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Comunicati stampa

E’ in partenza il progetto "Agricoltura digitale per lo sviluppo sostenibile" (Agritech UE), con un budget di circa 3,5 milioni di euro e co-finanziato al 50% nell’ambito del programma Digital Europe.

Il progetto è coordinato dal professor Gianluca Brunori dell'Università di Pisa e vi partecipano il consorzio universitario QUINN, il CNR-ISTI, l’Università di Macerata, le Università di Gent, di Atene, di Almeria, di Montpellier, ed alcune imprese Agritech.

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L’obiettivo di Agritech è sviluppare moduli didattici che costruiscano competenze di alto livello nell’ambito della digitalizzazione per l’agricoltura sostenibile, con una particolare enfasi sui principi dell'agroecologia e dell’innovazione responsabile. Verranno affrontati tra gli altri i temi dell'agricoltura di precisione, dell'uso di droni a scopo di monitoraggio, della gestione dei dati aziendali, dell'applicazione dell'intelligenza artificiale, dell'automazione delle operazioni agricole, della digitalizzazione della tracciabilità di filiera. Per ciascuno di questi temi si analizzeranno anche le implicazioni socio-economiche (compresi i rischi e le conseguenze inattese) e legali. I corsi saranno basati su programmi interdisciplinari in grado di unire le competenze tecnologiche, agronomiche, e socio-economiche.

I moduli saranno rivolti in via prioritaria a studenti con laurea triennale in scienze agrarie, informatica, ingegneria informatica. Il progetto ambisce a costruire un catalogo europeo di attività didattiche blended, puntando su una didattica innovativa basata sull’esperienza, fortemente orientata su strumenti online. E’ prevista la mobilità degli studenti e dei docenti e l’attivazione di titoli congiunti.

“Puntiamo a valorizzare l’esperienza maturata in diversi progetti europei e nel corso di perfezionamento attivato dal DISAAA in partnership con DI, DII, CNR, QUINN e creare sinergie con le iniziative avviate nell'ambito del Contamination Lab – spiega il professor Brunori – per l’Ateneo, che partecipa con il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Agro-ambientali in collaborazione con i Dipartimenti di Ingegneria Informatica e di Informatica, il progetto rappresenta una preziosa opportunità per qualificarsi in ambito Europeo come uno degli atenei di eccellenza sulla tematica dell'agricoltura digitale”.

Managing virtual libraries of chemical compounds has never been easier. Only a few days ago thanks to MolBook UNIPI, the powerful software launched by the Department of Pharmacy of the University of Pisa as part of the activities of the national HPC, Big Data and Quantum Computing centre, pharmaceutical chemists and biologists from all over the world have at their disposal, free of charge, an innovative tool for creating, archiving, managing and sharing molecular databases in just a few clicks.

A true technological revolution in the world of pharmaceutical chemistry and biology, in which there has been a lack of free similar software so far, it can make database management procedures, “user-friendly” providing an inexperienced user with an easy and intuitive tool. The software’s potential was analysed in the application note recently published in the prestigious Journal of Chemical Information and Modeling.

The software was developed by Salvatore Galati, Miriana Di Stefano, Lisa Piazza and Giulio Poli, members of the Molecular Modeling & Virtual Screening Laboratory Group of the Department of Pharmacy at the University of Pisa and coordinated by Professor Tiziano Tuccinardi.

MolBook UNIPI was created for the academic and research community to process data in order to compose, manage and analyse databases containing information on chemical compounds to exploit several properties, including the prediction of the toxicological profile of molecules.

 

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“The possibility of digitally archiving the structural characteristics of each individual molecule and the various activity and toxicity data related to it, which is of essential importance. It allows rapid searches, analysis of archived molecules and the use of artificial intelligence to process and predict the properties of different molecules. It is possible, for example, to search in just a few seconds for all the molecules characterised by a particular functional group or a particular biological activity, or to predict their possible toxicity,” explains Professor Tiziano Tuccinardi. “To date, there are several tools that allow the creation of these molecular databases; however, many of these do not carry out exhaustive analyses and moreover are very difficult to be used because they are mainly aimed at researchers working in the field of computational chemistry. The software developed by our research group will lead biologists, non-computational and pharmaceutical chemists to create, manage and share databases of the molecules they are studying. The launch of MolBook UNIPI represents the first step of this project: our idea is to implement it by adding predictive tools based on artificial intelligence that in a simple and intuitive way can help research, by providing from the earliest stages of development of potential drugs, predictions regarding their possible toxicity and activity towards different molecular targets."

