Con le donne al comando si respira un’aria migliore, letteralmente
La qualità dell’aria è migliore se le donne comandano le istituzioni. La notizia arriva da uno studio condotto all’Università di Pisa e pubblicato sull’European Journal of Political Economy. L’analisi ha riguardato 230 regioni di 27 Paesi dell’Unione europea.
“I nostri risultati evidenziano una relazione positiva tra l'empowerment politico delle donne e la qualità dell'aria – spiega una delle autrici dello studio, la professoressa Lisa Gianmoena del dipartimento di Economia e Management dell’Ateneo pisano - Questo suggerisce che le donne, quando occupano posizioni di potere, tendono ad adottare politiche ambientali più rigide e orientate verso la sostenibilità rispetto alle regioni governate da uomini e questo fenomeno può essere attribuito alla loro maggiore sensibilità e al loro impegno sociale”.
In particolare, questa correlazione positiva risulta evidente in numerose regioni del Nord Europa, tra cui Finlandia, Irlanda, Estonia, Svezia e Danimarca, mentre la maglia nera va alla Polonia, Ungheria e Romania. In Italia, la Valle d’Aosta si distingue per la qualità dell’aria migliore, mentre la Lombardia registra i livelli peggiori.
A sinistra la distribuzione geografica della qualità dell'aria, a destra distribuzione geografica del potere politico femminile
Per realizzare lo studio ricercatori e ricercatrici hanno lavorato alla costruzione di un dataset a livello regionale che integrasse empowerment politico femminile e dati ambientali. Questa impostazione è stata fondamentale anche perché nel contesto europeo le condizioni ambientali e sociali possono variare notevolmente tra le diverse zone e sono poi le autorità sub-nazionali ad essere maggiormente responsabili dell’applicazione di direttive e standard ambientali nazionali e sovranazionali. Per quanto riguarda le donne, è stato utilizzato l’Indice di Empowerment Politico delle Donne (WPEI), considerando la loro presenza a vari livelli di governo (nazionale, regionale e locale).
“Per assicurarci che il rapporto tra empowerment politico femminile e qualità aria non fosse una "correlazione spuria", cioè puramente casuale – conclude Gianmoena - abbiamo testato altre variabili economiche e non economiche come lo sviluppo economico, il livello di istruzione, le innovazioni in tecnologie verdi, l'ideologia politica e la densità di popolazione. Tuttavia la relazione positiva tra empowerment politico femminile e qualità dell’aria è rimasta significativa, confermando la robustezza del risultato”.
Lisa Gianmoena è autrice dell’articolo insieme al collega Vicente Rios, docente del dipartimento di Economia e Management dell’Ateneo pisano. Entrambi collaborano con il centro di ricerca REMARC (Responsible Management Research Center) dell’Università di Pisa. Gli altri autori sono la dottoranda Izaskun Barba e il professore Pedro Pascual entrambi del dipartimento di Economia della Università Pública de Navarra, Spagna.
Università di Pisa: a Gianluigi Albano la European Young Chemist’s Award 2024 Gold Medal
È Gianluigi Albano, Ricercatore presso il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa, il vincitore della prestigiosa European Young Chemist’s Award 2024 Gold Medal per la categoria Early Career Researcher. La EYCA 2024 Gold Medal – il riconoscimento più importante a livello europeo per giovani chimici - è stata consegnata al ricercatore dell’Ateneo pisano durante la cerimonia conclusiva del 9th EuChemS Chemistry Congress. Albano è risultato vincitore del Premio a fronte di centinaia di candidature provenienti da tutta Europa, grazie alla sua eccellente attività di ricerca nel campo della chimica organica.
L’European Young Chemist’s Award (EYCA), istituito nel 2008 ed assegnato con cadenza biennale, si pone come obiettivo di dare visibilità alla ricerca svolta da giovani scienziati che lavorano in istituzioni europee nel campo delle scienze chimiche. Tale Premio intende onorare ed incoraggiare giovani chimici la cui attività di ricerca mostra un alto livello di eccellenza ed innovazione. L’EYCA prevede due diverse classi di concorso: la categoria PhD, riservata a dottorandi, e la categoria Early Career Researcher, riservata a giovani ricercatori fino ad 8 anni dal conseguimento del Dottorato di Ricerca.
