Veicoli orbitali che utilizzano propellenti verdi, ecco il futuro delle esplorazioni spaziali
Pisa, 12 giugno 2024 - La sostenibilità può arrivare anche nello spazio grazie ad uno studio su nuova classe di veicoli orbitali che per muoversi nello spazio utilizzano propellenti “verdi”. La notizia arriva da uno studio del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università di Pisa pubblicato sulla rivista Acta Astronautica e realizzato nell’ambito di ASCenSIon, un progetto europeo che ha visto la partecipazione di molti partner nazionali e internazionali, tra cui il Politecnico di Milano e Università La Sapienza di Roma in Italia, e numerose altre realtà in Germania, Francia, Belgio e Spagna. La ricerca pubblicata nell’articolo è stata svolta da Alberto Sarritzu sotto la supervisione del professore Angelo Pasini; il team del progetto all’Università di Pisa include anche la dottoranda Lily Blondel-Canepari.
“I nuovi propellenti “verdi” potranno certamente sostituire i propellenti tossici oggi prevalentemente usati – spiega Alberto Sarritzu – Questo permetterà da un lato di migliorare l’efficienza della propulsione e rendere possibili missioni che al momento non lo sono, dall’altro di semplificare le operazioni a terra in preparazione dei veicoli orbitali, che oggi sono lunghe, complicate e costose”.
Lo studio di propellenti verdi è uno sforzo internazionale che va avanti da decenni, con l’Università Pisa che negli anni ha ricoperto un ruolo chiave. I propellenti verdi sono generalmente composti chimici a basso impatto ambientale e tossicità, come acqua ossigenata ad alte concentrazioni o protossido d’azoto, comunemente conosciuto come anestetico. Rientrano tra questi anche il comune cherosene e altri idrocarburi, che rappresentano comunque un enorme passo avanti rispetto ai tradizionali composti utilizzati che invece contengono idrazina o tetrossido di azoto, sostanze estremamente tossiche e dannose per l’ambiente e la salute umana. La gestione di questi componenti è non solo potenzialmente dannosa per il personale coinvolto, ma anche estremamente costosa, per cui il settore da anni cerca di trovare delle valide alternative.
L’Ateneo, nell’ambito del progetto ASCenSIon, si è occupato di studiare sistemi propulsivi compatibili con i propellenti “verdi”. I sistemi propulsivi sono uno degli elementi più cruciali per il corretto funzionamento dei veicoli orbitali ed hanno un ruolo chiave per il successo delle missioni, regolando sia il movimento dei veicoli in orbita che il controllo d’assetto.
“La nuova classe di veicoli spaziali che abbiamo studiato promette di portare innovazioni che possono avere ricadute per tutti noi – sottolinea Angelo Pasini– come ad esempio un accesso più facile e sostenibile allo spazio, la rimozione attiva dei detriti spaziali causati da decenni di utilizzo incontrollato delle nostre orbite e lo sviluppo di nuove missioni per l’esplorazione spaziale”.
Alberto Sarritzu sta terminando il suo dottorato all’Università di Pisa. Ha preso parte al progetto ASCenSIon dopo diversi anni di lavoro in multinazionali all’estero. Ha deciso di intraprendere la ricerca per avere un impatto sull’industria, in particolare per provare a rendere più sostenibile e attraente un ambito in forte crescita come quello dello spazio. Lily Blondel-Canepari è una studentessa di dottorato all’Università di Pisa. È laureata in fisica alla EPFL di Losanna in Svizzera e ha preso parte al progetto ASCenSIon dopo aver lavorato presso il CERN e precedentemente l’Agenzia Spaziale Europea. Il suo lavoro è improntato sulla ricerca di una nuova definizione all’aggettivo “verde” per quanto riguarda i propellenti spaziali in modo da valutare il reale impatto delle scelte future. Angelo Pasini è ricercatore di propulsione aerospaziale al dipartimento di ingegneria civile e industriale dell’Università di Pisa dal 2016. Prima di intraprendere la carriera accademica, ha lavorato per oltre dieci anni nel settore della propulsione verde, inizialmente presso l’azienda ALTA, spin-off dell’università, e successivamente presso l’azienda Sitael.