MolBook UNIPI is available free of charge for academic, governmental and industrial organisations and can be downloaded from www.molbook.farm.unipi.it.

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The Project was developed thanks to the contribution of the National Recovery and Resilience Plan (PNRR), Mission 4 Component 2 Investment 1.4 'National Centre for HPC, Big Data and Quantum Computing' - Spoke 7 'Materials & Molecular Sciences' (European Union - NextGenerationEU).

Are you an academic, a researcher or a student at one of the 9 member universities of Circle U.? Do you have any brilliant ideas to make our alliance a reality, to contribute to our mission and vision, to involve more colleagues, students and partners? Apply for this call and secure seed funding of up to 10,000 euros to support your project.

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Here’s how it works: You can join together with partners from at least two other Circle U. universities to propose innovative projects ranging from seminars, workshops, joint modules, courses and programmes to joint research activities. If you are a student, your project could contribute to reinforcing student democracy and student engagement, disseminating Circle U. among all students, supporting new learning and training activities, or organizing cultural activities across Circle U.

The objective of the Circle U. seed funding scheme is to provide academics, researchers and students with opportunities to develop projects across the alliance, to strengthen it and to drive bottom-up initiatives. By funding smaller-scale, time-limited, bottom-up projects, we ultimately aim to facilitate the initiation of long-term collaborative activities within the alliance.

Find out more about the conditions and eligibility criteria in the call for applications available on the Circle U. website.

For any questions, please contact Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

Dall’Alleanza Circle U. arrivano opportunità di finanziamento fino a 10.000 euro per docenti, ricercatori e studenti di tutte le discipline. È infatti aperta la nuova call del “Seed Funding Scheme”, un’iniziativa che dà l’opportunità di sviluppare progetti di vario tipo con la collaborazione di almeno tre università che fanno parte dell’Alleanza universitaria, che è stata nuovamente finanziata dall’Unione Europea per la sua seconda fase. Le nove università di Circle U. – che oltre all’Ateneo pisano sono Aarhus University (Danimarca), Humboldt-Universität zu Berlin (Germania), King’s College London (UK), Université Paris Cité (Francia), Università di Belgrado (Serbia), Università di Louvain (Belgio), Università di Oslo (Norvegia) e Universität Wien (Austria) – condividono la missione di rafforzare i legami tra insegnamento, ricerca, innovazione e società per rispondere alle grandi sfide globali di oggi e di domani, concentrandosi sulle tematiche della democrazia, del cambiamento climatico e della salute globale.

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Finanziando progetti di docenti, ricercatori e studenti, il “Seed Funding Scheme” mira a facilitare l'avvio di attività collaborative a lungo termine all'interno dell'alleanza. In concreto, il programma dà la possibilità di proporre progetti innovativi che vanno da seminari, workshop, moduli, corsi e attività di ricerca congiunte sviluppati in collaborazione con almeno altri due partner. Nel caso di studenti, i progetti proposti contribuiranno a rafforzare la partecipazione e il coinvolgimento della comunità studentesca all’interno di Circle U., supportando nuove attività di apprendimento e formazione o organizzando attività culturali in Circle U.

Per candidarsi c’è tempo fino al 15 ottobre 2023. Tutte le informazioni sono disponibili a questo link. È anche possibile contattare l'indirizzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Nell’ultima call del Seed Funding Scheme sono stati finanziati due progetti in cui è coinvolta l’Università di Pisa: il primo è Lights of Tuscany 2023, proposto da uno studente del Dipartimento di Fisica e organizzato con la collaborazione dell’Associazione italiana degli studenti di Fisica, insieme alle università di Belgrado e Aarhus. Il secondo è HELA - Health and Labour, proposto da un dottorando del Dipartimento di Giurisprudenza, e realizzato insieme alle università di Vienna e Berlino. Maggiori informazioni a questo link: https://www.circle-u.eu/opportunities/seedfunding/projects/.