Giunto alla sua nona edizione, il Premio EYCA 2024 è stato assegnato da EuChemS con la sponsorizzazione di Società Chimica Italiana (SCI), Royal Society of Chemistry (RSC) e Chemistry Europe. Il processo di valutazione delle candidature è stato strutturato in due fasi. Nella prima, sono stati valutati il Curriculum Vitae ed il lavoro di ricerca del candidato, sulla base dei seguenti criteri: eccellenza dell’attività di ricerca nel campo delle scienze chimiche; originalità ed indipendenza del contributo del candidato; profonda conoscenza dello stato dell’arte; prospettive future della propria ricerca. Al termine di tale valutazione sono stati selezionati 6 Finalisti per ciascuna categoria, che hanno avuto la possibilità di presentare la propria attività di ricerca davanti alla Giuria Valutatrice durante il 9th EuChemS Chemistry Congress, tenutosi a Dublino (Irlanda) dal 7 all’11 luglio 2024.
Università di Pisa: a Gianluigi Albano la European Young Chemist’s Award 2024 Gold Medal
È Gianluigi Albano, Ricercatore presso il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa, il vincitore della prestigiosa European Young Chemist’s Award 2024 Gold Medal per la categoria Early Career Researcher. La EYCA 2024 Gold Medal – il riconoscimento più importante a livello europeo per giovani chimici - è stata consegnata al ricercatore dell’Ateneo pisano durante la cerimonia conclusiva del 9th EuChemS Chemistry Congress. Albano è risultato vincitore del Premio a fronte di centinaia di candidature provenienti da tutta Europa, grazie alla sua eccellente attività di ricerca nel campo della chimica organica.
L’European Young Chemist’s Award (EYCA), istituito nel 2008 ed assegnato con cadenza biennale, si pone come obiettivo di dare visibilità alla ricerca svolta da giovani scienziati che lavorano in istituzioni europee nel campo delle scienze chimiche. Tale Premio intende onorare ed incoraggiare giovani chimici la cui attività di ricerca mostra un alto livello di eccellenza ed innovazione. L’EYCA prevede due diverse classi di concorso: la categoria PhD, riservata a dottorandi, e la categoria Early Career Researcher, riservata a giovani ricercatori fino ad 8 anni dal conseguimento del Dottorato di Ricerca.
Giunto alla sua nona edizione, il Premio EYCA 2024 è stato assegnato da EuChemS con la sponsorizzazione di Società Chimica Italiana (SCI), Royal Society of Chemistry (RSC) e Chemistry Europe. Il processo di valutazione delle candidature è stato strutturato in due fasi. Nella prima, sono stati valutati il Curriculum Vitae ed il lavoro di ricerca del candidato, sulla base dei seguenti criteri: eccellenza dell’attività di ricerca nel campo delle scienze chimiche; originalità ed indipendenza del contributo del candidato; profonda conoscenza dello stato dell’arte; prospettive future della propria ricerca. Al termine di tale valutazione sono stati selezionati 6 Finalisti per ciascuna categoria, che hanno avuto la possibilità di presentare la propria attività di ricerca davanti alla Giuria Valutatrice durante il 9th EuChemS Chemistry Congress, tenutosi a Dublino (Irlanda) dal 7 all’11 luglio 2024.
Al Centro Avanzi la maratona creativa con gli allievi del Master in Sviluppo Sostenibile e Cambiamento Climatico
Gli studenti della terza edizione del Master telematico di II livello in Sviluppo Sostenibile e Cambiamento Climatico dell'Università di Pisa hanno partecipato a un hackathon presso il Centro di Ricerche Agro-Ambientali "Enrico Avanzi" a San Piero a Grado. Questo centro, unico in Europa per dimensioni e diversificazione delle attività, è noto per il suo impegno verso la sostenibilità. Un hackathon è un evento in cui persone con diverse competenze si riuniscono per risolvere problemi in una maratona creativa. In questo contesto, rappresenta una forma di "challenge-based learning", ideale per promuovere il lavoro di squadra e l'innovazione in maniera rapida ed efficace. Gli studenti, attraverso un approccio collaborativo, hanno affrontato sfide complesse, generando soluzioni innovative in un breve lasso di tempo.
