Intitolata una piazzetta a Tristano Bolelli

Sabato 13 aprile è stata inaugurata nel centro storico di Pisa una piazzetta intitolata a Tristano Bolelli, glottologo e professore emerito dell'Università di Pisa, negli anni cinquanta vicedirettore della Scuola Normale, scomparso nel 2001. Per celebrare la figura dello studioso, in prima mattinata alla Scuola Normale si è svolto il convegno "Pisa ricorda Tristano Bolelli", promosso da Scuola Normale, Comune, Rotary Club di Pisa in collaborazione con l'Università di Pisa e l'Accademia Nazionale dei Lincei. «Tristano Bolelli ha rappresentato una figura di studioso e intellettuale che ha sempre cercato di coniugare il rigore degli studi con la libertà, intesa come terreno necessario per fare ricerca scientifica - ricorda il rettore Massimo Augello - Bolelli è stato un instancabile promotore di cultura, sempre attento alle esigenze dei giovani, ideatore di iniziative volte alla loro formazione e convinto sostenitore del programma delle borse di studio, nel quale vedeva uno straordinario strumento per favorire il confronto delle culture nazionali e l'affermazione di uno spirito internazionale di tolleranza e comprensione».
La giornata si è aperta alla Scuola Normale con i saluti di Fabio Beltram, direttore della Scuola Normale, Antonella Galanti, prorettore per i Rapporti con il territorio, Antonio Pieretti, presidente della Fondazione Premio Galilei, e Franco Angotti, governatore del Distretto Rotary 2070. Sono seguiti gli interventi di Marco Mancini, presidente della C.R.U.I., che ha descritto la figura di «Tristano Bolelli linguista», Romano Lazzeroni, Accademico dei Lincei, che ha tracciato il ritratto di «Tristano Bolelli Linceo» e Saverio Sani, presidente del Rotary Club Pisa, che ha parlato di «Tristano Bolelli Rotariano». Dopo le conclusioni di Paolo Ghezzi, vice sindaco di Pisa, si è tenuta la cerimonia d'intitolazione della "Piazzetta Tristano Bolelli" (tra via Dini e via Consoli del Mare).
Tristano Bolelli nasce a Bologna nel 1913. Dopo aver insegnato Glottologia a Roma (1942) si trasferì all'Università di Pisa dove svolse tutta la sua carriera accademica. Fu direttore dell'Istituto di Glottologia dal 1948, quando successe al suo maestro Clemente Merlo, fino al 1983, anno in cui l'Istituto confluì nel dipartimento di Linguistica, che ha portato il suo nome dal 2001 fino allo scorso settembre, quando è entrato in vigore il nuovo assetto dell'Università. È stato vicedirettore della Scuola Normale Superiore, di cui era stato alunno e direttore delle riviste "L'Italia dialettale" e "Studi e saggi linguistici". Fu insignito della Medaglia d'oro dei benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte, dell'Ordine del Cherubino, della Medaglia del Presidente della Repubblica nell'ambito del Premio Pisa e del Campano d'oro. È stato inoltre Socio nazionale dell'Accademia dei Lincei e Membro dell'Institut de France. Fondò nel 1962 il Premio Internazionale Galileo Galilei dei Rotary Italiani di cui fu presidente a vita. È autore di più di 200 pubblicazioni scientifiche nel campo della linguistica indoeuropea, romanza e generale, fra le quali si annoverano molti lavori riguardanti la dialettologia italiana e le minoranze linguistiche in Italia, tra cui il "Dizionario dei dialetti d'Italia".
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Statuto dell'Università di Pisa
Sito MIUR PRIN
Apertura serale dell'Aula Studio al Polo Piagge
A partire da martedì 16 aprile 2013, l'Aula Studio del Polo Piagge sarà aperta dalle ore 8 alle ore 23 dal lunedì al venerdì.
