Si laureano i primi tre professionisti del network
Una figura professionale nuova nel panorama professionale nazionale, capace di progettare e realizzare infrastrutture hardware-software distribuite innovative: si sono laureati a Pisa i primi tre "professionisti del network" che hanno frequentato il corso di laurea magistrale in "Informatica e Networking", istituito da Università di Pisa e Scuola Superiore Sant'Anna. Venerdì 16 dicembre 2011 Alberto Bandettini (26 anni, di Lucca), Tiziano De Matteis (24 anni, di Lecce) e Fabio Luporini (24 anni, di Lucca) hanno discusso la loro tesi di laurea nell'Aula Magna nuova del Palazzo della Sapienza, laureandosi con 110 e lode. La proclamazione è avvenuta alla presenza del vicedirettore della Scuola Sant'Anna, Pierdomenico Perata, e del prorettore alla Didattica dell'Università di Pisa, Paolo Mancarella.
Le tesi discusse toccano argomenti di ricerca particolarmente avanzata – metodologie di progettazione, modelli di programmazione valutazione delle prestazioni di architetture parallele - e forniscono un contributo rilevante nel settore dei sistemi di elaborazione ad alte prestazioni. La commissione di laurea era composta da Marco Vanneschi, del dipartimento di Informatica, presidente del corso di laurea e relatore delle tre tesi, Piero Castoldi, della Scuola Superiore Sant'Anna e vicepresidente del corso di laurea, Giancarlo Prati, direttore dell'Istituto di tecnologie della comunicazione, dell'informazione e della percezione della Scuola Superiore Sant'Anna, Marco Danelutto, del dipartimento di Informatica, e Stefano Giordano, del dipartimento di Ingegneria dell'informazione, in rappresentanza dei tre dipartimenti e istituti che partecipano al corso di laurea.
Il corso di laurea, che è tenuto totalmente in lingua inglese e annovera tra i suoi studenti alcune decine di stranieri, è riservato ogni anno a 40 studenti provenienti dalle lauree in Informatica, Ingegneria informatica e Ingegneria delle telecomunicazioni o ad altre lauree che soddisfino i requisiti curriculari minimi. Attivato nell'anno accademico 2009-2010, il corso produrrà nei prossimi mesi diversi altri laureati.
"La figura professionale dei laureati in Informatica e Networking è caratterizzata da un nuovo modo di integrare le due discipline (appunto l'Informatica e il Networking) che, seppur entrambe nell'ambito dell'ICT (Information and Communication Technology), sono state tradizionalmente tenute distinte a livello scientifico e didattico", spiega il professor Marco Vanneschi.
"Oggi, e nell'immediato futuro, è invece richiesta la capacità di progettare, in modo innovativo, sistemi ed applicazioni nei quali le due discipline siano fuse intimamente", continua Vanneschi. "Molte aziende e istituzioni, oltre al mondo della ricerca, richiedono questo tipo di competenza in Italia e, in particolare, nelle sedi internazionali più qualificate, anche grazie al fatto che il corso di laurea è internazionale". "È motivo di grande soddisfazione vedere i primi laureati di questo corso di laurea magistrale, che hanno brillantemente completato un percorso formativo, fortemente interdisciplinare e altamente selettivo", aggiunge il professor Piero Castoldi.
I primi tre laureati, e quelli che seguiranno nei prossimi mesi, sono già stati contattati da aziende e laboratori di ricerca e sviluppo avanzata. Inoltre, nell'ambito della collaborazione tra dipartimento di Informatica e società LIST di Pisa, sono state assegnate, in questi giorni, otto borse di approfondimento a studenti del primo e del secondo anno: a testimoniare dell'importanza che una certa parte del mondo industriale più avanzato attribuisce alla capacità di studio e di ricerca innovativa.
