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Venerdì 4 ottobre, alle ore 10.30, nell'Aula Magna del dipartimento di Economia e management, il responsabile Market Research & Analysis di Fiat Group Automobiles, Simone Ballarini, terrà una lectio magistralis dal titolo "Il ruolo delle ricerche di mercato nel marketing dell'automobile", con un focus particolare su "Il caso FIAT 500L: dai clinic test di prodotto al posizionamento commerciale". L'intervento sarà introdotto dal professor Alessandro Gandolfo, presidente del corso di laurea magistrale in "Marketing e ricerche di mercato" dell'Università di Pisa. La testimonianza di Ballarini racconterà di come la voce del cliente, raccolta attraverso gli strumenti di ricerca, contribuisca allo sviluppo del prodotto, al posizionamento di marketing e alla verifica del piano commerciale.

La lectio magistralis è promossa nell'ambito del progetto FIAT likes U che coinvolge otto atenei italiani con l'intento di offrire agli studenti un'opportunità per arricchire il loro percorso didattico e formativo. Tra le iniziative attivate ci sono borse di studio, tirocini e il servizio di car sharing per studenti, che a Pisa è operativo al Polo Fibonacci fino al 16 dicembre.

Sarà assegnata allo storico della lingua italiana, Giampaolo Salvi, studioso di origine elvetica che ha curato opere significative sulla grammatica italiana, la 52a edizione del Premio internazionale Galileo Galilei dei Rotary Club Italiani. Contemporaneamente, sarà premiato il biologo Stefano Piccolo, autore di importanti lavori sulla comprensione dei meccanismi molecolari del cancro, a cui è stata assegnata l'ottava edizione del Premio Galileo Galilei per la scienza. La cerimonia di conferimento si terrà sabato 5 ottobre, a partire dalle ore 16, nell'Aula Magna dell'Ateneo, al Polo Fibonacci. Ai saluti del rettore Massimo Augello, del sindaco Marco Filippeschi, del presidente della Fondazione Premio Galilei, Antonio Pieretti, e del governatore del distretto 2031, Sergio Bortolani, seguirà la consegna dei premi e il discorso dei vincitori.

Il professor Giampaolo Salvi, nato a Locarno nel 1954, insegna Linguistica italiana e romanza all'Università di Budapest, oltre a dirigere dal 1994 il corso di dottorato in Filologia e linguistica romanza e dal 1997 l'Istituto di lingua e letteratura italiana. Nel corso della sua carriera si è andato sempre più specializzando nella sintassi dell'italiano, nonché dei dialetti italo-romanzi. Insieme a Lorenzo Renzi, ha lavorato alle due opere monumentali della "Grande grammatica italiana di consultazione" e della "Grammatica dell'italiano antico", entrambe pubblicate dal Mulino. Questi volumi completano la descrizione grammaticale dell'italiano moderno e antico, contribuendo a farne la lingua dotata della più esauriente trattazione grammaticale al mondo. Il professor Salvi ha dato, infine, un notevole contributo alla didattica universitaria della grammatica italiana, curando alcuni manuali rivolti sia agli insegnanti in formazione che agli studenti, tra i quali spicca il recentissimo "Le parti del discorso", edito da Carocci.

Il professor Stefano Piccolo, nato a Padova nel 1967, insegna Biologia molecolare all'Università degli Studi di Padova. Le sue scoperte hanno favorito in modo rilevante la comprensione di come le cellule percepiscono il loro ambiente ed elaborano tali informazioni per la costruzione dei tessuti e il mantenimento del loro funzionamento. Gli studi del professor Piccolo sono quindi diretti a capire i meccanismi molecolari del cancro. Attualmente, i suoi studi sono dedicati a comprendere i fattori alla base della trasformazione cellulare, guardando al cancro come ad un "organo" complesso, al fine di arrivare a diagnosi sempre più precise e personalizzate, nonché a identificare nuovi farmaci e trattamenti capaci di colpire la malattia nei suoi punti più deboli, preservando le cellule sane. Convinto fautore di un approccio multidisciplinare, il professor Stefano Piccolo ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali e la nomina a membro delle più prestigiose società scientifiche europee e statunitensi.

