Sette idee finaliste per la giornata conclusiva del Contamination Lab dell’Università di Pisa
Con la presentazione delle idee di impresa ideate da giovani aspiranti startupper, si è conclusa l’edizione 2024 del CyB+, il percorso di pre-incubazione del Contamination Lab, il laboratorio dell’Università di Pisa che forma studenti e dottorandi sui temi dell’imprenditorialità e dell’innovazione, fornendo gli strumenti per lo sviluppo di idee imprenditoriali, la realizzazione di modelli di business e la creazione di start-up accademiche. L'evento ha rappresentato un’importante occasione per la presentazione dei progetti innovativi sviluppati dai partecipanti, oltre che un momento di riflessione sull'innovazione e l'imprenditorialità. Le start up in finale sono state ACAS3D Soluzioni Digitali, Delos AI, LookOut Robotics, MolBook PRO, Panel Itinerante, Planty e Soundchain.
Al primo posto si sono classificati i proponenti di Delos AI, un progetto d’impresa che nasce dall’idea di Serena Auriemma, Martina Miliani e Ludovica Cerini, che fanno parte del team del Laboratorio di Linguistica Computazionale dell'Università di Pisa, dove si occupano dell’applicazione delle scienze informatiche al linguaggio. L'obiettivo di Delos AI è guidare le PMI verso la trasformazione AI, dotandole di tecnologie in grado ottimizzare i processi lavorativi aziendali e rendendo così le aziende più efficienti e competitive sul mercato. In particolare, Delos AI eroga servizi dedicati al trattamento automatico di dati testuali (tra i quali, l'estrazione di informazioni da documenti, report o deliverable; la generazione automatica di contenuti customizzabili per il marketing, o l’implementazione di chatbot), che sfruttano modelli di intelligenza artificiale, interrogabili con il linguaggio umano. Il percorso attraverso cui Delos AI intende guidare le PMI è articolato in tre fasi: una iniziale assessment dei dati aziendali e un’individuazione degli use cases più strategici in cui applicare l’AI; l'integrazione di queste tecnologie con il flusso di gestione dati aziendale; seguita da un percorso di formazione ad hoc rivolto ai dipendenti, consentirà all’azienda di sfruttare a pieno le tecnologie di cui è stata dotata. Il team vincitore ha ricevuto un pacchetto di servizi di consulenza del valore di €1.500 erogati da Start Attractor e la partecipazione a FoodStArt, il format di CNA Giovani Imprenditori che mette in connessione aziende, imprenditori e professionisti per creare nuove sinergie e opportunità di crescita.
Al secondo posto si è classificato il team di MolBook PRO, un progetto d’impresa, promosso dal professor Tiziano Tuccinardi, Miriana Di Stefano, Salvatore Galati e Lisa Piazza, che sviluppa un software che consente la gestione e l’analisi dei dati chimici in modo da poter creare i propri database in cui aggiungere e importare dati e strutture di composti chimici e che hanno ricevuto come premio 3 ore di consulenza erogate dal Polo Tecnologico di Navacchio e la partecipazione a FoodStArt, il format di CNA Giovani Imprenditori che mette in connessione aziende, imprenditori e professionisti per creare nuove sinergie e opportunità di crescita.
Al terzo posto si sono classificati i proponenti di LookOut Robotics un progetto d’impresa, promosso da Giovanni Di Lorenzo, il professor Manolo Garabini, Jacopo Cioni, Michele Pierallini e il professor Franco Angelini che sviluppa soluzioni end-to-end di ispezione e monitoraggio robotico intelligente, per fornire un servizio che parte dalla comprensione delle necessità del cliente per poi selezionare l’hardware più adeguato, sviluppare gli algoritmi necessari e prendersi cura di tutto il ciclo di vita del dato e che hanno ricevuto la partecipazione a FoodStArt, il format di CNA Giovani Imprenditori che mette in connessione aziende, imprenditori e professionisti per creare nuove sinergie e opportunità di crescita.
