La 'Bellezza' protagonista all’Open Day della Ricerca
Anche quest’anno torna l’Open Day della Ricerca, la manifestazione promossa dall’Università di Pisa nata per aprire virtualmente le porte dei propri laboratori e mostrare a tutta la cittadinanza il lavoro e i protagonisti di questo settore. L’appuntamento è venerdì 29 e sabato 30 aprile rispettivamente nell’Aula magna “Fratelli Pontecorvo” del Polo Fibonacci e a Palazzo Reale, con incontri ed eventi che in questa edizione avranno un tema dominante che percorrerà le due giornate - la Bellezza - incentrato su tre momenti: la Bellezza della Ricerca, la Ricerca della Bellezza, l’Officina della Bellezza.
Alla presentazione dell’evento, che si è tenuta nella Sala Mappamondi del rettorato, erano presenti il rettore Massimo Augello, il prorettore alla Ricerca Roberto Barale, ed Eva Perini, presidente di Progetto Vitalità Onlus.
Nella mattina di venerdì 29 aprile, dalle ore 11 alle 13, alcuni giovani ricercatori dell’Ateneo, che stanno lavorando su importanti progetti, descriveranno da diversi punti di vista la bellezza della loro attività e cosa di bello hanno trovato nell’oggetto degli studi che stanno attualmente conducendo con successo. I ricercatori Cristian Biagioni, Paola Binda, Christian Frasconi, Elisa Giovannetti, Vittoria Raffa e Simona Rapposelli saranno intervistati da Cristina Di Domenico di RAI 3 Toscana.
Nel pomeriggio di venerdì, a partire dalle 15.30, alcuni autorevoli relatori spiegheranno cosa è per loro la Bellezza, come essa possa articolarsi nei diversi ambiti e con quali effetti anche sulla salute umana.
Ci saranno il filosofo Remo Bodei, il campione sportivo Gennaro Gattuso, il matematico Piergiorgio Odifreddi, il chirurgo plastico ricostruttivo dell’ospedale Careggi di Firenze Alessandro Innocenti e il medico clinico Enzo Grossi. Condurrà le presentazioni e il dibattito la giornalista del programma “Leonardo” di RAI Tre, Silvia Rosa-Brusin.
Nella terza parte - l’Officina della Bellezza - in programma sabato 30 alle ore 16 a Palazzo Reale, si mostrerà come la bellezza nelle mani e nella mente dell’uomo diventi oggetto o prodotto (made in Italy). L’incontro è organizzato dall’Onlus “Sentiment of Beauty” e sarà moderato da Marco Carminati, de Il Sole 24 Ore.
Dopo un’introduzione di Eva Perini, presidente di Progetto Vitalità Onlus, interverranno Andrea Muzzi, Soprintendente dei Beni culturali di Pisa e Livorno, Giuseppe Roma, Senior Advisor CENSIS e segretario generale RUR - Rete Urbana delle rappresentanze;
Guido Beltramini, direttore del Palladio Museum di Vicenza, Cristiana Collu, direttore Galleria Nazionale Arte Moderna di Roma, Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, Fernanda Giulini, imprenditrice e presidente della Collezione Giulini.
A conclusione delle due giornate, alle ore 18, sarà inaugurata a Palazzo Reale la mostra “Dialoghi” con opere di Stefano Arienti, Marco Bagnoli, Daniela De Lorenzo, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Remo Salvadori, Salvo e Luca Vitone.
- Nella foto in alto: da sinistra Roberto Barale, prorettore alla Ricerca, Eva Perini, presidente di Progetto Vitalità Onlus, Massimo Augello, rettore, Cristiana Barghini, responsabile Ufficio Ricerca.
- Nella foto al centro a sinistra, i sei giovani ricercatori protagonisti della mattinata del 29 aprile: da in alto a sinistra, Christian Frasconi, Cristian Biagioni, Paola Binda, Elisa Giovannetti, Vittoria Raffa e Simona Rapposelli.
- Nella foto al centro a destra, Remo Bodei e Piergiorgio Odifreddi.
- In basso a destra, Gennaro Gattuso.
Bruxelles: premiato il progetto GeTFuTuRe coordinato dall’Università di Pisa
Il progetto GeTFuTuRe coordinato dall’Università di Pisa è stato premiato nell’ambito del Clean Sky Forum che si è svolto ad aprile a Bruxelles e che ogni anno ha il compito di fare il punto sulla ricerca tecnologica nel settore aeronautico in Europa. GeTFuTuRe è arrivato secondo su 450 progetti e il professore Marco Beghini dell’Ateneo pisano ha così potuto illustrare in una delle sessioni plenarie i risultati raggiunti dal lancio nel 2013 all’attuale fase di completamento.
