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Al via la nuova edizione di Innovation Campus, programma di alta formazione sviluppato da Samsung Electronics Italia con l’obiettivo di offrire a studenti di discipline STEM competenze digitali avanzate e soft skills, necessarie per essere competitivi in un mercato del lavoro in continua evoluzione, facendo leva sui nuovi trend tecnologici, come Intelligenza Artificiale e Internet of Things applicate al mondo della Consumer Electronics. A Pisa sono 24 gli studenti e le studentesse provenienti dai dipartimenti di Ingegneria dell’Informazione e Informatica che, dopo una selezione, hanno avuto accesso al percorso formativo appena iniziato e che si concluderà a dicembre. Tema portante di quest’anno lo Human Tech, ovvero uno sviluppo tecnologico dove l’uomo resta al centro e dove l’innovazione digitale è chiamata a migliorare la vita delle persone e non a sostituirsi all’ingegno e alla creatività umana. 

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Innovation Campus è un progetto nato nel 2020 e che ha coinvolto fino ad ora oltre 10.000 studenti su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di accompagnare i giovani in un percorso formativo sull’innovazione, per guidarli nei nuovi scenari professionali in ambito digitale. La nuova edizione vede coinvolti quattro atenei distribuiti in tutto il Paese, eccellenze italiane nella formazione in ambito STEM: oltre a Pisa, Genova, Pavia e Università del Salento.

"Sono molto felice che anche quest'anno la collaborazione tra l'Università di Pisa e una delle più importanti aziende nel settore dell'Information, Communication and Technology, la Samsung Electronics, abbia permesso di offrire a una selezione di nostri studenti e nostre studentesse l'opportunità di approfondire le loro competenze in un percorso formativo unico, che combina conoscente tecnologiche e competenze trasversali per favorire l’inserimento in contesti lavorativi in ambito IoT e Intelligenza Artificiale - ha commentato Laura Elisa Marcucci, delegata per le attività di orientamento per l'Università di Pisa - È un programma che sarà sicuramente utile anche per orientare gli studenti a scegliere con maggiore consapevolezza il percorso di studi magistrale. Fondamentale anche in questa edizione la collaborazione dei docenti dei dipartimenti di Ingegneria dell’informazione e Informatica, coordinati da Enzo Mingozzi, Giuseppe Prencipe e Giancarlo Bigi, che si sono resi disponibili per tenere le lezioni lato UniPi, e che ringrazio di cuore, e il supporto del dipartimento di Informatica, presso il quale si svolgono le attività didattiche. Infine, vorrei ringraziare lo staff del Career Service dell'università, per l'immenso e sempre impeccabile lavoro di organizzazione e coordinamento".

“Il cambiamento del paradigma tecnologico a cui stiamo assistendo in questo ultimo anno ha evidenziato la necessità quanto mai urgente di competenze digitali avanzate. Lo skills mismatch è un tema che ci sta molto a cuore e su cui lavoriamo ormai da anni. Con il progetto Samsung Innovation Campus abbiamo collaborato con oltre 20 università italiane e formato oltre 10.000 ragazzi per prepararli ad affrontare le sfide future. Non solo attraverso l’acquisizione di skills digitali, fondamentali per essere professionisti competitivi a livello globale e contribuire alla crescita del Paese, ma anche competenze trasversali: con un cambiamento così dirompente, è importante per noi contribuire alla formazione dei professionisti che uniscano alle competenze tecnologiche anche una visione che mantiene salda la centralità dell’uomo all’interno del processo tecnologico. Le persone non sono solo gli utenti finali di un’applicazione all’avanguardia ma sono la ragione ultima che deve far accelerare sull’innovazione” ha aggiunto Anastasia Buda, Corporate Citizenship & Internal Communication Manager di Samsung Electronics Italia.

Sviluppare e promuovere soluzioni innovative per la sicurezza della rete e collaborare con il personale universitario e gli studenti, con possibilità di internship retribuite in azienda. Ruota attorno a questi punti l'intesa siglata questa mattina tra l'Università di Pisa e SonicWall, azienda leader nel campo della cybersecurity, per la realizzazione di quello che sarà il SonicWall Solution Centre di UniPisa.

“Con questo accordo puntiamo a consolidare il nostro ruolo di leadership, in Italia, nel campo della digitalizzazione; campo nel quale la sicurezza gioca un ruolo fondamentale  - ha dichiarato il rettore dell’Università di Pisa, Riccardo Zucchi – La partnership che svilupperemo assieme a SonicWall, rappresenta, peraltro, una grandissima opportunità di formazione e professionale per le nostre studentesse e i nostri studenti che, durante i loro percorsi di laurea di primo livello, laurea magistrale e dottorato di ricerca, potranno ampliare le proprie conoscenze del settore della cybersecurity acquisendo, questo è il nostro auspicio, un importante vantaggio competitivo per la propria futura carriera”.