Nella foto, da sinistra verso destra Lily Blondel-Canepari, Alberto Sarritzu, Angelo Pasini
Seduta allargata di Senato Accademico-CdA: online il link per la diretta
Giovedì 13 giugno alle ore 9:30, come annunciato, si terrà, presso la Gipsoteca di Arte Antica e Antiquarium, la riunione congiunta del Senato Accademico e del Consiglio di amministrazione.
La riunione, fermo restando quanto deliberato nel Senato Accademico del 14 marzo scorso, affronterà il tema delle relazioni dell’Ateneo pisano con aziende inserite nella filiera bellica e con istituzioni accademiche collocate in paesi coinvolti in situazioni di guerra.
La seduta si svolgerà in forma allargata, accessibile a tutti i membri della comunità universitaria pisana riconosciuti mediante credenziali di Ateneo - studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo e bibliotecario - che potranno seguirla in diretta collegandosi al seguente link:
Il Bilancio di genere 2022-23
Presentazione del Rettore
L'Università di Pisa, già da molto tempo, prosegue in quello che Anna Maria Galoppini, docente del nostro Ateneo, descriveva come il “lungo viaggio verso la parità”, destinazione questa ancora, purtroppo, distante.
Il Bilancio di Genere, prodotto da un gruppo di lavoro guidato dalla professoressa Nadia Pisanti, che ringrazio per l’impegno e la dedizione nel lavoro, costituisce lo strumento di misurazione del livello di parità raggiunto, una sorta di “termometro” dell’Università.
La presente edizione purtroppo non ci offre un quadro incoraggiante. Scorrendo i dati, è infatti possibile constatare il perdurante gender gap in molti ambiti, nei ruoli e nelle categorie che vedono le donne qualificarsi come genere sottorappresentato confermando le tendenze segregative presenti a livello nazionale.
I dati mostrano come il percorso delle donne sia contraddistinto da quel fenomeno che in letteratura viene definito leaky pipeline ovvero “il tubo che perde”. Un’immagine che sta a identificare la progressiva dispersione delle donne con l’avanzamento delle carriere scientifiche ed è rivelatrice di una profonda contraddizione tra la prevalenza numerica delle studentesse con buone votazioni e la scarsità di donne nelle posizioni apicali.
È necessario per questo potenziare il nostro impegno nelle strategie di cambiamento, effettuare valutazioni per determinare gli atti di indirizzo per la diffusione, anche all’esterno, della cultura di parità. Promuovere le carriere femminili e favorire la conciliazione dei tempi di vita/lavoro costituiscono elementi centrali per favorire il cambiamento strutturale.
L’Università di Pisa da sempre ha dedicato molta attenzione a questi temi e, come il presente Bilancio di Genere riporta, ogni anno sono investite, grazie al Comitato Unico di Garanzia, cifre importanti per la promozione di misure di work/life balance attraverso l’erogazione di contributi per i campi estivi di cui è destinataria l’intera comunità universitaria.
Il Bilancio di Genere, oltre a individuare eventuali criticità di un’organizzazione, ha anche il merito di illustrarne i punti di forza, tra i quali, ricordo, lo Sportello interuniversitario pisano contro la violenza di genere frutto della sinergia con la Scuola Normale Superiore e la Scuola Superiore Sant’Anna in collaborazione con la Casa della Donna e chiara espressione della posizione di “tolleranza zero” verso ogni forma di violenza, discriminazione e molestia. Lo Sportello è il risultato di un lavoro di “rete” e proprio la rete e la cooperazione risultano fondamentali per affrontare le sfide e le esigenze sempre nuove.