L’evento, a cui ha portato i suoi saluti il rettore Riccardo Zucchi, era strutturato per far lavorare in maniera collaborativa studenti sia in presenza che a distanza e si è focalizzato sulla progettazione eco-sostenibile del centro ospitante. I partecipanti, provenienti da 10 regioni italiane e con lauree magistrali in diverse aree, si sono suddivisi in cinque gruppi di lavoro per condurre un'analisi dettagliata del territorio. Attraverso interviste agli operatori del centro, tecnici e cittadini, hanno esplorato la mission del centro e raccolto dati anche tramite una ciclo-escursione. La presenza della Basilica romanica, a pochi passi dal Centro, ha fornito ulteriore valore storico e culturale all’osservazione mirata dei partecipanti.
Guidati da Sonia Massari, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-Ambientali, e dal professor Alessio Cavicchi afferente allo stesso dipartimento e delegato del rettore per la promozione della cultura imprenditoriale e dell’innovazione, gli studenti hanno presentato proposte concrete per miglioramenti a livello sociale, gestionale, comunicativo e digitale del centro.
Tra i progetti e gli outcomes emersi, si segnalano:
- La creazione di un luogo per le famiglie e i bambini, accessibile e proiettato verso l'educazione agro-alimentare attraverso l'esperienza.
- Un'attività ibrida di orientamento e ricerca dedicata ai giovani adolescenti e ai nativi digitali, per permettere loro di utilizzare anche strumenti digitali per riappropriarsi del loro spazio nella natura.
- La trasformazione del centro in un luogo di eccellenza per la ricerca, attrattivo per ricercatori nazionali e internazionali, che include anche soluzioni per il cosiddetto "turismo della ricerca", che offre soluzioni innovative e tasting sul campo, nonché uno spazio di well-being per i ricercatori e le loro famiglie.
- Un luogo per il training, in particolare per donne innovatrici, per ritrovare fiducia nel lavoro agricolo e nell'impresa agricola, creando un ambiente per il networking e la nascita di ecosistemi rigenerativi.
“I progetti, esposti dai portavoce di ogni gruppo durante l'ultima giornata di lavoro aperta alla cittadinanza, hanno evidenziato nuove potenzialità per il Centro Enrico Avanzi, ponendo le basi per sviluppi futuri in termini di tecnologia, ricerca e innovazione, e promuovendolo come meta turistica complementare alla città di Pisa”, ha commentato il professor Angelo Canale, direttore del Centro di Ricerche Agro-ambientali "E. Avanzi".
“L'evento ha permesso agli studenti di instaurare nuovi rapporti, creare dialogo e collaborazione, esperienze che rimarranno impresse nella loro memoria – ha aggiunto la professoressa Cristina Nali, direttrice del Master - Il management del Centro Enrico Avanzi ora dispone di una preziosa raccolta di idee e proposte da valutare attentamente per il futuro sviluppo del centro”.
Il Centro di Ricerche Agro-Ambientali "Enrico Avanzi" si distingue per la sua poliedrica natura, che combina didattica, ricerca e produzione agro-zootecnica con un forte impegno verso la sostenibilità. La maratona creativa di giugno ha rappresentato un'opportunità unica per mettere in evidenza questa diversificazione. Questo evento ha dimostrato come l'unione di diverse prospettive possa portare a soluzioni innovative e sostenibili, contribuendo a rendere il Centro un luogo ancora più dinamico e ricco di potenzialità per il futuro.