La giornata è stata inaugurata dal prorettore vicario Giuseppe Iannaccone e dal responsabile scientifico del Contamination Lab, Alessio Cavicchi, che hanno dato il benvenuto ai partecipanti e agli ospiti. La parola è passata poi alla dottoressa Patrizia Costia della Fondazione ISI, che ha tenuto un intervento su come promuovere l’innovazione e lo sviluppo delle imprese nella Regione Toscana attraverso una serie di strumenti a disposizione dei giovani. Subito dopo sono cominciati gli Elevator Pitch dei progetti in gara, durante il quale le startup hanno presentato le loro idee.
Dopo le presentazioni delle start up, si è tenuta una tavola rotonda che ha visto la partecipazione di esperti del settore per discutere dei processi di internazionalizzazione delle PMI e dell'educazione all’imprenditorialità e all’inclusione appartenenti a tutte le componenti del territorio sensibili a questi temi. Presenti gli stakeholder del territorio: Barbara Carli, vicedirettrice CNA Pisa, Silvia Marchini, responsabile Incubatore Polo Tecnologico di Navacchio, Francesco Baldini, presidente Gruppo Giovani Unione Industriale Pisana, Alessio Cavicchi, delegato del rettore per la promozione della cultura imprenditoriale e dell’innovazione dell’Università di Pisa, Start For Future e Circle U.
La giuria che ha selezionato le idee vincenti era composta da Giuseppe Anastasi (delegato del rettore dell’Università di Pisa per la transizione digitale), Andrea Di Benedetto (presidente Polo Navacchio S.p.A.), Francesco Oppedisano (presidente di CNA Pisa), Chiara Galletti (delegata del rettore dell’Università di Pisa per le relazioni industriali), Marcello Marzano (Chartered Accountant, Associate Partner at yourCFO, Business Advisor at Connectia, Innovation Manager Studio MM) e Patrizia Costia (Program Manager e responsabile Area Innovazione presso Fondazione ISI).
La giornata è stata per i partecipanti un’opportunità di mettersi alla prova, condividere idee ed esperienze in un ambiente stimolante, a stretto contatto con i driver dell’innovazione presenti sul territorio pisano. L'evento ha dimostrato ancora una volta l'importanza della collaborazione tra università, imprese e istituzioni per la promozione dell'innovazione e dello sviluppo imprenditoriale. “Ringrazio lo staff del Contamination Lab – Cristiana Barghini, Rachele Di Maio, Loredana Guarino e Paolo Cannata - che in questi due anni si è messo a disposizione per ripensare tutto il percorso di educazione all’imprenditorialità – commenta il professor Alessio Cavicchi - Dall’individuazione di sfide e bisogni vissuti dagli operatori del territorio, all’incremento del dialogo tra università e imprese, fino all’integrazione dei tradizionali programmi di formazione in progetti di portata internazionale come Start For Future e Circle U. È stato un percorso impegnativo per tutti, ma la chiara soddisfazione dei partecipanti è un riscontro importante che ci incoraggia a portare avanti questo lavoro insieme alle imprese, alle associazioni e alle comunità locali”.
Relatività: record di GINGERino nei laboratori del Gran Sasso
GINGERINO, un giroscopio laser ad anello (RLG, Ring Laser Gyroscope), installato sotto 1400 metri di roccia all’interno dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ha segnato un nuovo record, dimostrando che la sua sensibilità è almeno un ordine di grandezza migliore di quanto previsto dai modelli di funzionamento di questi precisissimi strumenti. Il risultato, pubblicato il 2 luglio su Physical Reviews Letters, è determinante perché non solo segna una sensibilità limite per i giroscopi laser ad anello, ma fornisce anche la prova della validità del loro funzionamento per diverse applicazioni, da misure di precisione di fisica fondamentale e relatività generale, alla geofisica e geodesia.