SonicWall è onorata di collaborare con l'Università di Pisa per contribuire alla formazione dei  propri studenti, aiutandoli a comprendere le minacce e le opportunità che il mondo della sicurezza informatica presenta loro ora e in futuro - ha dichiarato Bob VanKirk, CEO e Presidente di SonicWall - Gli istituti scolastici devono fare della sicurezza informatica una priorità e SonicWall è felice di unirsi all'Università di Pisa nel rendere la sicurezza informatica una priorità tra i suoi studenti”.

 

Riccardo Zucchi e Bob Vankirk sito

Il rettore dell'Università di Pisa, Riccardo Zucchi, e il CEO e presidente di SonicWall Bob Vankirk in occasione della presentazione dell'accordo

 

“L'Università di Pisa è responsabile della sicurezza di una vasta rete distribuita di sistemi, studenti, docenti, applicazioni e servizi per fornire i più alti livelli di apprendimento on-campus e in remoto e ora sta andando oltre l'infrastruttura - ha dichiarato Luca Taglioretti, Vice Presidente EMEA South and MSSP Programs di SonicWall - Insieme lavoreremo alla formazione degli studenti, nella condizione che comprendere l’importanza della cybersecurity sia il primo passo per mantenere se stessi e i propri contatti al sicuro e lontano dai crimini informatici”.

Nel SonicWall Solution Center di Pisa verranno svolte attività di beta testing e di validazione dei prodotti e dei servizi di SonicWall per la sicurezza della rete; saranno creati ambienti dimostrativi che serviranno come architetture di riferimento per i partner e i clienti dell'azienda statunitense e verranno anche elaborati prototipi concettuali (Proof of Concept) di nuovi prodotti e servizi per valutarne le potenzialità di sviluppo e i relativi investimenti.

Previsti anche programmi di tirocinio per le studentesse e gli studenti dell'Università di Pisa, che potranno così acquisire le conoscenze relative al mondo del lavoro necessarie a completare il proprio percorso formativo accademico e facilitare le loro successive scelte professionali. Allo stesso modo, nell'ambito dell'accordo, SonicWall svolgerà attività di formazione per gli studenti UniPi al fine di aiutarli a presentassi al mondo del lavoro nel migliore dei modi.

L’Università di Pisa bandisce, per l’anno 2023, il concorso per l’assegnazione di un premio di studio alla memoria del prof. Glauco Sbrana, di importo pari a euro 1.198,16 al lordo delle ritenute fiscali che gravano sul beneficiario, finanziato dalla famiglia del suddetto Professore e riservato a coloro che abbiano conseguito, all’Università di Pisa, un titolo di laurea magistrale in Chimica (LM 54) o in Chimica Industriale (LM71) nel periodo 1 gennaio 2022 – 15 aprile 2023 e che abbiano svolto una tesi di laurea sperimentale indirizzata alla ricerca industriale e alle applicazioni avanzate in una delle aree disciplinari sopra indicate.

Scadenza di presentazione delle domande: 20 novembre 2023

Scarica il bando ed il fac-simile di domanda
Decreto rettorale n. 1911/2023(prot. n. 134725) del 9 ottobre 2023

Commissione giudicatrice
Decreto rettorale n. 2392/2023 (prot. n. 157530) del 17 novembre 2023

Graduatoria generale di merito
Decreto rettorale n. 2715/2023 (prot. n. 178992) del 19 dicembre 2023

 


 

Informazioni e contatti

Direzione "Servizi per la Didattica e gli Studenti"
Unità "Master e Premi di studio"
http://sportellovirtuale.unipi.it/

 

Martedì 10 e mercoledì 11 ottobre, a partire dalle ore 9.20, si svolgerà presso il Dipartimento di Informatica (Largo Bruno Pontecorvo 3) la quinta edizione della International Conference on Microservices (MICROSERVICES 2023). I microservizi sono un’architettura software particolarmente adatta all’esecuzione in ambiente Cloud, utilizzata da grandi aziende del settore informatico come Netflix o Spotify.

Il convegno riunirà la comunità di riferimento per questo settore in crescita per promuovere la discussione sui temi di ricerca relativi ai microservizi. In particolare, MICROSERVICES ospiterà esperti internazionali provenienti sia del mondo accademico che dell’industria per discutere diversi aspetti relativi alla loro progettazione, implementazione e gestione di software a microservizi.

