti, alla comunicazione, al marketing, sino all’ambito educativo.

Il percorso formativo è organizzato in quattro moduli di cui tre on line, con lezioni concentrate tra il venerdì e il sabato da metà gennaio a metà luglio. Sono inoltre previste sessioni interattive di analisi sensoriale dei principali alimenti che caratterizzano la dieta mediterranea, ad esempio vino, pane e prodotti da forno, olio, formaggi, salumi, cioccolato, caffè.

“La dieta mediterranea è spesso citata nei programmi tv che parlano di cucina e di corrette abitudini alimentari per raggiungere il benessere, ma quando proviamo a calare questi concetti nella vita reale arrivano le difficoltà - spiega la professoressa Francesca Venturi dell’Università di Pisa - Sappiamo infatti scegliere il cibo che mangiamo e riconoscerne le caratteristiche al di là delle informazioni nutrizionali che troviamo sulle etichette?”.
“In realtà i nostri sensi ci parlano, ci danno indizi – continua Venturi - tuttavia, nella maggior parte dei casi non sappiamo ascoltare quello che il cibo ci racconta oppure ci facciamo distrarre da ciò che è appositamente aggiunto agli alimenti per condizionarci nelle scelte. Da qui l’esigenza del master, per sviluppare un approccio innovativo e consapevole alla scelta dei regimi alimentari”.

Il master è promosso dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa e dal Centro Interdipartimentale di Ricerca Nutraceutica e Alimentazione per la Salute Nutrafood. Il costo è di 3600 euro e sono previste agevolazioni e borse. Per info: https://www.agr.unipi.it/master-di-primo-livello-in-scienze-sensoriali-per-unalimentazione-sana-e-consapevole/

I musei universitari di Pisa si aggiudicano tre dei primi cinque posti nella graduatoria di merito con cui la Regione Toscana ha assegnato i contributi a 113 musei ed ecomusei di rilevanza regionale, con il primo posto all’Orto e Museo Botanico, il secondo posto al Centro di Ateneo Museo di Storia Naturale e il quinto posto al Museo della Grafica.

Nella valutazione sono stati presi in considerazione vari parametri, tra cui: le dotazioni fisse dei musei, i servizi di accoglienza, il numero di visitatori, il numero di utenti on-line, le attività educative in presenza e on-line, gli eventi rivolti al pubblico in presenza e on-line, le attività di studio e ricerca e le ore di apertura al pubblico.

Tripletta importante per i musei di Ateneo nel loro ultimo anno di permanenza tra i musei ed ecomusei accreditati dalla Regione Toscana, una permanenza decennale che risale al 2012 per il Centro di Ateneo Museo di Storia Naturale e per il Museo della Grafica e al 2014 per l’Orto e Museo Botanico.

A partire dal 2023 l’Orto e Museo Botanico, il Centro di Ateneo Museo di Storia Naturale e il Museo della Grafica, in quanto musei universitari, hanno presentato domanda di accreditamento al nuovo Sistema Museale Nazionale in base alla procedura prevista dal Ministero della Cultura per i musei statali. La richiesta per l’accreditamento nazionale comporterà quindi, a partire dal 2023, l’esclusione dal novero dei musei di rilevanza regionale, ma questo non significherà la cessazione della proficua collaborazione che ormai da oltre dieci anni contraddistingue i rapporti fra i musei e la Regione Toscana che proseguirà nell’attività di promozione delle attività espositive, educative e divulgative dei musei di Ateneo.

I musei universitari di Pisa si aggiudicano tre dei primi cinque posti nella graduatoria di merito con cui la Regione Toscana ha assegnato i contributi a 113 musei ed ecomusei di rilevanza regionale, con il primo posto all’Orto e Museo Botanico, il secondo posto al Centro di Ateneo Museo di Storia Naturale e il quinto posto al Museo della Grafica.

Nella valutazione sono stati presi in considerazione vari parametri, tra cui: le dotazioni fisse dei musei, i servizi di accoglienza, il numero di visitatori, il numero di utenti on-line, le attività educative in presenza e on-line, gli eventi rivolti al pubblico in presenza e on-line, le attività di studio e ricerca e le ore di apertura al pubblico.