“L’analisi dei dati di GINGERino da alcuni anni dava indicazione che la sensibilità era maggiore di quella prevista dai modelli teorici elaborati per questi oggetti, sostanzialmente basati sulle proprietà delle cavità ottiche, passive non attive. Abbiamo quindi fatto uno sforzo ulteriore, riuscendo a misurare direttamente, con un approccio originale, il limite superiore di GINGERino” spiega Angela Di Virgilio dell’INFN, responsabile internazionale della Collaborazione GINGER.
“Abbiamo installato un secondo fotodiodo di rivelazione, appena ci siamo resi conto che ci avrebbe permesso di fare la misura, e dimostrare così come la realtà ancora una volta ponga interrogativi importanti alla teoria”, aggiunge Enrico Maccioni, dell’Università di Pisa e associato all’INFN, coordinatore tecnico di GINGER.
“La presenza di meccanismi di correlazione di fase, anche molto piccoli, - spiega Alberto Porzio dell’università di Cassino e associato all’INFN, e membro della collaborazione GINGER - suggerisce che debbano essere considerate dinamiche più complesse, in un modello ottico-quantistico esteso”.
“Questi segnali sono non solo stimolanti per la fisica fondamentale, ma anche utili per capire meglio il mondo che ci circonda e per la scienza della Terra: per esempio, fornendo ai sismologi i segnali delle rotazioni causate dai terremoti, attualmente si utilizzano solo traslazioni”, sottolinea Giorgio Carelli, dell’Università di Pisa e associato all’INFN, responsabile nazionale INFN di GINGER.
Come funziona. Un giroscopio laser ad anello è una cavità ottica risonante che, nel caso di GINGERino, è a forma di quadrato ed è definita da quattro specchi posizionati ai suoi vertici. La cavità è riempita da una miscela di gas elio-neon che viene eccitata da una scarica a radiofrequenza, generando così due fasci laser controrotanti. In assenza di rotazione, i due cammini ottici sono identici e i fotoni impiegano lo stesso tempo a chiudere l’anello. Ma ciò non è più vero se la cavità sta ruotando. In questo caso, i due fasci laser che si muovono in direzioni opposte avranno frequenze diverse tra loro, la cui differenza, rilevabile registrando il segnale interferometrico di sovrapposizione, è proporzionale alla velocità di rotazione. Questo fenomeno è noto come effetto Sagnac.
Una vista di GINGERino, Il giroscopio laser ad anello attivo all'interno dei Laboratori nazionali del Gran Sasso dell'INFN
GINGERino è quindi un interferometro molto particolare perché altamente simmetrico nella sua geometria, e grazie a questo fatto molti dei rumori tipici degli interferometri standard vengono fortemente attenuati, permettendo di misurare con precisione anche fenomeni descritti dalla relatività generale. Le differenze temporali, come detto, sono proporzionali alla rotazione della cavità stessa, ma differenze temporali potrebbero anche essere causate da variazioni delle leggi fondamentali della fisica. Questo è alla base dell’importanza per la fisica fondamentale dei sensori di rotazione basati sull’effetto Sagnac.
Inoltre, il segnale da misurare, a differenza dei più comuni interferometri, come quelli di Michelson o di Mach-Zender, non è una fase ma una frequenza. Questo rappresenta un ulteriore vantaggio, in quanto le misure di frequenza si basano sulle misure di tempo, che sappiamo eseguire con grande precisione. In pratica, questo significa che lo stesso strumento attaccato alla crosta terrestre può fornirci il segnale rotazionale dovuto a un terremoto, e quello piccolissimo delle precessioni dovute alla relatività generale, permettendo di ‘vedere’ la relatività in una stanza. E la sensibilità limite è il parametro che dice fino a che punto possiamo ‘ingrandire’ la realtà che ci circonda, e possibilmente investigare le deviazioni della natura rispetto alla teoria.