Ne hanno parlato:
A Scienze politiche un convegno su teoria e metodologia delle scienze sociali
Il 19 e 20 dicembre, nell'Aula magna della facoltà di Scienze politiche in via Serafini 3, si terrà un convegno dal titolo "Il Positivismusstreit 50 anni dopo: riflessioni e prospettive per la teoria sociale". La due giornate di studi saranno articolate in quattro sessioni: la prima, in programma nella mattinata del 19 dalle ore 9.30, si occuperà di "Teoria critica e Positivismo tra passato e presente" e sarà presieduta dal professor Mario A. Toscano; nel pomeriggio, a partire dalle 15.30, il professor Andrea Borghini, introdurrà la sessione dedicata a "Teoria critica e razionalismo critico e confronto". La mattinata del 20 dicembre, sempre alle 9.30, il professor Vincenzo Mele presiederà la sessione incentrata su "Prospettive e nuove metodologie per le scienze sociali". Alle 11 seguirà una tavola rotonda su "Dialettica e Positivismo nel XXI secolo". Partecipano: Klaus Lichtblau, Ersin Yildiz, John Wettersten, Alessandro Bruschi, Vincenzo Mele, Andrea Salvini, Andrea Borghini, Luca Corchia. Gabriele De Angelis, Peter Weber".
Nel 1961 a Tubinga in Germania ebbe luogo una celebre disputa filosofica tra Razionalismo critico (rappresentato da Karl Popper e Hans Albert) e Scuola di Francoforte (di cui fu esponente principale in quell'occasione Theodor W. Adomo). Tema centrale di discussione fu la metodologia delle scienze sociali e lo status dei valori in esse. Il dibattito proseguì negli anni successivi e vide aggiungersi altri protagonisti intellettuali del tempo, come Jürgen Habermas.
A distanza di 50 anni, il convegno di Pisa intende celebrare quell'evento, che rappresentò un momento di confronto tra due prestigiose tradizioni di pensiero, e sviluppare un dibattito, alla presenza di illustri relatori, per delineare le tendenze contemporanee nella teoria e metodologia delle scienze sociali.
Un vivaio per la “riforestazione” dei fondali marini
Unico in Europa, a Rosignano Solvay (Livorno) c'è un vivaio dell'Università di Pisa dove, grazie ad un metodo innovativo, si riproducono piante per la "riforestazione" dei fondali marini. L'equipe del dipartimento di Biologia, diretta dal professor Claudio Lardicci e dalla dottoressa Elena Balestri, che conduce ricerche nel Laboratorio di Biologia Marina di Villa Celestina a Castiglioncello, ha brevettato un metodo per produrre nuovi esemplari di Posidonia oceanica a partire dalle piante marine spiaggiate, considerate dalla normativa vigente "rifiuto urbano". La ricerca, frutto di anni di sperimentazione, è stata realizzata anche grazie al contributo finanziario della società Solvay Chimica Italia di Rosignano Solvay e della Provincia di Livorno.
"Il sistema che abbiamo brevettato nel 2005 e che abbiamo recentemente perfezionato – spiega Elena Balestri - è in grado di fornire consistenti quantità di piante a partire dai frutti e dai frammenti di rizoma che si distaccano naturalmente dalle praterie e si depositano sulle spiagge con le mareggiate".
L'impiego di questo materiale in programmi di riforestazione offre nuove opportunità e presenta numerosi vantaggi rispetto alle tecniche di tradizionali che prevedono invece l'uso di materiale vegetativo estirpato da "praterie" marine sane, cosiddette "donatrici". Questi prelievi, consentiti in Italia solo previa autorizzazione ministeriale, rischiano di innescare processi erosivi nelle praterie donatrici e quindi vanno di fatto ad amplificare, invece che ridurre, i fenomeni regressivi provocati da fattori antropici e naturali già in atto in tutto il bacino del Mediterraneo.
"Il vivaio allestito presso l'impianto di Maricoltura S.r.l di Rosignano Solvay – continua Elena Balestri - è capace di ospitare centinaia esemplari di Posidonia oceanica e di Cymodocea nodosa. I risultati dello studio sono stati pubblicati recentemente su una delle più importanti riviste scientifiche di ecologia (Biological Conservation 2011, 144:1644-1654) e dimostrano che gli esemplari prodotti hanno la capacità di riadattarsi all'ambiente naturale, anche dopo anni di permanenza in vivaio, e quindi possono essere effettivamente impiegati per la riforestazione di fondali marini degradati.