Graduatoria merito 2023

Tripletta importante per i musei di Ateneo nel loro ultimo anno di permanenza tra i musei ed ecomusei accreditati dalla Regione Toscana, una permanenza decennale che risale al 2012 per il Centro di Ateneo Museo di Storia Naturale e per il Museo della Grafica e al 2014 per l’Orto e Museo Botanico.

A partire dal 2023 l’Orto e Museo Botanico, il Centro di Ateneo Museo di Storia Naturale e il Museo della Grafica, in quanto musei universitari, hanno presentato domanda di accreditamento al nuovo Sistema Museale Nazionale in base alla procedura prevista dal Ministero della Cultura per i musei statali.

La richiesta per l’accreditamento nazionale comporterà quindi, a partire dal 2023, l’esclusione dal novero dei musei di rilevanza regionale, ma questo non significherà la cessazione della proficua collaborazione che ormai da oltre dieci anni contraddistingue i rapporti fra i musei e la Regione Toscana che proseguirà nell’attività di promozione delle attività espositive, educative e divulgative dei musei di Ateneo.

Agevolare le studentesse e gli studenti laureati presso altri atenei italiano fuori regione e intenzionati a proseguire il proprio percorso di studi all'Università di Pisa, iscrivendosi ad un corso di laurea magistrale non a ciclo unico. È questo l’obiettivo del bando, pubblicato in questi giorni dall'Ateneo pisano, che dà la possibilità, ai richiedenti, di accedere ad un contributo di 2500 euro lordi per l’immatricolazione all’anno accademico 2023/2024. Gli interessati hanno tempo fino alle ore 13:00 di giovedì 30 novembre per presentare la propria domanda di partecipazione alla selezione.

“Questo contributo, assieme a quelli previsti per gli affitti dei fuori sede, rientra nelle misure con cui l’Università di Pisa difende il diritto delle nuove generazioni a scegliere l’ateneo che preferiscono per proseguire la propria carriera universitaria  –  ha dichiarato la professoressa Enza Pellecchia, Prorettrice per la coesione della comunità universitaria e il diritto allo studio – Le misure varate in questi giorni, peraltro, vanno ad aggiungersi ad uno dei regimi contributivi più bassi d’Italia, con una no tax area che prevede, per chi ha un ISEE fino a 26.000 euro, di pagare soltanto la tassa regionale di 140 euro e 16 euro di bollo in caso di immatricolazione”.

Per poter accedere al contributo previsto dall’Università di Pisa, gli studenti che intendono immatricolarsi per l’anno accademico 2023/2024 ad un corso di laurea magistrale non a ciclo unico avendo conseguito, negli ultimi tre anni accademici, una laurea triennale o magistrale presso altro ateneo italiano con sede al di fuori della Toscana devono avere: un’età non superiore ai 30 anni al momento della data di scadenza del bando; un ISEE universitario (anche corrente o parificato) non superiore a € 50.000 e un patrimonio mobiliare, dichiarato ai fini ISEE, non superiore a € 100.000.

Infine, gli studenti che, per l’anno accademico 2023/2024, hanno già fatto domanda di benefici alla Azienda regionale per il diritto allo studio universitario della Toscana (Ardsu Toscana), possono comunque presentare la domanda per l’accesso al contributo per l’immatricolazione. Verranno però esclusi dalla selezione nel caso in cui ottengano il beneficio dell’Ardsu Toscana.

Foto: Laura Lazzerini

Si conclude venerdì 27 ottobre alle ore 17 presso l’aula 4 del Palazzo della Sapienza, con il seminario “Archeologia del presente. Raccontare le migrazioni contemporanee attraverso le tracce materiali”, il ciclo di eventi Tracce dedicato al tema delle migrazioni.


