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simone lazziniRinasce a Pisa il Centro Interdipartimentale di Ricerca sull'Health Technology Assessment (CIRHTA). Costituito nel 2009 (e primo in Italia nel suo genere) è stato recentemente ricostituito dopo l'approvazione del nuovo Statuto dell'Università di Pisa.

Il Centro, diretto dal professor Simone Lazzini (foto), avrà sede nel Dipartimento di Economia e Management e si occuperà di valutare l'impatto e le possibili conseguenze in ambito sanitario che derivano dall'introduzione di nuove tecnologie o di significativi cambiamenti intervenuti nelle vecchie. I filoni di studio sviluppati all'dai ricercatori del CIRTHA riguarderanno gli elementi clinici, la valutazione degli impatti economico-finanziario, fino alle implicazioni socio-sanitarie delle politiche collegate alla gestione delle tecnologie. Del CIRTHA, fanno parte docenti e ricercatori dell'Università di Pisa e di altre università italiane e straniere, oltre a studiosi italiani e stranieri, ricercatori ed esperti esterni.

In particolare il CIRTHA perseguirà i seguenti obiettivi: promuovere lo svolgimento di ricerche relative alla valutazione delle tecnologie in sanità; organizzare momenti d'incontro e di scambio (nella forma di Convegni, Workshop, Seminari) fra quanti nell'Università di Pisa e a livello nazionale ed internazionale si occupano di HTA; collaborare con Centri italiani, internazionali e con Società scientifiche che perseguono finalità analoghe; sviluppare collaborazioni con istituzioni pubbliche e private interessate alla valutazione delle tecnologie sanitarie e alle ricadute che da tale attività discendono; offrire attività di supporto e servizio nei confronti di aziende sanitarie ed ospedaliere nello sviluppo di metodologie riconducibili all'HTA; organizzare e promuovere attività formativa nell'ambito dell'Health Technology Assessment.

team ricercatoriUn team di ricercatori dell'Università di Pisa ha "fotografato" per la prima volta come si sviluppa il cervello se manca la serotonina, la cosiddetta "molecola della felicità" così chiamata perché fra le più coinvolte nel controllo dell'umore e delle emozioni. La ricerca sarà pubblicata a ottobre sulla rivista scientifica americana "Molecular Psychiatry", prima al mondo per impact factor nella classifica nel campo della psichiatria.

Per raggiungere l'obiettivo i ricercatori pisani hanno utilizzato sofisticate tecnologie di genetica molecolare e hanno sostituito su cavie di laboratorio la sequenza del gene responsabile della sintesi di serotonina con una proteina verde fluorescente o Green Fluorescent Protein (GFP) in modo da riuscire a vedere i neuroni con grande precisione attraverso speciali tecniche di microscopia.

"Per la prima volta grazie alla nostra metodologia abbiamo osservato una drastica alterazione dello sviluppo della ramificazione delle fibre dei neuroni serotoninergici. Normalmente il cervello contiene un numero molto piccolo di neuroni capaci di sintetizzare la serotonina e solo grazie alla presenza di fibre nervose altamente ramificate è possibile trasportare e distribuire questo neurotrasmettitore in tutte le aree dell'encefalo", ha spiegato il professor Massimo Pasqualetti del Dipartimento di Biologia dell'Ateneo pisano che ha coordinato un team di ricerca tutto al femminile e composto da Sara Migliarini, Barbara Pelosi e Giulia Pacini.

"La nostra scoperta – ha aggiunto Massimo Pasqualetti - dimostra dunque che alterazioni dei normali livelli di serotonina durante lo sviluppo del sistema nervoso centrale agiscono sulla formazione delle corrette connessioni (o circuiteria) nel cervello causando alterazioni permanenti che potrebbero predisporre a patologie neuropsichiatriche dello sviluppo, le quali, a loro volta, possono essere all'origine, anche nell'uomo, dell'insorgenza di più gravi disturbi neuropsichiatrici come schizofrenia e autismo".