Cofinanziato dalla Comunità Europea con circa 2,2 milioni di euro e sviluppato da un consorzio composto dall’Università di Pisa, dalla spin off AM Testing di Pisa e dalla azienda Catarsi Costruzioni Meccaniche di Fornacette, GeTFuTuRe ha l’obiettivo di validare le prestazioni di un sofisticato sistema di ingranaggi realizzato da Avio Aero, azienda leader a livello mondiale nelle trasmissioni aeronautiche che nel progetto ha svolto il ruolo di “Topic Manager”.
Oltre che per la qualità dei risultati ottenuti, la giuria internazionale di Clean Sky ha attribuito il premio anche in base ad alcune caratteristiche del progetto considerate strategiche: la stretta collaborazione tra enti di ricerca, grandi aziende e PMI, il coinvolgimento nelle attività degli enti territoriali, la capacità di sviluppare studi di tipo industriale con vantaggi economici diretti sull’industria europea e, non ultima, la creazione di posti di lavoro per personale con elevata qualificazione.
“Il progetto GeTFuTuRe è stato sviluppato in stretta collaborazione con Avio Aero grazie a competenze e risorse tecnico-scientifiche prevalentemente presenti sul territorio pisano e collegate all’Università di Pisa - ha spiegato Marco Beghini - a partire dal fondamentale coinvolgimento della Regione Toscana e del Parco di San Rossore che ha autorizzato la realizzazione del laboratorio al cui interno è stato installato il banco per testare i componenti realizzati da Avio per i futuri motori aeronautici con ridotto impatto ambientale”.
Bruxelles: premiato il progetto GeTFuTuRe coordinato dall’Ateneo
Il progetto GeTFuTuRe coordinato dall’Università di Pisa è stato premiato nell’ambito del Clean Sky Forum che si è svolto ad aprile a Bruxelles e che ogni anno ha il compito di fare il punto sulla ricerca tecnologica nel settore aeronautico in Europa. GeTFuTuRe è arrivato secondo su 450 progetti e il professore Marco Beghini dell’Ateneo pisano ha così potuto illustrare in una delle sessioni plenarie i risultati raggiunti dal lancio nel 2013 all’attuale fase di completamento.
Cofinanziato dalla Comunità Europea con circa 2,2 milioni di euro e sviluppato da un consorzio composto dall’Università di Pisa, dalla spin off AM Testing di Pisa e dalla azienda Catarsi Costruzioni Meccaniche di Fornacette, GeTFuTuRe ha l’obiettivo di validare le prestazioni di un sofisticato sistema di ingranaggi realizzato da Avio Aero, azienda leader a livello mondiale nelle trasmissioni aeronautiche che nel progetto ha svolto il ruolo di “Topic Manager”.
Oltre che per la qualità dei risultati ottenuti, la giuria internazionale di Clean Sky ha attribuito il premio anche in base ad alcune caratteristiche del progetto considerate strategiche: la stretta collaborazione tra enti di ricerca, grandi aziende e PMI, il coinvolgimento nelle attività degli enti territoriali, la capacità di sviluppare studi di tipo industriale con vantaggi economici diretti sull’industria europea e, non ultima, la creazione di posti di lavoro per personale con elevata qualificazione.
“Il progetto GeTFuTuRe è stato sviluppato in stretta collaborazione con Avio Aero grazie a competenze e risorse tecnico-scientifiche prevalentemente presenti sul territorio pisano e collegate all’Università di Pisa - ha spiegato Marco Beghini - a partire dal fondamentale coinvolgimento della Regione Toscana e del Parco di San Rossore che ha autorizzato la realizzazione del laboratorio al cui interno è stato installato il banco per testare i componenti realizzati da Avio per i futuri motori aeronautici con ridotto impatto ambientale”.
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Foto - Davanti al poster di GeTFuTuRe, da sinistra: Paolo Baroni (Catarsi srl), Bernardo Monelli (UNIPI), Giuseppe Pagnano (Project Officer coordinator Clean Sky), Ida Bartilotta (AM Testing) , Enrico Casale (Avio Aero), Marco Beghini (UNIPI) e Jean Francois Brouchaert (Project Officer Clean Sky)
INVITO STAMPA: Presentazione Open day della Ricerca dell’Università di Pisa
Mercoledì 27 aprile, alle ore 11.30, nella Sala dei Mappamondi del Rettorato, in Lungarno Pacinotti 44, si terrà la presentazione dell’Open Day della Ricerca dell’Università di Pisa, in programma il 29 e il 30 aprile al Polo Fibonacci e a Palazzo Reale. Nell’occasione saranno presenti il rettore Massimo Augello e il prorettore alla Ricerca Roberto Barale, che illustreranno il programma di incontri ed eventi che quest'anno avranno come tema centrale la “Bellezza” raccontata in sue tre declinazioni: la Bellezza della Ricerca, la Ricerca della Bellezza, l’Officina della Bellezza.