L’analisi dati. Nonostante i giroscopi laser ad anello siano potenzialmente in grado di individuare le perturbazioni relativistiche sulla propagazione dei segnali luminosi e di fornire uno strumento alternativo per il monitoraggio delle proprietà geodetiche e dei fenomeni geologici, come i terremoti, su scala globale e locale, il loro utilizzo è stato fino ad oggi limitato a causa della difficoltà che presenta l’analisi dei dati prodotti. Questa analisi deve, infatti, tener conto delle complesse dinamiche del laser che genera i due fasci controrotanti all’interno della cavità, e del rumore prodotto dall’azione di forze esterne. Da qui, la scelta da parte dei ricercatori e delle ricercatrici della collaborazione GINGER, che gestisce il prototipo GINGERino, di utilizzare un dimostratore tecnologico, GINGERino appunto, ancorato alla roccia nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, al riparo dagli agenti atmosferici, al fine di studiare soluzioni per realizzare un futuro interferometro, GINGER, con una maggiore sensibilità, e di migliorare la capacità di discriminazione dei dati da esso acquisiti.
Riassumendo. Il risultato ottenuto dalla collaborazione GINGER grazie a GINGERino è importante per diverse ragioni:
Sensibilità limite: la sensibilità raggiunta, dell’ordine dei femto-radianti al secondo, rappresenta un nuovo record per la misura delle rotazioni con qualsiasi tecnologia. Questo livello di sensibilità consente di rilevare cambiamenti rotazionali estremamente piccoli, cruciali per una varietà di applicazioni scientifiche e tecnologiche.
Funzionamento dei giroscopi laser ad anello: il fatto che la sensibilità misurata superi le previsioni del modello attualmente usato per la stima delle performance di questi strumenti, modello che assume che i due fasci siano completamente indipendenti, indica che l'attuale comprensione delle limitazioni in sensibilità nei giroscopi Sagnac è incompleta.
Applicazioni: questa maggiore sensibilità apre numerose possibilità per l'uso dei giroscopi ad anello di grande dimensione in diversi campi:
Fisica Fondamentale: la misura delle rotazioni con questa sensibilità rende possibile la verifica sperimentale di alcuni principi fondamentali, come ad esempio l’invarianza di Lorentz.
Relatività Generale: GINGER pensato inizialmente per la misura dell’effetto Lense-Thirring si propone come apparato che, misurando con elevata precisione la rotazione terrestre, potrà fare test di validità di teorie estese della gravità, oltre che misurare, per la prima volta da terra, gli effetti dovuti al gravitomagnetismo legato alla rotazione terrestre.
Geofisica e geodesia: poter misurare, con elevato range dinamico e precisione, la rotazione locale della crosta terrestre, renderà i dati di GINGER utili anche per studi di sismologia rotazionale e per studi di geodesia.
L’esperimento GINGER, di cui GINGERino è il prototipo, è in costruzione ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN grazie ad una collaborazione INFN e INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), e sarà parte del laboratorio sotterraneo geofisico UGGS (Underground Geophysics at Gran Sasso).
Due dottorandi UNIPI premiati al Convegno dell’Associazione Italiana Società Scientifiche Agrarie ‘AISSA#under40’
I dottorandi dell’Università di Pisa Lorenzo Pippi e Giulia Scimone si sono aggiudicati due dei quattro premi in palio al V Convegno annuale dell’Associazione Italiana Società Scientifiche Agrarie ‘AISSA#under40’. Il congresso si è svolto all’Università degli Studi di Firenze il 26-27 giugno scorsi e vi hanno partecipato oltre 250 giovani scienziati e scienziate.
Lorenzo e Giulia, 27 e 26 anni, fanno parte del gruppo di ricerca della Patologia vegetale del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali. Lorenzo ha ricevuto il “Premio Miglior Short Communication”, con una presentazione dal titolo “Quality and safety of baby leaf lettuce grown in floating system with different nitrogen and salt conditions can be assessed by hyperspectral data”, relativa a un lavoro condotto nell’ambito dello Spoke 9 (Nuove tecnologie e metodologie per la tracciabilità, la qualità, la sicurezza, misurazioni e certificazioni per valorizzare e tutelare la tipicità nelle filiere agroalimentari) del Centro Nazionale Agritech finanziato dal PNRR. Giulia ha vinto il “Premio Social”, istituito con l’obiettivo di valorizzare la divulgazione scientifica attraverso i social media, con un post Instagram contenente il motto “il futuro è nell’agrAria”!