Com'è noto, il meccanismo per l'assegnazione dei due Premi internazionali Galileo Galilei è congegnato in modo speculare. Il premio umanistico è assegnato da una giuria italiana a uno straniero che si sia occupato in modo eminente di argomenti riguardanti la civiltà italiana; il premio scientifico da una giuria straniera a uno studioso italiano che si sia distinto nel campo delle scienze della natura. Il premio consiste in una targa d'oro che commemora l'avvenimento.

La giuria che ha designato Giampaolo Salvi è composta dal presidente della Fondazione Premio Galilei, Antonio Pieretti, e dai professori Rita Librandi, Silvia Morgana, Alfredo Stussi, Mirko Tavoni e Saverio Sani, in qualità di segretario del Premio. La giuria che ha designato Stefano Piccolo, oltre che dagli stessi Antonio Pieretti e Saverio Sani, è composta dai professori Vladimir Kovac, Filippo Rijli, Steve Wilson e Jochen Wittbrodt.

Un progetto decennale per la conservazione di uno dei siti archeologici più a rischio e più visitati al mondo. Dall'estate 2014, partirà il 'Pompei Sustainable Preservation Project' (PSPP) promosso e coordinato dal Fraunhofer-Institut für Bauphysik Ibp, dall'Istituto di restauro della Technische Universität di Monaco di Baviera (TUM) e dall'International Center for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property (ICCROM), in stretta collaborazione con Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei.

L'università di Pisa è coinvolta nel 'Pompei Sustainable Preservation Project' nell'ambito di un consorzio che include numerose istituzioni internazionali: l'istituto per i Beni Archeologici e Monumentali del CNR, l'Università di Oxford, il Deutsches Archäologisches Institut (DAI) di Roma e la Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco, con l'archeologa Anna Anguissola in prima fila a fare da tramite con l'Ateneo pisano e gli altri partner scientifici.

"Il progetto – spiega la professoressa Lucia Faedo, del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell'Ateneo Pisano – sarà articolato secondo tre direttrici, tra loro strettamente correlate, restauro, formazione, ricerca. In particolare noi avremo un duplice ruolo, di supporto e di indirizzo, anche grazie all'impegno nella ideazione del progetto di una ricercatrice di formazione pisana, la dott. Anna Anguissola, attualmente docente alla Ludwig-Maximilians- Universitaet di Monaco. Si prevede la costituzione di un gruppo di ricerca coinvolto nel coordinamento scientifico e nella didattica per quanto riguarda gli aspetti relativi alle discipline archeologiche e storico-artistiche, mentre a livello direttivo potremo anche sviluppare, in accordo con gli altri partner, delle linee di ricerca autonome".

"Uno dei nostri obiettivi – conclude l'archeologa Lucia Faedo – è di rendere Pompei un centro di ricerca e formazione sulla conservazione dell'architettura antica. A minacciarne la sopravvivenza di questo straordinario sito archeologico è il progressivo degrado dovuto allo scorrere del tempo, agli agenti atmosferici, all'usura legata al turismo di massa. La sua tutela richiede un pronto e rigoroso intervento sulla base delle priorità indicate dalla Soprintendenza e lo scopo del 'Pompei Sustainable Preservation Project' è quello di ampliare il raggio degli interventi già previsti dall'Italia e dall'Unione Europea nel quadro del 'Grande Progetto Pompei' e di affiancare il capillare lavoro di tutela, messa in sicurezza e manutenzione portato avanti quotidianamente dalla Soprintendenza".

"A tavola con i microorganismi" è la nuova serata a tema che si svolgerà venerdì 4 ottobre al Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa in via Roma 79 a Calci. E se quando si parla di microorganismi, molto spesso si pensa a qualcosa di negativo, in realtà nel mondo in cui viviamo i sono estremamente diffusi a cominciare da quelli "buoni" presenti nel nostro corpo, negli alimenti che mangiamo e negli ambienti che frequentiamo.

Il programma della serata comincia alle 18.00 con una conferenza sui microorganismi con osservazioni al microscopio, all19.00 è prevista una visita al Museo e alle 2015 la cena. Il menù è composto da un tripudio di affettati e formaggi, gnocchetti in gorgonzola e dessert allo yogurt il tutto accompagnato da birra artigianale dell'azienda agricola opificio birrario di Crespina.