In occasione del 50esimo del film pubblicata la sceneggiatura originale de «L’armata Brancaleone»
Per festeggiare il cinquantesimo del film “L’armata Brancaleone” di Mario Monicelli, che esordì nelle sale nell’aprile del 1966, esce per la prima volta in un libro la sceneggiatura originale del film. Il volume, “L’Armata Brancaleone. La sceneggiatura” (Edizioni Erasmo, Livorno), è curato da Fabrizio Franceschini (foto), professore ordinario di Linguistica italiana presso l’Università di Pisa, che in un’ampia introduzione analizza la sceneggiatura scritta da Mario Monicelli, Age (Agenore Incrocci) e Furio Scarpelli. Composto da 366 pagine, il volume comprende anche una presentazione affidata al medievista Franco Cardini e una postfazione di Giacomo Scarpelli, figlio di Furio.
“Questa pubblicazione – spiega Fabrizio Franceschini – arriva a conclusione di un corso svolto all’Università di Pisa , dove abbiamo un laboratorio permanente che si occupa di lingua, cinema e scrittura”.
Un libro, come racconta il professore dell’Ateneo pisano, che è nato dal ritrovamento e dal confronto delle tre stesure della sceneggiatura, una conservata nell’Archivio Centrale dello Stato a Roma e le altre due ancora in possesso della famiglia Scarpelli.
“Si va da Capalbio – dice Franceschini - dove nell’agosto 2013 Giacomo Scarpelli mi ha consegnato il primo dattiloscritto, alla casa presso Piazza di Spagna ove nel settembre successivo la signora Cora e Giacomo mi hanno messo a disposizione, con un buon tè, il copione più recente, sino alla casa toscana di S. Cristina ove Giacomo e Massimo Ghirlanda ne hanno reperito, nel luglio 2015, l’ultima parte”.
Ma oltre a recuperare le varie versioni della sceneggiatura – quella pubblicata nel volume è la terza e ultima – Franceschini si concentra sull’analisi linguistica del film: al contrario di quanto comunemente ritenuto, la sua tesi è che quella dell’Armata Brancaleone non sia una lingua inesistente o inventata. Il suo studio evidenzia infatti l’ampio utilizzo delle fonti letterarie da parte degli sceneggiatori, teso specialmente a caratterizzare i personaggi delle classi superiori o del clero: si va dai poeti siciliani, a Dante, specie per Brancaleone, a Iacopone riflesso dal personaggio di Zenone, a Machiavelli e al Pulci, per giungere al Bacco in Toscana di Francesco Redi sino al Belli, Manzoni e Pascoli. In base poi all’assunto degli sceneggiatori che “in questi anni oscuri, mal precisati, del Medioevo, la gente non doveva parlare in modo sostanzialmente differente dalle persone semplici di oggi”, i personaggi delle classi umili sono associati alle varie aree dialettali, da quella mediana e in particolare laziale (Taccone e Pecoro), a quella settentrionale (Mangoldo) sino a quella campana (Zito) e all’estremo sud. Una lavoro sui dialetti facilitato dall’esperienza che Monicelli, Age, Scarpelli avevano già maturato nei film precedenti, in particolare nella “Grande guerra”.
In questo quadro, fanno forse eccezione solo i ‘portatori di morte’, ossia i predoni barbari e i pirati saracini, che sono caratterizzati da “non-lingue” animalesche, mentre i loro capi usano parole incomprensibili ma allusive al mondo germanico o al mondo arabo. E così anche il temibile Cavaliere Nero, che si esprime non con parole ma col fiammeggiare dell’unico occhio o con ruggiti, comincerà a parlare solo dopo l’incontro col monaco Zenone che lo umanizza.
In occasione del 50esimo del film pubblicata per la prima volta la sceneggiatura originale de 'L’armata Brancaleone'
Per festeggiare il cinquantesimo del film “L’armata Brancaleone” di Mario Monicelli, che esordì nelle sale nell’aprile del 1966, esce per la prima volta in un libro la sceneggiatura originale del film. Il volume, “L’Armata Brancaleone. La sceneggiatura” (Edizioni Erasmo, Livorno), è curato da Fabrizio Franceschini, professore ordinario di Linguistica italiana presso l’Università di Pisa, che in un’ampia introduzione analizza la sceneggiatura scritta da Mario Monicelli, Age (Agenore Incrocci) e Furio Scarpelli. Composto da 366 pagine, il volume comprende anche una presentazione affidata al medievista Franco Cardini e una postfazione di Giacomo Scarpelli, figlio di Furio.