Il Comitato scientifico, composto da esperti dei vari settori disciplinari, ha sottolineato la qualità e l’innovazione dei lavori prodotti, una conferma anche nelle nuove generazioni della tradizione di studi del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’ateneo pisano dove 180 anni fa fu istituita la prima scuola di studi agrari al mondo.
Due dottorandi UNIPI premiati al Convegno dell’Associazione Italiana Società Scientifiche Agrarie ‘AISSA#under40’
I dottorandi dell’Università di Pisa Lorenzo Pippi e Giulia Scimone si sono aggiudicati due dei quattro premi in palio al V Convegno annuale dell’Associazione Italiana Società Scientifiche Agrarie ‘AISSA#under40’. Il congresso si è svolto all’Università degli Studi di Firenze il 26-27 giugno scorsi e vi hanno partecipato oltre 250 giovani scienziati e scienziate.
Lorenzo e Giulia, 27 e 26 anni, fanno parte del gruppo di ricerca della Patologia vegetale del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali. Lorenzo ha ricevuto il “Premio Miglior Short Communication”, con una presentazione dal titolo “Quality and safety of baby leaf lettuce grown in floating system with different nitrogen and salt conditions can be assessed by hyperspectral data”, relativa a un lavoro condotto nell’ambito dello Spoke 9 (Nuove tecnologie e metodologie per la tracciabilità, la qualità, la sicurezza, misurazioni e certificazioni per valorizzare e tutelare la tipicità nelle filiere agroalimentari) del Centro Nazionale Agritech finanziato dal PNRR. Giulia ha vinto il “Premio Social”, istituito con l’obiettivo di valorizzare la divulgazione scientifica attraverso i social media, con un post Instagram contenente il motto “il futuro è nell’agrAria”!
I giovani ricercatori e ricercatrici del gruppo della Patologia vegetale dell’Università di Pisa presenti al convegno AISSA#under40. Da sinistra: Lorenzo Pippi (vincitore Premio Miglior Short Communication), Giuseppe Quaratiello, Claudia Pisuttu, Gemma Bianchi, Giulia Scimone (vincitrice Premio Social), Athos Pedrelli e Gian Piero Ricci.
Il Comitato scientifico, composto da esperti dei vari settori disciplinari, ha sottolineato la qualità e l’innovazione dei lavori prodotti, una conferma anche nelle nuove generazioni della tradizione di studi del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’ateneo pisano dove 180 anni fa fu istituita la prima scuola di studi agrari al mondo.
Dai germogli della salicornia un aiuto per il fegato
L’estratto dei germogli di Salicornia europaea è un rimedio per prevenire la steatosi epatica, conosciuta anche come “fegato grasso”, una condizione frequente e spesso asintomatica che però in alcuni casi può arrivare a compromettere l’organo e la sua funzionalità. A rivelare le virtù depurative di questa pianta mediterranea sempre più amata dagli chef è uno studio dell’Università di Pisa pubblicato sulla rivista Antioxidants e condotto nell’ambito del progetto europeo HaloFarMs. Per la prima volta scienziati e scienziate hanno dimostrato che i germogli più giovani di salicornia hanno livelli significativamente più alti di composti bioattivi, come polifenoli totali, flavonoidi, flavonoli e antociani rispetto a quelli più vecchi.
“Alla luce di questi risultati, la salicornia emerge come un alimento prezioso da inserire nei pasti, soprattutto per coloro che soffrono di malattie cardiovascolari, disturbi epatici e steatosi”, commenta la professoressa Annamaria Ranieri dell’Università di Pisa.