L'evento fa parte del progetto regionale Vetrina Toscana "Il gusto dell'arte (l'arte del gusto)" a cui partecipano il Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa, la Camera di Commercio di Pisa, la Confesercenti e Confcommercio locali.

Il costo della serata è di 30 euro. Per prenotare: 050 2212975 (giorni feriali dalle 8.00 alle 13.00); 050 2212970 (sabato e festivi dalle 10.00 alle 19.00); Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

È un impianto solare realizzato con soluzioni tecniche innovative e semplicità costruttiva, che lo rendono un sistema economico e molto efficiente. A partire dallo scorso mese di agosto, presso l'area sportiva universitaria del CUS di Pisa, è stato installato un impianto sperimentale per lo studio di un sistema solare di nuova concezione. Il sistema a concentrazione ThermeX, dotato di specchi lineari Fresnel (linear Fresnel concentrating solar system), è stato sviluppato dall'azienda Glayx Tech, una start-up fondata da tre giovani ingegneri laureati presso l'Università di Pisa, che si occupa dello sviluppo di tecnologie innovative nel settore delle energie rinnovabili.

Le prospettive di diffusione del sistema ThermeX sono estremamente promettenti per il notevole risparmio di combustibili fossili e per la facilità di integrazione in impianti esistenti. Il concentratore ThermeX è stato cofinanziato nell'ambito del POR FESR 2007-2013 della Regione Molise e realizzato in collaborazione con il dipartimento di Ingegneria civile e industriale (DICI) dell'Università di Pisa sotto la responsabilità scientifica di Roberto Gabbrielli, ricercatore dell'Ateneo che da circa due anni sta collaborando con l'azienda nello sviluppo del sistema solare.

ThermeX è uno dei pochi esemplari al mondo basato su questa tecnologia: potendo utilizzare fluidi estremamente diversi come acqua, vapore, olio diatermico, aria, trova ampia applicazione nella produzione di calore per processi industriali, nella refrigerazione domestica e industriale (solar cooling), nella dissalazione e potabilizzazione di acqua salmastra e nella produzione di energia elettrica.

Il principio di funzionamento del concentratore è basato sulla riflessione tramite specchi piani lineari dei raggi solari su un tubo assorbitore all'interno del quale scorre un fluido. Gli specchi sono azionati per inseguire istante per istante il movimento apparente del sole nel cielo. Utilizzando rapporti di concentrazione della radiazione solare superiori a 70, è possibile riscaldare fluidi ad alta temperatura, anche fino a 300°C.

Il sistema installato presso l'area CUS di Pisa è un impianto modulare ad acqua surriscaldata a 180°C e 20 bar, con un'area riflettente netta di 37,5 m2 e potenzialità termica di 25 kW di picco, in grado di produrre circa 22000 kWh/anno. I test sperimentali, condotti dal Solar Team Lab del dipartimento di Ingegneria dell'energia, dei sistemi, del territorio e delle costruzioni (DESTEC) dell'Università di Pisa, hanno contribuito alla definizione dell'efficienza energetica del concentratore e alla verifica della resistenza all'esposizione alla radiazione solare concentrata.

Sarà presentato venerdì 27 settembre, alle ore 17 nell'Aula Magna di Palazzo Matteucci, il volume dal titolo "La Nave dei Folli: in cerca di nuove rotte nella formazione universitaria", curato da Susan George ed edito da Pisa University Press.

Il libro vuole essere una narrazione polifonica di docenti, studenti e amministrativi del corso di laurea interfacoltà in Comunicazione pubblica, sociale e d'impresa dell'Università di Pisa e racconta l'esperienza vissuta nella pianificazione e realizzazione del corso stesso tra il 2002 e il 2012.

"Eravamo l'equipaggio della Nave dei Folli – spiega la curatrice, la professoressa Susan George – che navigava verso una nuova concezione della formazione universitaria italiana. Volevamo creare una comunità indagante e dialogante dove le abilità e le diversità di ognuno potessero essere potenziate in una ricerca permanente a beneficio di noi stessi e del nostro territorio. Speravamo che cambiando il nostro ruolo anche chi era intorno a noi sarebbe stato costretto a cambiare".

