Al via il ciclo di incontri “Ne parliamo in Sapienza”, confronti su temi di attualità all’Università di Pisa
Le sfide internazionali della guerra, come cambia il sistema sanitario dopo il Covid, perché la scuola non è diventata un ascensore sociale e gli effetti della transizione ecologica dopo la spinta del Pnrr. Si concentra su questi quattro temi la prima edizione di “Ne parliamo in Sapienza - Confronti su temi di attualità all’Università di Pisa”. Quattro “conversazioni” sull’attualità nel luogo simbolo dell’Università di Pisa – l’Aula Magna Nuova – che si apre alla città e ai cittadini.
Dall’11 al 14 ottobre, alle ore 18, a Palazzo La Sapienza economisti, politici, scienziati, giornalisti e professori dialogheranno tra di loro. Ci saranno Toni Capuozzo, Pierluigi Consorti, Enza Pellecchia, Domenico Quirico, Marco Gesi, Franca Melfi, Fabrizio Pregliasco, Eugenio Ripepe, Ivano Dionigi, Giovanni Floris, Andrea Gavosto, Paolo Rossi, Beppe Severgnini, Alan Friedman, Enrico Giovannini, Marco Raugi.
Le conversazioni sono curate dal CIDIC, il Centro per l’innovazione e la diffusione della cultura dell’Ateneo, nato con l’obiettivo dichiarato di ‘uscire’ dalle aule accademiche, integrandosi con il territorio e la società. Allo scopo di mettere disposizione veramente di tutti le riflessioni, ogni incontro non solo sarà a ingresso libero (fino ad esaurimento posti) ma anche visibile in diretta streaming.
"Le Università hanno un ruolo fondamentale in tutti i processi di trasformazione che attraversano la nostra società. Questo, se possibile, è ancor più vero in un momento come quello attuale, in cui ci troviamo davanti all'esigenza di costruire nuovi modelli di crescita e di sviluppo - commenta il rettore Paolo Mancarella - Le quattro giornate di riflessione che abbiamo organizzato e che affrontano temi importantissimi per il nostro futuro come la pace, la salute pubblica, l'istruzione e la transizione ecologica, nascono proprio dal profondo senso di responsabilità che, storicamente, l'Università di Pisa ha nei confronti di questa particolare missione del sistema universitario. Senso di responsabilità che oggi può contare sul supporto prezioso del nostro CIDIC, il Centro per l'innovazione e la diffusione della cultura, che ha curato questa rassegna. Un Centro che ho fortemente voluto, affinché il nostro Ateneo potesse dare un contributo concreto al processo di cambiamento in atto, aprendosi sempre di più alla città e al territorio con iniziative di alto valore culturale come questa".
“Istituito nel 2021, il CIDIC è un centro di servizi d’Ateneo che l’Università di Pisa ha voluto a supporto delle sue funzioni istituzionali – aggiunge il direttore del CIDIC Saulle Panizza – Nell’ottica di valorizzarne, in particolare, la cosiddetta terza missione, il Centro promuove iniziative di diffusione della cultura e della conoscenza scientifica aperte alla cittadinanza, favorendo occasioni di confronto e dialogo. Questa prima edizione di “Ne parliamo in Sapienza” inaugura un percorso di apertura dell'Università al contesto in cui è inserita, per condividere saperi e competenze”.
IL PROGRAMMA
11 ottobre ore 18.00
Pace e guerra Costruire un’alternativa possibile
Intervengono: Toni Capuozzo, Pierluigi Consorti, Enza Pellecchia, Domenico Quirico
Modera l’incontro: Marco Gasperetti
Segui la diretta streaming.
12 ottobre ore 18.00
Individui, Società e Salute Pubblica
Intervengono: Marco Gesi, Franca Melfi, Fabrizio Pregliasco, Eugenio Ripepe
Modera l’incontro: Roberta Villa
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13 ottobre ore 18.00
Si è bloccato l’ascensore! Mobilità sociale e Istruzione
Intervengono: Ivano Dionigi, Giovanni Floris, Marcella Gargano, Andrea Gavosto, Paolo Rossi, Beppe Severgnini
Modera l’incontro: Gianna Fregonara
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14 ottobre ore 18.00
Ora o mai più PNRR: rivoluzione verde e transizione ecologica
Intervengono: Alan Friedman, Enrico Giovannini, Marco Raugi
Modera l’incontro: Gianna Fregonara
Segui la diretta streaming.