Ne hanno parlato:
Corriere.it
CorriereFiorentino.it
Corriere Fiorentino
Nazione.it
Tirreno.it
LiberoQuotidiano (AdnKronos)

VirgilioNotizie (ANSA)
AdnKronos Salute
GoNews.it
PisaToday.it
Controcampus.it
PisaInformaFlash.it

glucopenSi chiama GlucoPen ed è un sistema innovativo, sviluppato presso il dipartimento di Ingegneria dell'informazione dell'Università di Pisa dal gruppo di ricerca coordinato dall'ingegner Giuseppe Barillaro (nella foto in basso), per la misura indolore della glicemia. La GlucoPen fa uso di aghi più sottili di un capello umano (microaghi) capaci di penetrare all'interno degli strati superficiali della pelle in maniera indolore, prelevando una goccia di liquido interstiziale (differente dalla goccia di sangue attualmente utilizzata dai pazienti diabetici per il monitoraggio glicemico) sulla quale viene misurata, in pochi secondi, la concentrazione del glucosio.

Le caratteristiche della GlucoPen e le sue possibili applicazioni nel monitoraggio del paziente diabetico verranno illustrate nel corso di un workshop dal titolo "Nanotecnologie e Medicina" che si terrà giovedì 17 ottobre presso l'Area della Ricerca del CNR di Pisa.

Giuseppe Barillaro Il workshop rappresenta la fase conclusiva di un progetto finanziato dalla Regione Toscana a cui hanno partecipato, sinergicamente, oltre al dipartimento di Ingegneria dell'Informazione dell'Università di Pisa, il Laboratorio di Biochimica cardiovascolare dell'Istituto di Fisiologia clinica del CNR di Pisa e il dipartimento di Chimica, laboratorio Biosensori, dell'Università di Firenze.

Al workshop parteciperanno personalità scientifiche di rilievo internazionale quali i professori Eleuterio Ferrannini, Piero Marchetti e Giovanni Federico, per il campo medico, e il professor Michael J. Sailor dell'Università della California, per le micro-nanotecnologie. Le politiche regionali in materia di ricerca e sanità saranno illustrate da Marco Masi e da Roberto Zanobini, ed è attesa la partecipazione di Stella Targetti, vicepresidente della Regione Toscana.

Il programma e il modulo per la registrazione sono disponibili sul sito dell'Area della Ricerca del CNR di Pisa (http://www.area.pi.cnr.it/)

Ne hanno parlato: 
ArticoloTre 
NextMe.it 
farmacia.it
TGcom24
gonews.it
il Messaggero
Panorama
Tirreno Pisa 
Intoscana.it 
TirrenoPisa.it 
NazionePisa.it 
StampToscana.it
Controcampus.it 
PisaInformaFlash.it 
MeetTheLifeSciences.it 
OnlineNews.it 

Pulse Screenshot Può la tecnologia adattarsi allo stato fisiologico delle persone? È possibile creare esperienze multimediali coinvolgenti, capaci di migliorare lo stile della vita, partendo dai dati biometrici? È il progetto a cui sta lavorando BioBeats, una spinoff dell'Università di Pisa, che con la app "Pulse" ha attirato anche l'interesse dei big del mondo dello spettacolo, tra cui Will Smith. «Pulse è un esperimento in cui otteniamo il battito cardiaco dell'utente usando la telecamera dello smartphone - spiega Davide Morelli, co-fondatore di BioBeats e dottorando del dipartimento di Informatica – Con la nostra tecnologia riusciamo a generare musica in tempo reale, sincronizzata col cuore".

Le prossime app che BioBeats sta sviluppando aiuteranno l'utente a quantificare e gestire il livello di stress (leggendo la frequenza cardiaca e respiratoria) e gestirlo con playlist personalizzate, esercizi di rilassamento e media su misura. La spinoff BioBeats partecipa allo "IoTPrise", un progetto promosso dall'Università di Pisa, CUBIT e CNA di Pisa e finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, che è stato presentato all'Internet festival di Pisa. Il progetto ha l'obiettivo di consolidare e favorire il processo di valorizzazione e di trasferimento dei risultati della ricerca verso le piccole e medie imprese (PMI) che operano nel settore dell'"Internet of Things".

davide morelliL'avventura di BioBeats è nata dalla lunga collaborazione tra Davide Morelli e David Plans, anche lui ricercatore nel campo della ricerca a cavallo tra intelligenza artificiale e musica. Dall'incontro nel 2012 con l'imprenditore Nadeem Kassam è nata BioBeats. La società è fortemente internazionale, con la sede in California da cui vengono gestiti gli investitori e il business development nel settore intrattenimento, un team a Londra che gestisce lo sviluppo nel settore medicale e il team di sviluppo basato a Pisa.