L’evento è organizzato dal gruppo di ricerca coordinato dal prof. Antonio Brogi che svolge il ruolo di general chair della conferenza. Il comitato di programma è diretto dal prof. Tomas Cerny della Baylor University (USA), dalla prof.ssa Valentina Lenarduzzi dell’Università di Oulu (Finlandia) e dal dott. Jacopo Soldani dell’Università di Pisa. L’organizzazione locale è affidata al dott. Stefano Forti dell’Università di Pisa.

Il convegno, organizzato nell’ambito delle azioni della Microservices Community, è sponsorizzato da aziende nazionali e internazionali come Imola Informatica, Domotz, rjc soft e VedrAI, con la partecipazione di MDPI come media partner.

Si è tenuta sabato 7 ottobre nell'Aula Magna Nuova del Palazzo della Sapienza la cerimonia di premiazione del Premio internazionale Galileo Galilei, promosso dai Rotary Club Italiani. Alla cerimonia erano presenti il rettore dell'Università di Pisa Riccardo Zucchi, l’assessore comunale Massimo Dringoli, il presidente della Fondazione Premio Galilei Gianvito Giannelli, il DGE del Distretto 2032 Natale Spineto e il segretario del Premio Saverio Sani.

Quest'anno il prestigioso riconoscimento per la sezione umanistica, spesso definito come il "Premio Nobel della cultura italiana," è stato conferito nel campo della Storia della Lingua Italiana al professor Wolfgang Schweickard, senior professor dell’Università del Saarland. Il professor Schweickard è un luminare nel campo della lessicografia etimologica italiana e un esperto in filologia romanza. Ha dimostrato notevole abilità nel coordinare il lavoro d'équipe e ha ottenuto risultati straordinari nell'ambito della storia della lingua italiana. Le sue ricerche e la sua direzione di grandi progetti hanno fornito strumenti di studio indispensabili e hanno ampliato la nostra comprensione della lingua italiana. La Giuria del Premio Galileo Galilei 2023 in ambito umanistico era composta da Gianvito Giannelli, presidente della Fondazione, Paolo D’Achille, Giovanna Frosini, Lorenzo Tomasin, Mirko Tavoni e Saverio Sani (segretario del Premio).

Il Premio Galileo Galilei 2023 in ambito scientifico dedicato a Scienze biologiche è stato assegnato al biologo Maurizio Brunori. Il professor Brunori è una figura di spicco nel campo delle proteine e delle scienze biologiche. Con una carriera scientifica eccezionale che si estende dalla comprensione delle emoproteine alla cristallografia di Laue a tempo risolto, Brunori ha dimostrato un contributo straordinario nel comprendere i processi vitali attraverso lo studio delle proteine. Ha pubblicato oltre 600 articoli e ha ottenuto numerosi premi internazionali e riconoscimenti accademici. La Giuria del Premio Galileo Galilei 2023 in ambito scientifico era costituita da Gianvito Giannelli, presidente della Fondazione, Jean-Pierre Changeux, Alfred Cuschieri, Nelson Santiago Vispo, Steve Wilson e Saverio Sani (segretario del Premio).

Com'è noto, il meccanismo per l'assegnazione dei due Premi internazionali Galileo Galilei è congegnato in modo speculare. Il premio umanistico è assegnato da una giuria italiana a uno straniero che si sia occupato in modo eminente di argomenti riguardanti la civiltà italiana; il premio scientifico da una giuria straniera a uno studioso italiano che si sia distinto nel campo delle scienze della natura.

Dal 2011 è stato inoltre istituito il Premio Galilei Giovani attribuito dai Distretti in collaborazione con la Fondazione. Il Premio Galilei Giovani è riservato ai giovani ricercatori che si siano distinti in discipline umanistiche o scientifiche e che abbiano condotto il proprio lavoro di ricerca nell'ambito del Distretto che bandisce il premio. Quest’anno i vincitori sono stati Francesca Munerol, Francesca Nardelli, Sara Sassetti e Giuliano Liuzzi.

Si è tenuta sabato 7 ottobre nell'Aula Magna Nuova del Palazzo della Sapienza la cerimonia di premiazione del Premio internazionale Galileo Galilei, promosso dai Rotary Club Italiani. Alla cerimonia erano presenti il rettore dell'Università di Pisa Riccardo Zucchi, l’assessore comunale Massimo Dringoli, il presidente della Fondazione Premio Galilei Gianvito Giannelli, il DGE del Distretto 2032 Natale Spineto e il segretario del Premio Saverio Sani.