A Palazzo Blu e in Sapienza un convegno sul particolarismo giuridico
Il 16 e 17 dicembre il dipartimento di Diritto Privato "Ugo Natoli" dell'Università di Pisa organizza un convegno di studi dal titolo "Vicende del particolarismo giuridico dall'Unità ad oggi". La prima giornata si svolgerà nell'Auditorium di Palazzo Blu a partire dalle ore 9, mentre i lavori del 17 dicembre saranno ospitati nell'Aula magna storica del Palazzo della Sapienza dalle ore 9.30.
Il convegno, che è la naturale prosecuzione di quello organizzato dal dipartimento nel 2001 sul tema delle fonti, intende declinare le forme in cui oggi si articola e si invera il particolarismo giuridico all'interno delle diverse aree culturali privatistiche (diritto privato generale, diritto agrario, diritto del lavoro), raffrontandole con la dimensione che il particolarismo ha assunto nella storia delle idee giuridiche. Infatti, nonostante un sistema delle fonti apparentemente statico e centralistico, i 150 anni dall'Unità d'Italia ad oggi sono percorsi, nei vari settori dell'ordinamento giuridico, da fermenti "particolaristici" che si muovono a mo' di fiumi carsici sotto la superficie e sono destinati a riaffiorare in alcuni tornanti della storia in cui si segnalano nuove esigenze regolative.
Si tratta talvolta di abbozzi di idee o di filoni di valenza solo culturale, oppure di nuove prospettive di regolazione dei rapporti sociali specificamente tradotte in riforme legislative (si pensi anche solo alla modifica dell'art. 117 Cost. che riarticola in modo nuovo i rapporti tra le fonti, centrali e locali, di produzione delle leggi o alle nuove prospettive di unificazione e standardizzazione delle regole giuridiche che derivano dall'ordinamento europeo). Il convegno intende riflettere su questi fermenti attraverso un dibattito a più voci, che consenta di cogliere, nell'ambito delle discipline privatistiche, le nuove intonazioni del particolarismo giuridico.
Per "particolarismo giuridico" – la definizione è di Giovanni Tarello – si intende «la mancanza di unitarietà e di coerenza dell'insieme di leggi vigenti in una data sfera spazio-temporale, individuata in seguito ad un giudizio di valore secondo il quale in quella stessa sfera vi "dovrebbe" essere, o "ci si aspetterebbe" vi fosse, unità e coerenza di leggi». L'espressione contrappone una disciplina normativa erratica e multiforme al grande sviluppo della codificazione che a cavallo fra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo ha favorito lo sviluppo dell'economia di mercato. Attraverso la codificazione non si è realizzato solo un processo di semplificazione delle regole, ma le si è universalizzate sia sul piano oggettivo sia, soprattutto, su quello soggettivo, procedendo alla fondamentale unificazione del soggetto di diritto. Anche il codice civile italiano di pochi anni successivo all'Unità – e ricalcato su quello napoleonico – è ascrivibile, in misura rilevante, a questo grandioso processo storico.
Le migliori idee di impresa dei giovani premiate all’Open Day della ricerca dell’Università di Pisa
Sono sei le idee d'impresa sviluppate dai giovani dottorandi dell'Università di Pisa premiate all'Open Day della ricerca in corso a Palazzo Reale nelle giornate del 14 e 15 dicembre 2011. I ragazzi, che ora potranno potenziare il loro progetto di start up in un'azienda, hanno vinto un premio di 4.500 euro e a quattro di loro è stato assegnato un contributo ulteriore di 2.250 euro per svolgere lo stage all'estero. Dopo i saluti del rettore Massimo Augello e del prorettore per la Ricerca applicata e l'innovazione Paolo Ferragina, è intervenuto il comico Paolo Migone, che ha proposto uno sketch sulla vita studentesca a Pisa, basata anche sui suoi ricordi di studente di Agraria, e sulle difficoltà da affrontare fino all'agognata conquista della laurea.
I progetti dei giovani si collocano nei più diversi ambiti scientifici, dalle tecnologie internet, alla medicina, alla bioingegneria e robotica, alle neuroscienze. I ragazzi premiati hanno partecipato tra aprile e ottobre alla prima edizione del percorso PHD plus, l'iniziativa dell'Ateneo pisano che mira a favorire la diffusione dello spirito imprenditoriale tra i giovani studiosi e la valorizzazione commerciale delle idee innovative. Nell'evento della premiazione sono anche stati consegnati gli attestati di partecipazione ai 36 ragazzi che hanno seguito il corso PHD plus.