“Questa pubblicazione – spiega Fabrizio Franceschini – arriva a conclusione di un corso svolto all’Università di Pisa , dove abbiamo un laboratorio permanente che si occupa di lingua, cinema e scrittura”.
Un libro, come racconta il professore dell’Ateno pisano, che è nato dal ritrovamento e dal confronto delle tre stesure della sceneggiatura, una conservata nell’Archivio Centrale dello Stato a Roma e le altre due ancora in possesso della famiglia Scarpelli.
“Si va da Capalbio – dice Franceschini - dove nell’agosto 2013 Giacomo Scarpelli mi ha consegnato il primo dattiloscritto, alla casa presso Piazza di Spagna ove nel settembre successivo la signora Cora e Giacomo mi hanno messo a disposizione, con un buon tè, il copione più recente, sino alla casa toscana di S. Cristina ove Giacomo e Massimo Ghirlanda ne hanno reperito, nel luglio 2015, l’ultima parte”.
Ma oltre a recuperare le varie versioni della sceneggiatura – quella pubblicata nel volume è la terza e ultima – Franceschini si concentra sull’analisi linguistica del film: al contrario di quanto comunemente ritenuto, la sua tesi è che quella dell’Armata Brancaleone non sia una lingua inesistente o inventata. Il suo studio evidenzia infatti l’ampio utilizzo delle fonti letterarie da parte degli sceneggiatori, teso specialmente a caratterizzare i personaggi delle classi superiori o del clero: si va dai poeti siciliani, a Dante, specie per Brancaleone, a Iacopone riflesso dal personaggio di Zenone, a Machiavelli e al Pulci, per giungere al Bacco in Toscana di Francesco Redi sino al Belli, Manzoni e Pascoli. In base poi all’assunto degli sceneggiatori che “in questi anni oscuri, mal precisati, del Medioevo, la gente non doveva parlare in modo sostanzialmente differente dalle persone semplici di oggi”, i personaggi delle classi umili sono associati alle varie aree dialettali, da quella mediana e in particolare laziale (Taccone e Pecoro), a quella settentrionale (Mangoldo) sino a quella campana (Zito) e all’estremo sud. Una lavoro sui dialetti facilitato dall’esperienza che Monicelli, Age, Scarpelli avevano già maturato nei film precedenti, in particolare nella “Grande guerra”.
In questo quadro, fanno forse eccezione solo i ‘portatori di morte’, ossia i predoni barbari e i pirati saracini, che sono caratterizzati da “non-lingue” animalesche, mentre i loro capi usano parole incomprensibili ma allusive al mondo germanico o al mondo arabo. E così anche il temibile Cavaliere Nero, che si esprime non con parole ma col fiammeggiare dell’unico occhio o con ruggiti, comincerà a parlare solo dopo l’incontro col monaco Zenone che lo umanizza.
Five grants available for the PhD programme in robotics
The PhD programme in Ingegneria dell'Informazione of the University of Pisa (UNIPI) is benefiting from an important cooperation with the Istituto Italiano di Tecnologia one of the top-level Institutions in Italy and Europe in the field of Robotics, Materials Science, Neuroscience, etc.. In the picture you can see our latest new friend, the WALKMAN robot, that has been developed as a result of a collaboration between IIT and UNIPI, with the scientific coordination of Nikos Tsagarakis (IIT) and Prof. Antonio Bicchi (Pisa and IIT) and with the contribution of PhD students from Pisa.
WALKMAN stands between the PhD coordinator Marco Luise (on the right-hand side) and one of the principal investigators of the project, a former PhD student at UNIPI and who is now an IIT Researcher, Arash Ajoudani. After Arash met the Italian Prime Minister, Matteo Renzi, and presented his research, he will now come to Pisa and deliver a PhD programme on the interaction between Humans and Robots.
Next year, our PhD programme will feature 5 positions with grants offered by IIT on different topics in Robotics. In order to qualify, candidates will need to go through an admission procedure (selection based on CV and a Skype interview) especially oriented to international students. The PhD programme will take place mainly at IIT Genova, while the basic learning and training activities will be carried out in Pisa.
More information on the admission procedure can be found at http://phd.dii.unipi.it/en/. More information on the research subjects funded by IIT can be obtained by contacting prof. Bicchi (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) and/or Mr. Ajoudani (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).