Lo scorso mese di maggio BioBeats ha ottenuto finanziamenti per un totale di 650mila dollari che ha visto investire nomi del mondo dello spettacolo (come Will Smith, Damon Wayans, il manager di Justin Bibier, Justin Boreta), del wellness (Deepak e Gotham Chopra) e più istituzionali dalla Silicon Valley. A giugno il team ha poi vinto il premio "Digital Innovation Contest for Clinical Excellence" di IC Tomorrow, che comprende un fondo di ricerca e l'opportunità collaborare con BUPA, University College London per sviluppare applicazioni cliniche. 

Ne hanno parlato:
Sole24ore Nova 
Repubblica.it 
Linkiesta.it
Tirreno
NazionePisa.it 
ilReporter.it 
Controcampus.it 
RepubblicaFirenze.it 
ADNkronos 
Sole24ore.com

Forbes
Techrunch
Wired
 



 

Mercoledì, 09 Ottobre 2013 12:59

Hollywood Party

Venerdì 11 Ottobre 2013 dalle ore 22.30, presso il Polo Porta Nuova, L’associazione studentesca Volo organizza "Hollywood Party", una manifestazione che ripercorrerà la storia musicale del cinema hollywoodiano.

La band emergente Dixie&Co. riprodurrà motivi e brani delle colonne sonore più famose in chiave jazz.

Ingresso Gratuito.

L'evento è organizzato con i contributi dell'Università di Pisa.

Info:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

http://www.associazionevolo.it/

Internet festival 2013Una visione interdisciplinare per raccontare la ricerca nell'ambito della rete e il suo impatto nella società. È questo il filo conduttore delle iniziative promosse dall'Università di Pisa nei quattro giorni di Internet Festival, in programma dal 10 al 13 ottobre in varie location cittadine. «Pisa è il luogo ideale per promuovere questa visione di internet – dice Nicoletta De Francesco, prorettore vicario dell'Università di Pisa alla conferenza stampa di presentazione al Comune di Pisa – La forza, la profondità e la varietà della ricerca scientifica che viene sviluppata nel sistema universitario e della ricerca pisano danno alla manifestazione il contesto ideale per il suo svolgimento».

Guarda il video del Flash mob sotto le Logge dei Banchi. 
 

logoIFNell'edizione del 2013 dell'Internet Festival saranno presentati, analizzati e delineati i possibili scenari futuri della ricerca e dell'innovazione nell'ambito della rete, indagando sulle sue ricadute e sulle interazioni con l'intero sistema sociale. All'interno del Festival gli studiosi di informatica avranno così modo di confrontarsi con economisti, giuristi, studiosi di etica, filosofi, scienziati sociali per affrontare in modo trasversale le nuove problematiche poste dalle tecnologie ITC. Come l'incontro "Il futuro della politica nelle conversazioni che contano", in programma sabato 12 ottobre alle 11 al Teatro Lux, a cui parteciperà il prorettore alla Comunicazione dell'Ateneo, Marco Guidi; "Il business dei dati digitali" (sabato 12 ottobre, ore 17, Scuola Superiore Sant'Anna), con il professor Dino Pedreschi; "Un crocevia di messaggi. Come ci trasformano le nuove tecnologie" (domenica 13 ottobre, ore 11.30, Logge dei Banchi), una conversazione sui mezzi di comunicazione attuali con il filosofo e professore emerito Remo Bodei; il dibattito "Mashup, remix: nuovi linguaggi da nuove tecnologie", moderato dalla professoressa Alessandra Lischi al Cineclub Arsenale (venerdì 11 ottobre, ore 18.30); la presentazione del libro "Il quinto stato", con l'autore Roberto Ciccarelli introdotto dal professor Adriano Fabris (sabato 12 ottobre, ore 16, SMS Biblio).

