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Venerdì, 16 Settembre 2016 08:43

A Mathematical tribute to Ennio De Giorgi

Matematici da tutto il mondo si ritroveranno a Pisa per discutere del lascito intellettuale e scientifico di Ennio De Giorgi uno dei più grandi matematici del Novecento scomparso 20 anni fa. ”A Mathematical tribute to Ennio De Giorgi” è il titolo del convegno organizzato da Luigi Ambrosio (Scuola Normale Superiore) Gianni Dal Maso (SISSA, Trieste), Marco Forti (Università di Pisa), Antonio Leaci (Università del Salento) e Sergio Spagnolo (Università di Pisa) per il Centro di Ricerca Matematica De Giorgi. I lavori si svolgeranno al Palazzo Congressi da lunedì 19 fino a venerdì 23 settembre.

Nato a Lecce nel 1928, laureatosi in matematica a Roma, dopo un breve soggiorno a Messina, nel 1959 De Giorgi fu chiamato alla Scuola Normale, dove rimase fino alla sua morte, avvenuta il 25 ottobre 1996. De Giorgi ha lasciato una traccia profonda sulla matematica del suo tempo ed in particolare è conosciuto per aver risolto uno dei problemi formulati da Hilbert agli inizi del Novecento al quale si erano dedicati per oltre mezzo secolo numerosi studiosi (fra cui anche il futuro Nobel per l'economia John Nash che lo risolse in modo indipendente e con altro metodo).

In onore del grande matematico pubblichiamo di seguito un ricordo del suo allievo e professore dell'Università di Pisa Sergio Spagnolo. Il testo fa parte di un articolo apparso su "Lettera Matematica", Springer, marzo 2016.

 

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Un ricordo degli anni ’60

La sua venuta a Pisa alla fine del 1959 era stato preceduta dalla fama del prestigiosissimo Teorema di De Giorgi - Nash (1957). Noi studenti non vedevamo l’ora che ce ne parlasse ma rimanemmo presto delusi: Ennio era già totalmente proteso verso nuove ricerche.

De Giorgi Nash 01 col

Anche le sue lezioni ci apparivano all’inizio un po’ deludenti. Non se le preparava, né si basava su libri od appunti (cosa che ha continuato a fare anche in seguito per tutti i suoi seminari) limitandosi a pensarle durante il tragitto dal palazzo del Timpano a piazza dei Cavalieri e a rifinirle nei momenti in cui, senza fretta, cancellava la lavagna. Ma attraverso quelle lezioni, al tempo stesso informali e rigorose, dove non erano infrequenti delle sviste che ci autorizzavano a guardarlo con una certa indulgente complicità, Ennio era capace di infondere la passione per la ricerca.

La Normale di quegli anni era molto diversa da quella attuale. Pur rappresentando un polo di attrazione per giovani di ogni regione, assomigliava più a un collegio che a un “centro d’eccellenza”. Gli studenti e i perfezionandi erano un centinaio; le ragazze abitavano al Timpano mentre i ragazzi erano alloggiati nel palazzo della Carovana dove trovavano posto anche la biblioteca, la mensa e gli uffici amministrativi, oltre agli studi e alcune camere dei professori.

De Giorgi montagna

All’inizio De Giorgi alloggiava alla Carovana, in una camera-studio del terzo piano affacciata su piazza dei Cavalieri; pochi anno dopo si trasferì al Timpano. Gli piaceva enormemente intrattenersi con noi studenti, nel suo studio, al tavolo di un ristorante o per le vie di Pisa, disquisendo fino a notte inoltrata su qualunque argomento.
Ci appariva un po’ strambo, con i suoi tic e quella buffa cadenza verbale, ma lo avevamo in grande simpatia. Più che un genio della matematica era per noi un piacevole compagno di gite sulle Apuane, una fonte inesauribile di ragionamenti logici e di congetture storiche.