A tale scopo abbiamo ritenuto rilevante la definizione di un sistema di coordinamento strutturato e per questo è stata istituita una struttura amministrativa a supporto tecnico e scientifico degli organi, delle figure istituzionali e dei teams coinvolti per l’elaborazione delle politiche per l’eguaglianza e le differenze. Inoltre, ogni Dipartimento, Centro e Sistema di Ateneo è stato dotato della figura dei Delegati e delle Delegate per le questioni di genere per consolidare la logica di dialogo e scambio a livello interno contribuendo, anche a livello esterno, alla diffusione di una cultura del rispetto.
Questi sono solo alcuni esempi di quanto è stato finora realizzato grazie alla dedizione e all’impegno che hanno contraddistinto il lavoro di tante persone che in Ateneo stanno lavorando per promuovere una cultura dell’uguaglianza e del rispetto delle differenze.
Riccardo Zucchi
Rettore dell'Università di Pisa
Il Gruppo di lavoro
Alla redazione del Bilancio di genere ha lavorato un gruppo così composto:
- Nadia Pisanti, Dipartimento di Informatica, Presidente del Gruppo di Lavoro
- Francesco Giorgelli, Dipartimento di Farmacia, Vicepresidente del Comitato Unico di Garanzia
- Alessandra La Spina, Sistema Informatico di Ateneo
- Francesca Pecori, Ufficio per l’Eguaglianza e le Differenze
- Renata Pepicelli, Delegata del Rettore in “Gender studies and equal opportunities”
- Mauro Sylos Labini, Dipartimento di Scienze Politiche
Elena Pulidori vince il premio “INSTM – Donne nella Scienza e Tecnologia dei Materiali 2024”
Elena Pulidori (foto) del dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa è tra le vincitrici della prima edizione del premio “INSTM - Donne nella Scienza e Tecnologia dei Materiali 2024” per le migliori tesi di dottorato. Classificata seconda ex-aequo su 37 candidate, la dottoressa Pulidori riceverà il premio il 12 giugno durante il XIV Convegno INSTM sulla Scienza e Tecnologia dei Materiali che si terrà a Cagliari.
Elena, livornese classe 1990, ha vinto grazie ad un progetto per valorizzare le biomasse di scarto dell’industria agroalimentare e zootecnica, in particolare le piume di pollame. Con la cheratina ricavata dalle piume sono stati realizzati elettrofilati utilizzabili in ambito biomedico e nella bonifica ambientale e riempitivi per la produzione di biocompositi con stampanti 3D.
Elena Pulidori ha conseguito la laurea magistrale con lode in Chimica analitica presso il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale (DCCI) dell’Università di Pisa nel 2015 dove è stata assunta come tecnica di laboratorio nel 2018. L’anno successivo ha iniziato il dottorato in Scienze Chimiche e dei Materiali nel gruppo di ricerca Thermolab sotto la supervisione delle professoresse Celia Duce e Maria Rosaria Tinè. Nel giugno del 2023 ha concluso con lode il suo dottorato e ad oggi continua a lavorare come tecnica presso il DCCI. Lo studio grazie al quale è stata premiata è stato condotto in collaborazione con i professori Giovanni Vozzi e Carmelo De Maria del dipartimento di Ingegneria dell'Informazione e del Centro di Ricerca E. Piaggio dell’Università di Pisa e con la dottoressa Emilia Bramanti dell'Istituto di Chimica dei Composti Organometallici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ICCOOM-CNR, Pisa).
Elena Pulidori vince il premio “INSTM – Donne nella Scienza e Tecnologia dei Materiali 2024”
Elena Pulidori (foto) del dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa è tra le vincitrici della prima edizione del premio “INSTM - Donne nella Scienza e Tecnologia dei Materiali 2024” per le migliori tesi di dottorato. Classificata seconda ex-aequo su 37 candidate, la dottoressa Pulidori riceverà il premio il 12 giugno durante il XIV Convegno INSTM sulla Scienza e Tecnologia dei Materiali che si terrà a Cagliari.