Le start up che hanno ricevuto il premio sono "e-Spres 3D" di Sara Condino – già prima classificata alla Start Cup Toscana lo scorso ottobre - che sviluppa sistemi e servizi di alto profilo tecnologico per la pianificazione, simulazione, esecuzione di interventi chirurgici; "mYriadi" di Matteo Maria Andreozzi, che sviluppa tecnologie di esplorazione, misurazione e mappatura della rete internet; "BioCare Provider" di Francesca Sernissi, che progetta software e dispositivi elettronici per l'assunzione di farmaci; "Qbrobotics" di Manolo Garabini, che si occupa di ricerca e sviluppo nell'ambito della bioingegneria e della robotica; "ISIview" di Anna Gaglianese, che ha inventato un dispositivo portatile che utilizza la tecnologia a ultrasuoni per il riconoscimento rapido di ostacoli, per utenti ciechi e ipovedenti; "MoMiLab" di Nevio Dubbini, che compie indagini neuroscientifiche per capire e orientare il comportamento dei consumatori nella scelta dei prodotti.
Sostenitori del premio sono stati Assefi – Agenzia speciale della Camera di Commercio di Pisa, la Camera di Commercio di Lucca, la Cassa di Risparmi di Lucca-Pisa-Livorno e la Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno.
A Palazzo Reale la ricerca dell’Università di Pisa si tocca con mano
L'Università di Pisa ha aperto le porte dei suoi laboratori e presentato idee, persone e progetti nel primo Open Day della ricerca, un evento organizzato per mercoledì 14 e giovedì 15 dicembre nella prestigiosa cornice di Palazzo Reale. Accolti al piano terra dal prototipo del velivolo ultraleggero "PrandtPlane" e dalla monoposto della squadra E-Team, i visitatori hanno potuto assistere alle presentazioni di alcuni progetti di ricerca e girare tra gli stand, dove docenti e giovani allievi hanno illustrato e fatto "toccare con mano" i prodotti dei loro studi.
Tra gli stand più frequentati, quello dove si potevano valutare le proprie capacità olfattive e di gusto testando vino e sostanze di diverso sapore, quello dove si doveva distinguere tra pane biologico e pane convenzionale entrambi prodotti con i grani del Centro "Enrico Avanzi", quello dei tessuti trattati con coloranti naturali derivanti da piante, quello dei nuovi materiali plastici creati dal riciclo e da fonti rinnovabili.
"Questo primo Open Day che l'Università di Pisa organizza sul tema della ricerca - ha dichiarato in apertura il rettore Massimo Augello - ha l'obiettivo di rafforzare e valorizzare il dialogo tra Ateneo e cittadini, nella consapevolezza che sempre più il mondo dell'università e della ricerca deve uscire dal ristretto circuito degli specialisti e aprirsi al territorio e alle sue diverse realtà economiche e imprenditoriali. Si è trattata di una prima esperienza, che intendiamo riproporre in futuro, trasformandola in un appuntamento fisso in cui i cittadini, gli studenti e gli operatori economici possano vedere da vicino i frutti del nostro lavoro".
Dal sistema salva pizze da asporto alla luce sui caschi
Il 14 dicembre 2011 alle 9 nell'aula magna della Facoltà di Ingegneria si tiene la prima edizione di "Pimp My Firm". L'evento ha l'obiettivo di far incontrare imprese ed ingegneri laureandi. Gli studenti avranno l'occasione di presentare i prodotti e i servizi da loro progettati e le aziende potranno cogliere l'occasione per sviluppare nuove ed allettanti prospettive di business.
L'idea dell'evento è nata in seguito all'interesse di alcune imprese per due progetti la cui produzione sarà avviata in futuro. Si tratta di un sistema per assorbire l'umidità che si genera nei cartoni delle pizze consegnate a domicilio e di un nuovo casco da sci in cui è stato integrato un sistema di illuminazione che riduca la possibilità di incidenti dovuti alla bassa visibilità in montagna in caso di nebbia.