Un corso per pilota di drone riservato a studenti e ricercatori
Grazie a una collaborazione tra l’Università di Pisa e Zefiro Ricerca & Innovazione, organizzazione di addestramento e consulenza riconosciuta da ENAC, un gruppo di studenti del corso di laurea in Ingegneria robotica e dell’Automazione e di ricercatori del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, sta seguendo un corso di formazione teorico-pratico previsto per gli aspiranti piloti di Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (SAPR), altrimenti detti “droni”.
Il percorso formativo, articolato su lezioni in aula, e-learning, attività di volo simulato e pratica di volo sull’esacottero ERMES di Zefiro, verrà integrato con il corso “Sistemi di Guida e Navigazione” tenuto all’Università di Pisa dal professor Lorenzo Pollini, le cui attività di ricerca riguardano sistemi unmanned aerei e terrestri.
"Lo sviluppo del settore civile dei SAPR - commenta il professor Lorenzo Pollini - ha visto negli ultimi anni un vero e proprio boom di applicazioni e aziende coinvolte, anche nel territorio pisano, spinto dalle innovazioni tecnologiche e dalle attività di ricerca svolte anche nel nostro Ateneo. Questa iniziativa ha lo scopo di favorire la formazione, non solamente negli aspetti ingegneristici dei SAPR, ma anche in quelli operativi, necessari per condurre operazioni nel rispetto della normativa e della sicurezza".
“Il connubio tra la formazione offerta da un corso di laurea in Ingegneria e quella di un’organizzazione di addestramento SAPR - dichiara l’Ing. Vittorio Cipolla, presidente di Zefiro Ricerca & Innovazione - dà la possibilità di arricchire il ruolo del pilota di SAPR, avvicinandolo a quello del Responsabile Tecnico Aeronavigabilità, la cui funzione primaria è la gestione delle operazioni finalizzata al continuo miglioramento della sicurezza del volo”.
Un defibrillatore per il Museo della Grafica
Il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi si è dotato di un defibrillatore donato dalla Fondazione Arpa, tramite la Onlus Cecchini Cuore. La donazione è avvenuta in memoria di Flaminio Farnesi, noto imprenditore e collezionista pisano vicino alla Fondazione Arpa e al suo presidente, il professor Franco Mosca. Alla cerimonia di consegna del defibrillatore, che si è svolta giovedì 21 aprile, hanno partecipato Bruno Farnesi, figlio di Flaminio, la professoressa Lucia Tomasi Tongiorgi, delegata dell'Ateneo alla Cultura, l'assessore comunale alla Cultura, Andrea Ferrante, il direttore scientifico del Museo, Alessandro Tosi, il professor Franco Mosca e il dottor Maurizio Cecchini.
Oltre che per ricordare la figura di Flaminio Farnesi, la cerimonia è stata l'occasione, per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema dell’arresto cardiaco e del ruolo fondamentale ricoperto dal defibrillatore semiautomatico, strumento essenziale per salvare la vita in caso di arresto cardiaco extra ospedaliero. Dal dicembre 2007 il dottor Cecchini ha personalmente installato 342 defibrillatori automatici pubblici nella provincia di Pisa e tenuto corsi gratuiti formando più di 8.000 first responders.
Un defibrillatore per il Museo della Grafica
Il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi si è dotato di un defibrillatore donato dalla Fondazione Arpa, tramite la Onlus Cecchini Cuore. La donazione è avvenuta in memoria di Flaminio Farnesi, noto imprenditore e collezionista pisano vicino alla Fondazione Arpa e al suo presidente, il professor Franco Mosca. Alla cerimonia di consegna del defibrillatore, che si è svolta giovedì 21 aprile, hanno partecipato Bruno Farnesi, figlio di Flaminio, la professoressa Lucia Tomasi Tongiorgi, delegata dell'Ateneo alla Cultura, l'assessore comunale alla Cultura, Andrea Ferrante, il direttore scientifico del Museo, Alessandro Tosi, il professor Mosca e il dottor Maurizio Cecchini.
Oltre che per ricordare la figura di Flaminio Farnesi, la cerimonia è stata l'occasione, per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema dell’arresto cardiaco e del ruolo fondamentale ricoperto dal defibrillatore semiautomatico, strumento essenziale per salvare la vita in caso di arresto cardiaco extra ospedaliero. Dal dicembre 2007 il dottor Cecchini ha personalmente installato 342 defibrillatori automatici pubblici nella provincia di Pisa e tenuto corsi gratuiti formando più di 8.000 first responders.