Anche quest'anno l'Università di Pisa, in un'ottica di valorizzazione del personale tecnico amministrativo, favorisce la partecipazione alle attività formative nell'ambito di corsi di laurea e di laurea magistrale dell'Ateneo, esonerando gli interessati dal pagamento della tassa di iscrizione ai Corsi singoli di insegnamento.
Le domande di partecipazione alla selezione dovranno pervenire, con le modalità indicate nel bando, entro e non oltre il giorno 11 settembre 2023 alle ore 13:00.

Leggi i dettagli: 

https://www.unipi.it/index.php/formazione/item/26230-bando-per-l-iscrizione-a-corsi-singoli-di-insegnamento-dell-universita-di-pisa 

È stato sottoscritto in rettorato, venerdì 14 luglio, un accordo per la semplificazione dei procedimenti autorizzativi relativi a interventi di restauro, manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili di proprietà dell’Università di Pisa. Partner della collaborazione sono l’Ateneo, rappresentato dal rettore Riccardo Zucchi, e la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le Province di Pisa e Livorno, rappresentata dal soprintendente Valerio Tesi. Erano inoltre presenti il prorettore all’Edilizia, Francesco Leccese, la dirigente dell’Edilizia, Maria Luisa Cialdella, e la funzionaria della Soprintendenza, Maria Irene Lattarulo.

L’accordo, di durata decennale, riguarda gli immobili riconosciuti di interesse culturale con specifico decreto, sia ope legis quelli realizzati da più di settanta anni, secondo le disposizioni della parte seconda del Decreto Legislativo 42/2004 sul “Codice dei beni culturali e del paesaggio”. Lo stesso D. Lgs. stabilisce che per gli interventi su beni culturali pubblici da eseguirsi da parte di amministrazioni dello Stato, delle regioni, di altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente e istituto pubblico, l’autorizzazione necessaria del soprintendente può essere espressa nell’ambito di specifici accordi atti a disciplinare lo svolgimento di attività di interesse comune in collaborazione.

In concreto, l’accordo prevede la costituzione di un “Tavolo tecnico” composto da personale tecnico dell’Università e della Soprintendenza, uno per ciascuna amministrazione, con la possibilità di far partecipare di volta in volta, in relazione a specifiche necessità e peculiarità, ulteriori figure delle rispettive amministrazioni al fine di definire nel dettaglio e facilitare la valutazione dei casi in esame. In tale sede il personale della Soprintendenza procede alla valutazione della compatibilità degli interventi proposti con l’interesse culturale dei beni immobili oggetto di intervento, potendo richiedere eventualmente approfondimenti, chiarimenti o ulteriori acquisizioni documentali, con contestuale sospensione della richiesta in esame. Al termine dei lavori del tavolo, il funzionario della Soprintendenza a ciò delegato esprime la determinazione conclusiva del Ministero, autorizzando l’intervento o esprimendo un diniego motivato in tempo pressoché reale alla presentazione del caso in esame.

“La collaborazione con la Soprintendenza, definita attraverso modalità programmate e strutturate – ha dichiarato il rettore Riccardo Zucchi – ha l’obiettivo di snellire e semplificare l’azione amministrativa e in particolare per quella miriade di piccoli interventi manutentivi che comunque risultano fondamentali per la conservazione dell’immobile e del suo valore monumentale, rendendo anche più rapide le tempistiche. Si tratta di un accordo di grande rilievo, per il quale ringrazio il soprintendente Tesi, tenuto conto del numero considerevole di edifici che rientrano nel patrimonio immobiliare dell’Ateneo, di cui la maggior parte con carattere storico-artistico-monumentale oltre che paesaggistico importanti, oggetto di frequenti interventi di manutenzione”.

“La semplificazione delle procedure amministrative – ha aggiunto il soprintendente Valerio Tesi - è un obiettivo fondamentale e l’accordo sottoscritto con l’Università di Pisa si aggiunge agli altri accordi di collaborazione già stipulati dalla Soprintendenza con vari enti locali e con altre pubbliche amministrazioni, appunto per disciplinare e snellire le attività di interesse comune. Ora, la tutela, la conservazione e la manutenzione del rilevantissimo patrimonio architettonico dell’Ateneo pisano potrà compiersi in maniera più efficace, con procedure più semplici e più rapide, in una ancor più stretta collaborazione tra Soprintendenza e Università, di cui ringrazio il rettore Riccardo Zucchi”.