Maria Wikissori L'Università di Pisa sarà poi protagonista dei "T-tour", l'area di Internet Festival interamente dedicata a proposte educative e formative accomunate da un unico proposito: far conoscere le risorse e le tecnologie legate alla Rete, renderle strumento per migliorare conoscenza, studio e lavoro, ma anche, e forse soprattutto, poter navigare in Internet in modo più consapevole. A partire da giovedì 10 quattro giorni di tutorial, laboratori, workshop, mostre, giochi e conferenze interattive saranno tenute da anche docenti e ricercatori dell'Ateneo, che avranno l'occasione di presentare anche i loro progetti innovativi. Come "CEEDs", il sistema di realtà aumentata sviluppato dal centro di ricerca "E. Piaggio" ospitato alla Stazione Leopolda insieme a "FACE", il robot umanoide capace di riprodurre le espressioni facciali umane; la mostra curata dal Museo degli Strumenti per il Calcolo "Caratteri/emozioni. Dagli ASCII agli Emoticon", sempre alla Leopolda. E poi ci sono i T-Tour 4 Experts, ospitati al Palazzo dei Congressi e tenuti dai docenti Giovanni Vozzi, Paolo Ferragina, Dianora Poletti, Giuseppe Attardi, Mirko Tavosanis, Antonio Cisternino, Lucia Pallottino e Stefano Giordano.

Un'altra importante parte del festival è "SmartUp, speciale per imprese", una sezione che si terrà al Palazzo dei Congressi, pensata per funzionare come piattaforma di networking e incubatore che ospiterà anche alcune iniziative dell'Università di Pisa. Tra queste "IoT Prise", un incontro per presentare il progetto omonimo che ha l'obiettivo di sviluppare il trasferimento dei risultati tra ricerca pubblica e sistema produttivo all'interno del comparto ad alta tecnologia ICT "Internet of Things (IoT)" (venerdì 11 ottobre, ore 14); "L'impresa della ricerca" (venerdì 11 ottobre, ore 16.30), un incontro con i professori Paolo Ferragina Università di Pisa) e Andrea Piccaluga (Scuola Superiore Sant'Anna); la curiosa intervista di Marco Magrini ad Andrea e Marco Santagata "Padri e figli" (venerdì 11 ottobre, ore 16).

Il programma dettagliato con tutti gli eventi è disponibile sul sito www.internetfestival.it.

cern

"Se devo essere sincero, me l'aspettavo, perché negli ultimi giorni avevo capito dai contatti con l'Accademia di Stoccolma che tirava aria di Nobel". È questo il primo commento di Guido Tonelli, docente dell'Università di Pisa e ricercatore dell'INFN, alla notizia del Premio Nobel per la Fisica assegnato a Peter Higgs e Francois Englert. Il professor Tonelli è stato per molti anni a capo del principale esperimento che ha portato alla scoperta della cosiddetta "particella di Dio", confermando sperimentalmente le intuizioni dei due vincitori.

Al momento dell'annuncio, Guido Tonelli si trovava nella sede del Cern di Ginevra, precisamente nel Building 40, insieme ad altri 300 scienziati di tutto il mondo: "Ai nomi di Higgs e Englert - racconta il professore - c'è stata un'esplosione spontanea di gioia e per trenta minuti abbiamo brindato e ci siamo fatti delle foto con una medaglia Nobel di cioccolato. Poi tutti siamo tornati nelle nostre stanze per lavorare, consapevoli che ognuno di noi aveva contribuito a una scoperta scientifica che resterà nella storia".

Nonostante l'attesa, l'attribuzione del Nobel non era poi così scontata. "Il Comitato di Stoccolma è imprevedibile - dice infatti Tonelli - anche perché il tempo medio per premiare le scoperte è di circa 10 o 15 anni e nel nostro caso è passato solo poco più di un anno. Quelle di oggi sono state un'emozione e una gioia importanti, ma non paragonabili a quelle provate, come scienziato, nel momento della scoperta della particella".
 

guido tonelli A chi accenna alla possibilità di una piccola delusione per la mancata assegnazione del Premio a uno degli scienziati italiani coinvolti nella scoperta, il professor Tonelli replica in tono fermo. "Non c'è alcuna delusione: l'attività scientifica moderna è fatta da centinaia di persone che lavorano insieme per raggiungere un unico risultato. D'altra parte, il Nobel ha regole ferree e nessuno poteva illudersi di essere premiato insieme ai due teorici della particella. Non è escluso che in un futuro prossimo queste regole possano cambiare e che, quindi, possano essere premiati i due principali esperimenti che hanno dimostrato le intuizioni di Higgs e Englert".