V° edizione Botanical School
“Co_Co_24 - Contesti e Convergenze botaniche: la botanica nei grandi temi di attualità”, è il titolo della quinta edizione di BotS – Botanical School, il percorso di formazione e aggiornamento organizzato all’Orto e Museo Botanico rivolto ai docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado. In questa edizione vengono affrontati in chiave botanica aspetti di economia, di uso sostenibile delle risorse naturali, di effetti antropici connessi alla perdita di biodiversità. L’obiettivo è incrementare la visione multidisciplinare rispetto alle questioni ambientali e alla conservazione del patrimonio ambientale, certi che lo studio dell’ambiente e della sua evoluzione sono imprescindibilmente collegati alla conoscenza della biodiversità, dei servizi ecosistemici e del capitale naturale. Il percorso è valido per il riconoscimento di crediti formativi.
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Veterinaria: nasce a Pisa la prima laurea magistrale in Sistemi Zootecnici Sostenibili
Formare laureati capaci di assicurare la transizione da un modello produttivo a forte impatto ambientale ad uno con elevato grado di sostenibilità. È questo l’obiettivo della nuova laurea magistrale in Sistemi Zootecnici Sostenibili in partenza al Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa che mercoledì 24 luglio aprirà le immatricolazioni per il nuovo anno accademico.
“Il mondo delle produzioni animali è sempre più attento alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, per assicurare alimenti di elevata qualità globale e, allo stesso tempo, che siano prodotti nel rispetto degli animali, delle persone e della natura – spiega il professor Marco Mariotti, presidente del nuovo corso di studio - In questa prospettiva diviene strategica la formazione di laureati magistrali che siano in grado di favorire e gestire la transizione ecologica e tecnologica in atto nella zootecnia contemporanea. Laureati che devono essere dotati di approfondite conoscenze sull’allevamento sostenibile delle diverse specie animali, sulle produzioni e sulla valutazione degli impatti che ne derivano”.
Una vista della sede del Dipartimento di Scienze Veterinarie a San Pietro a Grado
Ad accesso libero, il nuovo corso di laurea magistrale in Sistemi Zootecnici Sostenibili (Classe LM-86) nasce proprio con queste finalità e prevede un percorso di studi, della durata di due anni, durante il quale le studentesse e gli studenti avranno modo di sviluppare conoscenze e competenze nei vari ambiti delle scienze agro-zootecniche.
Tra i punti salienti del corso: allevamento sostenibile di monogastrici, poligastrici, piccole specie, specie acquatiche e invertebrati; tecnologie eco-compatibili e innovazioni tecniche; benessere animale e basso impatto ambientale; biosicurezza e strategie di gestione sanitaria degli allevamenti; qualità, sicurezza e valorizzazione dei prodotti agro-alimentari.
L’acquisizione delle varie competenze previste dal corso di studio avverrà tramite lezioni teoriche, seminari di approfondimento tenuti da liberi professionisti e dialoghi tra gli studenti ed esperti del settore. Previste anche esercitazioni in aula o in laboratorio e lezioni fuori sede presso allevamenti, aziende agro-zootecniche, industrie mangimistiche, industrie alimentari e laboratori di ricerca.
Per conseguire la laurea sarà necessario, infine, svolgere un tirocinio curriculare, finalizzato alla messa in pratica degli strumenti teorici acquisiti, e discutere una tesi sperimentale su un argomento in accordo con un docente del corso di studio.
I principali sbocchi occupazionali sono rappresentati da: aziende zootecniche e agro-zootecniche; industrie mangimistiche; industrie di costruzioni e di impiantistica zootecnica; aziende alimentari; aziende ed enti di consulenza e di certificazione; enti pubblici e privati, associazioni di categoria della filiera zootecnica e associazioni di consumatori; attività libero-professionale come dottore Agronomo e Forestale, previo conseguimento della relativa abilitazione all'esercizio della professione; insegnamento nelle scuole secondarie, previa partecipazione alle prove di ammissione per i percorsi di formazione.
Veterinaria: nasce a Pisa la prima laurea magistrale in Sistemi Zootecnici Sostenibili
Formare laureati capaci di assicurare la transizione da un modello produttivo a forte impatto ambientale ad uno con elevato grado di sostenibilità. È questo l’obiettivo della nuova laurea magistrale in Sistemi Zootecnici Sostenibili in partenza al Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa che mercoledì 24 luglio aprirà le immatricolazioni per il nuovo anno accademico.