Il seminario è pensato come un viaggio attraverso l’esperienza di ricerca e didattica condotta, a partire dal 2020, sull’isola di Lampedusa. Francesca Anichini, archeologa dell’età contemporanea, illustrerà il lavoro di documentazione dei resti materiali presenti sull’isola attraverso i metodi propri dell’archeologia, dell’antropologia e della restituzione video. Un percorso che incrocia luoghi, oggetti e persone, attivando emozioni e riflessioni individuali e collettive. Il pubblico sarà chiamato a partecipare all’iniziativa interfacciandosi direttamente con gli oggetti raccolti sulle spiagge e le scogliere lampedusane e potrà ripercorrere l’esperienza fatta dagli studenti e dalle studentesse dell’Università di Pisa attraverso la proiezione di alcuni video che li vedono protagonisti e che sono stati raccolti nella web-serie “Loading ISOLA”.

La rassegna “TRACCE. Lampedusa 3 ottobre 2013-3 ottobre 2023”– pensata dal CIDIC e dal CISP per ricordare il decennale del primo grande naufragio di Lampedusa e celebrare la giornata nazionale in memoria delle vittime delle immigrazioni istituita con legge 45/2016 – ha visto la partecipazione dei dipartimenti di Biologia, Civiltà e Forme del Sapere, Giurisprudenza, Informatica, Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, Scienze Politiche

Con seminari, presentazioni di libri, film (in collaborazione con il Cineclub Arsenale), video, il complesso tema delle migrazioni è stato approfondito da molteplici punti di vista, con un dialogo sempre interessante e a tratti avvincente tra numerose discipline: sono stati forniti strumenti per una maggiore comprensione di un fenomeno che nel dibattito pubblico viene troppo spesso affrontato in maniera superficiale, con strumentalizzazioni frequenti e ricostruzioni parziali. L’Università di Pisa ha inteso in questo modo adempiere all’importante funzione di disseminazione dei risultati delle ricerche e dei progetti sviluppati in molti dipartimenti, offrendo un contributo essenziale alla creazione di consapevolezza e coscienza critica rispetto ad una delle grandi sfide della nostra epoca.

 

L’Università di Pisa si pone all’avanguardia in Italia nella gestione dei rifiuti grazie ad un accordo con il CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi, per la gestione dei rifiuti. Gli obiettivi sono ridurre i rifiuti, aumentare drasticamente la raccolta differenziata e il riciclaggio e lanciare innovative campagne di comunicazione rivolte alla comunità studentesca e a docenti e personale per incoraggiare comportamenti virtuosi.

“L’Ateneo è un campus diffuso in tutta la città, fra dipartimenti, poli didattici, biblioteche e altre strutture frequentate ogni giorno da personale, docenti e decine di migliaia di studentesse e studenti, tutto questo si traduce in elevate quantità e diverse tipologie di rifiuti la cui gestione può risultare molto complessa”, spiega la professoressa Giulia Romano, referente per Acqua e Waste con l’incarico di dare l’indirizzo politico in materia di gestione dei rifiuti e acqua pubblica della Commissione per lo Sviluppo Sostenibile di Ateneo responsabile dell’iniziativa. “L’accordo con CONAI – continua Romano - è importante per promuovere l’innovazione nella gestione dei rifiuti in ateneo. Siamo profondamente riconoscenti del supporto che ci hanno offerto. Siamo consapevoli che la nostra istituzione ha un ruolo importante per la città di Pisa, e che da noi ci si aspettano esempi virtuosi anche nella riduzione nell’impatto ambientale e nello stimolare e diffondere buone pratiche”.

“Una bellissima occasione di formazione e di sensibilizzazione” commenta Luca Piatto, responsabile rapporti con il territorio di CONAI, che ha lavorato al progetto. “Il Consorzio lavora da sempre per promuovere una nuova cultura della sostenibilità e della tutela ambientale: mostrare in modo concreto come fare correttamente la differenziata e spiegarlo è un’operazione sempre più necessaria, anche in vista degli obiettivi di riciclo comunitari, che diventeranno sempre più ambiziosi. Farlo nelle Università, che formano anche le classi dirigenti del futuro, è ancora più importante. Gli atenei sono spesso diffusi sul territorio comunale: è essenziale che anche lì, quindi, la raccolta sia fatta in modo corretto e puntuale”.