Attivato uno sportello per gli studenti dislessici
Sono numeri limitati, ma in decisa crescita, quelli dello Sportello dedicato agli studenti dislessici e con disturbi specifici di apprendimento che l'Università di Pisa ha attivato da alcuni mesi. I primi dati, ancora parziali, sono stati presentati durante il convegno su "Dislessia evolutiva e apprendimento della lingua straniera", organizzato dall'Università e dal Centro Linguistico d'Ateneo, che si è svolto mercoledì 10 aprile 2013 nell'Aula Magna di Scienze. Nell'ambito dell'incontro è stata anche presentata la testimonianza di una studentessa, Silvia Bellucci, che ha raccontato le difficoltà affrontate durante il suo percorso di formazione, che a un certo punto l'avevano indotta all'idea di abbandonare gli studi, fino alla scelta rivolgersi allo Sportello dell'Ateneo. "Le difficoltà provocate dalla dislessia - ha concluso Silvia - possono essere superate con il giusto metodo e con l'applicazione, oltre che con il sostegno di persone e strutture specialistiche, in modo che ogni persona possa esprimersi ed essere valutata sulla base delle sue effettive capacità".
Lo Sportello, voluto dai prorettori per la Didattica, Paolo Mancarella, e per gli Studenti, Rosalba Tognetti, si basa sull'esperienza maturata a partire dall'inizio degli anni 2000 in alcune università italiane ed è nato al termine di una sperimentazione avviata da diversi anni all'interno del Centro di ascolto dell'Ateneo. Attualmente il servizio si avvale di due operatori, che lavorano in collaborazione con l'Istituto Stella Maris di Calambrone. La collaborazione del prestigioso Istituto riguarda anche la possibilità di effettuare una visita per la diagnosi e la certificazione della dislessia.
Lo Sportello ha l'obiettivo di gestire le problematiche legate alla dislessia, attraverso un tipo di supporto sia psicologico che pratico. In particolare, si occupa degli interventi di mediazione con i docenti in vista degli esami orali o scritti, del tutorato specifico per le attività didattiche (per esempio, la redazione di appunti e la registrazione delle lezioni), delle informazioni sulle procedure di immatricolazione e sui test d'ingresso, degli incontri individuali di consulenza didattica e del supporto tramite ausili tecnologici di compensazione. Sono stati inoltre formati otto tutor/studenti della graduatoria part-time che collaborano con il servizio.
La dislessia evolutiva (DE) è un quadro clinico caratterizzato da una difficoltà nell'acquisizione della lettura che si associa frequentemente a difficoltà di altre abilità scolastiche di tipo strumentale (scrittura, calcolo), nell'ambito di capacità cognitive generali nella norma. La lettura delle persone con dislessia risulta molto lenta e faticosa e non raggiunge l'automaticità propria di questa funzione, ostacolando la loro attività di studio. In molti casi la difficoltà di lettura e scrittura non viene riconosciuta come caratteristica neurobiologica della persona e viene attribuita a mancanza di impegno dello studente con conseguenze spesso molto negative sulla carriera scolastica e sulla stima di sé, limitando le potenzialità di sviluppo dell'individuo anche in ambito lavorativo. Nei casi non riconosciuti e quindi non correttamente affrontati, queste difficoltà si traducono frequentemente in un abbandono scolastico, o nella scelta di un percorso formativo e poi di attività lavorative decisamente inferiori alle reali capacità dell' individuo. Senza dimenticare che spesso in questi soggetti si registra un'aumentata incidenza di disturbi psicopatologici associati, per esempio depressione e ansia.
Proprio per affrontare questi problemi, operando innanzitutto per diffondere la conoscenza del fenomeno della dislessia, l'Università di Pisa si è impegnata da quest'anno accademico per attivare lo Sportello Dislessia, situato al Polo Fibonacci in Largo Bruno Pontecorvo 3, cui ci si può rivolgere scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonando allo 050/2213434 o 050/2213609.
Bando FIRB 2013 - documenti
Quando a twittare è la pubblica amministrazione
La valenza comunicativa dei social network è ormai da tempo una realtà e sempre di più la comunicazione pubblica ne viene influenzata. In un incontro organizzato al dipartimento di Civiltà e forme del sapere dell'Università di Pisa si è discusso di come le nuove tecnologie stiano cambiando il sistema della comunicazione all'interno delle istituzioni e delle aziende pubbliche. L'iniziativa ha preso spunto dalla pubblicazione del libro "Cittadini di Twitter" di Francesco Di Costanzo (Indiscreto Editore), il primo libro italiano scritto sulla comunicazione via Twitter delle aziende di servizio pubblico locale e ha visto la partecipazione, oltre all'autore del libro, di Alessandro Polsi, direttore del dipartimento di Civiltà e forme del sapere dell'Università di Pisa, Adriano Fabris, presidente del Centro Interdisciplinare di ricerche e di servizi sulla Comunicazione e docente dell'Università di Pisa, Roberto Bernabò, direttore de Il Tirreno, Maria Chiara Carrozza, deputata della Repubblica, Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana.
