A Mino Sportelli il premio dell’Associazione Italiana di Ingegneria Agraria
Mino Sportelli, borsista di ricerca del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali ha vinto il premio 2022 dell’Associazione Italiana di Ingegneria Agraria per l’area tematica di meccanica agraria. Il premio consiste in un contributo alle spese per un soggiorno di ricerca all'estero ed è stato assegnato sulla base del curriculum, delle pubblicazioni e pubblicazioni e della proposta di ricerca presentata.
Il dottor Sportelli, nato a Putignano (Bari) nel 1991, ha da pochi mesi conseguito il dottorato presso l’Università di Pisa con una tesi dal titolo “Innovative machines for weed control in conservation agriculture” ed è impegnato in diversi progetti sulla gestione sostenibile del verde urbano e dei tappeti erbosi presso il Dipartimento di Scienze Agrarie. Durante il dottorato ha testato l'effetto di macchine autonome e di strategie per il controllo delle specie infestanti e la gestione delle cosiddette cover crop, colture non produttive coltivate per migliorare la fertilità dei suoli e mitigare gli impatti ambientali agricoli. La ricerca ha inoltre portato alla raccolta e all’analisi di immagini per lo sviluppo di algoritmi di intelligenza artificiale che possano individuare e controllare le specie infestanti nell’ambito dell’agricoltura conservativa e dei tappeti erbosi.
Laureatosi in triennale all’Università di Bari in Scienze Agrarie e in magistrale all’Università di Pisa in Progettazione e gestione del verde urbano e del paesaggio, Mino Sportelli ha svolto diverse esperienze formative all’estero, sia alla New Mexico State University che all’Università di Siviglia. I suoi piani per il futuro puntano a contribuire al benessere cittadino attraverso l’attività e la produzione scientifica nel campo della gestione sostenibile del verde urbano.
Con il progetto PRIME-VR2 la realtà virtuale al servizio della riabilitazione
Ambienti di realtà virtuale per la riabilitazione motoria di persone colpite da malattie cardiache o degenerative o da infortuni mediante l'uso di dispositivi indossabili stampati in 3D e personalizzati sulle caratteristiche del paziente. È questo l'obiettivo del progetto europeo PRIME-VR2, coordinato da un gruppo di ricerca del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università di Pisa (DICI), e che ha visto tra i partner diverse università, laboratori di riabilitazione e aziende provenienti da nove paesi europei.
Il 13 e 14 ottobre tutti i ricercatori europei che hanno lavorato sul progetto si riuniscono a Pisa, nel complesso delle Benedettine, per una conferenza durante la quale verranno presentati i risultati di PRIME-VR2.
“Siamo molto soddisfatti di questi anni di lavoro - commenta Sandro Barone, docente di Disegno e Metodi dell'Ingegneria Industriale e coordinatore del progetto - Nell’ambito del progetto abbiamo messo a punto un sistema per la riabilitazione realmente ritagliato sui bisogni e sulle caratteristiche della persona che segue il programma. L’arto superiore da riabilitare viene scansionato mediante un nuovo dispositivo per acquisire la geometria, i movimenti e le forze. Queste informazioni ci permettono di progettare un controller personalizzato da indossare. Tramite un visore il paziente entra nell’ambiente di realtà virtuale, e con il controller esercita il braccio o la mano in alcuni giochi o alcune attività, anch’essi pensati e tarati su di lui, come per esempio lanciare la palla in cui canestro. La forza richiesta per il lancio è diversa da paziente a paziente, in base ai risultati che vogliamo ottenere”.
“Uno dei problemi maggiori legati alla riabilitazione - aggiunge Armando Viviano Razionale, docente di Disegno e Metodi dell'Ingegneria Industriale e responsabile scientifico del progetto - è l’elevato grado di abbandono del percorso riabilitativo, che può essere dovuto a fattori come la ripetitività degli esercizi. Questo può portare a demotivazione e depressione. Gli ambienti virtuali progettati consentono invece, con l’assistenza di personale medico, di compiere i movimenti giusti per riabilitare l’arto in un ambiente coinvolgente, e arrivare più facilmente ad un risultato, con il conseguente miglioramento della qualità della vita dei pazienti.”.
La progettazione di controllori e ambienti virtuali ritagliati sulle specificità del paziente si colloca nell’ambito della medicina personalizzata e fortemente orientata non solo a cure specifiche, ma al miglioramento complessivo della qualità della vita delle persone: “Le nuove tecnologie - conclude Barone - e in particolare la customizzazione di sistemi indossabili possono rendere la progettazione di percorsi terapeutici personalizzati una conquista sempre più concreta”.