Al progetto collabora Contarina, azienda leader in Italia nel settore, in sinergia con il Comune di Pisa e Geofor, il gestore rifiuti e ambiente in Toscana. A livello di tempistiche la fase di progettazione del sistema di raccolta differenziata all’interno dell’Università di Pisa sarà completata entro il 2023, ad anno nuovo inizierà quindi la realizzazione del piano con la distribuzione di nuovi contenitori per la differenziata e le campagne di sensibilizzazione.
“Vogliamo motivare le persone ad avere comportamenti più sostenibili – aggiunge Romano – anche coinvolgendo docenti e studenti nella progettazione delle campagne di comunicazione che faremo. Possiamo contare anche sul supporto di Paolo Contò di Priula, un esperto di riconosciuta esperienza e competenza che ha accettato di collaborare con noi”.

Lo svolgimento di tutte le attività previste sarà monitorato da un gruppo di lavoro composto da referenti CONAI e dell’Ateneo fra cui le professoresse Giulia Romano ed Elisa Giuliani (foto), prorettrice per la Sostenibilità e l'Agenda 2030 e presidente della Commissione per lo Sviluppo Sostenibile di Ateneo.

“Non basta aver distribuito i cestini della differenziata in tutto l’Ateneo – sottolinea Elisa Giuliani - è necessario anche educare ad un corretto conferimento e ad una riduzione dello spreco. Con questo progetto, in linea con gli obiettivi 11 e 12 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, vogliamo contribuire ad una città più sostenibile e ad un consumo più responsabile. CONAI e Contarina sono all’avanguardia in Italia su questi temi e siamo convinti che, con il loro supporto e la loro professionalità, questo progetto sarà trasformativo per l’Università di Pisa. Mi piace pensare che la nuova gestione dei rifiuti sia il nostro primo grande passo verso una agenda della sostenibilità coraggiosa che abbia un impatto positivo sulla nostra comunità”.

Giuliani_Elisa.JPGL’Università di Pisa si pone all’avanguardia in Italia nella gestione dei rifiuti grazie ad un accordo con il CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi, per la gestione dei rifiuti. Gli obiettivi sono ridurre i rifiuti, aumentare drasticamente la raccolta differenziata e il riciclaggio e lanciare innovative campagne di comunicazione rivolte alla comunità studentesca e a docenti e personale per incoraggiare comportamenti virtuosi.

“L’Ateneo è un campus diffuso in tutta la città, fra dipartimenti, poli didattici, biblioteche e altre strutture frequentate ogni giorno da personale, docenti e decine di migliaia di studentesse e studenti, tutto questo si traduce in elevate quantità e diverse tipologie di rifiuti la cui gestione può risultare molto complessa”, spiega la professoressa Giulia Romano, referente per Acqua e Waste con l’incarico di dare l’indirizzo politico in materia di gestione dei rifiuti e acqua pubblica della Commissione per lo Sviluppo Sostenibile di Ateneo responsabile dell’iniziativa. “L’accordo con CONAI – continua Romano - è importante per promuovere l’innovazione nella gestione dei rifiuti in ateneo. Siamo profondamente riconoscenti del supporto che ci hanno offerto. Siamo consapevoli che la nostra istituzione ha un ruolo importante per la città di Pisa, e che da noi ci si aspettano esempi virtuosi anche nella riduzione nell’impatto ambientale e nello stimolare e diffondere buone pratiche”.

“Una bellissima occasione di formazione e di sensibilizzazione” commenta Luca Piatto, responsabile rapporti con il territorio di CONAI, che ha lavorato al progetto. “Il Consorzio lavora da sempre per promuovere una nuova cultura della sostenibilità e della tutela ambientale: mostrare in modo concreto come fare correttamente la differenziata e spiegarlo è un’operazione sempre più necessaria, anche in vista degli obiettivi di riciclo comunitari, che diventeranno sempre più ambiziosi. Farlo nelle Università, che formano anche le classi dirigenti del futuro, è ancora più importante. Gli atenei sono spesso diffusi sul territorio comunale: è essenziale che anche lì, quindi, la raccolta sia fatta in modo corretto e puntuale”.