Nel giro di pochi anni aveva raccolto intorno a sé un folto gruppo di allievi. Il suo studio in Normale era il continuo approdo di studenti, ma anche di illustri studiosi italiani, francesi o americani. Questi riversavano sulla lavagna i loro problemi mentre Ennio, seduto nella sua poltrona di cuoio con l’immancabile sigaretta in bocca, li stava ad ascoltare con un’aria che sembrava più distratta che assorta. A un certo punto si alzava di scatto, si portava alla lavagna, la cancellava minuziosamente e iniziava a riempirla delle sue ampie formule.

De Giorgi lavagna 1990 02

Era a disposizione di tutti senza distinzioni, prestando la stessa attenzione allo studente del primo anno e al matematico affermato, sempre felice di enunciare le sue congetture e le sue teorie ma anche di cogliere dagli altri qualche spunto o qualche informazione bibliografica.

Il suo studio traboccava letteralmente di carte: corrispondenza spesso mai aperta e lavori matematici che gli arrivavano quotidianamente da ogni parte del mondo. Quando le pile di carte diventavano troppo alte, qualche volonterosa segretaria prendeva l’iniziativa di trasferirle in un ripostiglio, l’anticamera del macero. Fedele al falso aforisma Scripta volant, verba manent, Ennio non consultava quasi mai libri o articoli di matematica, limitandosi a recepire le poche informazioni essenziali dalla viva voce dei suoi interlocutori. Sembrava quasi che nell’affrontare un problema egli preferisse non conoscere il confine fra le cose già note e quelle da scoprire per non porre limiti alla sua libertà di ricerca. Il ritrovare un bel teorema, anche se poi risultava già noto, rappresentava per lui una scoperta importante.

De Giorgi studio col

Un’altra caratteristica di Ennio De Giorgi era la sua modestia (dote rara nel mondo accademico) e il disinteresse ad inseguire nuovi traguardi scientifici per accrescere il proprio prestigio personale. Il suo atteggiamento verso la ricerca lo avvicina a Pascal, il filosofo da lui amato, che scriveva: Nous ne cherchons jamais les choses, mais la recherche des choses.

Sergio Spagnolo

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Si ringraziano le Edizioni Ets per le foto tratte dal volume Scripta volant, verba manent. Ennio De Giorgi matematico e filosofo.

Nelle immagini, a partire dall'alto: l’incontro tra John F. Nash e Ennio De Giorgi, avvenuto a Povo di Trento il 6 marzo 1996: tra i due, Mario Miranda; De Giorgi sulle Alpi Apuane, insieme a Sergio Spagnolo (a sinistra) e a Ettore Remiddi, seduto; De Giorgi durante una sua lezione a Trento nel 1990 e, infine, una foto che lo ritrae nel suo studio alla Scuola Normale.

Calcolatori superveloci che eseguono le applicazioni in metà tempo ed energia. E’ questo il risultato di REPARA (Reengineering and Enabling Performance and poweR of Applications), un progetto europeo del settimo programma quadro appena giunto a conclusione che ha visto la partecipazione attiva del dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa.

“Nei tre anni del progetto abbiamo sviluppato tecniche automatiche o semi automatiche per trasformare i programmi esistenti scritti in C++ standard in software equivalenti ma che realizzano consistenti risparmi di tempo ed energia quando processati su macchine moderne dotate di schede grafiche e hardware riconfigurabile”, ha spiegato il professore Marco Danelutto coordinatore del gruppo di Calcolo parallelo del dipartimento di Informatica dell’Ateneo pisano.
gruppo pisano repara
I risultati di REPARA sono stati testati sulle applicazioni di diagnostica ferroviaria (monitoraggio delle condizioni dei convogli in viaggio), di controllo industriale (rilevamento dei difetti dei prodotti), di robotica (software per visione stereo e di navigazione) e di biologia (morfologia delle proteine).