Con il progetto PRIME-VR2 la realtà virtuale al servizio della riabilitazione
Ambienti di realtà virtuale per la riabilitazione motoria di persone colpite da malattie cardiache o degenerative o da infortuni mediante l'uso di dispositivi indossabili stampati in 3D e personalizzati sulle caratteristiche del paziente. È questo l'obiettivo del progetto europeo PRIME-VR2, coordinato da un gruppo di ricerca del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università di Pisa (DICI), e che ha visto tra i partner diverse università, laboratori di riabilitazione e aziende provenienti da nove paesi europei.
Il 13 e 14 ottobre tutti i ricercatori europei che hanno lavorato sul progetto si riuniscono a Pisa, nel complesso delle Benedettine, per una conferenza durante la quale verranno presentati i risultati di PRIME-VR2.
“Siamo molto soddisfatti di questi anni di lavoro - commenta Sandro Barone, docente di Disegno e Metodi dell'Ingegneria Industriale e coordinatore del progetto - Nell’ambito del progetto abbiamo messo a punto un sistema per la riabilitazione realmente ritagliato sui bisogni e sulle caratteristiche della persona che segue il programma. L’arto superiore da riabilitare viene scansionato mediante un nuovo dispositivo per acquisire la geometria, i movimenti e le forze. Queste informazioni ci permettono di progettare un controller personalizzato da indossare. Tramite un visore il paziente entra nell’ambiente di realtà virtuale, e con il controller esercita il braccio o la mano in alcuni giochi o alcune attività, anch’essi pensati e tarati su di lui, come per esempio lanciare la palla in cui canestro. La forza richiesta per il lancio è diversa da paziente a paziente, in base ai risultati che vogliamo ottenere”.
“Uno dei problemi maggiori legati alla riabilitazione - aggiunge Armando Viviano Razionale, docente di Disegno e Metodi dell'Ingegneria Industriale e responsabile scientifico del progetto - è l’elevato grado di abbandono del percorso riabilitativo, che può essere dovuto a fattori come la ripetitività degli esercizi. Questo può portare a demotivazione e depressione. Gli ambienti virtuali progettati consentono invece, con l’assistenza di personale medico, di compiere i movimenti giusti per riabilitare l’arto in un ambiente coinvolgente, e arrivare più facilmente ad un risultato, con il conseguente miglioramento della qualità della vita dei pazienti.”.
La progettazione di controllori e ambienti virtuali ritagliati sulle specificità del paziente si colloca nell’ambito della medicina personalizzata e fortemente orientata non solo a cure specifiche, ma al miglioramento complessivo della qualità della vita delle persone: “Le nuove tecnologie - conclude Barone - e in particolare la customizzazione di sistemi indossabili possono rendere la progettazione di percorsi terapeutici personalizzati una conquista sempre più concreta”.
Simulazione sull’attività del Consiglio dell’UE e del Consiglio europeo
Il Segretariato generale del Consiglio dell’Unione europea (GSC) promuove un programma di simulazione sull’attività del Consiglio dell’UE e del Consiglio europeo rivolto a studenti universitari di laurea magistrale di area economica, giuridica e sociale, teso all’acquisizione di una conoscenza pratica dell’operato delle due istituzioni e alla promozione delle opportunità di carriera all’interno del Consiglio.
La simulazione si svolgerà a Bruxelles nel primo weekend di febbraio 2023 e coinvolgerà sei studenti universitari per Paese.
Scadenza 2 novembre 2022
Leggi i dettagli qui: https://www.tirocinicrui.it/avviso-selezione-euco-simulation-for-students/
Società europea di ipertensione: Agostino Virdis a capo del gruppo di studio sul microcircolo
Agostino Virdis (foto), professore ordinario di Medicina interna del Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell’Università di Pisa e attuale direttore della Scuola di specializzazione di Medicina interna nonché della Sezione dipartimentale di Medicina 2 dell’Aoup, è stato recentemente nominato presidente del Gruppo di studio europeo sul microcircolo afferente alla Società europea di ipertensione (ESH). Dello stesso gruppo fanno parte anche il professore Stefano Taddei, il professore Stefano Masi e il dottore Alessandro Mengozzi.
I Gruppi di studio europei, istituiti dal Consiglio direttivo di ESH, nascono espressamente dalla volontà di radunare, sotto la direzione di una figura scientifica di riferimento, i maggiori ricercatori internazionali che, con i propri collaboratori e mettendo a disposizione il proprio laboratorio, condividono il medesimo campo di ricerca ed interesse scientifico.
Tra gli scopi principali, promuovere progetti scientifici internazionali favorendo lo scambio culturale e di tecniche di studio tra i gruppi di ricerca, promuovere la pubblicazione di lavori scientifici, position papers e documenti di consenso su principali tematiche scientifiche e favorire l’identificazione, la crescita culturale e il supporto per i giovani ricercatori.