“Il mondo delle produzioni animali è sempre più attento alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, per assicurare alimenti di elevata qualità globale e, allo stesso tempo, che siano prodotti nel rispetto degli animali, delle persone e della natura – spiega il professor Marco Mariotti, presidente del nuovo corso di studio - In questa prospettiva diviene strategica la formazione di laureati magistrali che siano in grado di favorire e gestire la transizione ecologica e tecnologica in atto nella zootecnia contemporanea. Laureati che devono essere dotati di approfondite conoscenze sull’allevamento sostenibile delle diverse specie animali, sulle produzioni e sulla valutazione degli impatti che ne derivano”.
Ad accesso libero, il nuovo corso di laurea magistrale in Sistemi Zootecnici Sostenibili (Classe LM-86) nasce proprio con queste finalità e prevede un percorso di studi, della durata di due anni, durante il quale le studentesse e gli studenti avranno modo di sviluppare conoscenze e competenze nei vari ambiti delle scienze agro-zootecniche.
Tra i punti salienti del corso: allevamento sostenibile di monogastrici, poligastrici, piccole specie, specie acquatiche e invertebrati; tecnologie eco-compatibili e innovazioni tecniche; benessere animale e basso impatto ambientale; biosicurezza e strategie di gestione sanitaria degli allevamenti; qualità, sicurezza e valorizzazione dei prodotti agro-alimentari.
L’acquisizione delle varie competenze previste dal corso di studio avverrà tramite lezioni teoriche, seminari di approfondimento tenuti da liberi professionisti e dialoghi tra gli studenti ed esperti del settore. Previste anche esercitazioni in aula o in laboratorio e lezioni fuori sede presso allevamenti, aziende agro-zootecniche, industrie mangimistiche, industrie alimentari e laboratori di ricerca.
Per conseguire la laurea sarà necessario, infine, svolgere un tirocinio curriculare, finalizzato alla messa in pratica degli strumenti teorici acquisiti, e discutere una tesi sperimentale su un argomento in accordo con un docente del corso di studio.
I principali sbocchi occupazionali sono rappresentati da: aziende zootecniche e agro-zootecniche; industrie mangimistiche; industrie di costruzioni e di impiantistica zootecnica; aziende alimentari; aziende ed enti di consulenza e di certificazione; enti pubblici e privati, associazioni di categoria della filiera zootecnica e associazioni di consumatori; attività libero-professionale come dottore Agronomo e Forestale, previo conseguimento della relativa abilitazione all'esercizio della professione; insegnamento nelle scuole secondarie, previa partecipazione alle prove di ammissione per i percorsi di formazione.
Gallicano Project: ritrovati i resti della Pieve San Cassiano
Il terreno di Gallicano, in Garfagnana, restituisce i preziosi resti della Pieve di San Cassiano, riportati alla luce dagli archeologi della divisione di paleopatologia dell'Università di Pisa impegnati nel Gallicano Project, diretto dal prof. Antonio Fornaciari del Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia. Edificato nell’XI secolo, dell'imponente edificio, abbandonato nel XIV secolo e ormai completamente scomparso alla vista, non si avevano più notizie documentali dalla fine del Quattrocento.
"La Pieve di Gallicano era a capo di un vasto territorio che corrispondeva alla porzione apuana della val di Serchio, nella bassa Garfagnana, e aveva ben 23 enti religiosi alle sue dipendenze - spiega il professor Antonio Fornaciari - Grazie agli scavi condotti fino ad oggi, sappiamo che la chiesa, nella sua fase romanica era larga 18 metri e lunga circa 23, dotata di un'abside e di tre navate intervallate da due file di quattro colonne".
"Lo scavo - prosegue Fornaciari - ha permesso inoltre di individuare i resti di un edificio anteriore all’XI secolo, intorno al quale si dispongono alcune sepolture a cassa litica e a fossa semplice. Si tratta, con ogni probabilità, della pieve altomedievale che venne distrutta e inglobata nella più grande fabbrica 'romanica' nel corso dell’XI secolo".