“Il risparmio di tempo permette ad esempio una maggiore rapidità di intervento in casi di problemi rilevati mediante il sistema di diagnosi ferroviaria o una miglior qualità del software di navigazione – ha aggiunto Danelutto - e d’altro canto, il dimezzamento dell’energia necessaria a svolgere un certo calcolo taglia i costi della bolletta energetica o, nel caso di dispositivi alimentati a batteria, ne raddoppia la durata”.

Oltre all’Università di Pisa, il progetto REPARA, guidato dall’Università Carlo III di Madrid, ha visto la partecipazione dell’Istituto HSR di Rapperswill in Svizzera, delle Università di Szeged in Ungheria e di Darmstadt in Germania e come industrie della ungherese Evopro e della spagnola Ixion spagnola. Nei tre anni di attività, dal settembre 2013 alla fine di agosto 2016, il progetto ha ricevuto finanziamenti dalla Unione europea per circa 2,6 milioni di euro.
In particolare, nell’ambito del progetto, il gruppo dell’Università di Pisa ha sviluppato la libreria FastFlow che permette di eseguire il codice parallelo REPARA su diversi tipi di calcolatori. Il codice della libreria, sviluppato e mantenuto sotto la direzione del dottor Massimo Torquati, ricercatore al dipartimento di Informatica, in collaborazione con l’Università di Torino, è disponibile sotto licenza open source ed è stato ed è utilizzato in altri due progetti finanziati dalla Comunità europea ai quali partecipa il gruppo di Calcolo parallelo dell’Università di Pisa.

Nella foto il gruppo REPARA pisano, da sinistra verso destra, Marco Danelutto, Massimo Torquati, Daniele De Sensi, Gabriele Mencagli e Tiziano De Matteis

Calcolatori superveloci che eseguono le applicazioni in metà tempo ed energia. E’ questo il risultato di REPARA (Reengineering and Enabling Performance and poweR of Applications, http://www.repara-ict.eu), un progetto europeo del settimo programma quadro appena giunto a conclusione che ha visto la partecipazione attiva del dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa.
“Nei tre anni del progetto abbiamo sviluppato tecniche automatiche o semi automatiche per trasformare i programmi esistenti scritti in C++ standard in software equivalenti ma che realizzano consistenti risparmi di tempo ed energia quando processati su macchine moderne dotate di schede grafiche e hardware riconfigurabile”, ha spiegato il professore Marco Danelutto coordinatore del gruppo di Calcolo parallelo del dipartimento di Informatica dell’Ateneo pisano.
I risultati di REPARA sono stati testati sulle applicazioni di diagnostica ferroviaria (monitoraggio delle condizioni dei convogli in viaggio), di controllo industriale (rilevamento dei difetti dei prodotti), di robotica (software per visione stereo e di navigazione) e di biologia (morfologia delle proteine).
“Il risparmio di tempo permette ad esempio una maggiore rapidità di intervento in casi di problemi rilevati mediante il sistema di diagnosi ferroviaria o una miglior qualità del software di navigazione – ha aggiunto Danelutto - e d’altro canto, il dimezzamento dell’energia necessaria a svolgere un certo calcolo taglia i costi della bolletta energetica o, nel caso di dispositivi alimentati a batteria, ne raddoppia la durata”.
Oltre all’Università di Pisa, il progetto REPARA, guidato dall’Università Carlo III di Madrid, ha visto la partecipazione dell’Istituto HSR di Rapperswill in Svizzera, delle Università di Szeged in Ungheria e di Darmstadt in Germania e come industrie della ungherese Evopro e della spagnola Ixion spagnola. Nei tre anni di attività, dal settembre 2013 alla fine di agosto 2016, il progetto ha ricevuto finanziamenti dalla Unione europea per circa 2,6 milioni di euro.
In particolare, nell’ambito del progetto, il gruppo dell’Università di Pisa ha sviluppato la libreria FastFlow (http://calvados.di.unipi.it/fastflow) che permette di eseguire il codice parallelo REPARA su diversi tipi di calcolatori. Il codice della libreria, sviluppato e mantenuto sotto la direzione del dottor Massimo Torquati, ricercatore al dipartimento di Informatica, in collaborazione con l’Università di Torino, è disponibile sotto licenza open source ed è stato ed è utilizzato in altri due progetti finanziati dalla Comunità europea ai quali partecipa il gruppo di Calcolo parallelo del dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa.