Dalla pyradoketosite, un minerale più raro del diamante, al calendario solare a camera oscura, sino agli orti e alle vasche dove i monaci certosini allevavano i pesci. Il dietro le quinte del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa è una vera e propria camera delle meraviglie, angoli nascosti non compresi nei consueti itinerari dei visitatori, dove si svolge gran parte del lavoro di ricercatori e curatori delle collezioni.

“Nei magazzini della sezione di mineralogia conserviamo dei campioni rarissimi e unici al mondo, si tratta di cristalli di minutissime dimensioni che non possono essere esposti – spiega Daniela Mauro, referente della sezione di mineralogia del Museo – tra quelli più significativi merita di essere ricordata la pyradoketosite, una nuova specie mineralogica scoperta in Toscana, sulle Alpi Apuane, nel 2020”. Al mondo esistono solo due campioni di pyradoketosite ed entrambi sono conservati nelle collezioni del Museo di Storia Naturale. Di colore arancione, i cristalli di questa specie presentano una morfologia aciculare con una lunghezza massima di 2 decimetri di millimetro.

Ma le scoperte a volte possono avvenire direttamente nel museo. E’ il caso ad esempio della magnesio-lucchesite, identificata come una nuova specie di tormalina toscana grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Ateneo Pisano. Proveniente da San Piero in Campo (Isola d’Elba), il campione, tra i migliori al mondo per qualità dei cristalli e dimensioni, è stato s “scoperto” dopo essere stato conservato per circa 40 anni nel museo.

La collezione mineralogica non è l’unica, tuttavia, che riserva soprese. Tra le collezioni di Invertebrati, ad esempio, vanno sicuramente ricordate la raccolta di insetti del fiorentino Carlo Passerini (1793-1857) – costituita da circa 30.000 esemplari, una delle più antiche in Italia ora in avanzata fase di recupero – e la collezione di conchiglie di Niccolò Gualtieri (1688-1744) che comprende circa 1.000 esemplari attualmente in fase di studio e riordino. Quest’ultima raccolta, acquistata dal granduca Francesco di Lorena nel XVIII secolo e destinata alla Galleria pisana, rappresenta una delle più antiche collezioni malacologiche al mondo e sulle cui illustrazioni sono state descritte numerosissime specie.

Nel complesso i reperti non esposti al pubblico costituiscono una mole impressionante di materiale custodito in scaffali e armadi che a loro volta riempiono le stanze un tempo adibite agli usi quotidiani dei monaci come le dispense collegate alla cucina, che, con il suo grande camino, ospita i Servizi educativi del Museo. Fra i vari locali si scoprono così curiosità come le stazioni della via crucis affrescate nelle pareti di un corridoio o un calendario solare a camera oscura, in pratica delle linee tracciate sul pavimento che il sole illumina grazie a un foro nella parete antistante a indicare le stagioni, oppure ancora un chiostro che “nasconde” sotto la sua pavimentazione un’enorme cisterna che raccoglieva l’acqua attraverso un sistema di canalizzazioni sotterranee molto complesso e ingegnoso. Le meraviglie dell’edificio si completano all’esterno fra giardini, vasche, frutteti ed orti che lasciano immaginare il ritmo delle stagioni ai tempi dei monaci.

“Dopo l’estate verrà aperta al pubblico la nuova Sala dell’evoluzione dell’uomo e sono in programma molti eventi anche per i prossimi mesi – dice la professoressa Elena Bonaccorsi Direttrice del Museo - Siamo molto soddisfatti per l’andamento di quest’anno. Nella prima metà del 2023 abbiamo già registrato oltre 40.000 presenze (43.896 al 26 giugno), con numeri paragonabili a quelli precedenti alla pandemia. Siamo particolarmente felici di aver accolto nuovamente le scuole al Museo, quest’anno a pieno regime, con oltre 1200 attività realizzate nel corso dell’anno scolastico 2022-2023. La proposta culturale del Museo continua ad arricchirsi e in questi mesi abbiamo proposto al pubblico 4 mostre temporanee e 35 eventi tra cui conferenze di divulgazione scientifica, eventi in collaborazione con il territorio, attività per bambini e famiglie, visite guidate, campi pasquali ed estivi, presentazioni di libri”.