“I risultati ottenuti in queste prima quattro settimane – conclude il direttore degli scavi – non sarebbero stati possibili senza la disponibilità dei proprietari dei terreni, Giovanna Verciani, Luigi Guazzelli e Sabrina Poli, che hanno aderito con entusiasmo al progetto archeologico, e la collaborazione di tutta la comunità di Gallicano. In particolare, di Fabrizio Riva, Sauro Simonini e Alvaro Simonini che, assieme ad altri abitanti, ci hanno aiutato nell’organizzazione del cantiere. A tutti loro vanno i nostri più sentiti ringraziamenti, così come un grande ringraziamento va alla sezione di Gallicano dell’Istituto Storico Lucchese ed al Comune di Gallicano”.
Avviato il 15 giugno scorso, il Gallicano Project conclude così la sua prima campagna di scavo con importantissimi risultati. Oltre ai resti della chiesa di San Cassiano, infatti, gli archeologi dell'Università di Pisa hanno riportato alla luce anche un’ampia area cimiteriale annessa alla Pieve, con sepolture che coprono un arco temporale che va dall’alto Medioevo al XIII secolo.
Grazie alle analisi dei resti scheletrici rinvenuti, sarà adesso possibile conoscere la dieta, le malattie e le abitudini di vita della popolazione locale nel corso dei secoli. Così da ricostruire la storia demografica e sanitaria della popolazione di Gallicano e contribuire a svelare il potenziale informativo di un sito centrale per la ricostruzione degli assetti insediativi dell’area garfagnina tra alto e basso medioevo.
Guidati sul campo dalle dott.sse Letizia Cavallini e Rossella Megaro e dai dott. Francesco Coschino ed Alan Farnocchia, hanno preso parte agli scavi alcuni studenti del corso triennale in Scienze dei Beni Culturali, della Laurea Magistrale in Archeologia e della Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università di Pisa: Alessio Andreazzoli, Alessia Bonfanti, Roberta Callipari, Pietro Franci, Maria Laura Genchi, Lucrezia Migotto, Letizia Pellicci, Giorgia Ranieri. Il progetto archeologico beneficia, inoltre, della collaborazione degli storici medievisti Ilaria Sabbatini (Università degli Studi di Palermo) e Paolo Tomei (Università di Pisa), di Monica Bini (Università di Pisa) per gli studi geomorfologici e di Adriano Ribolini (Università di Pisa) per gli studi geofisici.
Eseguito in accordo con la Soprintendenza SABAP di Lucca e Massa Carrara (funzionaria di riferimento la dott.ssa Marta Colombo), il Gallicano Project può contare sul sostegno del Comune di Gallicano, dell'Unione dei Comuni della Garfagnana, dell'Istituto Storico Lucchese - Sezione di Gallicano, dell’ARVO Archivio Digitale del Volto Santo, di Toscana Matildica, dell’Università degli Studi di Palermo e dello Young Historians Festival.
Per maggiori informazioni: https://www.gallicano.paleopatologia.it
Gallicano Project: ritrovati i resti della Pieve San Cassiano
Il terreno di Gallicano, in Garfagnana, restituisce i preziosi resti della Pieve di San Cassiano, riportati alla luce dagli archeologi della divisione di paleopatologia dell'Università di Pisa impegnati nel Gallicano Project, diretto dal prof. Antonio Fornaciari del Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia. Edificato nell’XI secolo, dell'imponente edificio, abbandonato nel XIV secolo e ormai completamente scomparso alla vista, non si avevano più notizie documentali dalla fine del Quattrocento.
"La Pieve di Gallicano era a capo di un vasto territorio che corrispondeva alla porzione apuana della val di Serchio, nella bassa Garfagnana, e aveva ben 23 enti religiosi alle sue dipendenze - spiega il professor Antonio Fornaciari - Grazie agli scavi condotti fino ad oggi, sappiamo che la chiesa, nella sua fase romanica era larga 18 metri e lunga circa 23, dotata di un'abside e di tre navate intervallate da due file di quattro colonne".