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Quest'anno il prestigioso riconoscimento per la sezione umanistica, spesso definito come il "Premio Nobel della cultura italiana," è stato conferito nel campo della Storia della Lingua Italiana al professor Wolfgang Schweickard, senior professor dell’Università del Saarland. Il professor Schweickard è un luminare nel campo della lessicografia etimologica italiana e un esperto in filologia romanza. Ha dimostrato notevole abilità nel coordinare il lavoro d'équipe e ha ottenuto risultati straordinari nell'ambito della storia della lingua italiana. Le sue ricerche e la sua direzione di grandi progetti hanno fornito strumenti di studio indispensabili e hanno ampliato la nostra comprensione della lingua italiana. La Giuria del Premio Galileo Galilei 2023 in ambito umanistico era composta da Gianvito Giannelli, presidente della Fondazione, Paolo D’Achille, Giovanna Frosini, Lorenzo Tomasin, Mirko Tavoni e Saverio Sani (segretario del Premio).


Il rettore Riccardo Zucchi consegna il premio a Wolfgang Schweickard.

Il Premio Galileo Galilei 2023 in ambito scientifico dedicato a Scienze biologiche è stato assegnato al biologo Maurizio Brunori. Il professor Brunori è una figura di spicco nel campo delle proteine e delle scienze biologiche. Con una carriera scientifica eccezionale che si estende dalla comprensione delle emoproteine alla cristallografia di Laue a tempo risolto, Brunori ha dimostrato un contributo straordinario nel comprendere i processi vitali attraverso lo studio delle proteine. Ha pubblicato oltre 600 articoli e ha ottenuto numerosi premi internazionali e riconoscimenti accademici. La Giuria del Premio Galileo Galilei 2023 in ambito scientifico era costituita da Gianvito Giannelli, presidente della Fondazione, Jean-Pierre Changeux, Alfred Cuschieri, Nelson Santiago Vispo, Steve Wilson e Saverio Sani (segretario del Premio).

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Il rettore Riccardo Zucchi consegna il premio a Maurizio Brunori.

Com'è noto, il meccanismo per l'assegnazione dei due Premi internazionali Galileo Galilei è congegnato in modo speculare. Il premio umanistico è assegnato da una giuria italiana a uno straniero che si sia occupato in modo eminente di argomenti riguardanti la civiltà italiana; il premio scientifico da una giuria straniera a uno studioso italiano che si sia distinto nel campo delle scienze della natura.

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Dal 2011 è stato inoltre istituito il Premio Galilei Giovani attribuito dai Distretti in collaborazione con la Fondazione. Il Premio Galilei Giovani è riservato ai giovani ricercatori che si siano distinti in discipline umanistiche o scientifiche e che abbiano condotto il proprio lavoro di ricerca nell'ambito del Distretto che bandisce il premio. Quest’anno i vincitori sono stati Francesca Munerol, Francesca Nardelli, Sara Sassetti e Giuliano Liuzzi (presenti alla cerimonia); Valentina Schenone, Lucia Bartella, Roberta Rocca e Giacomo Squeo (non presenti alla cerimonia).

Ciro Ravenna15 novembre 1943, Ferrara. I fascisti prelevano dalle loro abitazioni 72 persone: oppositori del regime, "traditori" e molti ebrei. Fra di loro, anche il professor Ciro Ravenna, uno dei più illustri chimici italiani del Novecento, salito alla cattedra di Chimica agraria dell’Università di Pisa nel 1923. È tra queste due date e i relativi anniversari - l’80° dell’arresto e il 100° del suo arrivo all’Ateneo pisano - che si disegna la tragica parabola della vita di un uomo e di uno scienziato la cui unica “colpa” è stata quella di essere nato ebreo. Nel mezzo, una prestigiosa carriera accademica spazzata via dalla promulgazione delle leggi razziali del 1938, di cui quest’anno cade l’85° anniversario.

A distanza di 80 anni da quel drammatico arresto, che condurrà Ciro Ravenna alla morte nel lager Auschwitz, riaccende la memoria sulla sua figura di scienziato la professoressa Maria Vittoria Barbarulo che domani, in occasione del XX Congresso di Fondamenti e Storia della Chimica (Lucca, 10-13 ottobre), dedicherà a Ciro Ravenna il suo intervento dal titolo “Dall’aurora imperiale all’alte Judenrampe”.

"Le persone muoiono realmente nel momento in cui ne viene meno il ricordo - spiega Maria Vittoria Barbarulo - Non a caso nella tradizione ebraica il ricordo di chi non è più tra noi è una benedizione e questo è il principio ispiratore del breve intervento che ho deciso di dedicare al professor Ciro Ravenna nel centenario dell’avvio del suo rapporto di collaborazione con l’Università di Pisa e nell’ottantesimo anniversario del suo arresto”.