Al progetto collabora Contarina, azienda leader in Italia nel settore, in sinergia con il Comune di Pisa e Geofor, il gestore rifiuti e ambiente in Toscana. A livello di tempistiche la fase di progettazione del sistema di raccolta differenziata all’interno dell’Università di Pisa sarà completata entro il 2023, ad anno nuovo inizierà quindi la realizzazione del piano con la distribuzione di nuovi contenitori per la differenziata e le campagne di sensibilizzazione.
“Vogliamo motivare le persone ad avere comportamenti più sostenibili – aggiunge Romano – anche coinvolgendo docenti e studenti nella progettazione delle campagne di comunicazione che faremo. Possiamo contare anche sul supporto di Paolo Contò di Priula, un esperto di riconosciuta esperienza e competenza che ha accettato di collaborare con noi”.

Lo svolgimento di tutte le attività previste sarà monitorato da un gruppo di lavoro composto da referenti CONAI e dell’Ateneo fra cui le professoresse Giulia Romano ed Elisa Giuliani (foto), prorettrice per la Sostenibilità e l'Agenda 2030 e presidente della Commissione per lo Sviluppo Sostenibile di Ateneo.

“Non basta aver distribuito i cestini della differenziata in tutto l’Ateneo – sottolinea Elisa Giuliani - è necessario anche educare ad un corretto conferimento e ad una riduzione dello spreco. Con questo progetto, in linea con gli obiettivi 11 e 12 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, vogliamo contribuire ad una città più sostenibile e ad un consumo più responsabile. CONAI e Contarina sono all’avanguardia in Italia su questi temi e siamo convinti che, con il loro supporto e la loro professionalità, questo progetto sarà trasformativo per l’Università di Pisa. Mi piace pensare che la nuova gestione dei rifiuti sia il nostro primo grande passo verso una agenda della sostenibilità coraggiosa che abbia un impatto positivo sulla nostra comunità”.

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Si conclude venerdì 27 ottobre alle ore 17 presso l’aula 4 del Palazzo della Sapienza, con il seminario “Archeologia del presente. Raccontare le migrazioni contemporanee attraverso le tracce materiali”, il ciclo di eventi Tracce dedicato al tema delle migrazioni.

Il seminario è pensato come un viaggio attraverso l’esperienza di ricerca e didattica condotta, a partire dal 2020, sull’isola di Lampedusa. Francesca Anichini, archeologa dell’età contemporanea, illustrerà il lavoro di documentazione dei resti materiali presenti sull’isola attraverso i metodi propri dell’archeologia, dell’antropologia e della restituzione video. Un percorso che incrocia luoghi, oggetti e persone, attivando emozioni e riflessioni individuali e collettive. Il pubblico sarà chiamato a partecipare all’iniziativa interfacciandosi direttamente con gli oggetti raccolti sulle spiagge e le scogliere lampedusane e potrà ripercorrere l’esperienza fatta dagli studenti e dalle studentesse dell’Università di Pisa attraverso la proiezione di alcuni video che li vedono protagonisti e che sono stati raccolti nella web-serie “Loading ISOLA”.

La rassegna “TRACCE. Lampedusa 3 ottobre 2013-3 ottobre 2023”– pensata dal CIDIC e dal CISP per ricordare il decennale del primo grande naufragio di Lampedusa e celebrare la giornata nazionale in memoria delle vittime delle immigrazioni istituita con legge 45/2016 – ha visto la partecipazione dei dipartimenti di Biologia, Civiltà e Forme del Sapere, Giurisprudenza, Informatica, Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, Scienze Politiche

Con seminari, presentazioni di libri, film (in collaborazione con il Cineclub Arsenale), video, il complesso tema delle migrazioni è stato approfondito da molteplici punti di vista, con un dialogo sempre interessante e a tratti avvincente tra numerose discipline: sono stati forniti strumenti per una maggiore comprensione di un fenomeno che nel dibattito pubblico viene troppo spesso affrontato in maniera superficiale, con strumentalizzazioni frequenti e ricostruzioni parziali. L’Università di Pisa ha inteso in questo modo adempiere all’importante funzione di disseminazione dei risultati delle ricerche e dei progetti sviluppati in molti dipartimenti, offrendo un contributo essenziale alla creazione di consapevolezza e coscienza critica rispetto ad una delle grandi sfide della nostra epoca.