 

 

Sono rivolte a formare geometri e periti laureati i due nuovi corsi di laurea a orientamento professionale che l’Università di Pisa, attraverso il Dipartimento di Ingegneria civile e industriale (DICI) e la Scuola di Ingegneria, attiverà dall’anno accademico 2023-2024. I corsi sono stati presentati giovedì 13 luglio, a Palazzo alla Giornata, dal rettore Riccardo Zucchi, dal prorettore alla Didattica, Giovanni Paoletti, dal direttore del DICI, Maria Vittoria Salvetti, dal vice presidente della Scuola interdipartimentale di Ingegnera, Sauro Filippeschi, da Antonio Benvenuti, in rappresentanza dei Collegi dei geometri e geometri laureati delle Province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara, da Giorgio Falchi, presidente dell’Ordine dei periti industriali di Pisa in rappresentanza degli Ordini dei periti industriali e dei periti industriali laureati delle province di Pisa, Firenze, Arezzo, Massa, Lucca, Livorno, Grosseto, Pistoia e Prato, da Andrea Madonna, presidente dell’Unione industriali pisana, da Luigi Pino, presidente di Confapi Toscana, e da Paola Martelli, direttrice del Consorzio Formetica. Erano inoltre presenti alcuni dei docenti che si sono fatti promotori dell’iniziativa, Leonardo Bertini, Gionata Carmignani, Francesco Frendo e Massimo Losa.

I nuovi corsi di laurea, a numero programmato, offrono un percorso alternativo alle lauree triennali, non mirato allo sbocco nelle lauree magistrali, quanto a favorire un inserimento diretto e rapido nel mondo del lavoro, con un perimetro di interesse esteso all’intero bacino regionale. Per dare una risposta concreta alla domanda di queste figure espressa dal territorio, i due profili professionali sono stati definiti in stretta sinergia con le organizzazioni dei rispettivi ambiti e con la collaborazione di alcuni istituti di istruzione superiore.

Il corso di laurea in “Tecniche per le costruzioni civili e la gestione del territorio” ha l’obiettivo di formare una figura tecnica connotata da competenze specifiche negli ambiti delle costruzioni edili e civili, nonché nella gestione e nel controllo del territorio. Tali competenze spaziano dalle tecniche di rilevamento topografico digitale a quelle per la gestione di banche dati catastali e demaniali, dalla progettazione e grafica digitale alla consulenza tecnica su problematiche di diritto di proprietà, dalle tecniche di gestione del cantiere alla redazione di pratiche edilizie. Le conoscenze acquisite saranno sviluppate all’interno di laboratori progettuali e messe in pratica durante il periodo di tirocinio, da svolgere presso aziende, enti pubblici o privati, studi professionali e realtà industriali interessate al profilo. Alla fine, il laureato potrà iscriversi all’Albo professionale dei geometri laureati e sarà abilitato a esercitare la professione, sia libera che come dipendente in enti pubblici e privati, aziende e studi tecnici.

Il corso di laurea in “Tecniche per la meccanica e la produzione” ha l’obiettivo di formare una figura professionale dotata di competenze tecnico-ingegneristiche nel settore della meccanica (disegno, tecnologie, materiali, elementi di progettazione meccanica), completate da conoscenze sui sistemi produttivi, relative alla gestione degli impianti e agli aspetti di qualità e sicurezza, al fine di potersi inserire sia nelle aree tecniche di sviluppo del prodotto di grandi realtà, sia nelle aree produttivo-logistiche delle piccole e medie imprese. Il percorso prevede oltre alla formazione di base un numero cospicuo di laboratori e, al terzo anno, un’ampia attività di tirocinio, per 48 crediti formativi, nelle aziende convenzionate, che potranno spaziare dall’industria della carta a quella del marmo, dal settore automotive alla cantieristica navale. Alla fine del percorso, il laureato otterrà l’abilitazione all’esercizio della professione di perito industriale laureato nel settore di specializzazione “Meccanica ed efficienza energetica”.