Franca Melfi prima donna vicepresidente Eacts
Nel corso del 36° Meeting annuale dell’Eacts-European association for cardiothoracic surgery che si è appena concluso a Milano, il più importante evento di chirurgia cardiotoracica con esperti provenienti da tutto il mondo, la professoressa Franca Melfi (foto), direttore del Centro multidisciplinare di Chirurgia robotica dell’Aoup nonché della Sezione dipartimentale di Chirurgia toracica mininvasiva e robotica, è stata nominata vicepresidente della società scientifica europea.
Si tratta della prima volta per una donna e la nomina prelude a quella alla presidenza che sarà ratificata a Vienna durante il meeting del prossimo anno. Il riconoscimento giunge a coronamento di una carriera spesa nella ricerca di sempre nuove sfide tecnologiche in chirurgia mininvasiva e per l’impegno profuso nell’attività clinica, di ricerca, di addestramento e di didattica effettuata da lei per anni in Europa sulla chirurgia robotica tanto che il Centro multidisciplinare dell’Aoup è ormai - con i sistemi robotici Da Vinci in dotazione - accreditato per la formazione di secondo livello, sede di master universitari, Epicenter riconosciuto per case observation e proctoring e sede del primo corso di Robotic Crisis resource management.
“Per me – ha dichiarato la professoressa Melfi - è un grande onore ricevere l'incarico di vicepresidente di questa società scientifica, che è stata la prima di cui ho fatto parte nel 1998. Mi impegnerò per promuovere al massimo l'adesione a EACTS anche da parte dei chirurghi toracici, per evidenziare l'importanza di supportare donne e uomini in ruoli di leadership e rendere EACTS la casa dell’innovazione e del progresso tecnologico”.
Tirocini in ambito diplomatico MAECI, MUR e Fondazione CRUI
MAECI, MUR e Fondazione CRUI hanno prorogato alle 5 PM del 17 ottobre il termine ultimo per candidarsi a un tirocinio in una delle 169 sedi della diplomazia italiana che partecipano al bando.
Sono 290 le opportunità del terzo bando 2022 e in 145 sedi viene ripristinata la modalità in presenza, pur con le dovute precauzioni. Si legge infatti nel bando che “Qualora le condizioni sanitarie dovessero impedire lo svolgimento in presenza del tirocinio, sarà possibile avviare, proseguire e/o concludere l’attività esclusivamente in modalità a distanza, rispettando le tempistiche indicate nel bando e secondo gli accordi tra studente, sede ospitante e ateneo.”
Dal punto di vista geografico i posti presso le sedi ospitanti sono così dislocati: 120 in Europa, 45 in America del Nord, 25 in Africa, 41 in Asia, 26 in Centro e Sud America, 21 in Medio Oriente, 4 in Italia, 8 in Oceania. Gli studenti delle 63 università partecipanti collaboreranno con ambasciate (146 posti disponibili), consolati (54), rappresentanze diplomatiche (37), istituti di cultura (52) e delegazioni (1).
Il periodo di tirocinio andrà dal 16 gennaio al 14 aprile 2023 e potrà essere esteso per un altro mese.
Il tirocinio dà diritto al riconoscimento di almeno 1 CFU per ogni mese di attività.
Il bando e la lista degli atenei partecipanti possono essere scaricati su: https://www.tirocinicrui.it/290-tirocini-bando-maeci-mur-crui/
Erogazione di provvidenze al personale Unipi - anno 2022: conclusa la procedura
E' emanato il bando per l’erogazione di provvidenze al personale in servizio, a quello cessato e alle loro famiglie secondo quanto disposto dal Regolamento per l’attribuzione di provvidenze al personale dipendente dell’Università di Pisa emanato con D.R. n. 19431 del 5 dicembre 2007.
Scadenza 7 novembre 2022
Leggi i dettagli: https://www.unipi.it/index.php/serviziper/item/24423-avviso-pubblico-per-l-erogazione-di-provvidenze-al-personale-dipendente-dell-universita-di-pisa-anno-2022
Bando per borse di studio in favore dei figli dei dipendenti: conclusa la procedura
Ateneo in lutto per la scomparsa di Gianfranco Capriz
È scomparso all’età di quasi 97 anni Gianfranco Capriz, professore emerito dell’Università di Pisa. A lungo docente di Meccanica razionale presso il Dipartimento di Matematica, è considerato uno dei padri dell’informatica pisana e del calcolo elettronico in Italia. Ex allievo della Scuola Normale Superiore negli anni Quaranta, Capriz è stato per due decenni, dal 1963 al 1983 Direttore del Centro Studi Calcolatrice Elettronica (CSCE) con sede a Pisa (poi trasformato nell'Istituto di Elaborazione della Informazione) e poi del CNUCE (Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico).