Elena, livornese classe 1990, ha vinto grazie ad un progetto per valorizzare le biomasse di scarto dell’industria agroalimentare e zootecnica, in particolare le piume di pollame. Con la cheratina ricavata dalle piume sono stati realizzati elettrofilati utilizzabili in ambito biomedico e nella bonifica ambientale e riempitivi per la produzione di biocompositi con stampanti 3D.
Elena Pulidori ha conseguito la laurea magistrale con lode in Chimica analitica presso il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale (DCCI) dell’Università di Pisa nel 2015 dove è stata assunta come tecnica di laboratorio nel 2018. L’anno successivo ha iniziato il dottorato in Scienze Chimiche e dei Materiali nel gruppo di ricerca Thermolab sotto la supervisione delle professoresse Celia Duce e Maria Rosaria Tinè. Nel giugno del 2023 ha concluso con lode il suo dottorato e ad oggi continua a lavorare come tecnica presso il DCCI. Lo studio grazie al quale è stata premiata è stato condotto in collaborazione con i professori Giovanni Vozzi e Carmelo De Maria del dipartimento di Ingegneria dell'Informazione e del Centro di Ricerca E. Piaggio dell’Università di Pisa e con la dottoressa Emilia Bramanti dell'Istituto di Chimica dei Composti Organometallici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ICCOOM-CNR, Pisa).
Concerto di Rosa Brunello "Senseless acts of love"
Venerdì 28 giugno, alle ore 21.30, presso Arnovivo, avrà luogo il concerto di Rosa Brunello dal titolo "Senseless acts of love".
L'evento è realizzato da Isola del Jazz con il contributo dell'Università di Pisa per le attività studentesche autogestite.
Si esibiranno:
Rosa Brunello (basso elettrico e contrabbasso)
Yazz Ahmed (tromba, flicorno)
Tamar Osborn (sassofono)
Maurice Louca (chitarra, sintetizzatore)
Marco Frattini (batteria, percussioni)
Rosa Brunello è una bassista e compositrice le cui competenze spaziano dalle improvvisazioni libere al rock elettrico, dub alla musica sudamericana. Ama fondere suoni acustici ed elettronici per sfidare i confini tra generi vivere secondo il suo motto di senza confini. Ha sviluppato il suo stile musicale durante i suoi studi a Berlino, Parigi e Amsterdam, affinando un suono personale attraverso esibizioni in tutto il mondo. È una viaggiatrice curiosa, costantemente attratta da percorsi alternativi, effettuando tour in Sud America, Giappone, Canada, Egitto e in tutta Europa.
Per ulteriori informazioni contattare l'indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Concerto di Rosa Brunello "Senseless acts of love"
Venerdì 28 giugno, alle ore 21.30, presso Arnovivo, avrà luogo il concerto di Rosa Brunello dal titolo "Senseless acts of love".
L'evento è realizzato da Isola del Jazz con il contributo dell'Università di Pisa per le attività studentesche autogestite.
Si esibiranno:
Rosa Brunello (basso elettrico e contrabbasso)
Yazz Ahmed (tromba, flicorno)
Tamar Osborn (sassofono)
Maurice Louca (chitarra, sintetizzatore)
Marco Frattini (batteria, percussioni)
Rosa Brunello è una bassista e compositrice le cui competenze spaziano dalle improvvisazioni libere al rock elettrico, dub alla musica sudamericana. Ama fondere suoni acustici ed elettronici per sfidare i confini tra generi vivere secondo il suo motto di senza confini. Ha sviluppato il suo stile musicale durante i suoi studi a Berlino, Parigi e Amsterdam, affinando un suono personale attraverso esibizioni in tutto il mondo. È una viaggiatrice curiosa, costantemente attratta da percorsi alternativi, effettuando tour in Sud America, Giappone, Canada, Egitto e in tutta Europa.