 

Le dichiarazioni

Il rettore Riccardo Zucchi:

Istituite dal Ministero nel 2018 in forma sperimentale e poi in via definitiva nel 2020, le lauree a orientamento professionale, anche dette ‘professionalizzanti’, hanno lo scopo di formare figure professionali che possano trovare immediata collocazione nel mondo del lavoro e in particolare delle imprese.

Sono perciò strettamente connesse al tessuto economico-produttivo locale. Queste due lauree, le prime nel nostro Ateneo, sono nate per rispondere a un’esigenza manifestata dalle rappresentanze degli ordini professionali dei geometri e dei periti e dalle associazioni industriali del territorio, che ringrazio anche per il supporto nella definizione del percorso formativo e per quello che daranno nello svolgimento vero e proprio delle lauree. Attraverso iniziative come questa, l’Università di Pisa vuole ampliare e rendere strutturali le collaborazioni con le realtà produttive dell’intera area regionale, diventando il fulcro dello sviluppo del nostro territorio.

 

Il direttore del DICI, Maria Vittoria Salvetti:

Le lauree hanno l’obiettivo di creare una figura collocabile immediatamente e direttamente nel mondo del lavoro e, per questo, sono caratterizzate da una parte importante di attività ‘sul campo’, tramite laboratori e tirocini. Per questo, non sono in competizione, ma costituiscono un percorso alternativo rispetto alle attuali lauree triennali ‘tradizionali’, ampliando così l’offerta formativa del nostro Ateneo nell’ambito dell’Ingegneria. Le due lauree afferiscono al Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale, di cui sono direttrice, ma, come tutta la didattica nell’area dell’Ingegneria, la loro nascita è frutto di un processo e di uno sforzo condiviso nell’ambito della Scuola di Ingegneria, e, in particolare, nei settori dell’ingegneria civile e meccanica. Un grazie particolare va ai docenti proponenti, che si sono fatti carico anche di seguire l’iter burocratico, i professori Leonardo Bertini, Gionata Carmignani, Francesco Frendo e Massimo Losa.

 

Il rappresentante dei Collegi dei geometri e geometri laureati delle Province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara, Antonio Benvenuti:

Siamo arrivati al termine di un percorso molto lungo ma che possiamo concludere con il lieto fine. Ho il piacere di parlare a nome dei presidenti dei quattro Collegi coinvolti, Pisa, Massa, Lucca e Livorno, e desidero ringraziarli per il grande lavoro di questi anni, così come ringrazio l’Università di Pisa e il Dipartimento di Ingegneria civile e industriale. L’istituzione di questo corso di laurea professionalizzante concede l’abilitazione alla professione, ma non solo: aumenta il livello e la qualità di preparazione dei geometri del futuro, agevolando l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Un ruolo decisivo l’ha avuto anche il Consiglio nazionale geometri e geometri laureati, che nel 2016 ha proposto di presentare un disegno di legge per l’istituzione delle lauree professionalizzanti abilitanti. E un ruolo decisivo lo avranno proprio i Collegi dei geometri: tra laboratori e praticantato, contribuiranno attivamente alla formazione degli studenti. La nostra professione è chiamata a muoversi in un contesto che cambia e si configura come fondamentale nei temi di pertinenza legati alla vita quotidiana delle persone. Investire concretamente nella formazione consente di migliorare la nostra società e noi ci crediamo molto. Da ultimo, ma non per

importanza, desidero dedicare un pensiero al professor Luciano Modica, che fin dall’inizio si è speso molto per questo progetto, dando un contributo impossibile da dimenticare.

 

Il presidente dell’Ordine dei periti industriali di Pisa in rappresentanza degli Ordini dei periti industriali e dei periti industriali laureati delle province di Pisa, Firenze, Arezzo, Massa, Lucca, Livorno, Grosseto, Pistoia e Prato, Giorgio Falchi:

Le lauree professionalizzanti abilitanti sono per noi un’opportunità e una prova della capacità di mobilitarsi per favorire l’accesso e il rinnovamento della nostra categoria. Quindi ben vengano l’istituzione di lauree come quelle presentate oggi, per cui vorrei ringraziare il Dipartimento di Ingegneria Civile e in particolare i professori Francesco Frendo, Leonardo Bertini e Gionata Carmignani per l’impegno profuso.