Alla domanda di come ricorda gli inizi di questa avventura, il professor Tonelli risponde che "in questo momento si mescolano le emozioni iniziali e i timori di chi ha vissuto venti anni di fatica. La vita degli scienziati è fatta di dubbi e di paure, e più volte abbiamo passato periodi di crisi dicendoci che forse stavamo osando troppo. La vittoria di oggi è un piccolo 'accidente' in una vita fatta di grande impegno e lavoro".

Con più di mille scienziati italiani sui circa dieci mila che operano al Cern, di cui moltissimi provengono dall'Università di Pisa, questo Nobel rappresenta anche una vittoria per la ricerca del nostro Paese. "Dal successo di oggi parte un messaggio di speranza - conclude Guido Tonelli - L'Italia può vantare ricercatori che si sono fatti onore in questa scoperta, guadagnandosi il rispetto e l'ammirazione di tutto il mondo. La mia segreta speranza è che ora i governi ne tengano conto".

Monumento ai migranti Mimmo paladinoDopo la tragedia di Lampedusa e il lutto nazionale del 4 ottobre scorso, in segno di cordoglio e solidarietà, l'Università di Pisa ha voluto condividere una riflessione a firma del professore Marco della Pina, docente del corso di laurea in Scienze per la Pace del nostro Ateneo.

(Foto: Monumento ai migranti, Mimmo Paladino)

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Lampedusa, uno specchio della società italiana

In questa Italia che odia, esclude e rende invisibili gli ultimi, siano essi i bambini disabili nelle scuole, i giovani e le donne senza lavoro, gli anziani soli, i migranti ed i profughi, forse soltanto un Papa figlio di immigrati e venuto "dalla fine del mondo" poteva rifiutare per la tragedia di Lampedusa il quieto approccio della "disgrazia", lettura molto usata dai politici italiani. Egli ha sentito dentro di sé la dignità e l'onore necessari per rivendicare fortemente, con il grido "vergogna!", il principio della responsabilità individuale e sociale. Due sole possibili scelte politiche si aprono quindi di fronte a noi, perché la tragedia di Lampedusa, come tutto ciò che è connesso ai fenomeni migratori, è specchio ed ombra dei condizionamenti, limiti, contraddizioni sia delle società di partenza, sia, ciò che più ci interessa, di quelle di arrivo.

Se pensiamo ad una "disgrazia", vedremo presto che soltanto l'entità di questa ultima strage ha commosso la politica e la società italiane, pronte però a dimenticare, appena spenti i riflettori, il mare di dolore che ci circonda: il sempre più grande cimitero senza nomi del Mediterraneo. Torneremo a non vedere, non ascoltare, non fare; la politica intenta al proprio "teatrino", la società preoccupata di sopravvivere dentro una crescente disuguaglianza e un diffuso impoverimento. Le attuali leggi sull'immigrazione saranno forse depurate delle parti più repressive, ma sempre pensate in funzione della sicurezza e della stabilità interna, affinché nelle classi più deboli l'odio di sé e della propria povertà continui a trasformare l'antico "odio di classe" in paura ed esclusione verso gli stranieri (R. Siebert, Il razzismo, Carocci 2003, p.106). Forse anche l'aiuto richiesto all'Europa si limiterà ad un rafforzamento dell'agenzia Frontex, creata nel 2004, che prevede il pattugliamento continuo dei confini europei, ed in particolare delle coste dei paesi aderenti a Shengen che si affacciano sul Mediterraneo; essa ha fornito ai paesi del sud-Europa un modello di intervento basato soltanto sulla sicurezza, con una politica dei respingimenti che ha prevalso sulle sempre più deboli politiche di accoglienza. Nessuna riflessione sarà inoltre avviata sul fatto che gran parte dei migranti del Mediterraneo non sono migranti economici, ma sono in realtà profughi provenienti da zone di guerra e dittature come Eritrea e Somalia, territori italiani in un passato coloniale e razzista ancora tutto da conoscere ed elaborare.