Parte la nuova campagna di recruitment dell’E-team
L'E-Team, la Squadra Corse dell'Università di Pisa, lancia la campagna di recruitment per la prossima stagione agonistica 2022/2023. La squadra, composta interamente da studentesse e studenti dell’Ateneo, è alla ricerca di nuove leve che andranno ad arricchire e rinnovare le competenze del gruppo.
Il 6 ottobre alle 19.15 la squadra illustrerà, nell’incontro sulla piattaforma Microsoft Teams a cui accedere da questo link, le figure ricercate e le attività che si svolgeranno. Dopo questo incontro sarà possibile sottoporre la propria candidatura compilando il form disponibile a questo link.
Guidata dal nuovo team leader Lorenzo Alibrandi, la squadra progetta e realizza ogni anno una monoposto per partecipare alle competizioni nazionali e internazionali di Formula Student.
L'E-Team è nato nel 2007 su iniziativa di un gruppo di studenti e dottorandi di Ingegneria, sotto la supervisione del professor Emilio Vitale e del professor Massimo Guiggiani, al tempo rispettivamente preside della facoltà di Ingegneria e presidente del corso di laurea in Ingegneria dei Veicoli terrestri. Il team ha conseguito negli anni importanti risultati e riconoscimenti, concludendo anche la scorsa stagione 2021/2022 con ottimi piazzamenti in Italia e all’estero.
Per avere aggiornamenti sull’E-Team è possibile seguire il loro profilo Instagram e consultare il loro sito.
“Ne parliamo in Sapienza - Confronti su temi di attualità all’Università di Pisa”
Giovedì 6 ottobre, alle ore 12.15, nell’aula magna storica del Palazzo La Sapienza dell’Università di Pisa (via Curtatone e Montanara, 15), si terrà la conferenza stampa di presentazione delle iniziative della prima edizione di “Ne parliamo in Sapienza - Confronti su temi di attualità all’Università di Pisa”.
La rassegna – in programma nei giorni 11-12-13 e 14 ottobre a cura del Centro Cidic - Centro per l’innovazione e la diffusione della cultura – vedrà la partecipazione a Pisa di giornalisti, economisti, politici, scienziati, docenti, istituzioni.
Nell’occasione saranno presenti:
Paolo Mancarella, rettore Università di Pisa
Saulle Panizza, direttore Centro Cidic
Claudia Napolitano, coordinatore - responsabile organizzativo Polo Editoriale Università di Pisa
Per Marco Grondona, un evento a Palazzo Blu
Un incontro e un concerto per ricordare Marco Grondona, docente prima di Letteratura latina, poi di Storia della musica e Drammaturgia musicale all’Università di Pisa, scomparso nel 2019. L’evento, organizzato dalla Fondazione Area, dal Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università di Pisa e dal Seminario d’Interpretazione Testuale, in collaborazione con Palazzo Blu, si terrà giovedì 6 ottobre nell’auditorium di Palazzo Blu (ore 17.15). L’iniziativa sarà aperta dai saluti delle istituzioni, per poi passare alla presentazione del libro di Marco Grondona, ‘Tutti pazzi per Marx! Una sera con Francesco Orlando’(Djinn 2019). Del libro parlerà Fabrizio Della Seta (Università di Pavia), in un incontro coordinato e moderato da Alessandro Cecchi (Università di Pisa). Dato alle stampe da Marco Grondona poco prima della sua scomparsa, il libro propone una riflessione su molti temi musicali a lui cari, con particolare riferimento allaTetralogiadi Wagner. Dopo un momento di discussione, allievi, amici e colleghi lo ricorderanno come docente, studioso e autore di numerosi saggi su Rossini, Verdi, Puccini, Gluck, Mozart, Schubert, Wagner, Strauss e altri importanti compositori e operisti, fino a Menotti e Glass. Alla fine del pomeriggio si terrà un concerto dedicato a Marco Grondona, con Luigi Nannetti (flauto traverso) e Massimo Signorini (fisarmonica), suoi allievi all’Università di Pisa.