«La nuova frontiera della comunicazione pubblica passa oggi attraverso i social network e Twitter è uno strumento essenziale in questa strategia – ha spiegato il professor Adriano Fabris - Sappiamo però che in Italia siamo ancora indietro. Auguriamoci che anche grazie a questo libro che stiamo presentando, il quale prende in esame alcune buone pratiche di enti pubblici, l'uso dei social network possa diventare pratica comune tra ente pubblico e cittadino».
Nel corso dell'incontro-dibattito è emerso come oggi le nuove tecnologie della comunicazione, con la forte e costante presenza dei social network, accompagnino e sviluppino il dialogo e la partecipazione fra istituzioni, aziende e cittadini. Il loro uso tuttavia richiede attenzione, costanza e competenza per non compromettere la loro efficacia e non degradare il rapporto comunicativo con un sovraccarico di espressioni e di informazioni autoreferenziali che peggiorano la tendenza alla contrapposizione che emerge nella rete. In Italia stiamo rincorrendo altri Paesi europei ed extraeuropei che da tempo stanno scommettendo su questa forma di comunicazione. Oggi c'è grande fermento e anche le istituzioni e le aziende stanno iniziando a puntare sulla nuova comunicazione. La Toscana in questo è regione attiva e ai vertici della classifica nazionale.
«Il dibattito sul doverci essere o meno - ha spiegato Francesco Di Costanzo - è secondo me superato, oggi le istituzioni e le aziende pubbliche hanno il dovere di sbarcare su Twitter e sui social per comunicare con i cittadini. Su Twitter, il mezzo più efficace e in costante crescita, in Italia siamo all'anno zero nel servizio pubblico locale con soli 20 profili su migliaia di aziende, con la Toscana fortunatamente al primo posto con 7 account attivi. Un po' meglio va per i Comuni, ma l'ordine di grandezza resta di circa 300 su 8091, ancora pochi. Chi non c'è, è l'ora che si attrezzi, chi c'è studia come implementare la sua presenza che sta dando ottimi frutti».
La neo deputata Maria Chiara Carrozza ha portato la sua testimonianza diretta dal mondo della politica: "In un momento in cui è necessario recuperare il rapporto con i cittadini e con i territori, le nuove tecnologie - e i social network in particolare - rappresentano uno strumento utile per raggiungere di nuovo le persone. Naturalmente il politico o il comunicatore istituzionale deve stare molto attento, soprattutto con i 140 caratteri di Twitter, perché il rischio di incorrere in errori è molto alto: serve autocontrollo, è necessario usare un linguaggio giusto e misurato, non scivolare nell'insulto o nel messaggio "violento". Nostro dovere è dare il buon esempio riuscendo a essere oggettivi, esprimere comunque la nostra opinione senza manipolare".
Dopo l'intervento di Roberto Bernabò – incentrato sulla rivoluzione che le nuove tecnologie hanno portato nel mondo dell'informazione e nei giornali in particolare - al centro della discussione sono state anche le aziende pubbliche, in particolare quelle del settore dei servizi pubblici locali, alcune delle quali in Toscana hanno già cominciato a sperimentare i social network e Twitter in particolare per le loro attività di comunicazione e di informazione verso gli utenti: «Le nuove tecnologie - ha detto Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana - non sono ancora strumenti standard con istruzioni per l'uso facilmente applicabili, ma devono essere aggiustate e registrate alle modalità operative e alle esigenze delle singole aziende. Per questo è importante uno scambio continuo di informazioni fra chi ha cominciato a utilizzarle, proprio per mettere a punto le procedure migliori per ottenere la massima efficacia".