“Nello specifico illustrerò alcuni aspetti meno noti del suo lavoro, relativi al periodo tra il 1933 e il 1943 – aggiunge Barbarulo - Nel decennio in esame, infatti, il professore è impegnato, tra le attività coerenti con il suo autorevole e imponente curriculum, nella preparazione di due apprezzati testi di Chimica pedologica e di Chimica agraria, quarto volume dell’ampio progetto dell’Enciclopedia agraria, pubblicati rispettivamente da Zanichelli e UTET".

"Per entrambi i libri sono state riprese le entusiastiche letture critiche comparse all’epoca su La Chimica e l’Industria - conclude la docente - Per il primo viene scoperta una recensione su un’importante rivista tedesca che ne sottolinea la validità internazionale come libro di testo, per il secondo, in particolare, viene realizzato un interessante confronto tra la tabella degli elementi realizzata dal professor Ravenna e quella elaborata negli anni 1934/35 dalla Commissione dei pesi atomici dell’Unione Internazionale di Chimica. La legislazione antiebraica del 1938 polverizza la carriera accademica del professor Ravenna, che potrà solo insegnare Chimica alla Scuola ebraica di Ferrara e, successivamente, nei corsi universitari organizzati all’Istituto israelitico di via Eupili a Milano, fino al dramma dell’internamento nel campo di Fossoli e della deportazione".

Un documento dell’Archivio dell’Università di Pisa, scritto a macchina il 24 settembre 1938 con successive aggiunte manoscritte, unisce la vergogna delle leggi razziali fasciste e l’orrore della Shoah. “Accanto al nome di Ciro Ravenna sono tracciate una croce e la scritta dep(ortato), mentre al nome di Enrica Calabresi, della stessa Facoltà di Agraria, si è aggiunto suicida (per sfuggire alla deportazione) – mette in evidenza il professor Fabrizio Franceschini, docente di Linguistica italiana e Storia della lingua italiana dell'Università di Pisa - Tuttavia, quando parliamo delle vittime delle leggi razziali e della Shoah, la loro immagine viva dev’essere sempre presente. Il contributo di Barbarulo ce la restituisce pienamente, aggiungendo nuovi elementi al profilo di Ravenna firmato da Alberto Aimo ed Enrico Bonari in Vite sospese. 1938: Università ed ebrei a Pisa”.

Quando viene arrestato, il 15 novembre 1943, Ciro Ravenna ha da poco compiuto 65 anni e, dopo essere stato trasferito dal carcere cittadino al campo di Fossoli, il 22 febbraio 1944, con lo stesso convoglio in cui viaggiò Primo Levi, viene deportato nel campo di sterminio di Auschwitz dove verrà ucciso nel giorno stesso del suo arrivo, il 26 febbraio del 1944.

 

Ciro Ravenna

Ciro Ravenna (Ferrara, 13 novembre 1878 – Auschwitz, 26 febbraio 1944) è stato un chimico e accademico italiano. Ciro Ravenna nasce a Ferrara nel 1878 da Pacifico Clemente Ravenna e Clelia Nunes-Vais, una famiglia ebraica. Dal 1909 lavora all’Università di Bologna dove collabora con Giacomo Luigi Ciamician alle sue ricerche sulla chimica delle piante. Qui Ravenna pubblica i suoi primi lavori (Manuale di analisi chimica agraria e bromatologica, Bologna, 1915).

Nel 1923 Ravenna vince il concorso alla cattedra di Chimica Agraria all’Università di Pisa. Promosso professore ordinario dal 1924 e nominato pochi mesi dopo direttore dell’Istituto superiore agrario di Pisa, nel 1931 fu insignito della croce di cavaliere della Corona d’Italia e venne designato a tenere il discorso inaugurale per l’anno accademico 1931-32 dell’Università pisana poi pubblicato col titolo Da Giusto Liebig alla battaglia del grano, in Giornale di chimica industriale ed applicata (1931).

Dal 1935, quando la scuola Agraria Pisana è trasformata in Facoltà di Agraria, diviene Preside della Facoltà. A Pisa, Ravenna continua i suoi studi sulla formazione e sul significato biologico degli alcaloidi e fa le prime esperienze di concimazione carbonica. Nel 1936 pubblica il suo testo più noto e importante sulla chimica vegetale, pedologica e bromatologica (Chimica Agraria, UTET, Torino, 1936).

Nel 1938, in seguito alle leggi razziali fasciste, è estromesso dall’insegnamento universitario. Rientrato nella sua città natale, negli anni seguenti Ravenna si guadagna da vivere attraverso lezioni private e come insegnante alla scuola ebraica di Ferrara. Collabora anche al Corso Universitario di Chimica istituito in quegli anni dalla comunità ebraica in via Eupili a Milano.