La salicornia è una pianta alofita, capace cioè di vivere in terreni salini e marginali in condizioni proibitive per la maggior parte della vegetazione. Qui la salicornia esercita una importantissima funzione ecologica: la sua capacità di estrarre i sali dal suolo serve infatti a contrastare l’impoverimento idrico dei terreni. Basti pensare che attualmente circa 18 milioni di ettari nel mondo, che corrispondono al 25% del totale delle terre irrigate nell’area Mediterranea e al 7% della superficie totale del pianeta, sono colpite dal fenomeno della salinità.
“Oltre a questo fondamentale ruolo ecosistemico, la salicornia è quindi un alimento che può avere una funzione importante nella dieta – continua Ranieri – come emerge dalla nostra ricerca gli estratti di questa pianta testati su modelli animali evidenziando un recupero completo dalla steatosi epatica”.
Lo studio sulla salicornia si è svolto nell’ambito di HaloFarMs, un progetto finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca e dal Programma PRIMA, la Partnership per l’innovazione del settore idrico e agro-alimentare nell’area mediterranea promossa dall’Unione Europa con la partecipazione di 19 paesi
Alla base di HaloFarMs c’è l’idea di sviluppare e ottimizzare nuovi sistemi di agricoltura sostenibile basati sull'uso delle piante alofite. Oltre a desalinizzare il suolo, le alofite vengono studiate per impiegarle nell'industria cosmetica, alimentare e veterinaria. L'adozione da parte degli agricoltori dei risultati del progetto ha così l’obiettivo di diminuire la salinizzazione del suolo, aumentare le rese dei terreni senza esaurire le risorse di acqua dolce, e diversificare le fonti di reddito.
Nasce CoMeTe, la nuova laurea magistrale in comunicazione, media e nuove tecnologie
Comunicazione, Media, Tecnologie, in una parola CoMeTe, ecco il nome della nuova laurea magistrale in partenza all’Università di Pisa.
“L’obiettivo è di proporre un innovativo percorso di studi che offra conoscenze specialistiche sulla comunicazione nelle sue diverse forme e in rapporto alle nuove tecnologie, con particolare riguardo all’intelligenza artificiale e all’ambito dei media visuali”, spiega il professore Antonio Masala, presidente del Corso di Studi.
Studentesse e studenti acquisiranno competenze negli ambiti dei linguaggi audiovisivi, dell’etica delle tecnologie, dei media e della comunicazione. L’obiettivo è di formare laureati e laureate che siano in grado di gestire le trasformazioni legate al mondo digitale.
Il corso di studi prevede un primo anno in comune e un secondo anno articolato in due percorsi, uno focalizzato sullo studio di cinema e media visuali, con particolare attenzione alla storia delle tecnologie, sia dal punto di vista delle teorie che delle pratiche di produzione multimediale; il secondo dedicato a comunicazione e nuove tecnologie secondo una prospettiva etica, filosofica e storica, con particolare attenzione all’impatto che l’Intelligenza Artificiale ha sull’informazione, la società e la politica. Entrambi i percorsi prevedono inoltre una parte consistente di laboratori professionalizzanti.
“Il nostro corso s’inserisce con una specifica proposta, chiaramente definita, nell’ambito dell’offerta universitaria sia toscana che nazionale - conclude la professoressa Chiara Tognolotti, Vicepresidente di CoMeTe - In questo modo, inoltre, intendiamo rispondere all’esigenza di una formazione qualificata, aprendo agli studenti ulteriori possibilità sia per una loro immediata collocazione professionale, all’altezza delle esigenze dell’odierno mondo del lavoro, sia per un loro impegno nel mondo della ricerca più innovativa”.
Sviluppa le tue soft skills con il progetto GIOTTO
Anche quest'anno torna il progetto GIOTTO, l'iniziativa di orientamento al lavoro per laureande e laureati degli Atenei toscani.