Elezione dei Coordinatori dei Corsi di Dottorato di ricerca
La seguente rassegna ha lo scopo di illustrare i principali adempimenti e le disposizioni che regolano le elezioni dei Coordinatori dei dottorati di ricerca oltre a quella di fornire una modulistica in fondo allegata che ne agevoli le relative procedure.
Quando si vota?
Si vota in caso di:
- scadenza naturale del mandato
- interruzione del mandato
Chi indice le elezioni? (Art. 6, comma 3 del regolamento di Ateneo sul dottorato di ricerca e art.49.3 dello statuto)
Ai sensi dell'articolo 6, comma 3 del regolamento di Ateneo sul dottorato di ricerca, al fine dell’avvio delle procedure annuali di accreditamento (o verifica dei requisiti) presso il MUR relative ai corsi di dottorato di ogni ciclo, le elezioni per il rinnovo della carica possono essere effettuate sin dal mese di febbraio dell’anno di scadenza del mandato del coordinatore uscente, che terminerà comunque il proprio mandato alla data della scadenza naturale. Ai sensi dell'articolo 49, comma 3bis dello statuto di Ateneo le elezioni sono indette dal coordinatore del collegio dei docenti in carica. In caso di interruzione anticipata del mandato del coordinatore, il decano dei professori ordinari del collegio fissa le elezioni per il rinnovo della carica che devono concludersi entro sessanta giorni dall'avvenuta interruzione dello stesso.
Chi vota? (Art. 6, c. 2, 3, 6 e 7 del regolamento di Ateneo sul dottorato di ricerca)
Il Coordinatore è eletto dal collegio dei docenti con le modalità previste nello Statuto di Ateneo per l'elezione dei presidenti dei corsi di studio.
Il Collegio dei docenti, nel rispetto, ove possibile, dell’equilibrio di genere, è formato da almeno dodici componenti, appartenenti ad ambiti scientifici coerenti con gli obiettivi formativi del corso. La composizione e le funzioni del Collegio sono stabiliti dalla normativa vigente (art. 4, c. 1, lett. a, punto 1 e art. 6, DM) e dal presente regolamento. Per ciascun ciclo di dottorato, la composizione del Collegio dei docenti è deliberata annualmente, nel rispetto di quanto previsto dal regolamento interno del corso, dal Collegio stesso che valuta il possesso dei requisiti prescritti dalla legge (artt. 4 e 6, DM).
Chi può essere eletto? (Art. 6, c. 3 del regolamento di Ateneo per il dottorato di ricerca)
Il Coordinatore di dottorato è scelto tra i professori del collegio di prima fascia a tempo pieno. In caso di motivato impedimento o rinuncia di questi ultimi alla carica, o per l’ipotesi in cui nessun professore ordinario risulti eletto in ogni turno, il coordinatore è scelto tra i professori di seconda fascia a tempo pieno del collegio, in possesso di una elevata qualificazione scientifica, attestata sulla base dei requisiti previsti dalla normativa vigente per l’accesso alle funzioni di professore di prima fascia.
Come deve essere composta la commissione di seggio?
La commissione di seggio è composta da almeno tre membri scelti dal decano che individua tra loro il Presidente, il segretario e lo scrutatore.
Come si svolgono le elezioni? (Art. 6, c. 3 let.a) del regolamento di Ateneo per il dottorato di ricerca che rinvia all’ 33.4 dello statuto)
Le elezioni del Coordinatore si svolgono a scrutinio segreto. Il Coordinatore è eletto a maggioranza degli aventi diritto nella prima votazione e a maggioranza assoluta dei votanti nella seconda. In caso di mancata elezione alla seconda votazione si procede al ballottaggio fra i due candidati che abbiano riportato il maggior numero di voti. Ogni turno di votazione è valido solo se vi abbia partecipato almeno la metà degli aventi diritto.
Quanto dura il mandato? (Art. 6, c.3 let.d) del regolamento di Ateneo per il dottorato di ricerca e art. 49 dello statuto)
Il mandato dura tre anni accademici con possibilità di rielezione per non più di due volte consecutive;
Ai fini della rieleggibilità, un ulteriore mandato può essere svolto solo dopo che sia trascorso un periodo di tempo pari almeno alla durata nominale del mandato.