In rettorato la presentazione della Pisa Half Marathon
Sarà presentata mercoledì 5 ottobre, alle ore 11 in Sala dei Mappamondi di Palazzo alla Giornata, la 16° edizione della Pisa Half Marathon, la gara che si correrà domenica 9 ottobre tra le principali vie della città con arrivo in Piazza dei Miracoli. La Pisa Half Marathon, che da sempre unisce sport e solidarietà, è una gara internazionale del calendario FIDAL e da quest’anno sarà valida per il Campionato italiano di mezza maratona.
Alla presentazione interverranno il rettore Paolo Maria Mancarella, il sindaco Michele Conti, il professor Ugo Boggi, ordinario di Chirurgia generale all'Università di Pisa e organizzatore della manifestazione, Alessio Piscini, vicepresidente nazionale FIDAL, Giuseppe Bozzi, presidente dell'Associazione “Per Donare La Vita Onlus”, Maurizio Cecchini, presidente dell’Associazione “Cecchini Cuore Onlus”, Piero Giacomelli, presidente dell’Associazione “Regalami un sorriso ETS”, Alessandro Betti, presidente della Pubblica Assistenza di Pisa, Daniele Vannozzi, responsabile dell’Area della Pubblica Assistenza di Migliarino.
La crisi ambientale e il futuro dei beni comuni: incontro con Carlo Petrini, Salvatore Settis e Marco Raugi
Pisa - Giovedì 6 ottobre, alle ore 17.30, nell’aula magna storica del Palazzo "La Sapienza" dell’Università di Pisa (Via Curtatone e Montanara, 15) si svolge l'incontro dal titolo "La crisi ambientale e il futuro dei beni comuni. Un dialogo sull’uguaglianza". Saranno presenti Carlo Petrini, Fondatore di Slow Food e Salvatore Settis, Accademico dei Lincei, e Marco Raugi Prorettore Università di Pisa e Delegato per la Sostenibilità. L'evento, organizzato dall'associazione di volontariato San Tommaso in Ponte e da Slow Food Pisa e Monte Pisano, ha il patrocinio dell'Università di Pisa.
L’Università di Pisa studia il futuro del mare dell’Arcipelago Toscano nei “mesocosmi” dell’Acquario di Livorno
I mesocosmi dell’Acquario di Livorno daranno risposte sul futuro del mare dell’Arcipelago Toscano. In queste speciali vasche i ricercatori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa stanno conducendo degli esperimenti per capire l’impatto del cambiamento climatico sul Mediterraneo. Qui gli studiosi simulano particolari condizioni quali le ondate di calore, il riscaldamento e l’acidificazione dei mari con l’obiettivo di valutarne gli effetti sulle praterie di Posidonia oceanica, una pianta fondamentale per la salute degli ecosistemi marini. La sperimentazione rientra nel progetto europeo FutureMARES che venerdì 7 ottobre alle 15,30 sarà presentato all’Acquario di Livorno (Piazza Mascagni 1).
“Il nostro obiettivo – spiega il professore Fabio Bulleri del Dipartimento di Biologia e responsabile di FutureMARES per l’Università di Pisa - è di prevedere quali saranno i cambiamenti a carico di habitat chiave, come ad esempio le praterie di Posidonia oceanica e le foreste macroalgali sommerse. Allo stato attuale i dati storici e le ricerche sperimentali e sul campo ci suggeriscono infatti una progressiva colonizzazione di specie con maggiore affinità per acque calde”.
Insieme a Fabio Bulleri partecipano all’incontro di venerdì 7 ottobre Giovanni Raimondi, biologo marino dell’Acquario di Livorno, e per l’Università di Pisa Damiano Remorini, Direttore Centro interdipartimentale per lo studio degli effetti del cambiamento climatico, Lisandro Benedetti-Cecchi, Prorettore alla Ricerca in ambito europeo ed internazionale e Chiara Ravaglioli, ricercatrice del Dipartimento di Biologia.
Il progetto FutureMARES, finanziato dell’Unione Europea nell’ambito di Horizon 2020, comprende trentadue partner in cinque macro-regioni del globo (Mare del Nord, Mar Baltico, Mar Mediterraneo, NE Atlantico e Sud Pacifico) con lo scopo di individuare soluzioni “basate sulla natura” per conservare la biodiversità in scenari climatici futuri.
“I dati relativi alle isole dell’Arcipelago Toscano – conclude Bulleri - serviranno per determinare il rischio climatico per le principali specie marine così da fornire informazioni utili per implementare adeguate politiche gestionali e di conservazione”.