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Terza laurea per Luca Razzauti, studente affetto da sindrome “X Fragile”
Per Luca Razzauti arriva la terza laurea, il titolo magistrale in Storia dell’Arte, conseguito con il massimo dei voti, 110 e lode, presso il dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa. Un traguardo importante per il ragazzo originario di Livorno, 37 anni, affetto dalla nascita dalla Sindrome di Martin Belle, meglio conosciuta come "X Fragile", una patologia rara che conferisce tratti autistici con relativa difficoltà comunicativa. Circondato dalla sua famiglia e dagli amici, Luca è riuscito per la terza volta a centrare l’obiettivo che si era prefissato, dopo una laurea triennale in Discipline dello spettacolo e della comunicazione e una magistrale in Storia delle arti visive e dello spettacolo, sempre nell’Ateneo pisano.
Ad accompagnare Luca in questa nuova tappa del suo percorso universitario, c’è stata ancora una volta l’Unità di servizi per l'integrazione degli studenti con disabilità (USID) dell’Università di Pisa: Luca ha potuto seguire le lezioni in presenza, affiancato da un tutor durante le attività didattiche. “Sono veramente appagato e contento per aver raggiunto questo nuovo obiettivo – commenta Luca – Sono inoltre grato all’Università di Pisa per avermi accolto nella sua comunità come il più gradito dei suoi membri. Questo nuovo tassello della mia vita mi stimola a guardare oltre fiducioso. Auguro a tutte le persone in difficoltà di poter fare un percorso simile al mio”.
Luca Razzauti ha discusso una tesi dal titolo "L'esperienza di un incontro fecondo, il mito di Ulisse e Circe nell'arte figurativa e nel cinema" con la professoressa Sonia Maffei (Storia dell’Arte) e professor Maurizio Ambrosini (Storia del Cinema). "Nel seguire come relatrice Luca nella sua tesi di laurea in Storia dell'Arte – racconta la professoressa Maffei – sono rimasta colpita non solo dalla sua sensibilità e originalità nell’approccio ai temi culturali, ma anche dalla sua capacità, nel confronto tra temi artistici e narrato cinematografico, a indentificare trame visive inedite e a interpretale in modo acutamente personale".
"Ho avuto la fortuna di svolgere per Luca il ruolo di tutor e relatore della tesi triennale e della prima tesi magistrale in Storia e critica del cinema e di apprezzarne sin da subito la dedizione allo studio e, in particolare, alla scrittura – aggiunge il professor Ambrosini – Si incontrano in lui i tratti dell’analista puntuale di testi filmici e quelli dello scrittore capace di fare della propria esperienza la materia di una narrazione lucida e ironica. In questa nuova tesi interdisciplinare, tra Storia dell'arte e del cinema, l'interpretazione filmica si è fatta ancor più raffinata e Luca spinge infine il discorso critico verso una dimensione ulteriore e più personale rispetto ai confini del campo d'indagine".
Scuola e Cittadinanza Digitale: incontro pubblico alle Benedettine
Cosa significa essere cittadini digitali e quali sono le sfide da affrontare? È questa la domanda da cui partirà il dialogo tra Enrico Nardelli dell’Università di Roma Tor Vergata, autore del libro “La rivoluzione informatica”, e Anna Baccaglini-Frank, docente di Matematiche Complementari dell’Università di Pisa. Intervistati da Francesca Franceschi, giornalista di 50Canale, i due docenti saranno protagonisti dell’incontro pubblico su “Scuola e Cittadinanza Digitale” che si terrà giovedì 13 giugno, alle ore 17, presso l’Auditorium delle Benedettine in P.zza San Paolo a Ripa d'Arno a Pisa. Organizzato dall’Ateneo pisano l’incontro fa parte del ciclo “Dialoghi su digitale e società”.
Grande successo del Coro dell’Università per l’esecuzione della Messa di Gloria di Giacomo Puccini
Grande successo per il tradizionale Concerto del Coro dell’Università del Giugno Pisano, giunto alla sua venticinquesima edizione. Venerdì 7 giugno alle ore 21:30, nella chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, il Coro dell'Università ha eseguito la grandiosa Messa a quattro voci con orchestra (detta Messa di Gloria) di Giacomo Puccini, composta a Lucca nel 1880. La serata è stata organizzata nell’ambito delle celebrazioni in occasione del primo centenario dalla morte del compositore lucchese. Per l’occasione, alle nutrite fila del Coro pisano si sono uniti i coristi del Coro dell’Università di Perugia in scambio culturale col nostro Ateneo. Solisti il tenore Marco Mustaro e il baritono Carlo Morini, insieme all’Orchestra Sinfonica Città di Grosseto, sotto la direzione di Stefano Barandoni.