Dopo la costituzione della Repubblica di Salò, Ravenna è arrestato a Ferrara dalla polizia repubblichina il 15 novembre 1943, deportato nel campo di concentramento di Fossoli e consegnato ai tedeschi. Ravenna è condotto a Auschwitz il 22 febbraio 1944 sullo stesso treno dove viaggia anche Primo Levi, e ucciso il giorno stesso del suo arrivo al campo, il 26 febbraio 1944. Stessa sorte subiranno nei mesi successivi anche i fratelli Giorgio e Mario e la sorella Bianca.

Si è chiusa a Pisa la 13/a edizione di Internet Festival, la manifestazione che indaga l’impatto del digitale sul quotidiano, lanciando cinque sfide all’intelligenza artificiale: discriminazioni, democrazia, creatività, giustizia sociale, produttività e innovazione delle imprese. Quattro giorni di dibattiti, approfondimenti, concerti, attività didattiche per le nuove generazioni, spettacoli, installazioni interattive ed esperienze immersive sull’onda della parola chiave #artificiale: decine gli ospiti anche internazionali intervenuti dal 5 all’8 ottobre, per centinaia di eventi a ingresso libero. Venti location in città, per un festival sempre più diffuso, dalle aule delle più prestigiose istituzioni accademiche, a musei, centri congressi, cinema e circoli culturali, fino alle centralissime Logge dei Banchi concesse dal Comune.

Tra gli speaker la “signora dei robot” Alessandra Sciutti, la poliedrica Sabina Guzzanti, l’esperta di tecnologie biometriche Oyidiya Oji Palino, startupper, influencer della letteratura, filosofi/e quali Ilaria Gaspari, Eric Sadin e Pascal Chabot, sociologi come Adriano Fabris, la sociolinguista Vera Gheno, la scrittrice fantasy Licia Troisi, donne imprenditrici in settori hi-tech chiamate a raccolta da Cristina Manetti, capo di gabinetto della Regione Toscana per raccontare lo sguardo femminile sull’innovazione. Molto sentito l’omaggio a Michela Murgia, con la giornalista Loredana Lipperini, grande amica dell’autrice recentemente scomparsa.

Di diritti in rete si è parlato con Ginevra Cerrina Feroni, vicepresidente Garante per la protezione dei dati personali e Guido Scorza, giurista e docente in materia di diritto nelle nuove tecnologie, chiamati a intervenire nell’ambito di Artificial Law, sezione curata da Fernanda Faini. Si è rinnovato l’atteso appuntamento con il Cybersecurity Day, tradizionale evento a cura dell’Istituto di Informatica e Telematica del CNR (CNR-IIT), in collaborazione con Camera di Commercio Toscana Nord Ovest.

Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha scelto Internet Festival come palco per lanciare l’ingresso del diritto di cittadinanza digitale nello Statuto regionale. “Dedicheremo un capitolo specifico nella legge sulla Toscana diffusa che vogliamo varare”, ha dichiarato. “La connettività è fondamentale, vogliamo una Toscana protagonista nella Rete per consentire in ogni punto della regione di essere raggiunti e di comunicare”, ha aggiunto l’assessore all’innovazione Stefano Ciuoffo, intervenuto insieme all’assessora al welfare Serena Spinelli. L’intelligenza artificiale è una grande opportunità, ma è necessario promuovere una corretta regolamentazione per evitare i rischi che essa comporta”, ha aggiunto Alessandra Nardini, assessore all’istruzione, parlando insieme allo scrittore Marco Malvaldi, alla docente della Scuola Normale Superiore Fosca Giannotti e al giornalista Luca De Biase. Internet Festival è stato inoltre l’occasione per la presentazione del bando di Regione Toscana per l’impresa digitale, presentato dall’assessore alle attività produttive Leonardo Marras. Numerose le dimostrazioni pratiche sui droni, ad esempio per interventi in casi di emergenza, in collaborazione con ANCI Toscana, un progetto pioneristico che sta facendo scuola in Italia, presentato da Gianluca Vannuccini (direttore della Direzione Sistemi Informativi di Regione Toscana).

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt, lo chef stellato Cristiano Tomei, il giornalista e docente dell’Istituto Modartech Matteo Minà, la presidente del Centro di Firenze per la moda italiana Antonella Mansi, il sindaco di Pisa Michele Conti, il professor Paolo Dario, una delle figure storiche della robotica mondiale, sono alcune delle personalità coinvolte dal presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo, nell’appuntamento dedicato al progetto Toscana 2050. “Il futuro si costruisce insieme, c’è bisogno del contributo dell’intelligenza collettiva”, ha commentato Mazzeo a margine dell’incontro.