L'Ateneo studia il futuro del mare dell’Arcipelago Toscano nei “mesocosmi” dell’Acquario di Livorno
I mesocosmi dell’Acquario di Livorno daranno risposte sul futuro del mare dell’Arcipelago Toscano. In queste speciali vasche i ricercatori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa stanno conducendo degli esperimenti per capire l’impatto del cambiamento climatico sul Mediterraneo. Qui gli studiosi simulano particolari condizioni quali le ondate di calore, il riscaldamento e l’acidificazione dei mari con l’obiettivo di valutarne gli effetti sulle praterie di Posidonia oceanica, una pianta fondamentale per la salute degli ecosistemi marini. La sperimentazione rientra nel progetto europeo FutureMARES che venerdì 7 ottobre alle 15,30 sarà presentato all’Acquario di Livorno (Piazza Mascagni 1).
I mesocosmi dell’acquario di Livorno
“Il nostro obiettivo – spiega il professore Fabio Bulleri del Dipartimento di Biologia e responsabile di FutureMARES per l’Università di Pisa - è di prevedere quali saranno i cambiamenti a carico di habitat chiave, come ad esempio le praterie di Posidonia oceanica e le foreste macroalgali sommerse. Allo stato attuale i dati storici e le ricerche sperimentali e sul campo ci suggeriscono infatti una progressiva colonizzazione di specie con maggiore affinità per acque calde”.
Insieme a Fabio Bulleri partecipano all’incontro di venerdì 7 ottobre Giovanni Raimondi, biologo marino dell’Acquario di Livorno, e per l’Università di Pisa Damiano Remorini, Direttore Centro interdipartimentale per lo studio degli effetti del cambiamento climatico, Lisandro Benedetti-Cecchi, Prorettore alla Ricerca in ambito europeo ed internazionale e Chiara Ravaglioli, ricercatrice del Dipartimento di Biologia.
Sperimentazione condotta nelle acque dell’Arcipelago Toscano
Il progetto FutureMARES, finanziato dell’Unione Europea nell’ambito di Horizon 2020, comprende trentadue partner in cinque macro-regioni del globo (Mare del Nord, Mar Baltico, Mar Mediterraneo, NE Atlantico e Sud Pacifico) con lo scopo di individuare soluzioni “basate sulla natura” per conservare la biodiversità in scenari climatici futuri.
“I dati relativi alle isole dell’Arcipelago Toscano – conclude Bulleri - serviranno per determinare il rischio climatico per le principali specie marine così da fornire informazioni utili per implementare adeguate politiche gestionali e di conservazione”.
L’informazione locale in Italia? È cresciuta sia su carta che su web
Il web non ha soppiantato la carta, almeno per quanto riguarda l’informazione locale in Italia. Il numero delle testate è infatti aumentato negli ultimi venti anni: nel 2001 c’erano 99 quotidiani cartacei e nel 2022 sono diventati 120, questo a fronte di una crescita dell’on line con 416 quotidiani attivi a marzo 2021. E’ questo lo scenario che emerge da uno studio del professore Andrea Mangani del dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa pubblicato sulla rivista Economia e Società regionale. Se dunque la buona notizia è che la stampa locale è fondamentalmente in salute, e impiega oltretutto circa la metà dei giornalisti italiani, l’analisi restituisce comunque un quadro fatto di luci e ombre.
“Negli ultimi venti anni l’informazione cartacea locale ha attraversato una fase di transizione lunga e difficile, non ancora conclusa – spiega Andrea Mangani - oltre alla concorrenza-cannibalizzazione con l’online, si è dovuta confrontare con i social media che hanno iniziato ad offrire servizi di informazione a milioni di utenti”.
Secondo i dati del 2021, il maggior numero di testate cartacee si concentra soprattutto al Nord. Nelle regioni meridionali, dove le risorse economiche rimangono oggettivamente inferiori rispetto al Centro-Nord, i quotidiani on line sono comunque numerosi. Nel dettaglio, la Lombardia detiene il record con 21 quotidiani su carta e 60 on line, seguono la Campania con 11 e 39, l’Emilia-Romagna con 8 e 34, mentre nella parte medio alta della classifica c’è anche la Toscana con 5 testate cartacee e 30 on line.