Note di sala
Il XXV Concerto annuale nel Giugno Pisano del Coro dell’Università di Pisa cade nell’anno delle celebrazioni per il centenario della morte di Giacomo Puccini, il grande compositore lucchese che tante istituzioni musicali si stanno impegnando a ricordare.
L’occasione era dunque propizia per presentare, nella splendida cornice della chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, l’unica grande opera sacra del Maestro: la Messa a quattro voci con orchestra. A rendere ancora più solenne l’evento è la presenza, nelle file del Coro, delle amiche e degli amici del Coro dell’Università di Perugia, giunti a Pisa per uno scambio culturale col nostro Coro, che nello stesso mese di giugno si recherà a Perugia per una seconda esecuzione congiunta della messa pucciniana. “Pisa e Perugia: due cori universitari per Giacomo Puccini” potrebbe essere il motto di questo progetto che ci ha visti alacremente impegnati da mesi di studio e prove.
La Messa a quattro voci con orchestra fu composta a Lucca da Puccini nel 1880 (a ventidue anni, dunque) per conseguire il diploma presso l’illustre Istituto Musicale “G. Pacini”, lo stesso di cui era stato direttore il padre di Giacomo, Michele. Spesso è indicata con il titolo Messa di Gloria: si tratta tuttavia, come ha anche precisato la specialista Gabriella Biagi Ravenni, di un errore, perché generalmente, e salvo poche eccezioni, quel titolo indica una composizione che comprende solo le due prime sezioni (Kyrie e Gloria), mentre qui sono presenti tutte e cinque le parti consuete di una messa (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Benedictus e Agnus Dei).
Quella pucciniana però, della quale il suo autore non volle mai pubblicare il manoscritto completo e che, una volta raggiunta la notorietà, definì “peccato giovanile”, cadde presto nell’oblio: dopo la prima esecuzione nella Chiesa di San Paolino di Lucca (il 12 luglio), infatti, sarebbero trascorsi settantadue anni prima che fosse eseguita di nuovo, a Chicago (1952) e alcuni mesi dopo a Napoli.
La sua riscoperta fu al centro di una vicenda confusa e rocambolesca: alla fine della Seconda guerra mondiale, Dante Del Fiorentino, il parroco della St. Lucy’s Church (Brooklyn) incaricato di scrivere una biografia del compositore (dall’eloquente titolo Immortal Bohemian: An intimate memoir of G. P., 1952) fece pubblicare quella che riteneva essere la partitura autografa, acquistata dalla famiglia Vandini di Lucca. Trattandosi invece di una copia, la Messa entrò in una battaglia legale che terminò con la divisione dei diritti d’autore tra la Ricordi e l’editore americano.
Al tempo della sua composizione, Puccini, che in quello stesso anno si tra- sferirà a Milano per frequentare il Conservatorio, poteva dirsi già un esperto esecutore di pianoforte e soprattutto di organo, il cui imponente spessore ispira qui molte pagine. Il Credo peraltro era stato già composto nel 1878 come pezzo autonomo, eseguito insieme al Mottetto Plaudite Populi, per la chiesa di San Paolino. Puccini aveva inoltre composto un Preludio a orchestra, la cantata I figli d’Italia bella e un valzer per la banda cittadina; ma soprattutto aveva già assistito a uno spettacolo operistico di rilievo, un’Aida rappresentata con grande fasto al teatro Nuovo di Pisa, dove si recò da Lucca insieme a un gruppo di amici, in un viaggio notturno fatto in gran parte a piedi, rimasto leggendario. L’influenza del tardo Verdi è evidente del resto fin dalle prime note del Kyrie, o nel successivo Qui tollis; ma tutte le prime prove sacre del giovane e talentuoso Giacomo erano spesso criticate (anche in famiglia) per indulgere a toni mondani, profani e troppo operistici.