Nel libro, che ha la prefazione della sociologa Marianella Sclavi, emerge come il corso di studio, che ha avuto diversi riconoscimenti circa la qualità del suo percorso formativo, abbia preso sul serio la sua vocazione interdisciplinare nel tentativo di formare un cittadino capace di comunicare il territorio locale in un contesto globale avvalendosi di ben tre culture: quella accademica dei docenti dell'Ateneo, quella culturale-pratica di formatori del Teatro Verdi e quella pragmatica inglese che fa dialogare teoria e prassi. Si tratta di un volume che illustra un sistema formativo basato sull'ascolto – dello studente, lui/lei di sé e dell'altro e del territorio – un sistema dove le diverse capacità di ogni studente sono state "messe in comune" per creare una comunità di cittadini ben informati, in grado di contribuire a una democrazia auspicabilmente avanzata. Sperimentando originali modalità didattiche si è dimostrato che il mezzo è il messaggio non soltanto nella comunicazione ma anche nella formazione.

La presentazione del libro sarà anche l'occasione per dibattere sull'università del futuro insieme con Luciano Modica, Mauro Tulli, Marianella Sclavi, Elizabeth MacDonald, Francesca Burichetti e con un manipolo di autori che hanno già dato prova di follia.

Martedì, 12 Novembre 2013 12:21

Pisa sul podio della Start Cup Toscana

Le idee imprenditoriali vincenti nascono sotto la Torre: all'edizione 2013 della Start Cup Toscana, il primo e il terzo posto sono stati conquistati da Smart System e IVTech dell'Università di Pisa, il secondo e il quarto da Braille Lab e Green Clean House nati negli Istituti di Ricerca (in particolare quelli di Biorobotica e Tecip, Tecnologie della Comunicazione, dell'Informazione, della Percezione) della Scuola Superiore Sant'Anna. I giovani scienziati-imprenditori sono stati premiati questa mattina all'Università di Siena, al termine di una giornata che ha visto protagonisti i ragazzi e il mondo delle imprese.

I premi in denaro, 10 mila euro complessivi, messi a disposizione dalla Regione Toscana, serviranno all'avvio delle start up, che avranno anche l'opportunità di partecipare al salone Smau di Milano e che concorreranno al "Premio Nazionale per l'Innovazione", la cui giornata di valutazione finale si terrà il 31 ottobre 2013 a Genova, nel corso del Festival della Scienza. Alla premiazione erano presenti anche Paolo Ferragina, prorettore per la ricerca applicata dell'Ateneo pisano, e Andrea Piccaluga, delegato al trasferimento tecnologico della Scuola Sant'Anna.

Lo sviluppo di soluzioni in tecnologia JOS (Just-One-System) per caricare e per alimentare in maniera semplificata tutti i device e gestire contemporaneamente vari dispositivi, direttamente su un pannello elettrificato, senza bisogno di alcun cavo, è l'idea di Smart System, la start up targata Università di Pisa, fondata da Eleonora Romiti e Marco Ariani, che è arrivata prima. L'azienda soddisfa la necessità sempre più evidente di eliminare l'invasiva presenza dei cavi elettrici. L'efficienza, la flessibilità, la personalizzazione del dispositivo sono le caratteristiche vincenti rispetto alle tecnologie attualmente presenti sul mercato.

Al secondo posto è arrivato Braille Lab, un progetto relativo a un dispositivo che trasforma una stampante a getto di inchiostro in una stampa Braille. È stata progettata una cartuccia che consente di stampare in Braille, direttamente applicabile a stampanti a getto di inchiostro, con una spesa complessiva del sistema molto contenuta. Si pensi che una stampante Braille ha un costo medio intorno ai 3000 euro mentre questo sistema di stampa avrebbe un costo complessivo di alcune centinaia di euro, risultando più accessibile ai non vedenti. Il progetto aveva già ricevuto l'attenzione da parte del Ministero MIUR nell'ambito del Bando Smart Cities, dove si era classificato prima nella categoria di riferimento. Il gruppo è formato da due allievi dell'Istituto TeCIP della Scuola, Claudio Loconsole e Daniele Leonardis.