Introducono la mattinata il professore Andrea Bonaccorsi con un intervento su ricerca, università e aziende ed il professore Paolo Ferragina che parlerà dell'attività di trasferimento tecnologico dell'Ateneo pisano. A seguire i professori Gino Dini e Marco Beghini presenteranno i corsi di Ingegneria Gestionale e Meccanica. Quindi le aziende avranno l'opportunità di esporre i loro prodotti/servizi, nonché il loro approccio alla ricerca, allo sviluppo ed all'innovazione.
Le istituzioni universitarie e il Sessantotto
Il Centro Interuniversitario per la Storia delle Università Italiane (CISUI), con la collaborazione della facoltà di Scienze politiche dell'Università di Pisa, promuove a Pisa il convegno internazionale di studi "Le istituzioni universitarie e il Sessantotto", in programma il 15 e 16 dicembre nell'Aula Magna Storica del Palazzo della Sapienza. Il convegno mira anzitutto ad indagare un aspetto fin qui solo in parte analizzato dagli studiosi della storia del Sessantotto, ovvero quello configurato dall'azione sviluppata dagli organi istituzionali degli atenei, dalle autorità accademiche, dalle associazioni – sindacali e non – che rappresentavano docenti, assistenti, incaricati e studenti negli anni delle agitazioni studentesche.
Per la prima volta, dunque, si non si proporrà una storia della rivolta studentesca avviatasi a partire dalla fine degli anni Sessanta, ma si concentrerà l'attenzione in maniera sistematica su come le istituzioni universitarie e le autorità accademiche (ministri, rettori, membri del Senato Accademico, presidi, singoli docenti, sindacati, formazioni politiche studentesche) reagirono di fronte alle sollecitazioni che provenivano in primo luogo dal mondo studentesco. Un mondo studentesco impegnato in occupazioni, manifestazioni e cortei, ma anche nell'elaborazione di importanti documenti teorici, come le "Tesi della Sapienza", che segnarono la storia del Sessantotto e vennero elaborate proprio nel Palazzo della Sapienza di Pisa nel febbraio 1967.
Il convegno, la cui organizzazione scientifica è stata curata da Romano Paolo Coppini e Alessandro Breccia dell'Università di Pisa, e da Marzio A. Romani dell'Università Bocconi di Milano, si aprirà il 15 dicembre alle 9 proponendo un confronto tra il contesto internazionale e il caso italiano. La prima sessione ospiterà in primo luogo gli interventi di Roger Geiger, docente presso l'Università della Pennsylvania, che tratterà di quanto accadde negli Stati Uniti, e di Jean-Philippe Legois (Centro di Studi di Aubervilliers, Francia), che invece traccerà un quadro di quanto avvenuto in Europa, in particolare in Francia e Germania. Due i successivi interventi, dedicati al caso italiano: Francesco Bonini, dell'Università di Teramo, analizzerà i falliti tentativi di riforma del sistema universitario nazionale dal secondo dopoguerra fino alle mobilitazioni del Sessantotto, mentre Umberto Carpi, dell'Università di Pisa, proporrà una ricostruzione del declino delle rappresentanze "istituzionali" di docenti, assistenti e soprattutto studenti.
La seconda sessione, nel pomeriggio del 15 dicembre, sarà interamente dedicata a un caso decisivo nella storia del Sessantotto italiano, quello milanese, con interventi dedicati a tutti gli atenei del capoluogo lombardo (Marzio A. Romani si occuperà dell'Università Bocconi, Luciano Pero dell'Università Cattolica, Giancarlo Consonni del Politecnico, Brunello Vigezzi della Statale), mentre la terza sessione ospiterà un'ampia panoramica su quanto avvenne nei principali atenei della penisola interessati dalle agitazioni del Sessantotto, con relazioni dedicate alle vicende di Pisa (Alessandro Breccia dell'Università e Paola Carlucci della Scuola Normale), Padova (Alba Lazzaretto e Paola Caldognetto), Roma (Marco Paolino e Tommaso Dell'Era), Trento (Vincenzo Calì), Torino (Diego Giachetti), Pavia (Pierangelo Lombardi). Il 15 dicembre l'Università di Pisa ospiterà anche la riunione semestrale nazionale dei delegati degli 24 atenei italiani che aderiscono al CISUI.