Cosa offre il progetto
- Un corso di formazione gratuito di 22 ore sulle competenze trasversali (soft skills)
- La possibilità di effettuare un tirocinio di 6 mesi presso aziende partner
- Opportunità di networking con professionisti e aziende del territorio.
Chi può partecipare
Sono trenta i posti disponibili. I criteri per accedere alla selezione sono i seguenti:
- aver conseguito il titolo (triennale o magistrale) dal 1° gennaio 2024, oppure discutere la tesi entro aprile 2025
- avere meno di 30 anni alla data di chiusura del bando
- aver svolto percorsi di studio in ambito tecnico/scientifico, economico/gestionale, comunicazione e marketing, giuridico, linguistico e umanistico.
Calendario delle lezioni
Il corso si terrà dal 18 al 22 novembre e dal 26 al 28 novembre presso il FirstLab, nel Campus delle Scienze Sociali dell'Università di Firenze.
Le lezioni verteranno su:
- Lavoro di gruppo e team building
- Gestione progetti e time management
- Rapporti di lavoro in azienda
- Gestione del cambiamento
- Comunicazione e personal branding
- Public speaking
- Intelligenza emotiva
- Problem solving e negoziazione.
Info e iscrizioni
Per partecipare è necessario compilare, entro le ore 24.00 del 15 ottobre 2024, il form sul sito di Federmanager Toscana al link: https://toscana.federmanager.it/giotto-giovani-talenti-toscani/. Per maggiori informazioni consultare il bando in allegato.
Il Progetto GIOTTO è un'iniziativa promossa da Federmanager Toscana e Manageritalia Toscana, in collaborazione con Confindustria Toscana Centro e Costa (Delegazione di Firenze) e Confcommercio Firenze Arezzo.
Il Museo della Grafica distribuisce "Renzo Galardini. Giugno a Pisa"
Sabato 29 giugno, in occasione del Gioco del Ponte, evento che chiude le manifestazioni del Giugno Pisano, al Museo della Grafica sarà distribuita gratuitamente una copia del quotidiano La Nazione insieme al volume Renzo Galardini. Giugno a Pisa, a cura di Alessandro Tosi, edizioni ETS.
Maggiori informazioni al link: https://museodellagrafica.sma.unipi.it/2024/06/sabato-29-giugno-al-museo-della-grafica-in-omaggio-con-la-nazione-la-pubblicazione-renzo-galardini-giugno-a-pisa/
Donati all’Università di Pisa i gessi delle copie dei Bronzi di Riace
Si arricchisce il patrimonio artistico dell’Università di Pisa che in questi giorni ha ricevuto in dono i gessi delle riproduzioni artistiche dei Bronzi di Riace, realizzate dall’artista reatino Bernardino Morsani, noto scultore e bronzista di fama internazionale. Per le sue indiscusse abilità tecniche il Morsani ha ricevuto il privilegio, unico ed eccezionale, di copiare dal vero le celebri statue in bronzo di Riace Marina, conservate presso il Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria.
Le opere, in gesso, sono state donate all’Università di Pisa dallo scultore Morsani e sono state collocate nell’atrio di Palazzo Vitelli, sede degli uffici amministrativi dell’Ateneo. I due guerrieri, copie di importanti capolavori di arte greca di età classica, a breve saranno presentati al pubblico, dopo un intervento di ripristino conservativo e il conseguente allestimento, con corredo di supporti informativi, utilizzabili anche a fini didattici.
Un medico specializzando e un ricercatore in Ingegneria dell’Università di Pisa vincono la borsa Fulbright e volano negli USA
Tra i vincitori delle borse Fulbright 2024-2025 – promosse dall’omonima Fondazione per finanziare progetti di studio, ricerca e insegnamento nelle migliori università statunitensi – ci sono anche Luigi De Angelis, specializzando in Igiene e Medicina Preventiva al secondo anno della Scuola di Medicina, e Mario Milazzo, ricercatore in Scienza e Tecnologia dei Materiali al Dipartimento di Ingegneria civile e industriale dell’Università di Pisa.