La prima opera teatrale di Puccini sarà Le Villi, scritta tre anni dopo questa Messa per un concorso indetto a Milano dall’editore Sanzogno, e rappresentata nel 1884. Dopo Le Villi, lo straordinario destino artistico di Puccini non dimenticherà mai l’importanza della componente religiosa, sia nel teatro, sia nella produzione sacra (ancora nel 1905 comporrà un Requiem in memoria di Verdi). È nota la presenza, nella Messa, di alcuni temi che, con opportune trasformazioni, il melomane riconosce subito come familiari: il Gloria riemerge nel finale del primo atto di Tosca, l’Agnus Dei nel secondo atto della Manon (il celebre madrigale Sulla vetta tu del monte), il Kyrie nell’Edgar.
Ma la Messa ha ben altro peso nella formazione pucciniana perché, seppur in forma aurorale, vi si ritrovano quasi tutti gli aspetti innovativi che caratterizzeranno la successiva e più famosa produzione. A una generale e diffusa sensibilità di tipo drammaturgico, usuale per l’epoca (basti pensare al Requiem di Verdi, del 1874), si sommano, specie nel ritmo, molte finezze coloristiche che conferiscono alla melodia un tono sentimentale e a tratti pastorale, e che garantiscono una continuità tra i diversi pezzi fatta anche di fughe frenetiche e con- trasti trionfali che saranno poi tipici del teatro pucciniano. Anche se sono presenti fin dall’inizio del Gloria delle concessioni “mondane” (ad esempio le impennate di tromba di stampo garibaldino), che la stessa sorella Iginia rimproverava a Giacomo, la Messa è comunque musica sacra di altissimo livello.
La scrittura vocale si ispira allo stile imitativo della polifonia classica di Palestrina, che a quel tempo era un modello di studio nei Conservatori italiani. L’Et in terra pax e il Laudamus te mostrano chiare impronte della mu- sica religiosa del suo tempo, a partire dai grandi oratori di Mendelssohn. Più autenticamente pucciniano è il Gratias agimus tibi, per voce di tenore solista, dove emerge il calore espressivo e l’accento profondamente umano del futuro compositore delle arie di De Grieux, Rodolfo e Cavaradossi.L’ombra di Verdi si stende invece sul Qui tollis, pagina comunque animata dalla sensibilità per i valori razionali ed estetici dell’armonia. Il Cum Sancto Spiritu poi, che venne definito “un fugone coi baffi” dal critico della “Provincia di Lucca”, si rivela un esercizio bachiano di alta scuola (nonché di impervia esecuzione), che arriva ambiziosamente a incorporare nella doppia fuga finale il tema del Gloria. Siamo quindi al recupero di quel Credo composto due anni prima, una bellissima, forse solo un po’ ingessata e poco innovativa, professione di fede in do minore, che si apre in fortissimo e alterna episodi monoritmici a scambi contrappuntistici. Più originali risultano decisamente tutti e quattro i brani che seguono: il Crucifixus, affidato alla sola sezione grave maschile del coro, il Sanctus, il Benedictus e l’Agnus Dei. Il Benedictus, in particolare, intonato dal baritono solista, si dispiega con l’immediatezza comunicativa tipica del compositore, ma leggero e intimista è anche il duetto finale tra baritono e tenore (Agnus Dei), punteggiato in modo semplicissimo dal richiamo del coro (Miserere nobis). La Messa si conclude così con un ritmo di valzer, accompagnato dai fiati e dal pizzicato degli archi, quasi a evocare un’uscita spensierata, verso giovanili svaghi serali, da una chiesa lucchese.
Fabrizio Cigni
Responsabile del Polo Musicale “Maria Antonella Galanti” dell’Università di Pisa