La ricerca italiana in robotica è all’avanguardia e l’industria della robotica e dell’automazione sono anch’esse tra le primissime al mondo, sia nella produzione di robot e macchine automatiche, sia nel loro utilizzo. La Toscana è un polo di eccellenza della robotica. La regione vanta un sistema di ricerca in robotica attivo dai primi anni ’80, caratterizzato da una profonda interdisciplinarità e riconosciuto oggi come di assoluta valenza internazionale.

Partendo da queste considerazioni sul valore strategico della robotica e sulla presenza di una solida realtà in Toscana e in particolare a Pisa, il sindaco Marco Filippeschi, il presidente della Fondazione Arpa, Franco Mosca, professore emerito dell'Università di Pisa, e il professor Paolo Dario, direttore dell'Istituto di BioRobotica della Scuola Sant'Anna, hanno presentato la prima edizione del “Festival Internazionale della Robotica”, una grande manifestazione che si svolgerà a Pisa nella settimana che va dal 7 al 13 settembre 2017.

festival robotL’elemento portante del Festival sarà un’esposizione interattiva di cui saranno protagonisti i robot nei settori della chirurgia, della riabilitazione, dell’assistenza agli anziani fragili e alle persone disabili, delle protesi bioniche, dell’interazione fisica ed emotiva fra persone e robot, della realtà virtuale, della robotica industriale di tipo collaborativo, dell’agricoltura di precisione, della robotica marina, dei droni, dell’economia circolare, della robotica per l’arte e così via. I visitatori saranno attivamente coinvolti in percorsi nei quali potranno vedere i robot in azione, toccarli e interagire con loro. Particolare attenzione sarà dedicata alle scolaresche, che saranno attivamente coinvolte in percorsi nei quali non solo potranno vedere i robot in azione e toccarli, ma potranno interagire con loro secondo protocolli di studio costruiti con criteri scientifici in condivisione/collaborazione con i responsabili scolastici.

Verranno organizzati dibattiti e tavole rotonde con la partecipazione di personalità provenienti da vari ambiti culturali, fra i quali sociologici, psicologi, filosofi, antropologi, economisti, giuristi, studiosi di etica della tecnologia, scrittori, giornalisti, artisti e designer, che discuteranno le grandi sfide etiche, sociali, legali ed economiche che l’avanzamento tecnologico e scientifico della robotica pone. Ampio spazio sarà dato alle applicazioni della robotica in area socio-sanitaria (chirurgia, riabilitazione, domotica, economia, sport e turismo nell’handicap sensoriale e motorio); nella cooperazione umanitaria (cui è dedicata un’intera giornata), in collaborazione con le più importanti organizzazioni nazionali e internazionali operanti nelle aree difficili del globo nella convinzione che il buon uso delle tecnologie e quindi anche della robotica, contribuisca a ridurre la divaricazione tra nord e sud del mondo; nell’arte e nello sport, comprese le applicazioni tecnologiche per l’handicap.

Alle problematiche dell’industria (ricerca, applicazioni, sostenibilità economica e sociale) sarà dedicata un’intera giornata.
Inoltre, saranno organizzati laboratori di robotica educativa per bambini e adulti; competizioni di robot; spettacoli teatrali con attori robot; una rassegna cinematografica; diverse esposizioni sul tema della robotica, dai fumetti ai costumi al design; una mostra fotografica, ecc., ecc.
Particolare attenzione verrà rivolta alle Università, agli enti di ricerca, alle aziende e alle startup, che avranno a disposizione spazi per presentare i propri progetti e le proprie realizzazioni.