Se pensiamo invece alla capacità di provare "vergogna", è stato scritto che essa è indice di "una inaudita, spaventosa prossimità dell'uomo con se stesso...Diversamente dalla colpa, la vergogna può permettere a chi la prova di migliorare se stesso, di rifondarsi... Essa protegge l'uomo, ed ancor più l'uomo politico, dalla violazione dei codici etici, interiori ed esteriori. In questo senso vergogna è una parola politica" (G. Carofiglio, La manomissione delle parole, Rizzoli 2010, p.73). Forse è stata proprio la vergogna verso il passato fascista il sentimento prevalente tra i Padri Costituenti italiani, che li ha portati a scrivere una Carta che parla di lavoro, diritti inviolabili delle persone, solidarietà, uguaglianza, rispetto delle diversità; Carta rimasta spesso inattuata o violata, ed invece ancora attualissima. Soltanto in questo contesto di profondo cambiamento politico, sociale e culturale, l'Italia potrà svolgere un ruolo attivo in Europa, per la costruzione di politiche migratorie d'accoglienza comuni e coordinate, ampliando le forme di cooperazione e di partenariato euro-mediterraneo. Al tempo stesso sarà possibile introdurre in Italia un'organica legge sul diritto d'asilo, che protegga i profughi e renda più sicuri i loro percorsi d'ingresso in Europa. Fondamentale sarà infine rivedere radicalmente non soltanto la legge Bossi-Fini del 2002, ma anche il pacchetto sicurezza del 2009 che ha inventato il reato di clandestinità, trasformando in criminali gli immigrati irregolari e consentendo la loro detenzione fino a 18 mesi nei Centri di Identificazione ed Espulsione, veri e propri campi-lager protetti da filo spinato.

Marco Della Pina

scavi KauloniaA quasi quindici anni dall'inizio delle campagne di scavi, il bilancio delle scoperte è notevole, come testimonia il ritrovamento di una tabella in bronzo con una lunga dedica votiva che contiene il testo più lungo in alfabeto acheo della Magna Grecia. Sul campo degli scavi di Kaulonia, dal 1999 ad oggi, si sono avvicendati sul campo studenti, laureandi, specializzandi, dottorandi e perfezionandi dell'Università di Pisa e della Scuola Normale Superiore, che hanno riportato lentamente alla luce i resti del santuario di Punta Stilo dell'antica colonia greca, situato in provincia di Reggio Calabria. Con una scoperta d'eccezione che si aggiunge alle molte già note.

La tabella di bronzo rinvenuta a Kaulonia è infatti risultata essere un documento unico: pur ridotta in minuti frammenti molto corrosi, dopo il restauro eseguito nel 2013 presso il locale Museo di Monasterace e la successiva applicazione di avanzate tecniche d'indagine presso la SNS, ha rivelato un testo greco del V sec. a.C., su 18 linee, in alfabeto acheo, con le lettere ordinate regolarmente secondo il sistema di scrittura detto stoichedón. Si tratta di una lunga dedica votiva, in gran parte metrica, che menziona tra l'altro l'agorà (la piazza pubblica di ogni città greca, cuore della vita politica e commerciale), una statua e un elenco di divinità di grande interesse per la conoscenza dei culti. A breve ne è prevista l'edizione, a cura del professor Carmine Ampolo, in collaborazione con un perfezionando della SNS.

Parra e AmpoloUtilizzando anche innovative tecniche di documentazione e di elaborazione dei dati, come le riprese da drone e le elaborazioni 3D, gli archeologi hanno potuto ricostruire un'immagine pressoché totale del grande complesso magnogreco risalente all'VIII secolo a.C. Gli scavi sono diretti da Maria Cecilia Parra, docente di Archeologia della Magna Grecia all'Università di Pisa, in sinergica collaborazione con il Laboratorio di Scienze dell'Antichità della Scuola Normale, diretto dal professor Carmine Ampolo. I risultati sono editi nei 5 tomi della serie "Kaulonia, Caulonia, Stilida (e oltre)", curati da M.C. Parra e nelle 'Notizie degli Scavi' pubblicate ogni anno negli 'Annali' della SNS.
 

statuetta KauloniaLe scoperte archeologiche
Molte le scoperte che hanno interessato l'area del grande santuario urbano di Kaulonia, non solo nella sua articolazione plurima di fasi comprese tra la fine dell'VIII e gli inizi del III sec. a.C., ma anche nella sua lunga vita fatta di monumenti che lo occupavano e di uomini che lo gestivano, vi praticavano culti, vi svolgevano attività di cantiere edilizio e d'officina artigianale: ex voto del VII, VI e V sec. a.C., in particolare armi e ceramiche per le azioni rituali, come elmi, scudi, schinieri, spallacci, spade corte, punte di lancia e di freccia, accanto a innumerevoli deposizioni esito di sacrifici cruenti e di offerte incruente, anche con tracce evidenti di pasti comunitari seguiti dalla deposizione degli strumenti per la macellazione degli animali e la consumazione delle carni, insieme a quella del vasellame utilizzato durante il rito, intenzionalmente frammentato secondo la norma.
 