Concerto di Natale del coro dell’Università
Il coro dell'Università di Pisa si esibirà giovedì 15 dicembre alle ore 21.15 nella chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno con il tradizionale concerto di Natale. Il programma prevede quest'anno la cantata natalizia "Das neugeborne Kindelein" di Dietrich Buxtehude, quattro canti natalizi di autori contemporanei e una serie di canti popolari della tradizione natalizia europea e americana. Allo spettacolo parteciperanno l'Orchestra dell'Università e la pianista Chiara Mariani. A dirigere il maestro Stefano Barandoni.
Il “Campano d’oro” assegnato a Lamberto Maffei, presidente dell’Accademia nazionale dei Lincei
"Il professor Maffei è stato un costante punto di riferimento per tutta la comunità scientifica pisana, ha contribuito a far circolare nella nostra Università ricercatori di respiro nazionale e internazionale, tra cui diversi Premi Nobel, realizzando quel processo di "disseminazione" di idee e intuizioni che, anche attraverso il lavoro dei suoi allievi, hanno avuto esiti significativi". È così che il rettore Massimo Augello ha presentato Lamberto Maffei, presidente dell'Accademia nazionale dei Lincei, a cui lunedì 12 dicembre, nel Palazzo della Sapienza di Pisa, è stato assegnato il "Campano d'oro" 2011, il prestigioso riconoscimento che l'Associazione laureati dell'Ateneo pisano (ALAP) assegna ogni anno a personalità di chiara fama internazionale che si sono laureate a Pisa. Ai saluti del rettore Massimo Augello e del vice sindaco Paolo Ghezzi, sono seguite la laudatio del professor Brunello Ghelarducci, direttore del dipartimento di Scienze fisiologiche, e la lettura delle motivazioni del conferimento da parte del presidente dell'ALAP, Attilio Salvetti. Al termine della cerimonia la violinista Chiara Morandi e il gruppo d'archi "I ragazzi di Strata" dell'Accademia musicale "Stefano Strata" ha tenuto un breve concerto in onore del premiato.
Dopo la premiazione, è intervenuto il professor Maffei che ha ripercorso gli anni trascorsi a Pisa, rievocando il fervore e l'atmosfera in cui si è formato negli anni Cinquanta e Sessanta, quando con lui studiavano personalità come i fratelli Cassese, Tiziano Terzani e Giuliano Amato. Nato a Grosseto nel 1936, Lamberto Maffei si è laureato in Medicina a Pisa, studiando sotto la guida del professor Giuseppe Moruzzi e iniziando con lui gli studi sul sistema nervoso centrale. Ha condotto gran parte delle sue ricerche all'Istituto di Neuroscienze del CNR, del quale è stato direttore dal 1980 al 2008. È stato professore di Neurobiologia alla Scuola Normale dal 1988 al 2008, oltre che direttore dell'omonimo laboratorio. Dal 2009 è presidente dell'Accademia nazionale dei Lincei ed è professore emerito della Scuola Normale.
Nel suo intervento anche Brunello Ghelarducci ha ricordato l'ambiente in cui Maffei ha lavorato sotto la guida di maestri illustri come Moruzzi, quando nelle aule universitarie si parlava inglese, in un clima internazionale e pieno di stimoli. "Il grande merito e vanto del professor Maffei è aver saputo cogliere tutte le opportunità che una università come Pisa offriva in quegli anni e aver avuto la capacità di esprimerle al massimo livello", ha detto Ghelarducci. "L'approccio multidiscipinare a un problema, la lungimiranza nell'usare tecniche di analisi mai sperimentate, l'utilizzo di macchinari per l'epoca all'avanguardia testimoniano il talento di giovane studioso diventato poi un grande scienziato".
Le ricerche del professor Maffei sono principalmente indirizzate allo studio del sistema nervoso centrale - con particolare riguardo al sistema visivo dei mammiferi - utilizzando tecniche sperimentali quali l'elettrofisiologia, la psicofisica, la biologia molecolare. Tra i suoi risultati più significativi, l'introduzione di metodi elettrofisiologici per la diagnosi precoce delle patologie del sistema nervoso, la registrazione dell'attività elettrica prenatale, il ruolo delle neurotrofine nella plasticità e lo sviluppo del sistema nervoso. Recentemente ha studiato metodi per riattivare la plasticità nel sistema nervoso dell'adulto, metodi che sta applicando nella prevenzione della demenza senile.