Al percorso espositivo si affiancherà un articolato programma di attività culturali ed artistiche ideato per offrire agli ospiti (visitatori, espositori, investitori italiani e stranieri) un’importante offerta musicale con concerto Pucciniano a cura del Maestro Andrea Colombini sabato 9 al Teatro Verdi, concerto di musica etnica con il cantautore argentino Jorge Rojas domenica 10 al Giardino Scotto e concerto con il Maestro Andrea Bocelli, la Soprano Maria Luigia Borsi ed il violinista Brad Repp martedì 12 al Teatro Verdi.

Il Festival, promosso e sostenuto dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna e dalla Fondazione Arpa, sarà curato dai professori Paolo Dario e Franco Mosca. L’iniziativa si avvarrà inoltre della co-promozione dall’Andrea Bocelli Foundation, della collaborazione della Fondazione Italia Giappone e del sostegno di istituzioni regionali e locali. Media partner della manifestazione sarà il Gruppo Editoriale L’Espresso, attraverso Finegil.

Il “Festival Internazionale della Robotica” di Pisa sarà un appuntamento biennale, diffuso in tutta la città, ma con sede principale presso gli Arsenali Repubblicani, con la contigua area dei Vecchi Macelli, a vocazione tecnologica, museale ed educativa. Tra le altre sedi del Festival ci saranno la Stazione Leopolda, il Giardino Scotto, il Polo Carmignani, le Logge di Banchi, la Chiesa della Spina, il Teatro Verdi e il Palazzo Lanfranchi. Sono allo studio dimostrazioni di robotica applicata alla nautica ed eventi lungo il corso dell’Arno e nel Porto di Marina.

Mercoledì, 14 Settembre 2016 07:43

«Tu chiamala, se vuoi, revisione»

Entro pochi giorni vi sarà il decreto del Presidente della Repubblica che, su deliberazione del Consiglio dei ministri, indicherà la data del referendum sulla riforma costituzionale Renzi-Boschi, fissandola in una domenica compresa tra il 50° e il 70° giorno successivo all’emanazione del decreto di indizione. Avvicinandosi il momento del voto, da più parti si è auspicato un confronto sul merito della riforma e il volume “Tu chiamala, se vuoi, revisione” (Viareggio, Edizioni La Vela, 2016) di Saulle Panizza, docente di Diritto costituzionale dell’Università di Pisa, parte da lì. 

Alcune decine di espressioni, sintetiche ma rigorose, per provare a spiegare il funzionamento delle nostre Istituzioni e i riflessi che ne deriverebbero se il referendum popolare dovesse confermare le modifiche votate dal Parlamento con la legge costituzionale recante “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 15 aprile 2016.

Pubblichiamo di seguito l’Introduzione al Volume.

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CoverRiformaUn centinaio di espressioni, 95 per la precisione, come le tesi di Lutero, ma il riferimento numerico non è stato voluto ed è puramente casuale (anche se, trattandosi di riforma ...).

Un insieme di parole e locuzioni che costituiscono, dalla A alla Z, una sorta di dizionario istituzionale, con il quale provare a spiegare i concetti chiave della Parte II della Costituzione italiana, dedicata all’ordinamento della Repubblica e dunque all’organizzazione e al funzionamento delle nostre Istituzioni. Il tutto in un momento particolare, in qualche modo a metà strada tra il testo vigente allorché si scrive (agosto 2016) e quello che potrebbe diventare se il referendum popolare dovesse confermare le modifiche votate dal Parlamento con la legge costituzionale recante “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 15 aprile 2016.

Su questo tentativo di riforma, che riguarda 47 articoli dei 139 di cui si compone la nostra Costituzione, 46 dei quali della Parte II, molto si è detto e scritto. Il dibattito è stato acceso, le contrapposizioni spesso laceranti, anche nella categoria cui chi scrive appartiene, quella dei costituzionalisti. Si è anche posto in dubbio, non senza ragioni, che ci si collochi all’interno del concetto di revisione di cui all’articolo 138 della Costituzione.
Da qui il titolo scelto, che non vuole avere accenti inutilmente polemici - ognuno ha diritto di formarsi la propria convinzione, così come di mantenerla o di cambiarla, possibilmente sempre senza infingimenti - ma evocare l’ispirazione in fondo tollerante alla base di quei versi.