In caso di dimissioni o decadenza anticipata dalla carica, la durata del mandato del nuovo eletto viene decurtata della frazione di anno accademico già trascorsa.
Ai fini dell'ineleggibilità il mandato interrotto è considerato indipendentemente dalla sua durata.
Incompatibilità (art. 50.4 e 5 dello statuto)
Il coordinamento di un corso di dottorato di ricerca è incompatibile con la carica di rettore e direttore di dipartimento.
In ogni caso non è possibile assumere la responsabilità di più strutture didattiche della medesima tipologia.
Chi, ricoprendo una carica in un organo dell'Università sia eletto a una carica incompatibile con la prima deve optare entro tre giorni per una delle due cariche.
Incompatibilità ex punto 5.4 delle Linee guida per la concessione dei congedi per motivi di studio e ricerca di cui all’art. 17 D.P.R. 382/80 (anno sabbatico), art. 10 della legge n. 311/58 e art.8 della legge n. 349/58
Il congedo per attività di studio e ricerca così come l’alternanza, qualora superino i tre mesi, sono incompatibili con la carica di presidente del consiglio di corso di studio. Se si verifica tale incompatibilità, il docente interessato deve rinunciare formalmente alla carica rivestita.
La decadenza è sancita con decreto del rettore.
Vice coordinatore? (Art. 4,c.3 - let. e) del regolamento di Ateneo per il dottorato di ricerca)
Il Coordinatore può designare come vicecoordinatore, con proprio provvedimento, un professore o ricercatore a tempo indeterminato che sia membro del collegio. Il vicecoordinatore può essere individuato tra i professori e i ricercatori di altro ateneo solo nel caso in cui il coordinatore eletto appartenga all’Università di Pisa. Trattandosi di un rapporto fiduciario, la durata del mandato del Vice è legato a quello del Coordinatore.
La modulistica di seguito allegata non ha in ogni caso carattere vincolante.
Elezioni dei Direttori delle Scuole di specializzazione
La seguente rassegna ha lo scopo di illustrare i principali adempimenti e le disposizioni che regolano le elezioni dei Direttori dei Centri interdipartimentali oltre a quella di fornire una modulistica in fondo allegata che ne agevoli le relative procedure.
Si procede al voto in caso di: (Art. 49.3 dello statuto)
- scadenza naturale del mandato
- interruzione del mandato
Indizione delle elezioni
Nei sei mesi antecedenti la scadenza del mandato, ovvero nei trenta giorni dall'interruzione, il decano dei professori ordinari fissa la data delle elezioni per il rinnovo della carica che devono concludersi entro la scadenza naturale del precedente mandato, oppure entro sessanta giorni dalla avvenuta interruzione dello stesso. Il primo turno elettorale deve svolgersi almeno trenta giorni prima della scadenza del mandato.
Elettorato attivo
Il direttore è eletto dai membri del consiglio della scuola
Elettorato passivo
Per le scuole dell’area sanitaria, il direttore è eletto tra i professori dell’Università di Pisa a tempo pieno che fanno parte del consiglio della scuola di specializzazione, che afferiscono al medesimo settore scientifico-disciplinare caratterizzante la tipologia della scuola di specializzazione e che svolgono attività didattica all’interno della scuola e attività assistenziale istituzionale. Nel caso di settori scientifico-disciplinari multipli caratterizzanti la tipologia della scuola di specializzazione, può essere eletto direttore della scuola di specializzazione un professore a tempo pieno, afferente ad uno dei suddetti settori, che svolga attività didattica all’interno della scuola e attività assistenziale istituzionale. In caso di indisponibilità dei professori a tempo pieno l’elettorato passivo è esteso ai professori a tempo definito.
Per le scuole dell’area veterinaria, dell’area della tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio culturale l’elettorato passivo è attribuito, di norma, ai professori di prima fascia della scuola. In caso di motivato impedimento, possono essere eletti i professori di seconda fascia (artt. 16 e 94 del D.P.R. 382/80 richiamati dall'art. 8 del D.P.R. 162/82). Sul punto vedi anche delibera del senato accademico n. 428 del 20 luglio 1999. Per le scuole dell’area veterinaria, l'eletto deve appartenere al settore scientifico disciplinare la tipologia della scuola. Nel caso di multipli settori scientifico disciplinari di riferimento, l'eletto potrà appartenere ad uno dei settori compresi nell'ambito specifico della tipologia della scuola (vedi Decreto del MIUR del 27 gennaio 2006 relativo al riassetto delle scuole di specializzazione dell’area veterinaria).