La nostra categoria professionale sarà fortemente coinvolta nell’attuazione pratica del progetto formativo, attraverso la messa a disposizione di docenti/tutor e di professionisti di comprovata esperienza per accogliere i laureandi per lo svolgimento dei tirocini formativi, che giocano un ruolo chiave occupando ben 48 dei 180 CFU complessivi. Designeremo anche una persona di riferimento che svolgerà la funzione di referente verso il consiglio del corso di studio. Per l’espletamento della prova finale, che ha valore abilitante ai fini dell’iscrizione ai nostri albi, metteremo a disposizione i professionisti per la costituzione delle commissioni di laurea.

 

Il presidente dell’Unione industriali pisana, Andrea Madonna:

È noto che uno dei problemi principali delle aziende, e quindi del Paese, è la grande difficoltà a reperire le persone che con la loro professionalità facciano funzionare il nostro sistema produttivo mantenendolo ai livelli di eccellenza che tutto il mondo ci riconosce. Per questo una delle attività caratterizzanti della nostra azione è colmare questa lacuna lavorando molto sulle scuole, a partire dalle medie, sugli istituti tecnici, le università e gli Its con una focalizzazione particolare per le ragazze. Ecco che un percorso di laurea professionalizzante su “Tecniche per la meccanica e la produzione” si adatta bene alle esigenze aziendali e, con l’importante ruolo didattico che viene dato al tirocinio effettuato nelle imprese e all’attività di docenza riconosciuta alle stesse, costituisce un importante strumento occupazionale per i giovani che saranno facilitati nell’inserimento lavorativo vista anche l’importanza nel nostro territorio del settotre metalmeccanico.

 

Il presidente di Confapi Toscana e Confapi Pisa e del Tirreno, Luigi Pino:

Un grande traguardo raggiunto dopo quattro anni di lavoro che si concretizza in un ambizioso progetto formativo. L’idea del corso di laurea nasce da un’analisi conoscitiva sui fabbisogni formativi professionali delle piccole e medie imprese della zona nel settore metalmeccanico e manifatturiero: l'analisi ha confermato la forte carenza di operatori tecnici specializzati che le imprese ci segnalano quotidianamente. Abbiamo cercato, insieme anche agli imprenditori della categoria UnionMeccanica, di dare il nostro contributo per trovare una soluzione di sistema.

In un’ottica più ampia, questo corso avrà anche una ricaduta positiva sull’economia del nostro territorio perché, di fatto, le figure formate inizieranno il loro percorso lavorativo nelle imprese limitrofe, diminuendo il numero dei laureati che si spostano in altre città per motivi di lavoro e generando quindi un circolo virtuoso economico e sociale che giova a tutti.

Si sono diplomati gli allievi e le allieve del Foundation Course 2022/23, in tutto circa 40 in questa prima sessione. Con oltre 110 iscritti, il corso giunto quest'anno alla settima edizione dura un anno accademico e permette agli studenti internazionali di colmare la scolarità necessaria per iscriversi a una laurea di primo livello

La cerimonia si è svolta il 29 giugno scorso al Polo Piagge e a salutare le studentesse e gli studenti diplomati c’erano il professore Giovanni Federico Gronchi, prorettore alla Cooperazione e relazioni internazionali, il professore Marco Polini, responsabile del Foundation Course Science (FCS), e la professoressa Anna Maria Lossi, docente di Philosophy del FC Humanities, a nome del professor Arturo Marzano, responsabile scientifico del programma. Presente infine lo staff dell’Unità cooperazione internazionale, coordinato dalla dottoressa Paola Cappellini.

L’Università di Pisa è stato il primo ateneo italiano ad aver attivato questo importante percorso nel 2016, già presente nelle più importanti università europee da diversi anni. Attraverso la frequenza del Foundation Course e con il superamento dei relativi esami, gli studenti possono proseguire la loro carriera accademica iscrivendosi a un corso di laurea di primo livello presso l’Università di Pisa.