Avvicinandosi al momento del voto, da più parti si è auspicato un confronto sul merito della riforma e il presente volume parte da lì.

Ogni concetto è spiegato, in sintesi naturalmente, alla luce dell’esperienza di quasi settant’anni di vita repubblicana. Se su di esso interviene il testo di riforma, si dà conto, evidenziandole, delle modifiche apportate, del loro significato e delle eventuali criticità.

Se il testo di riforma introduce nel tessuto costituzionale concetti nuovi (che è quel che accade per 21 delle 95 espressioni utilizzate), se ne dà conto, sempre evidenziandoli, e provando a integrarli nel corpo normativo in cui si caleranno.
Per non appesantire le spiegazioni, sono abbastanza frequenti i rinvii interni, indicati mediante il simbolo (v.), che segue l’espressione richiamata. Si è preferito, però, non inserire il richiamo in tutti i casi in cui i termini ricorrono, ma solo quando risulti di una qualche utilità nello specifico contesto.

Completano il volume una serie di indici, che permettono al lettore di muoversi rapidamente tra espressioni utilizzate, articoli della Costituzione, fonti del diritto e pronunce costituzionali richiamate.

In chi abbia già basi di educazione civica o costituzionale, il testo vorrebbe consolidarle e offrirsi come una prima interpretazione del cambiamento che potrebbe derivare in caso di prevalenza dei “sì” nel referendum. Ma anche in chi affronti questi temi senza basi pregresse, esso può auspicabilmente contribuire al formarsi di uno spirito critico, consentendo a ciascuno di farsi un’idea, quasi plastica, delle direttrici e dell’impatto del testo di riforma.

Saulle Panizza

Si terranno nei giorni 20, 22 e 27 settembre, dalle ore 9 alle 18, gli Open House presso l'abitazione di via del Martello 27, appartenuta alla signora Fiorella Fanali, deceduta a Pisa il 18 marzo 2015. L’Università di Pisa è co-erede del lascito da parte della signora, che è composto da due beni immobili - oltre a quello pisano vi è anche un immobile ad Agnano, in via della Polla 6 - oltre che da denaro e beni mobili.
I beni da liquidare comprendono arredi, tappeti, libri, dischi, quadri, stampe, stoviglie, lampadari, elettrodomestici che saranno ceduti al valore dell’inventario.
L’invito è aperto tutti gli interessati, che potranno visionare l’immobile, anch’esso oggetto di vendita.

Anche per l’anno accademico 2016/2017, il corso di laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni dell’Università di Pisa mette a disposizione degli studenti 20 borse di studio dell’importo di 1.000 euro l’una (il bando è disponibile su http://www.tlc.ing.unipi.it). L’iniziativa è volta a premiare i migliori studenti che si immatricoleranno al corso di laurea (inclusi gli studenti immatricolati ad altro corso di laurea che effettuino il passaggio entro il 31 dicembre 2016). Le borse di studio saranno assegnate in base a una graduatoria di merito stilata sulla base dei risultati ottenuti dagli studenti nel test valutativo di ingresso ai corsi della Scuola di Ingegneria.
Questa iniziativa nasce dalle sollecitazioni ricevute da una serie di aziende ed enti del settore: infatti, la tenuta di questo settore industriale nonostante la crisi internazionale e le prospettive di crescita dello stesso previste per i prossimi anni, stanno rendendo sempre più urgente la necessità di incoraggiare i giovani a intraprendere gli studi in quest’area trainante per l’economia nazionale e internazionale.
“Questa iniziativa, giunta ormai alla sua quarta edizione, costituisce un modello innovativo che crea forte coesione tra il mondo delle aziende e quello della formazione universitaria. Desidero, perciò, ringraziare tutti i soggetti - ha dichiarato il presidente del corso di studio, professor Giuliano Manara - che hanno reso possibile questa sinergia mirata a favorire il nostro settore scientifico-industriale, ma anche il diritto allo studio. Vedo queste borse come un primo passo teso a favorire una collaborazione armoniosa e proficua fra aziende e università nell’interesse della comunità scientifica e studentesca, che auspico sia la prima di numerose altre”.
Per ulteriori informazioni sull’iniziativa: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (tel. 050 2217692), www.tlc.ing.unipi.it, www.dii.unipi.it