La Fulbright Scholarship è considerata una delle borse di studio più prestigiose al mondo. Luigi De Angelis inizierà il suo periodo alla Harvard T.H. Chan School of Public Health a Boston da settembre 2024 a giugno 2025, frequentando il Master of Public Health (45-credit) in Quantitative Methods e svilupperà attività congiunte di ricerca fra Harvard e la Scuola di Igiene dell'Università di Pisa diretta dalla professoressa Caterina Rizzo.
Luigi De Angelis.
Mario Milazzo ha ottenuto una borsa di ricerca Fulbright di cinque mesi (da gennaio a giugno 2025) presso la Seton Hall University con il progetto REPAIR (In Silico and ExpeRimental SynErgistic Design of Piezoelectric NAnocomposite Scaffolds for VascularIzed Bone Regeneration), che ha l’obiettivo di sviluppare materiali compositi nanostrutturati per strutture complesse e impiantabili per stimolare la rigenerazione dei tessuti di un osso vascolarizzato. REPAIR mira a mettere a punto impalcature piezoelettriche stampate in 3D, che emulino i biosegnali elettrici naturali presenti nei tessuti ossei e vascolari per promuovere la rigenerazione dei tessuti. Il progetto prosegue un filone di ricerca sviluppato da un team di ricerca dell'area chimica e materiali del DICI, e composto, oltre che da Mario Milazzo, da Serena Danti, Maurizia Seggiani, Patrizia Cinelli, e Giuseppe Gallone.
Mario Milazzo e Paola Sartorio, Direttrice Esecutiva Fullbright.
Il Programma Fulbright è il più importante programma di scambi culturali internazionali degli Stati Uniti. Il Programma opera in più di 155 paesi nel mondo e sono circa 380.000 i partecipanti che nel corso di oltre 70 anni hanno beneficiato di una borsa Fulbright per programmi di studio, ricerca o insegnamento negli Stati Uniti e nei paesi aderenti al programma. Ogni anno nel mondo sono assegnate circa 7.500 borse di studio. In Italia il Programma Fulbright ha inizio nel 1948 con il primo accordo tra il Governo degli Stati Uniti e il Governo italiano e con l’istituzione della Commissione per gli Scambi Culturali fra l’Italia e gli Stati Uniti (The US – Italy Fulbright Commission).
Le biografie dei vincitori
Luigi De Angelis si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Roma Tor Vergata nel 2022. Attualmente, sta completando la sua formazione specialistica presso l'Università di Pisa, nella scuola di Igiene e Medicina Preventiva. Nell'ambito del percorso di specializzazione, ha effettuato un periodo di formazione esterna a Roma, presso il Dipartimento di Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS). È co-fondatore e presidente della Società Italiana Intelligenza Artificiale in Medicina (SIIAM). Ha ricevuto dei riconoscimenti internazionali per il suo contributo alla ricerca, come il premio per il miglior abstract al convegno AIMED 2023 di San Diego. Le sue aree di interesse includono l'epidemiologia delle malattie infettive, la sorveglianza delle infezioni correlate all'assistenza e le applicazioni dell'intelligenza artificiale in sanità pubblica.
Mario Milazzo ha ottenuto laurea triennale e specialistica in Ingegneria Meccanica al Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università di Pisa, e poi il dottorato in Biorobotica presso la Scuola Superiore Sant’Anna. Durante il dottorato ha lavorato a New York, presso la Columbia University. Nel 2017, grazie ai bandi MIT-UNIPI ha iniziato a collaborare con il Massachusetts Institute of Technology e ha vinto il Marie Curie Globale Fellowship, che aveva come partner MIT, Sant’Anna e Università di Pisa. Al termine del progetto è entrato al Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale con chiamata diretta, per lavorare nel settore della scienza dei materiali. Si occupa di modellazione multiscala e tecniche di fabbricazione avanzata per materiali e biomateriali, specialmente per il biomedicale, ma anche per altri ambiti, come quello industriale.