Venerdì, 14 Luglio 2023 09:29

La Certosa delle meraviglie

Dalla pyradoketosite, un minerale più raro del diamante, al calendario solare a camera oscura, sino agli orti e alle vasche dove i monaci certosini allevavano i pesci. Il dietro le quinte del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa è una vera e propria camera delle meraviglie, angoli nascosti non compresi nei consueti itinerari dei visitatori, dove si svolge gran parte del lavoro di ricercatori e curatori delle collezioni.

“Nei magazzini della sezione di mineralogia conserviamo dei campioni rarissimi e unici al mondo, si tratta di cristalli di minutissime dimensioni che non possono essere esposti – spiega Daniela Mauro, referente della sezione di mineralogia del Museo – tra quelli più significativi merita di essere ricordata la pyradoketosite, una nuova specie mineralogica scoperta in Toscana, sulle Alpi Apuane, nel 2020”. Al mondo esistono solo due campioni di pyradoketosite ed entrambi sono conservati nelle collezioni del Museo di Storia Naturale. Di colore arancione, i cristalli di questa specie presentano una morfologia aciculare con una lunghezza massima di 2 decimetri di millimetro.

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Ma le scoperte a volte possono avvenire direttamente nel museo. E’ il caso ad esempio della magnesio-lucchesite, identificata come una nuova specie di tormalina toscana grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Ateneo Pisano. Proveniente da San Piero in Campo (Isola d’Elba), il campione, tra i migliori al mondo per qualità dei cristalli e dimensioni, è stato s “scoperto” dopo essere stato conservato per circa 40 anni nel museo.

La collezione mineralogica non è l’unica, tuttavia, che riserva soprese. Tra le collezioni di Invertebrati, ad esempio, vanno sicuramente ricordate la raccolta di insetti del fiorentino Carlo Passerini (1793-1857) – costituita da circa 30.000 esemplari, una delle più antiche in Italia ora in avanzata fase di recupero – e la collezione di conchiglie di Niccolò Gualtieri (1688-1744) che comprende circa 1.000 esemplari attualmente in fase di studio e riordino. Quest’ultima raccolta, acquistata dal granduca Francesco di Lorena nel XVIII secolo e destinata alla Galleria pisana, rappresenta una delle più antiche collezioni malacologiche al mondo e sulle cui illustrazioni sono state descritte numerosissime specie.

Nel complesso i reperti non esposti al pubblico costituiscono una mole impressionante di materiale custodito in scaffali e armadi che a loro volta riempiono le stanze un tempo adibite agli usi quotidiani dei monaci come le dispense collegate alla cucina, che, con il suo grande camino, ospita i Servizi educativi del Museo. Fra i vari locali si scoprono così curiosità come le stazioni della via crucis affrescate nelle pareti di un corridoio o un calendario solare a camera oscura, in pratica delle linee tracciate sul pavimento che il sole illumina grazie a un foro nella parete antistante a indicare le stagioni, oppure ancora un chiostro che “nasconde” sotto la sua pavimentazione un’enorme cisterna che raccoglieva l’acqua attraverso un sistema di canalizzazioni sotterranee molto complesso e ingegnoso. Le meraviglie dell’edificio si completano all’esterno fra giardini, vasche, frutteti ed orti che lasciano immaginare il ritmo delle stagioni ai tempi dei monaci.

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Dopo l’estate verrà aperta al pubblico la nuova Sala dell’evoluzione dell’uomo e sono in programma molti eventi anche per i prossimi mesi – dice la professoressa Elena Bonaccorsi Direttrice del Museo - Siamo molto soddisfatti per l’andamento di quest’anno. Nella prima metà del 2023 abbiamo già registrato oltre 40.000 presenze (43.896 al 26 giugno), con numeri paragonabili a quelli precedenti alla pandemia. Siamo particolarmente felici di aver accolto nuovamente le scuole al Museo, quest’anno a pieno regime, con oltre 1200 attività realizzate nel corso dell’anno scolastico 2022-2023. La proposta culturale del Museo continua ad arricchirsi e in questi mesi abbiamo proposto al pubblico 4 mostre temporanee e 35 eventi tra cui conferenze di divulgazione scientifica, eventi in collaborazione con il territorio, attività per bambini e famiglie, visite guidate, campi pasquali ed estivi, presentazioni di libri”.

 

 

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