L’Orto botanico dell’Università di Pisa è pronto ad accogliere la presentazione ufficiale dell’offerta didattica del sistema museale di Ateneo per l’anno scolastico 2016/2017. “Di Museo in Museo di Sapere in Sapere” è il titolo dell’iniziativa rivolta ai docenti delle scuole della provincia di Pisa che si svolgerà lunedì 12 settembre alle 9.30. La mattinata sarà introdotta dal professore Alfonso Maurizio Iacono, presidente del Sistema Museale di Ateneo. Seguirà quindi la presentazione dell’offerta formativa e successivamente i partecipanti sono invitati a una visita guidata dell’orto botanico. Per motivi organizzativi si prega di comunicare la propria partecipazione: 050 2213626 – 625 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Il direttore del dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Pisa, Roberto Romboli, e il presidente della Corte costituzionale dell’Ecuador, Alfredo Guzman Ruiz, hanno firmato a fine agosto un accordo quadro di cooperazione in materia costituzionale e di tutela dei diritti umani. La cerimonia si è svolta a Quito, la capitale ecuadoriana, nella sede della Corte Costituzionale.firma patto corte costituzionale ecuador università di pisa

Con questo accordo, che durerà tre anni e potrà essere rinnovato secondo l'interesse delle parti, il Centro di Studi e Diffusione di Diritto Costituzionale della Corte costituzionale (CEDEC) e l’Ateneo pisano mirano a promuovere la ricerca giuridica nei settori della teoria del diritto, del diritto costituzionale e dei diritti umani. La collaborazione inoltre impegna le due istituzioni a sviluppare programmi comuni di formazione e aggiornamento.

Sempre in occasione del suo soggiorno in Ecuador, il professor Romboli ha firmato altre due convenzioni, una con il Centro di studi internazionali di Cuenca, nella persona del suo presidente Stalin Bernal Tapia, l’altra con l’Università Cattolica di Cuenca rappresentata dal rettore Enrique Pozo Cabrera.

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Nella foto la firma presso la sede della Corte costituzionale a Quito, a destra Roberto Romboli, al centro Alfredo Guzman Ruiz

Il direttore del dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Pisa, Roberto Romboli, e il presidente della Corte costituzionale dell’Ecuador, Alfredo Guzman Ruiz, hanno firmato a fine agosto un accordo quadro di cooperazione in materia costituzionale e di tutela dei diritti umani. La cerimonia si è svolta a Quito, la capitale ecuadoriana, nella sede della Corte Costituzionale.

Con questo accordo, che durerà tre anni e potrà essere rinnovato secondo l'interesse delle parti, il Centro di Studi e Diffusione di Diritto Costituzionale della Corte costituzionale (CEDEC) e l’Ateneo pisano mirano a promuovere la ricerca giuridica nei settori della teoria del diritto, del diritto costituzionale e dei diritti umani. La collaborazione inoltre impegna le due istituzioni a sviluppare programmi comuni di formazione e aggiornamento.

Sempre in occasione del suo soggiorno in Ecuador, il professor Romboli ha firmato altre due convenzioni, una con il Centro di studi internazionali di Cuenca, nella persona del suo presidente Stalin Bernal Tapia, l’altra con l’Università Cattolica di Cuenca rappresentata dal rettore Enrique Pozo Cabrera.

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