 

Weabios, spin off dell’Università di Pisa che sviluppa tessuti e dispositivi intelligenti indossabili, è tra le 9 aziende selezionate da WeSportUp per partecipare a un intenso programma di accelerazione al Foro Italico di Roma, cuore dello sport italiano, per 13 settimane. WeSportUP è un acceleratore di startup nel settore sport e wellness della rete nazionale acceleratori di CDP Venture Capital. Un ecosistema aperto in grado di coinvolgere le più importanti aziende, istituzioni e investitori nella ricerca e di selezionare e accelerare le migliori startup italiane e internazionali per lo sviluppo economico e sociale del settore. L’acceleratore è nato su iniziativa di CDPVentureCapital insieme a Sport e Salute, sarà gestito da Startupbootcamp e Wylab, e vedrà la partecipazione di aziende corporate e player sportivi di alto livello. Tra i partner spiccano: Sport e Salute, Fastweb, BNL BNP Paribas, Juventus Football Club, Renault, Snaitech e molte altre aziende e associazioni del settore.

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Il programma di accelerazione offerto da WeSportUp offre una grande opportunità di collaborare con le principali aziende, istituzioni e investitori dello sport e del wellness system italiani, ricevere risorse economiche e supporto professionale di alto livello: “WeSportUp è una grandissima opportunità per tutti noi, perché oltre a offrire un percorso intenso con esperti di business, ci permette di lavorare con uno network di aziende ed esperti che mai si potrebbero raggiungere come piccola startup – commenta Lucia Arcarisi, CEO di Weabios – Tra questi, ad esempio, Fulvio Matteoni, l’ex amministratore delegato di Decathlon Italia, che ci ha dato dei consigli su vision aziendale e come diventare imprenditori migliori: imparare da persone di quel livello è una esperienza impagabile, avere la possibilità di scambiare delle chiacchiere anche informali e avere dei consigli personali è un sogno. Inoltre, in quanto spin-off universitaria, vogliamo dimostrare che un gruppo nato in un contesto di ricerca può avere mercato e crescere velocemente, perché è proprio dentro le università che nasce il futuro tecnologico del domani”.

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Weabios è una spin off del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione Unipi e nasce da quattro soci, Lucia Arcarisi, Alessandro Tognetti, Nicola Carbonaro e Marco Laurino, che, lavorando insieme in diversi progetti di ricerca, hanno deciso di portare sul mercato i prodotti della ricerca che sviluppavano. Il gruppo di ricerca coordinato da Tognetti e Carbonaro ha un know how sui wearable textile e sui device per il monitoraggio e la diagnostica. Marco Laurino è un ricercatore del CNR e ha diversi anni di esperienza in AI ed analisi dati biomedicali. Lucia Arcarisi è assegnista di ricerca nel gruppo, ma con la passione per il mondo startupper. Nasce e studia da imprenditrice all’interno del Contamination Lab, seguendo i corsi del PhD+ e CLab, che vince nel 2018 e oggi la vede Ambassador del progetto.

Da lì parte la carriera da startupper, con gli altri soci con Weabios, che continua vincendo diversi premi come Innovazione Repower e 2031 Premio Marzotto e formandosi anche con corsi di livello come il TVLP della Silicon Valley offerto proprio dall’ufficio di Trasferimento Tecnologico di Unipi. Oggi la startup è accelerata in WSU. Pochi giorni fa Weabios si è classificata seconda al Premio Cambiamenti promosso da CNA. Oggi Weabios sviluppa prodotti intelligenti per la seduta e totalmente tessili.

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