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La conferenza stampa di Internet Festival

Sold out per i T-Tour, le attività dedicate a bambini e ragazzi delle scuole, arrivati da tutta Italia dal 4 ottobre. Tra le esperienze immersive vissute dalle nuove generazioni la possibilità di dipingere la Gioconda, veleggiare con Luna Rossa, calarsi nei panni di un soccorritore di Emergency grazie a speciali visori. Tra il Centro Congressi Le Benedettine e le centralissime Logge dei Banchi diverse le installazioni interattive fruibili direttamente dal pubblico, elaborate da Accurat e SheldonStudio sui dati forniti dall’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, sui comportamenti e sulle dipendenze giovanili, con particolare riferimento a quelli legate alla rete. Le Logge dei Banchi sono state inoltre galleria d’arte en plein air grazie all’esposizione sul ledwall delle opere di arte contemporanea di Alessandro Bavari, pioniere della digital art, Serafin Alvarez, Marion Balac, Andrea Ciulu.

A dare un assaggio del cibo del futuro la giovane imprenditrice agricola Alessandra Mei, con il progetto “orto da spiaggia”, l’Università di Genova con l’esperienza didattica tra tecnologia e orticultura, Niccolò Pagliarani, ricercatore di soft robotics della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ed Eugenio Azzinnari, ideatore di Zia Sofia chef, la prima chef italiana creata dall’intelligenza artificiale insieme a Ylenia La Porta, biologa nutrizionista conosciuta con il nome di @dottoressa.empatia.

Grande successo per gli eventi serali, con gli spettacoli di Ishmael Ensemble, ultimo progetto di Pete Cunningham, producer eclettico della scena jazz britannica, il djset visionario e onirico di Lorem al Caracol e il closing party Technomagie#2 (guest star Francois X) al Deposito Pontecorvo. Al Teatro Sant’Andrea è andato in scena lo spettacolo Breve storia dell’intelligenza, curato dai Sacchi di Sabbia e Davide Barbafiera insieme con le persone in detenzione nella Casa Circondariale “Don Bosco”, un viaggio attraverso i secoli nell’intelligenza umana tra ironia e riflessione.

PARTNER. Ricco il parterre dei partner di IF: da AVM, azienda tedesca leader nei prodotti per la connettività a banda larga e per la domotica, a Holocron, azienda pisana specializzata nello sviluppo di software custom che metterà a disposizione la propria sede - Palazzo Simoneschi a Pisa - per incontri e un'installazione/dialogo con l'intelligenza artificiale; e poi ancora da TD Group Italia, realtà pisana con oltre quarant'anni di esperienza nell'ICT, a RJCSoft, sede di due hackathon in versione School e Master con team provenienti da tutto il mondo,  e poi ancora Polo Tecnologico di Navacchio, Toscana Energia, DevItalia, UniCoop Firenze, GCAVCOM insieme a Mix, C-Lex Studio Legale, COMMED I A, Tech Jobs Fair, UNA – Aziende della Comunicazione Unite e altri ancora.

MEDIA PARTNER. Rai Cultura, Rai Radio3, Rai Radio Kids, La Repubblica, QN Quotidiano Nazionale, Qn La Nazione, intoscana.it, Punto Informatico, SestaPorta.News. Con il patrocinio di Rai Toscana.

Internet Festival 2023 è promosso da Regione Toscana, Comune di Pisa, Registro .it e Istituto di Informatica e Telematica del Cnr, Università di Pisa, Scuola Superiore Sant’Anna, Scuola Normale Superiore insieme a Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest, Provincia di Pisa e Associazione Festival della Scienza. La progettazione e l’organizzazione sono a cura di Fondazione Sistema Toscana.

 

 

In accoglimento della richiesta di un gruppo di studenti e studentesse del "Movimento no base" (formulata ai sensi dell'art. 81 bis del regolamento generale di Ateneo), il giorno 12 ottobre 2023 a partire dalle ore 16:00 nell'aula CAR 3 – 4 del Polo Carmignani si svolgerà un'assemblea di Ateneo per discutere del progetto di realizzazione di strutture di interesse militare nell'area CISAM (Centro Interforze Studi per le Applicazioni Militari) a San Piero a Grado.