Terza è arrivata l'idea IVTech, proposta da Tommaso Sbrana, Serena Giusti, Giorgio Mattei, Arti Ahluwalia dell'Università di Pisa, che propone lo sviluppo di una piattaforma virtuale per produrre e commercializzare supporti per colture cellulari in vitro e diffondere quelli già sviluppati dal gruppo di ricerca presso il Centro di Ricerca "E. Piaggio". Tra gli obiettivi principali della start up, ci sono la ricerca e lo sviluppo di tecnologie per le tecniche alternative ai test su animale, la formazione di ricercatori e tecnici nell'ambito della ricerca in-vitro e lo studio di sistemi per il controllo ambientale focalizzato alla coltura in-vitro di cellule sia animali che umane.

Matteo Giacalone si è classificato quarto con Green Clean House, il progetto di un sensore analogico in grado di monitorare le sostanze inquinanti e individuare, attraverso il collegamento con un database consultabile, le piante consigliate per la depurazione. Il monitoraggio di sostanze inquinanti in ambienti chiusi e la relativa visualizzazione dei valori rilevati sono visualizzabili attraverso web app. Inoltre, il database scientifico, in base alla relazione piante/inquinanti/malattie, permetterà di suggerire quali piante possono mitigare gli effetti nocivi di un determinato inquinante. Oltre che da Matteo Giacalone, il gruppo di lavoro è formato da Domenico Marsella dell'Istituto Tecip e da Nicola di Lecce dell'Istituto di Biorobotica.

Con un corso di cinque giorni hanno insegnato agli ingegneri africani come si costruisce un semplice dispositivo biomedico utilizzando le tecnologie disponibili gratuitamente in rete. Lo scorso agosto, la professoressa Arti Ahluwalia e gli ingegneri Daniele Mazzei e Carmelo De Maria del Centro "E. Piaggio" dell'Università di Pisa - con la collaborazione del FabLab Pisa, rappresentato da Mazzei e De Maria - hanno tenuto a Nairobi un corso che aveva l'obiettivo di integrare i concetti dell'open source design di dispositivi biomedicali con quello della regolamentazione e degli standard internazionali, portando avanti i principi della condivisione delle risorse e formazione tecnologica in Africa.

Il corso, della durata di una settimana e sponsorizzato dall'UNECA, è stato pensato specificatamente per l'ingegneria biomedica e si è svolto durante l'Innovator Summer School alla Kenyatta University di Nairobi. Le lezioni hanno previsto la messa in funzione di un sistema di 3D printing open source, il design di un dispositivo per il monitoraggio di alcuni parametri vitali dei neonati (baby monitor) partendo dalle specifiche di base e utilizzando strumenti di progettazione open source software e hardware come la piattaforma Arduino. In particolare, la definizione delle specifiche di progetto è avvenuta attraverso la stretta interazione con la Dr. Molyneux, pediatra presso l'Università del Malawi, che ha aiutato i partecipanti del corso a focalizzare l'attenzione verso problematiche specifiche dell'assistenza sanitaria nei reparti di pediatria.

È stato molto importante per i partecipanti avere un ruolo attivo nell'identificazione dei problemi, nell'analisi delle normative di riferimento, nella selezione dei componenti, nel design, nell'assemblaggio ed nel testing del dispositivo. Grazie alla donazione di kit di sviluppo da parte di Arduino, i partecipanti hanno potuto toccare con mano le potenzialità del design elettronico/programmazione con strumenti open source.

«Il corso è stato un deciso successo – commenta la professoressa Ahluwalia - La maggior parte degli studenti e del personale tecnico non era a conoscenza di strumenti come Arduino FreeCad, Slic3r, Media Wiki e di tutti le potenzialità del design e della prototipazione rapida open source. Questa esperienza è stata lo strumento per comunicare questa conoscenza ai partecipanti, che hanno dimostrato un profondo interesse specialmente verso il mondo delle stampanti 3D. Diversi studenti e insegnanti hanno comprato dei kit Arduino e hanno visto le potenzialità di questo sistema sia come strumento didattico sia come strumento di sviluppo elettronico».