Per la scuola per le professioni legali le elezioni del Direttore sono disciplinate con D.M. 21 dicembre 1999, n. 537
Chi risulta eletto deve essere in possesso dei requisiti richiesti al momento dell’elezione a pena di ineleggibilità e i requisiti devono essere mantenuti per tutta la durata del mandato a pena di decadenza
Restano ferme le cause di esclusione dall’elettorato attivo e passivo previste nel regolamento generale di ateneo (art. 5)
Commissione di seggio
La commissione di seggio è composta da almeno tre membri, nominati dal decano con proprio provvedimento, individuando tra loro il presidente, il segretario e lo scrutatore. Le modalità elettive indicate nel provvedimento possono indicare due diverse opzioni:
- per ogni turno di votazione, il decano invia un'apposita comunicazione a tutti i membri del consiglio della scuola, da spedire almeno 5 giorni prima della data delle votazioni;
- il decano indica, fin dall'inizio e con un'unica comunicazione, le date relative ai tre turni di votazione. In questo caso, nel rispetto delle tempistiche definite dallo statuto, non sono previsti termini minimi tra i vari turni.
Modalità di voto, quorum e maggioranze
In assenza di una normativa statutaria specifica, trovano applicazione le disposizioni di ateneo relative alle cariche direttive. Pertanto le elezioni del direttore si svolgono a scrutinio segreto e ogni turno di votazione è valido solo se vi abbia partecipato almeno la metà degli aventi diritto.
Nella prima votazione, per essere eletti, è richiesta la maggioranza assoluta degli aventi diritto; nella seconda votazione la maggioranza assoluta dei votanti.
Nel caso di mancata elezione dopo la seconda votazione, si ricorre al ballottaggio fra i due candidati che abbiano riportato il maggior numero di voti nell’ultima votazione.
In caso di parità risulta eletto il candidato con maggiore anzianità nel ruolo e in caso di ulteriore parità il più giovane di età.
Mandato
Il direttore è nominato con decreto del rettore e dura in carica tre anni accademici, salvo la scuola per le professioni legali per la quale è previsto un mandato di quattro anni accademici (D.M. 21 dicembre 1999, n. 537. Non sono previsti limiti alla riconferma del direttore e/o coordinatore uscente.
In caso di dimissioni o decadenza anticipata dalla carica, la durata del mandato del nuovo eletto è ridotta rispetto a quella prevista dallo statuto della frazione di anno necessaria a far coincidere il termine del mandato con la fine dell’anno accademico, fatta eccezione per la scuola per le professioni legali per la quale la durata del mandato del nuovo eletto non può eccedere il termine di scadenza del consiglio che lo ha eletto.
Incompatibilità (art. 50.2, lett. c dello statuto)
Ai sensi, la carica è incompatibile con quella di rettore, componente del senato accademico e del consiglio di amministrazione
In ogni caso non è possibile assumere la responsabilità di più strutture didattiche scientifiche e di servizio della medesima tipologia
Incompatibilità ex punto 5.4 delle Linee guida per la concessione dei congedi per motivi di studio e ricerca di cui all’art. 17 D.P.R. 382/80 (anno sabbatico), art. 10 della legge n. 311/58 e art.8 della legge n. 349/58
Il congedo per attività di studio e ricerca così come l’alternanza, qualora superino i tre mesi, sono incompatibili con la carica di direttore della scuola di specializzazione. Se si verifica tale incompatibilità, il docente interessato deve rinunciare formalmente alla carica rivestita.
La decadenza è sancita con decreto del rettore.
Vicedirettore
In assenza di una normativa statutaria specifica, trovano applicazione le disposizioni di ateneo relative alle cariche direttive. Il direttore può designare come suo vice un professore o un ricercatore dell'Università di Pisa che sia membro del consiglio della scuola.
Il vicedirettore è revocato con decreto del rettore su richiesta del direttore.
La modulistica di seguito allegata non ha in ogni caso carattere vincolante.