“I problemi in relazione ai futuri sviluppi dell’editoria locale, specialmente se consideriamo lo spazio digitale il punto di arrivo inevitabile, riguardano soprattutto il modello di business – dice Andrea Mangani – Se infatti è la pubblicità è ancora oggi la modalità di finanziamento più diffusa per l’on line questo comporta, nel breve periodo, una concorrenza agguerrita per la spartizione di risorse scarse, e, nel lungo, la dipendenza da fonti di finanziamento incerte”.
Le testate online che cercano di affrancarsi, almeno parzialmente, dal finanziamento pubblicitario mettendo contenuti a pagamento sono solo un terzo del totale. Si tratta poi di giornali localizzati nelle regioni settentrionali, che tendono ad appartenere a gruppi editoriali e che hanno una corrispondente versione cartacea. Un quotidiano on line controllato da un gruppo può infatti contare sullo sfruttamento di economie di scala e di gamma, a loro volta associate a grandi dimensioni e numerosità dei servizi offerti.
“Nonostante la crescita del pluralismo informativo locale dovuta soprattutto al web – conclude Mangani - rimangono tuttavia elementi di apprensione che riguardano la sostenibilità di un’offerta di informazione così ampia, informazione che resta cruciale per conservare forme di pluralismo compatibili con la partecipazione politica, sociale ed economica dei cittadini”.
L’informazione locale in Italia? È cresciuta sia su carta che su web
Il web non ha soppiantato la carta, almeno per quanto riguarda l’informazione locale in Italia. Il numero delle testate è infatti aumentato negli ultimi venti anni: nel 2001 c’erano 99 quotidiani cartacei e nel 2022 sono diventati 120, questo a fronte di una crescita dell’on line con 416 quotidiani attivi a marzo 2021. E’ questo lo scenario che emerge da uno studio del professore Andrea Mangani del dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa pubblicato sulla rivista Economia e Società regionale. Se dunque la buona notizia è che la stampa locale è fondamentalmente in salute, e impiega oltretutto circa la metà dei giornalisti italiani, l’analisi restituisce comunque un quadro fatto di luci e ombre.
“Negli ultimi venti anni l’informazione cartacea locale ha attraversato una fase di transizione lunga e difficile, non ancora conclusa – spiega Andrea Mangani - oltre alla concorrenza-cannibalizzazione con l’online, si è dovuta confrontare con i social media che hanno iniziato ad offrire servizi di informazione a milioni di utenti”.
Secondo i dati del 2021, il maggior numero di testate cartacee si concentra soprattutto al Nord. Nelle regioni meridionali, dove le risorse economiche rimangono oggettivamente inferiori rispetto al Centro-Nord, i quotidiani on line sono comunque numerosi. Nel dettaglio, la Lombardia detiene il record con 21 quotidiani su carta e 60 on line, seguono la Campania con 11 e 39, l’Emilia-Romagna con 8 e 34, mentre nella parte medio alta della classifica c’è anche la Toscana con 5 testate cartacee e 30 on line.
“I problemi in relazione ai futuri sviluppi dell’editoria locale, specialmente se consideriamo lo spazio digitale il punto di arrivo inevitabile, riguardano soprattutto il modello di business – dice Andrea Mangani – Se infatti è la pubblicità è ancora oggi la modalità di finanziamento più diffusa per l’on line questo comporta, nel breve periodo, una concorrenza agguerrita per la spartizione di risorse scarse, e, nel lungo, la dipendenza da fonti di finanziamento incerte”.
Le testate online che cercano di affrancarsi, almeno parzialmente, dal finanziamento pubblicitario mettendo contenuti a pagamento sono solo un terzo del totale. Si tratta poi di giornali localizzati nelle regioni settentrionali, che tendono ad appartenere a gruppi editoriali e che hanno una corrispondente versione cartacea. Un quotidiano on line controllato da un gruppo può infatti contare sullo sfruttamento di economie di scala e di gamma, a loro volta associate a grandi dimensioni e numerosità dei servizi offerti.
“Nonostante la crescita del pluralismo informativo locale dovuta soprattutto al web – conclude Mangani - rimangono tuttavia elementi di apprensione che riguardano la sostenibilità di un’offerta di informazione così ampia, informazione che resta cruciale per conservare forme di pluralismo compatibili con la partecipazione politica, sociale ed economica dei cittadini”.