L'idea di fondo dietro le attività è che l'open source design dei dispositivi biomedicali è un importante mezzo per incrementare la crescita economica e migliorare l'assistenza sanitaria: particolare attenzione è stata quindi posta sugli aspetti di sicurezza e di ergonomia che questi dispositivi devono rispettare sulla base delle norme di regolamentazione e di performance internazionali.

Tutto il materiale didattico, inclusa la documentazione del corso, il progetto del baby monitor sono disponibili online per essere un punto di partenza per ulteriori sviluppi portati avanti sia dagli studenti del corso che della community maker. La stampante 3D e tutte le componenti elettroniche sono ospitati presso la facoltà di Ingegneria della Kenyatta University.

Un'occasione per sentire dal vivo il racconto della Summer School sarà il prossimo 27 settembre nell'ambito di "SHINE! La notte dei ricercatori", presso lo stand del FabLab Pisa a Villa Letizia (Polo Universitario Sistemi Logistici) a Livorno.

Il 27 settembre dalle 9,30 a Palazzo dei Priori a Volterra si svolgerà il seminario "Sperimentazioni e ricerche 2011-2013", la relazione annuale sulle ricerche condotte dal Laboratorio Universitario Volterrano (LUV) di cui è coordinatore il professore ingegnere Costantino Cacialgli. Nell'ambito dell'evento sarà presentato il libro "Volterra 1997-2012. 15 anni di attività del Laboratorio Universitario Volterrano" curato dall'ingegner Marco Giorgio Bevilacqua, docente all'Università di Pisa, ed edito dalla Pisa University Press. Il volume è il catalogo della mostra che celebra i primi quindici anni di lavori del LUV attraverso 40 pannelli che sintetizzano i risultati raggiunti nei vari settori di ricerca. Inaugurata per la prima volta nel giugno 2012 presso il Palazzo Vitelli dell'Università di Pisa, successivamente esposta a Volterra nel novembre 2012, la mostra è ora nuovamente riproposta nella stessa città dal 29 settembre al 10 ottobre nelle sale del Palazzo dei Priori. Un'esposizione.

Il Laboratorio Universitario Volterrano

Il Laboratorio Universitario Volterrano è un'unità di ricerca e formazione multidisciplinare rivolta allo studio e alla valorizzazione dei beni culturali e ambientali della città di Volterra e del suo territorio. Nato nella primavera del 1996, oggi il LUV è animato da docenti, tecnici e studenti di diverse discipline dell'Università di Pisa, quali l'archeologia, la storia, l'architettura, l'urbanistica, la sociologia.

Le attività del Laboratorio, finanziate dall'Università di Pisa, dal Comune di Volterra, dalla Provincia di Pisa e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, sono programmate annualmente dai Comitati Scientifici e di Coordinamento, composti dai docenti dell'Ateneo pisano e da rappresentanti degli altri enti finanziatori. I risultati delle sperimentazioni e delle ricerche sono annualmente pubblicati nei "Quaderni del Laboratorio Universitario Volterrano", la rivista arrivata oggi al numero 15.

Nell'ottica di favorire la sostenibilità ambientale e la socializzazione dei cittadini, l'Università di Pisa intende destinare ad orti alcuni appezzamenti di terreno agricolo di cui è proprietaria nella zona di via Castagnola, a San Piero a Grado. A tal fine è indetta una selezione a cui gli interessati potranno partecipare secondo requisiti, termini e modalità previsti dal bando, la cui scadenza è fissata al 22 ottobre 2013.

In particolare l'Università di Pisa intende concedere in uso temporaneo (quinquennale) 20 appezzamenti di terreno con superficie minima 120 mq e massima 140 mq. È previsto il pagamento di un canone annuo di € 150,00 a titolo di rimborso spese, oltre a una cauzione di € 150,00, che sarà restituita al termine dell'uso. Il bando e tutte le informazioni sulla selezione sono disponibili al link http://www.unipi.it/index.php/amministrazione/item/3034-bando-per-l'assegnazione-di-orti.

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