È con la stagione di teatro ‘L’arte dei sogni’ che il Teatro Nuovo di Pisa è pronto a tirare su il sipario. La rassegna sarà ricca di compagnie e produzioni nazionali e internazionali di teatro contemporaneo, oltre a rinnovare la tradizionale offerta di World Music dal titolo ‘Calendario Popolare’ e degli spettacoli per bambini e scuole dal titolo ‘Il trenino arancione’. Questo grazie anche al sostegno di Fondazione Pisa, Soci Coop, al supporto del Dopolavoro Ferroviario e alla collaborazione con diverse associazioni del territorio. Tra le novità in assoluto, poi, la convenzione siglata di recente con l’Università di Pisa intesa ad una collaborazione sinergica tra ateneo e teatro.

teatro

Si parte con sabato 14 ottobre alle 21 (biglietti già disponibili sul circuito Ciaotickets) con il debutto di ‘Pluto’, produzione 2023 della compagnia Sacchi di Sabbia, inserita in programma tra le opere classiche rivisitate in chiave contemporanea. Previsti anche grandi nomi del panorama contemporaneo: il ritorno per il terzo anno consecutivo di Carrozzeria Orfeo con ‘Robe dell’altro mondo’ sulle fobie metropolitane, Ascanio Celestini con ‘L’asino e il bue’, i vulcanici e pluripremiati Antonio Rezza e Flavia Mastrella con la pièce comica e irriverente ‘Pitecus’. Anche quest’anno, la tematica chiave sarà il sociale, con un focus sul teatro-carcere con gli spettacoli ‘Destinazione non umana’ della compagnia Fort Apache costituita da ex detenuti del penitenziario romano di Rebibbia e ‘Il figlio della tempesta’ della Compagnia della Fortezza di Volterra con Armando Punzo. Altra novità saranno gli spettacoli con tematiche sportive: ‘La leggenda del pallavolista volante’ con Andrea Zorzi e ‘Mi ci gioco le palle’, quest’ultimo co-prodotto con la Federazione Nazionale Baseball e Softball. Sul versante biografie d’autore, in rassegna tre spettacoli sulle figure di Edith Piaf, Modigliani e Valentina Tereshkova (la prima donna nello spazio). Binario Vivo - Teatro Nuovo sarà anche co-protagonista di due produzioni internazionali: ‘Il compito’ con Estudio los vidrios di Buenos Aires e il debutto della produzione (nata dal progetto europeo Expanding Theatre Landscape nei campi profughi in Bosnia Erzegovina) dal titolo ‘The Game’ realizzato con Para Film and Theatre di Oslo e il War Theatre di Sarajevo.

‘L’arte dei sogni’ è il titolo scelto per questa stagione, a spiegarne la genesi è il direttore artistico Carlo Scorrano: “È la capacità del teatro di prenderci per mano e accompagnarci attraverso le storie in mondi lontani e vicini. Aprendo così, nel qui ed ora del pubblico e degli attori, riflessioni attuali”. "Dopo la Stagione del Teatro Verdi e la rassegna dei concerti della Scuola Normale, arriva anche la presentazione della stagione del Teatro Nuovo, un polo teatrale che propone un cartellone unico nel suo genere. L’obiettivo costante degli organizzatori è quello di innalzare, edizione dopo edizione, la qualità artistica della proposta, avvalendosi di artisti sempre più prestigiosi e riconosciuti a livello nazionale e non solo. Molto interessante, infatti, è la dimensione internazionale della stagione, che vede messi in scena spettacoli provenienti da altri paesi del mondo come l’Argentina, la Bosnia Erzegovina e la Norvegia. Sempre nell’ambito della stagione teatrale, vi sono poi iniziative che stanno particolarmente a cuore alla Fondazione Pisa, che sostiene la rassegna dal 2018 e che nel 2020, nei mesi di chiusura del teatro per il Covid, ha dato il suo supporto alla versione online degli spettacoli: si tratta dei laboratori e degli incontri nelle scuole, volti a stimolare i ragazzi all’immaginazione e alla fantasia tramite il teatro e le storie che vi vengono raccontate. E si tratta inoltre del ‘teatro per il disagio’, che, con l’aiuto di associazioni che lavorano in strada, comunità dei migranti e professionisti del teatro sociale, cerca di coinvolgere gli abitanti che vivono nel quartiere attorno la Stazione Centrale in percorsi teatrali che partendo dalla piazza arrivare all'interno del teatro”, commenta Maurizio Sbrana, Fondazione Pisa.

“Grazie alla convenzione sottoscritta di recente - evidenzia il delegato per i Rapporti con il territorio dell’Università di Pisa, Marco Macchia - gli studenti e il personale dell’ateneo potranno usufruire degli spettacoli del Teatro Nuovo a condizioni agevolate. Potremo inoltre consolidare e sviluppare le collaborazioni in atto, dando vita a nuovi progetti condivisi, eventi e iniziative culturali, e potremo coinvolgere i corsi di laurea interessati per tirocini e seminari. Si tratta, in definitiva, di un atto che va ad ampliare e rafforzare la rete di rapporti che l’Università di Pisa ha in città e sul territorio, promuovendo innanzitutto le sue attività di Terza Missione".

(Ufficio stampa Teatro Nuovo Pisa)

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