Capriz è nato a Gemona del Friuli il 16 ottobre 1925. Giunto a Pisa nel 1945, dopo la laurea all’Università di Pisa e il dottorato alla Scuola Normale è stato nominato da Mauro Picone ricercatore presso l’Istituto Nazionale per le Applicazioni del Calcolo di Roma (1951-56). In questo periodo inizia la sua attività di ricerca in Meccanica Razionale e da Roma si trasferisce a Stafford (Regno Unito), per lavorare per la English Electric Company (1956-62) come matematico ricercatore e programmatore.
Venne richiamato in Italia quando il rettore dell’Università di Pisa Sandro Faedo gli chiese di contribuire alla creazione in città della più grande concentrazione mai realizzata in Italia di attività di ricerca e sviluppo nel campo dell’informatica. Frutto di questo impegno sono i centri CSCE e CNUCE, tra i più progrediti centri di calcolo elettronico dell’epoca. In quegli anni impegnativi Capriz, che nel 1966 aveva ricevuto la cattedra di Meccanica Razionale all’Università di Pisa, ebbe un ruolo centrale anche nella creazione di una scuola di Fisica del Continuum, che si avvalse tra gli anni Sessanta e Novanta della contemporanea presenza in città di studiosi del livello di Andreotti, Barsotti, Bombieri, Campanato, Prodi, Stampacchia, Vesentini e De Giorgi.
Capriz ha più volte ricoperto il ruolo di visiting professor all’estero (Johns Hopkins University, Università del Minnesota, Carnegie Mellon University negli Stati Uniti; presso l’Università di Manitoba, in Canada; Università di Canterbury, in Nuova Zelanda). È stato vicepresidente dell’UMI, Unione Matematica Italiana (1976-82), Presidente dell’ISIMM, Società internazionale per le interazioni di meccanica e matematica (1997-99) e Presidente di AIMETA, Associazione Italiana di Meccanica Teorica ed Applicata (1999-01).
Pubblichiamo qui di seguito il docufilm dal titolo "Le origini dell'Informatica e del Networking a Pisa: Gianfranco Capriz racconta" realizzato nel 2019 da Alessandra Valvani con il coordinamento del professor Luciano Lenzini:
L'ultimo saluto al professor Capriz avrà luogo lunedì 17 ottobre a Bologna alle 15, presso la Chiesa di Sant'Antonio di Savena in via Masserenti 59.
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Di seguito una nota sul professor Capriz del Dipartimento di Informatica dell'Università di Pisa, redatta dal già professor Piero Maestrini:
Il Dipartimento di Informatica partecipa al lutto per la scomparsa di Gianfranco Capriz, Professore Emerito dell’Università di Pisa e Accademico dei Lincei. Dopo la laurea e il perfezionamento in matematica alla Scuola Normale Superiore, fu ricercatore presso l’Istituto Nazionale per le Applicazioni del Calcolo di Roma e successivamente presso la English Electric Company di Statford (UK). Nel 1962 fu richiamato dall’Università di Pisa, dove poi divenne Professore di Meccanica Razionale, e fu immediatamente incaricato della direzione del Centro Studi Calcolatrici Elettroniche (CSCE), che aveva ormai esaurito la missione di realizzare la CEP ed era stato trasformato in un Centro di Ricerca del CNR.
Sotto la direzione di Capriz il CSCE divenne un vivace ambiente di ricerca, attivo in molteplici settori dell’informatica e della matematica applicata, e un polo di attrazione per numerosi ricercatori provenienti dall’ Italia e dall’estero. Il CSCE, poi ridenominato Istituto di Elaborazione dell’Informazione (IEI), fu anche l’incubatore da cui nel 1969 prese origine il Corso di Laurea in Scienze dell’Informazione dell’Università di Pisa, primo in Italia e progenitore dell’odierno Dipartimento di Informatica.
Nel 1979 Capriz lasciò la direzione dello IEI per assumere quella del CNUCE, che mantenne per diversi anni per poi approdare alla presidenza della Società TECSIEL del gruppo IRI. In entrambi i ruoli diede un forte impulso alle ricerche e agli sviluppi tecnologici nell’ambito delle reti di calcolatori, con importanti contributi ai primi sviluppi di Internet.
Coloro che hanno avuto la fortuna di stare a contatto con Gianfranco Capriz attraverso il suo lungo percorso di ricercatore e di manager conservano un indelebile ricordo della sua figura e della sua capacità di trasmettere valori come la dedizione alla ricerca e la curiosità in ogni ambito e oltre ogni orizzonte.