scavi kaulonia L'uso delle tecnologie
Negli ultimi anni si sono cominciate a sperimentare e poi a utilizzare sistematicamente nuove tecniche di documentazione e di elaborazione dei dati, in particolare le riprese da drone e le elaborazioni 3D. Le prime hanno permesso di realizzare immagini e filmati ad alta risoluzione utilizzabili sia per la restituzione fotogrammetrica delle emergenze archeologiche, sia per la fotointerpretazione e le letture globali di ampie aree interessate dalle indagini archeologiche, unitamente al contesto generale. Le seconde sono state finalizzate alla ricostruzione e alla modellazione di materiali archeologici e di complessi monumentali, con finalità non solo di ricerca, ma anche divulgative (e pertanto rivolte anche a un pubblico di non specialisti), come ad esempio varie forme di visualizzazione e di realtà virtuale.
 

Kaulonia L'applicazione di tecnologie avanzate, anche in collaborazione con il DREAMSLAB (Dedicated Research Environment for Advanced Modeling and Simulations, laboratorio della SNS, diretto dal professor Vincenzo Barone) ha permesso di adattare i modelli 3D sviluppati da Emanuele Taccola, del dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell'Università di Pisa, per la ricostruzione e la modellazione fotogrammetrica di materiali archeologici e di complessi monumentali, a strumenti di ultima generazione, il più importante dei quali è il CAVE 3D, un ambiente virtuale immersivo e interattivo, in cui l'utente può muoversi liberamente, usando appositi occhiali.

Ne hanno parlato: 
Repubblica Firenze
Tirreno Pisa
RepubblicaFirenze.it 
TirrenoPisa.it
InToscana.it
ADNkronos 
Controcampus.it 
gonews.it 

Lunedì, 07 Ottobre 2013 09:59

Debutto in mare riuscito per «Cherubina»

Cherubina Debutto in mare riuscito per Cherubina, il team vela dell'Università di Pisa appena reduce dal Trofeo "1001 Velacup", l'iniziativa che da ormai sei anni promuove regate tra università con imbarcazioni a vela progettate e costruite dagli studenti. Nelle tre giornate di sfide, gli equipaggi si sono misurati in diverse regate nel golfo di La Spezia, nello specchio di mare antistante la Festa della Marineria e, nonostante fosse alla sua prima esperienza, al cospetto di atenei ormai con alle spalle pluriennali partecipazioni, il team pisano, con la sua Cherubina, è riuscito a portare in mare uno skiff con vela alare.

Dal punto di vista progettuale si è trattato senza dubbio dell'elemento più innovativo presente sulle undici imbarcazioni in gara in questa edizione, che ha attirato la curiosità e riscuotendo l'apprezzamento di tutti gli addetti ai lavori. L'ottavo posto ottenuto sul campo di regata ha lasciato tutti soddisfatti, viste anche le condizioni meteo non ideali per un'imbarcazione di questo tipo (assenza quasi completa di vento per l'intera durata della manifestazione): il progetto ha senza dubbio grandi margini di sviluppo e perfezionamento che potranno essere messi in pratica pensando alle prossime edizioni.

Il team Cherubina è composto da Dario Masoni, responsabile del progetto, coadiuvato da Lorenzo Sassetti, Raffaele Boccara, Francesco Distefano, Paolo Biagioni, Matteo Lelli, Alessandro Bordigoni. Elementi fondamentali per la messa a punto dell'imbarcazione sono stati il timoniere di Cherubina, Olmo Cerri e il prodiere, Andrea Rosi. Gli studenti hanno lavorato al progetto e alla costruzione dell'imbarcazione per oltre un anno con l'appoggio di alcuni docenti – i ragazzi ringraziano in particolare i professori Vincenzo Ambriola, Giovanni Lombardi, Roberto Barale, Rosalba Tognetti - ed esperti del mondo della vela e il sostegno economico di due importanti aziende pisane.

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Guarda il video realizzato dal Tirreno.it. 

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