"Lo scavo - prosegue Fornaciari - ha permesso inoltre di individuare i resti di un edificio anteriore all’XI secolo, intorno al quale si dispongono alcune sepolture a cassa litica e a fossa semplice. Si tratta, con ogni probabilità, della pieve altomedievale che venne distrutta e inglobata nella più grande fabbrica 'romanica' nel corso dell’XI secolo".
“I risultati ottenuti in queste prima quattro settimane – conclude il direttore degli scavi – non sarebbero stati possibili senza la disponibilità dei proprietari dei terreni, Giovanna Verciani, Luigi Guazzelli e Sabrina Poli, che hanno aderito con entusiasmo al progetto archeologico, e la collaborazione di tutta la comunità di Gallicano. In particolare, di Fabrizio Riva, Sauro Simonini e Alvaro Simonini che, assieme ad altri abitanti, ci hanno aiutato nell’organizzazione del cantiere. A tutti loro vanno i nostri più sentiti ringraziamenti, così come un grande ringraziamento va alla sezione di Gallicano dell’Istituto Storico Lucchese ed al Comune di Gallicano”.
Avviato il 15 giugno scorso, il Gallicano Project conclude così la sua prima campagna di scavo con importantissimi risultati. Oltre ai resti della chiesa di San Cassiano, infatti, gli archeologi dell'Università di Pisa hanno riportato alla luce anche un’ampia area cimiteriale annessa alla Pieve, con sepolture che coprono un arco temporale che va dall’alto Medioevo al XIII secolo.
Grazie alle analisi dei resti scheletrici rinvenuti, sarà adesso possibile conoscere la dieta, le malattie e le abitudini di vita della popolazione locale nel corso dei secoli. Così da ricostruire la storia demografica e sanitaria della popolazione di Gallicano e contribuire a svelare il potenziale informativo di un sito centrale per la ricostruzione degli assetti insediativi dell’area garfagnina tra alto e basso medioevo.
Guidati sul campo dalle dott.sse Letizia Cavallini e Rossella Megaro e dai dott. Francesco Coschino ed Alan Farnocchia, hanno preso parte agli scavi alcuni studenti del corso triennale in Scienze dei Beni Culturali, della Laurea Magistrale in Archeologia e della Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università di Pisa: Alessio Andreazzoli, Alessia Bonfanti, Roberta Callipari, Pietro Franci, Maria Laura Genchi, Lucrezia Migotto, Letizia Pellicci, Giorgia Ranieri. Il progetto archeologico beneficia, inoltre, della collaborazione degli storici medievisti Ilaria Sabbatini (Università degli Studi di Palermo) e Paolo Tomei (Università di Pisa), di Monica Bini (Università di Pisa) per gli studi geomorfologici e di Adriano Ribolini (Università di Pisa) per gli studi geofisici.
Eseguito in accordo con la Soprintendenza SABAP di Lucca e Massa Carrara (funzionaria di riferimento la dott.ssa Marta Colombo), il Gallicano Project può contare sul sostegno del Comune di Gallicano, dell'Unione dei Comuni della Garfagnana, dell'Istituto Storico Lucchese - Sezione di Gallicano, dell’ARVO Archivio Digitale del Volto Santo, di Toscana Matildica, dell’Università degli Studi di Palermo e dello Young Historians Festival.
Borse di studio 2024/2025 del DSU
L'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario della Toscana ha pubblicato il bando per l'assegnazione delle borse di studio e posto alloggio per l'anno accademico 2024/2025 a cui potranno partecipare gli studenti in possesso dei requisiti economici previsti consultabile a questo link.
Gli studenti iscritti o che intendano iscriversi ai corsi di laurea triennale, magistrale e magistrale a ciclo unico possono presentare le richieste fino alle ore 13,00 del 6 settembre 2024
Per effettuare domanda è necessario collegarsi allo Sportello Studenti accedendo tramite SPID
Sul portale sono reperibili tutte le informazioni in merito e il richiedente deve inserire i dati relativi alla Dichiarazione Sostitutiva Unica valida per le prestazioni per il Diritto allo Studio Universitario che va sottoscritta entro il termine perentorio del 6 settembre 2024 pena l’esclusione dal concorso.